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Spiritualità

Dio ha una madre?

Pubblicato 2017/08/07
Autore : Gaudium Press

Dio ha una madre? Queste parole incredibili furono pronunciate da Nestorio, Patriarca di Costantinopoli a metà dell'anno 425. E non solo, lui ha osato anche dire dal pulpito del Duomo della sua sede generale...

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Dio ha una madre? Queste parole incredibili furono pronunciate da Nestorio, Patriarca di Costantinopoli a metà dell'anno 425. E non solo, lui ha osato anche dire dal pulpito del Duomo della sua sede generale, nel Natale 428 che "chiamare la Vergine Madre di Dio sarebbe giustificare la follia dei pagani, che danno madri ai loro dèi".

Si rifiutava anche di chiamare Dio il bambino Gesù, tra le altre idee insidiose che difendeva. E quale la ragione di queste bestemmie?

Era il padre di una eresia che, spinta alle sue ultime conseguenze per le sue follie, insisteva sul fatto che in nostro Signore aveva due nature, sì, ma anche due persone, e che la Sua natura divina "abitava" nella persona umana di Cristo, come qualcuno che abitasse in un tempio, o come un vestito che era intimamente unito a una persona senza.

Da ciò concludeva che la meraviglia accaduto nella grotta di Betlemme, dove Maria diede alla luce il Verbo eterno, era un semplice fatto umano, che non aveva alcuna partecipazione nella divinità. E Lei non potrebbe essere chiamata Madre di Dio, ma la madre della persona umana di Cristo.
Questa è una dottrina pericolosa, perché sulla sua basato si può distruggere la dottrina della Redenzione, in quanto porta a negare che Dio fu morto per la redenzione dell'umanità, e quindi i meriti della Passione di Nostro Signore non sarebbero infiniti.

E qual'è stata la soluzione a questo problema? Dio suscitò, per schiacciare questa eresia, San Cirillo di Alessandria, intitolato dalla Chiesa "il teologo dell'incarnazione".

Lui coniò il bel termine dell'unione ipostatica per spiegare come Dio si è unito alla natura umana, al momento del concepimento verginale della Beata Vergine. Quindi, possiamo dire che il Verbi di Dio ha due nascite: quello eterno, quando generato dal Padre, e un altro nel tempo, essendo concepito dalla Vergine.

Ecco le sue parole:

"Infatti, non nacque prima, della Santa Vergine un uomo qualsiasi, sul quale poi scenderebbe il Verbo, ma si dice che (il Verbo), unito dal grembo materno, assunse la nascita carnale. Perciò (i santi padri non hanno esitato a chiamare la Santa Vergine, la Mater Dei (Madre di Dio)" (D 251).

Grazie all'intervento di San Cirillo, questa eresia poté essere condannata al Concilio di Efeso, che è anche chiamato il Concilio di Maria, perché in esso è stato proclamato, con grande gioia per tutto il popolo cristiano del tempo, il principale dogma mariano: quello della maternità divina. In considerazione di cui, Maria ricevé tutti i suoi numerosi privilegi come, per esempio, quello di Immacolata Concezione.

E le lodi di questo privilegio non cessarono con il Concilio. I mariologi non si stancano mai di spiegare nuove dottrine ad onorare Maria come Madre di Dio.

Ci dicono, per esempio, che una volta la Madonna, come tutte le madri, ministrò una natura simile alla sua al Figlio Divino, da Lei generato, può essere chiamata la Madre di Cristo.

E se Cristo è veramente Dio, chiamarLa Madre ci Cristo, è lo stesso di chiamarLa Madre di Dio, perché così come una madre non genera le anime dei propri figli, ma la natura, la Madonna non è chiamata Madre di Dio perché generò la natura divina del Verbo, ma perché generò, secondo la sua umanità, la persona divina del Verbo.

E poiché il tema della generazione e della figliolanza non è la natura, ma la persona, la divina persona del Verbo si è unita alla natura umana, sottoministrata dalla Beata Vergine, dal primo momento del concepimento. Presto, Maria davvero concepì e partorì nella carne l'unica persona che è in Cristo, la seconda della Santissima Trinità, quindi, dovrebbe essere chiamata Madre di Dio. (1)

Così, possiamo dire con esultanza, insieme a Sant'Agostino: Caro Christi, caro Mariae; La carne di Cristo è la carne di Maria.

Così grande è questo dono dato da Dio a Lei, che San Tommaso non esita ad affermare che la Sua dignità come Madre di Dio, è sicuramente infinita:

"L'umanità di Cristo, per essere unita a Dio; la beatitudine degli eletti, che consiste nel godimento di Dio, e la Beata Vergine, per essere la Madre di Dio, hanno dignità infinita in virtù del bene infinito, che è Dio stesso".

E uno dei suoi più importanti commentatori, il cardinale Caietano, scrive senza esitazione:
"La Beata Vergine Maria è venuta fino ai confini della divinità con la propria operazione, siccome concepì, partorì, generò e nutrì Dio con il proprio latte". (2)

E questo privilegio della Beata Vergine era convenientissimo per noi, perché Dio prendendo la natura umana in una donna, cioè, una persona creata, e unendola in modo intimo a Dio, allo stesso modo che la natura umana di nostro Signor è unita a Dio, anche in modo più intimo possibile, porta la persona umana ad essere esaltata, nella Beata Vergine, al massimo grado immaginabile, a punto di arrivare all'infinito. (3)

Alessandro Cavalcante Scherma Schurig

1. Fr. Antonio Royo Marín, Teologia de la perfección cristiana, B.A.C., Madrid, 1968, p.89. apud Pequeno ofício da Imaculada conceição comentado. Mons. João Clá Dias, Artpress, São Paulo, Sp, 1997, p.366
2. Fr. Royo Marín, op. cit. p.101-102 apud Pequeno ofício da Imaculada conceição comentado. Mons. João Clá Dias, Artpress, São Paulo, Sp, 1997, p.373
3. Pe Roschini apud Pequeno ofício da Imaculada conceição comentado. Mons. João Clá Dias, Artpress, São Paulo, Sp, 1997, p.371.

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