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Santi

“Introibo ad altare Dei”

Pubblicato 2017/12/06
Autore : Suor Clara Isabel Morazzani Arráiz, EP

Correva l'anno 1791. In una fredda domenica di gennaio, gli abitanti di Le Louroux- Béconnais, località vicina ad Angers, si stringevano l'un l'altro nella chiesa

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Beato Noël Pinot

Rivestito dei suoi paramenti sacerdotali per decisione dei suoi carnefici, padre Pinot pronunciò prima di salire al patibolo  quelle parole che tante volte aveva ripetuto davanti ai gradini dell'altare.

Suor Clara Isabel Morazzani Arráiz, EP

Correva l'anno 1791. In una fredda domenica di gennaio, gli abitanti di Le Louroux- Béconnais, località vicina ad Angers, si stringevano l'un l'altro nella chiesa. Un sentimento di ansietà li dominava, poiché il prefetto Jean Boré li aveva convocati per assistere, terminata la Messa, al giuramento che il parroco Noël Pinot era intimato a prestare davanti alla giunta municipale lì riunita.

Il 12 luglio dell'anno precedente, l'Assemblea Costituente aveva approvato la Costituzione Civile del Clero, con la quale mirava a ristrutturare le circoscrizioni ecclesiastiche del Paese e a convertire i Vescovi e sacerdoti in cittadini-funzionari. Per garantire la sua applicazione, tutti i chierici dovevano giurare fedeltà all'Assemblea, a rischio di subire di una grave repressione da parte delle autorità rivoluzionarie.

beato_noel_pinot.jpg
Il sangue del servo si mescola a quello
del Signore, come le gocce d’acqua
che il  celebrante mescola al vino


“Martirio del Beato Nöel Pinot” -
Affresco della Parrocchia di Le
Louroux-Béconnais (Francia)

Tra la popolazione di Anjou,1 marcatamente religiosa e molto influenzata dal recente apostolato di San Luigi di Montfort, lo scontento e il disaccordo con tale ingiusta imposizione erano patenti. "Ognuno, sacerdoti e fedeli, aveva gli occhi fissi su padre Pinot, per sapere come e in che misura egli avrebbe resistito agli ordini del governo. Tale era la sua fama di virtù e santità che il suo esempio, in qualsiasi senso, avrebbe avuto una grande ripercussione e trascinato numerosi imitatori".2

Ma quella mattina d'inverno, il parroco di Louroux non sembrava aver fretta a pronunciare il suo giuramento. Si trattenne così tanto nella sacrestia, togliendo i paramenti e pregando le sue orazioni dopo la Comunione, che il prefetto andò a cercarlo, esigendo da lui un'immediata sottomissione ai suoi ordini, sotto pena di esser dimesso dalle sue funzioni. Come unica risposta, ottenne un rifiuto tanto fermo quanto calmo, basato su un inoppugnabile argomento: né la legge né il prefetto avrebbero potuto togliergli i poteri che aveva ricevuto da Dio.

Parroco dedito alla sua missione

Grande fu la gioia del popolo di fronte a quest'atteggiamento. In verità, nessuno aveva dubitato dell'integrità di padre Pinot, che tutti conoscevano molto bene e per il quale avevano un profondo affetto. Dal suo arrivo in quella parrocchia, la più grande di tutta la diocesi, egli si era dedicato alla sua missione con lo stesso ardore con cui si era dedicato, per sette anni, al cappellanato dell'Ospedale degli Incurabili, ad Angers.

Instancabile, percorreva le distanze che lo separavano dai villaggi più lontani prodigandosi in mille attenzioni e non risparmiando sforzi. Secondo la testimonianza dei suoi contemporanei, la virtù nella quale più si distingueva era, senza dubbio, la carità. "Egli si dava tutto a tutti, e offriva ai fedeli e al clero dei dintorni il modello compiuto della perfezione sacerdotale".3

Come parroco esemplare, si preoccupava oltremodo di distribuire i Sacramenti, convertire i peccatori, riscattare i traviati e dare a tutti una solida formazione cristiana. Sul pulpito si rivelava un teologo sicuro; nel confessionale, un ineguagliabile direttore di coscienze; nella catechesi, un maestro ameno e attraente.

Virtù apparentemente opposte

Dopo il tormentoso episodio accaduto col prefetto, padre Pinot decise di rompere il silenzio e affermare pubblicamente la sua posizione. Alcune domeniche dopo, davanti agli ufficiali municipali e allo stesso prefetto, seguiti da una numerosa assemblea, pronunciò un lungo discorso, esponendo le ragioni per le quali rifiutava quel decreto.

La sua voce chiara, risoluta ed eloquente riecheggiò nel recinto sacro, affermando che era suo dovere rifiutare la Costituzione Civile del Clero, contraria ai principi della Chiesa e il cui giuramento lo avrebbe reso indegno del suo ministero. Egli conosceva bene le tribolazioni che lo attendevano, ma il timore di perdere l'incarico, la libertà o anche la propria vita, non lo avrebbero mai fatto capitolare. Tutti i presenti, abituati alla solita bontà e dolcezza del loro parroco, vedevano ora splendere in lui una grande fermezza e intransigenza. Meraviglioso equilibrio, del quale solo le anime sante sono capaci, sapendo armonizzare virtù apparentemente opposte, che, tuttavia, si completano in modo mirabile.

A mani incatenate, come un malfattore

Pochi giorni dopo, cento uomini della Guardia Nazionale attraversarono durante la notte e in silenzio la piccola città, e circondarono la casa parrocchiale, portando un mandato d'arresto al cittadino Pinot. Egli stesso, interrompendo le preghiere che costumava prolungare fino a notte fonda, venne ad aprire la porta. Li accolse con cortesia, si lasciò ammanettare senza opporre resistenza e fu condotto ad Angers.

Impossibile non stabilire un parallelo tra questo incidente e quanto successe nell'Orto degli Ulivi, quando il Redentore del mondo Si consegnò liberamente nelle mani degli empi. L'ora tarda, il numero esorbitante di soldati - spiegabile soltanto con la paura di una reazione popolare - e la loro insolenza ricordano i racconti evangelici (cfr. Lc 22, 47-54). Più ancora, la determinazione nobile e serena della vittima davanti ai persecutori è imitazione fedele del sublime atteggiamento del Prigioniero del Getsemani.

Obbligato a sfilare per le vie di Angers ammanettato come un malfattore, padre Pinot fu rinchiuso in prigione. Pochi giorni dopo, ricevette la sentenza per i suoi "crimini": sarebbe dovuto rimanere per due anni a otto leghe di distanza dalla sua parrocchia.

"Convertitore irresistibile e incorreggibile"

Decise, allora, di esercitare il ministero in altre città dell'Anjou. Angers, Corzé, Beaupréau e tutta la regione di Mauges si beneficiarono per lunghi mesi del suo apostolato, i cui frutti non tardarono a esasperare i suoi avversari. Al suo passaggio, la vita cristiana s'incrementava, il fervore cresceva e - cosa che sembrava loro peggiore - molti sacerdoti che avevano giurato ritrattavano e tornavano in comunione con la Chiesa. Siccome la fama di questo "convertitore irresistibile e incorreggibile, che dappertutto resuscitava Gesù Cristo nelle anime" cresceva sempre di più,4 le autorità decisero di dargli la caccia e gettarlo in una prigione, nella speranza di farlo tacere definitivamente. Ma, per una speciale protezione di Dio, egli riusciva sempre a fuggire, viaggiando di villaggio in villaggio e passando di casa in casa senza smettere la sua attività missionaria.

Una preoccupazione, però, gli oscurava lo spirito: gli abitanti di Louroux erano privi dell'assistenza sacramentale da più di due anni...

Ancora non era giunta la sua ora

Alla metà del 1793, un avvenimento inatteso venne a facilitare l'operato di padre Pinot. Le vittorie dell'esercito della Vandea a Thouars, Saumur e Angers hanno lasciato sgombro il cammino di Louroux per il nostro fedele sacerdote. Il suo ritorno all'antica parrocchia fu un autentico trionfo: quella gente semplice, ma di fede robusta, lo accolse avida dei suoi insegnamenti, piena di nostalgia delle sue cerimonie religiose.

Ciò nonostante, quella pace durò poco: la sconfitta dell'esercito vandeo davanti a Nantes, il 29 giugno, portò a una recrudescenza del Terrore. Il virtuoso sacerdote si vedeva nuovamente in pericolo di vita; tuttavia, deciso a non lasciare il suo gregge, optò per rimanere clandestinamente nel territorio parrocchiale.

Fotos: Alienor / Eurasia21eu
louroux_beconnais.jpg
Angers, Corzé, Beaupréau e tutta la regione di Mauges si sono beneficiati per mesi del suo
apostolato, i cui frutti non tardarono ad esasperare gli avversari

La città di Angers con la Cattedrale di San Maurizio in primo piano; in
alto, prefettura di Le Louroux-Béconnais

Durante il giorno si nascondeva in fienili e mulini isolati, dividendo le ore tra la preghiera, la lettura e il sonno. E quando le prime ombre della sera avvolgevano i boschi e i campi, usciva dalla reclusione ed esercitava il suo ministero: ascoltava confessioni, assisteva malati, battezzava bambini, celebrava matrimoni. A mezzanotte celebrava l'eucaristia in una stalla, in un granaio o anche all'aperto, per un numero di fedeli sempre numeroso.

I suoi spostamenti notturni, sebbene discreti, suscitarono il sospetto degli sbirri della municipalità. Molte volte fu sul punto di essere preso, e una volta, dovette nascondersi in un mucchio di biancheria; un'altra, si sdraiò sotto il fieno di una mangiatoia; poco dopo, scappò dal rifugio nel quale si trovava pochi minuti prima dell'irruzione di un contingente della Guardia Nazionale...

La Divina Provvidenza vegliava su quel figlio diletto, poiché non era arrivata ancora la sua ora; ma lui, convinto che presto o tardi sarebbe finito nelle mani dei persecutori, gioiva nell'attesa del martirio.

Tradito e umiliato come Cristo

Nella notte del 9 febbraio 1794, quando si preparava a celebrare la Messa in una casa del villaggio di La Milanderie, si udirono forti colpi alla porta. Si nascose in un'arca di legno, con tutti gli ornamenti liturgici e il calice stesso, mentre la padrona di casa andò ad aprire. Cinquanta uomini invasero l'umile dimora, proferendo minacce e rovistando tutto minuziosamente. Lo trovarono, finalmente, e lo fecero uscire, fra insulti e scherni.

Il Divino Maestro - che padre Pinot cercava tanto di imitare - riservava per il suo fedele ministro atroci sofferenze, desiderando configurarlo di più a Sé. Infatti, all'origine di questa detenzione c'era un delatore un tempo soccorso dalle elemosine del buon parroco: avendo scorto il suo benefattore nell'orto della casa, si era affrettato a denunciarlo alle autorità, attratto, come Giuda, dalla remunerazione promessa.

Padre Pinot fu condotto immediatamente a Louroux, dove ebbe luogo un'ignominiosa scena, riflesso della Passione di Cristo: giudici e guardie gli sputarono in volto, lo schiaffeggiarono e lo ferirono a bastonate. Uno di loro, che era stato anche lui oggetto dei favori del caritatevole parroco, udì dall'innocente vittima queste parole, quale paterno invito e terribile censura: "Infelice; tuttavia, non ti ho fatto se non il bene!".5

Dopo un breve interrogatorio, il prigioniero fu trasferito ad Angers, dove, in attesa del processo, rimase dieci giorni in un buio e inospitale carcere, alimentato solo a pane e acqua.

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Ascoltò la sentenza in pace e accolse con
soddisfazione la decisione dei carnefici
di essere giustiziato con i suoi
paramenti sacerdotali


“Il Beato Pinot davanti al tribunale che lo
condannò a morte” - Parrocchia
di Le Louroux-Béconnais

Davanti al tribunale, rispose alle domande con sicurezza e serenità. Affermò che non aveva giurato sulla Costituzione perché la sua coscienza glielo impediva, e che non si era esiliato, secondo le direttive delle leggi, perché doveva prendersi cura della parrocchia a lui affidata da Gesù Cristo, per mezzo della sua Chiesa.

Nel suo volto risplendeva la gioia degli eletti

Di conseguenza, il cittadino Noël Pinot fu condannato alla ghigliottina. Ascoltò la sentenza in pace, e accolse con gioia la decisione dei carnefici, di esser giustiziato con i suoi paramenti sacerdotali. Rivestito, dunque, di amitto, camice, stola e casula, attraversò la città fino al luogo dove era eretto il sinistro patibolo, che presto sarebbe diventato per lui il portico dell'eterna beatitudine. Narra padre Gruget, testimone oculare del fatto: "Il martire pregava in profondo raccoglimento. Il suo aspetto era calmo e nel suo volto sereno risplendeva la gioia degli eletti. Si potevano, per così dire, seguire i canti di azione di grazie che sgorgavano dal suo cuore".6

Vicino alla ghigliottina, prima di salire il primo gradino della scala, elevò gli occhi e, preso da un soprannaturale entusiasmo, esclamò: "Introibo ad altare Dei! - Verrò all'altare di Dio" (Sl 43, 4).

Con queste parole iniziava la Messa nell'antica Liturgia, e padre Pinot le aveva pronunciate innumerevoli volte prima di salire i gradini dell'altare. Ma ora saliva sul patibolo per immolare se stesso, per fare l'olocausto ultimo della sua vita! Il sangue del servo si sarebbe mescolato a quello del Signore, come le gocce d'acqua che, all'Offertorio, il celebrante mescola al vino affinché diventino, con questo, un'unica bevanda di salvezza.

Salì con passo fermo, impaziente di incontrarsi con Dio. In un istante la lamina della ghigliottina eseguì il suo compito, interrompendo la sua vita terrena e facendolo nascere per il Cielo. Era il giorno 21 febbraio
1794.

Noël Pinot aveva infine reso lo spirito al Creatore. Anima sacerdotale, compenetrata della dignità della sua missione; anima interamente conscia di essere mero strumento nelle mani di Dio, svolgeva con umiltà il suo ministero; anima dimentica di se stessa per far solo brillare il suo carattere sacro; anima di fuoco, che trascinava sempre gli altri al bene; anima che seppe anteporre i diritti della Chiesa ai suoi interessi personali anche a costo della sua stessa vita!

Con la sua morte, ha lasciato in eredità ai posteri un insigne memoriale di eroismo e santità, "nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e generosamente per le sante e venerande Leggi" (II Mac 6, 28).

1 Storica regione della Francia che corrisponde, in termini generali, all'attuale dipartimento di Maine et Loire. La sua capitale era Angers.
2 SÉGUR, Anatole de. Un admirable martyre sous la Terreur. Paris: Charles Amat, 1904, p.36.
3 Idem, p.26.
4 Idem, p.70.
5 Idem, p.124.
6 GRUGET, apud SÉGUR, op. cit., p.155.

(Rivista Araldi del Vangelo, Febbraio/2014, n. 130, pp. 32 - 35)

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