Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Dottrina » Eucaristia »
Eucaristia

Il Miracolo eucaristico di Siena

Pubblicato 2013/09/20
Autore : Guillermo Assurmendi

Era il 14 agosto del 1730, vespri alla festa dell´Assunzione della Madonna, tra le 17 e le 18 ore. L´ardente sole di estate scaldava ancora i campi appena falciati.

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Una rapina sacrilega nell´origine di un bellissimo miracolo

Sono ostie di farina cruda e acqua, senza qualsiasi tipo di conservante. Tuttavia, sono intatte e perfette da 275 anni.

Guillermo Assurmendi

Era il 14 agosto del 1730, vespri alla festa dell´Assunzione della Madonna, tra le 17 e le 18 ore. L´ardente sole di estate scaldava ancora i campi appena falciati. Alla città, le case, le vie e le chiese erano vuote perché tutti i fedeli erano alla Cattedrale, cantando lodi alla Vergine, al suono dell´organo.

Ma non non tutti... approfittando delle circostanze, alcuni ladri hanno rubato la Basilica di San Francesco, la chiesa più lontana del centro della città, hanno sfondato la porta del tabernacolo e hanno preso il ciborio d´argento pieno di Ostie consacrate.

Arrivando all´altare per celebrare la Messa il giorno dopo, il sacerdote si è reso conto che il sacrario era aperto e il ciborio pieno di Ostie era scomparso. Senza dubbio, si trattava di una rapina! La notizia si è diffusa velocemente. Il triste avvenimento sembrava un´ affronta alla festa dell´Assunzione e pregiudicava la corsa al Palio, che si dovrebbe realizzare in quel giorno.

Scoperte da un caso providenziale

Tre giorni dopo, alla Chiesa di Santa Maria, alla città vicina di Provenzano, il chierico Paolo Schiavi ha assistito alla Santa Messa inginocchiato davanti a una cassaforte per le elemosine. Quando ha chinato la testa al momento della Consacrazione, ha visto e anche intuito qualcosa bianca attraverso la fessura dove passavano le monete. Non ha avuto dubbi nel collegare immediatamente quello che ha visto con la rapina delle Ostie a Siena.

Avvisato della scoperta, il Padre Girolano Bozzegoli ha coperto la cassaforte con un tessuto rosso e ha acceso due candele, una da ogni lato. Presto la Chiesa era piena di fedeli. Oltre all´Arcivescovo e altre autorità, erano presenti le persone che avevano fatto le ostie e il sagrestano della Basilica di San Francesco, dove era successo la sacrilega rapina.

Immediatamente una commissione è stata nominata per aprire la cassaforte e controllare il suo contenuto. Dentro hanno incontrato le ostie rapinate "in mezzo alle monete, alle polvere e a tantissime ragnatele", d´accordo con il cronista.

Durante due ore le Ostie sono state paragonate ad altre, portate dalla Basilica di San Francesco e non c´è stato dubbio che tutte sono state fabricate con lo stesso stampo.

Infine, loro sono state contate, e il numero corrispondeva a quello dichiarato dal sagrestano della Basilica: 351.

Davanti a questi dati, la Commissione ha concluso che erano le Ostie rapinate.

Mai si è vista una festa così grande

Mentre si preparava una grande processione trionfale per ricondurre le Ostie alla Basilica di San Francesco, le Ostie sono rimaste sull´altare maggiore della chiesa di Provenzano, dove i fedeli disputavano i loro atti di fervore e riparazione.

La mattina del 18 agosto hanno cantato alla solenne Messa. Durante il Gloria e nell´Elevazione le truppe hanno sparato raficche di mortaio "con grande rumore di trombe e tamburi".

Nel pomeriggio, alla stessa ora in cui hanno fatto la rapina, è entrato nella chiesa l´Arcivescovo, indossando i paramenti della festa di Corpus Christi seguito dai sacerdoti e dai fedeli. Il Prelato si è inginocchiato di fronte all´altare maggiore e ha cominciato a piangere davanti alle Ostie ritrovate.

Poi si è formata la processione: i Francescani Minori Conventuali, i Cappuccini, gli Osservanti, le altre congregazione del clero regionale, il clero secolare, i sacerdoti della cattedrale, i parroci della città e alla fine il palio. Gli alabardieri "non sono riusciti a contenere il fervore dei fedeli". La processione sfilava in una foresta di stendardi e bandiere.

Sotto il palio, l´Arcivescovo portava le sacre Ostie, seguito dai più importanti rappresentanti dal clero, cavaglieri, nobili, membri del Senato, artisti e artigiani. Le campane suonavano in tutte le chiese; la città si è riempita di un suono melodioso e festoso al quale si è aggiunto lo sparo di mortai, archibugi e moschetti, oltre allo squillo di trombe.

Alla Piazza di San Francesco, la processione si è divisa in due ali per lasciare passare il palio. Subito dopo, "tutta la Basilica si è ripiena di candele accese, in modo che sembrava essere in fiamme, e la folla somigliava a un´albero ardente.

Le Ostie sacre sono state esposte durante molti giorni. Da tutte le parti i fedeli venivano per adorarli. Mai prima si è vista una festa così grande a Siena, solo quando la testa di Santa Catarina è ritornata miracolosamente, nel 1384.

"Un fenomeno che contradice le leggi della conservazione della materia organica"

Nei primi mesi niente è stato detto rispetto a un miracolo. Fino ad allora gli avvenimenti erano riassunti così: una rapina aveva causato grande costernazione; dopo tre giorni, le Ostie sono state ritrovate nella chiesa di una città vicina, per puro caso; questa scoperta ha dato occasione a grandi manifestazioni di amore alla Sacra Eucaristia e questo niente c´è di miracoloso.

Però, sono passati anni e decenni e quelle Ostie fatte d´acqua e farina continuavano integre e non davano il minore segno di deterioramento.

Miracolo! - hanno gridato esultanti i fedeli. Un dubbio rimaneva da parte dei cetici e c´era bisogno di dargli una risposta incontestabile.

Allora, nell´aprile 1780, si è realizzato il primo riconoscimento dei periti. A questo si sono seguiti altri undici, l´ultimo nel giugno 1952. Il più importante di loro è stato il grande studio fisico e microscopico condotto nel giugno 1914.

Il Comitato è stato presieduto da parte ecclesiastica dall´allora Arcivescovo di Siena, Mons. Prospero Scaccia, e da parte scientifica dal dottore Siro Grimaldi, professore di Chimica Bromatologica all´Università di Siena.

Questa ricerca ha constatato che le Sante Ostie erano in perfetto stato di consistenza, lucide, bianche, odoranti e intatte. Tutti i membri del comitato hanno espresso il suo accordo alla dichiarazione del Professore Grimaldi, secondo la quale "le sacre Ostie di Siena sono un classico esempio della perfetta conservazione di ostie di pane azimo, consacrate a Siena nel 1730 e costituiscono un fenomeno singolare, di evidente attualità, che contradice le leggi naturali di conservazione della materia organica. È un fatto unico, consacrato nelli annali della Scienza".

Le Sacre Ostie sono fino ad oggi nella Basilica di San Francesco, a Siena, custodite da Fra Paolo Primavera, a chi dobbiamo tutti gli elementi della storia raccontata in queste pagine. Attualmente sono solo 223; le altri sono state somministrate nella Comunione, su ricchiesta dei devoti, e alcune altre sono state perse a causa delle frammentazioni e prove per il riconoscimento scientifico.

Rivista Araudi del Vangelo, Settembre/2005, n. 45, p. 34-35

Intervista al Padre Paolo Primavera, custode delle Ostie miracolose di Siena

Un miracolo che sta accadendo in questo momento!
Araudi del Vangelo: Fra Paolo, in che consiste questo miracolo?

Fra Paolo Primavera: Consiste nel fatto che queste Ostie non si decompogono, e hanno già 275 anni! Le leggi della corruzione sono state sospese per quello che le riguarda. Le muffa e gli altri agenti che attaccano questo tipo di sostanze organiche non le hanno mai danneggiato. Nessuna di loro è stata rovinata dall´azione delle muffa né di altri agenti. Sono composte da farina e acqua, e non sono mai trattate con nessun tipo di conservante.

AV: Si tratta, dunque, di un miracolo permanente?

Fra Paolo: Sì, e questo è un dato molto importante. È un miracolo che sta accadendo constantemente. Sta accadendo proprio in questo momento in cui vi parlo. Non è un miracolo che già si è provato, sta succedendo proprio ora. Io stesso, ogni volta che apro la porta, mi chiedo: "Saranno le Ostie ancora intere, intatte?"

AV: Sono intere e intatte, ma sono ben conservate?

Fra Paolo: Potete osservare voi stessi, attraverso il vetro. Vedete come sono perfette! Non hanno nemmeno un foro. Sono in stato migliore di quelle che riceviamo nella Comunione oggi. E hanno, ripetto, 275 anni.

AV: Ma si vede che hanno un colore giallognolo...

Fra Paolo: Ma certo! Queste Ostie sono di farina e acqua e mai sono state trattate con conservanti. Il colore palido - giallognolo, come Lei dice - si deve al fatto che la farina di quell´epoca era una farina cruda, naturale. La farina di oggi è bianca a causa dell´utilizzo di colorante.

AV: Loro sono in contatto con l´ambiente o sono mantenute ermeticamente chiuse?

Fra Paolo: L´ostensorio è ermeticamente chiuso. È laccato con il sigillo dell´Arcivescovo, per mantenere la certezza di che non ci sia stato nessun cambio, che sono le autentiche Ostie del 1730 e non altre.

AV: Erano 351 Ostie. Perché adesso sono solo 223?

Fra Paolo: Dopo che sono state incontrate nella chiesa di Provenzano e ricondotte solennemente alla Basilica di San Francesco, i frati ne hanno distribuito varie in Comunione ai parrocchiani, ma subito dopo hanno smesso, perché non cessava di affluire gente per riparare davanti a loro il sacrilegio commesso. C´è stata un´intuizione generale di conservarle per adorazione continua dei fedeli.

Av: Che cosa è successo a queste Ostie nel tempo in cui la Chiesa è stata perseguitata in questo paese?

Fra Paolo: Nel 1809 sono state trasferite a un piccolo tabernacolo. Lì sono rimaste senza che nessuno osasse distruggerle né consumarle, fino al 1907, quando i frati hanno potuto ritornare alla Basilica. È stato un sacerdote olandese, Fra Felix chi ha ricostruito tutta la storia. Con un arduo lavoro di ricerca, lui ha trovato dove era scritto tutto quello che era successo nel 1730. Oltre alle autorità religiose, anche le autorità civili hanno fatto dichiarazioni. Giustamente un documento civile del 15 agosto del 1730 riporta con ricchezza di dettagli tutti gli avvenimenti. Su questa base e su altri documenti posteriori è stato possibile ricostruire tutta la storia.

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

I riti e cerimonie della Santa Chiesa Cattolica: Nostalgia anticipata della Patria Celeste

La Santa Chiesa, nel corso dei secoli, ha arricchito i suoi riti e cerimonie, offrendo occasioni di consolazione spirituale e di veri incontri con Dio...Leggi tutto

L’incontro di due sguardi...

La comunicazione umana, al contrario di quello che a volte appare, non è ristretta soltanto all’espressione verbale. L’uomo si relaziona con il mondo esterno – inclusi gli altri esseri umani – attraverso tutti i suoi sensi, con le più diverse manifestazio...Leggi tutto

Darà solamente “cose buone”

Preghiamo con fiducia. Se chiediamo qualcosa di sconveniente o che pregiudica la nostra salvezza, Dio si prenderà cura di indirizzare le nostre aspirazioni e ci esaudirà in forma sovrabbondante e magnifica....Leggi tutto

Chiese fatte a immagine del Cielo

Un ameno pomeriggio primaverile dell'anno 1153, un gruppo di monaci rivestiti del caratteristico abito bianco giunse in terre lusitane e, per decisione di el-rei, s'insediò in un villaggio ubicato nell'intersezione di due piccoli fiumi...Leggi tutto

La luce risplende nelle tenebre

Ci sono certe ore della notte in cui le tenebre sembrano estendere il loro regno dappertutto. Le gioie e vivacità del giorno sono sostituite da una densa oscurità, pervasa di silenzio e carica del pesante fardello dell'incertezza e del pericolo....Leggi tutto

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.