Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Dottrina » Catechismo »
Catechismo

Gesù cresceva in sapienza e grazia?

Pubblicato 2009/06/08
Autore : Redazione

La "contraddizione" dovrebbe essere portata, seguendo la logica, persino al mistero dell'Incarnazione. Come collegare la perfezione assoluta, che è propria della divinità, con l'imperfezione inerente ad ogni creatura?

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Il Bambino Gesù, in quanto Dio, era infinitamente perfetto fin dal primo istante del suo concepimento. Pertanto, non poteva progredire spiritualmente. Ora, San Luca afferma che Egli "cresceva in sapienza e grazia". Come conciliare queste due verità "contraddittorie"?

La "contraddizione" dovrebbe essere portata, seguendo la logica, persino al mistero dell'Incarnazione. Come collegare la perfezione assoluta, che è propria della divinità, con l'imperfezione inerente ad ogni creatura? Sappiamo, comunque, che non esiste contraddizione al fatto che l'Incarnazione lasci sussistere, nell'unità della persona, le due nature distinte. La vera difficoltà si trova nella stessa natura umana. Per l'unione ipostatica, questa natura ha acquisito imperfezioni tali, dal punto di vista naturale (scienza) e soprannaturale (grazia), che non si possono concepire progressi reali nell'anima di Gesù. Come può, allora, San Luca parlare di progressi?

Gesú era soggetto alle leggi della natura umana

Essendo un uomo perfetto, Gesù cresceva, ma senza nessuno degli ostacoli del peccato o di una ereditarietà viziata. Non essendo meno uomo per l'anima che per il corpo, e date le relazioni del corpo e dell'anima, non si comprenderebbe uno sviluppo unilaterale. Era disegno della Provvidenza che Gesù fosse sottomesso alle leggi che reggono lo sviluppo
Gesu.jpg
Maria e Giuseppe incontrano Gesù tra i Dottori,
meravigliati dalla sapienza di Lui
(Gesù tra i Dottori - Chiesa del Sacro Cuore, San Paolo)
 Timothy Ring
progressivo degli uomini. Concepito dalla Vergine Maria, nacque a Betlemme, dopo i nove mesi stabiliti dalle leggi della natura. Dall'istante del suo concepimento e della sua nascita, si verificarono le parole di San Paolo: "divenendo simile agli uomini" (Fl 2,7).

L'Evangelista Luca ci mostra le differenti fasi del suo sviluppo fisico, sia come embrione nel ventre materno: "frutto del tuo ventre" (1, 42); sia come bambino (2, 17. 27, 40); o ancora come dodicenne (2, 43-51). La sua crescita in statura è espressamente segnalata nei versetti 40 e 52. Lo sviluppo nell'ordine intellettuale e morale - che corrisponde bene al senso letterale dei versetti 40 e 52 - mette meglio in risalto, sotto un certo aspetto, la realtà dell'Incarnazione.

Come si è sviluppata l'intelligenza di Gesù

Nel frattempo, sotto un altro punto di vista, questa crescita intellettuale e morale crea delle difficoltà. Per l'unione ipostatica, l'intelligenza di Cristo ha attinto fin dal suo primo barlume la pienezza del suo scopo, la scienza perfetta di visione. Allo stesso modo, la santità di Gesù è stata perfetta fin dal primo istante. Come collegare queste due affermazioni incontestabili della teologia cattolica con le affermazioni dell'Evangelista? I teologi in generale affermano che Cristo, come noi, possedeva una scienza sperimentale o acquisita, suscettibile di un vero progresso, grazie ad essa, Cristo elaborava realmente, secondo le leggi dell'intelligenza umana e per i dati sensibili acquisita con l'esperienza, le idee rappresentative del mondo materiale.

Con questo mezzo il Salvatore, avendo le stesse facoltà nostre e trovandoSi qui sulla terra in condizioni analoghe a quelle nostre, sperimentava impressioni dello stesso genere, vedeva gli stessi oggetti, formava le stesse idee, acquisiva la stessa scienza. Lasciando trasparire esteriormente questa scienza come la stava acquisendo, e non facendone trapelare nessun'altra, Egli dava ogni giorno, a coloro che Lo osservavano, nuove prove delle sue conoscenze e della sua saggezza. Visto che Gesù acquisiva di fatto questa scienza sperimentale, doveva anche presentarla, progredire in essa, apprendere certe cose, applicare il suo spirito, interrogare, meravigliarSi, sorprender- Si, ecc. Così si spiega l'affermazione di San Luca, quando si riferisce al progresso dell'intelligenza in Gesù Cristo.

In Gesù non c'era crescita in grazia

Per quanto concerne la grazia divina o la santità, non si può affermare che ci sia stato nell'anima di Cristo un progresso propriamente detto. Infatti, i teologi attestano che, dal primo istante del suo concepimento, Cristo possedeva, nella sua anima,una grazia creata la cui pienezza è tale che non si può concepire maggior perfezione nel presente ordine della Divina Provvidenza. L'unione ipostatica è ciò che c'è di meglio e di più perfetto, in relazione a tutti gli ordini possibili; Cristo possiede la grazia abituale in una pienezza e perfezione impossibili da essere superati dallo stesso Dio. Pertanto - conclusione indiscutibile -, l'anima di Cristo non è stata, per quanto si riferisce alla santità, suscettibile di perfezionamento.

La soluzione del problema

Questa posizione adottata da tutti i teologi cattolici li obbliga ad interpretare il menzionato passaggio di San Luca (2, 52), non nel senso di un progresso reale nella grazia, ma di un progresso reale nella manifestazione esteriore della grazia. È necessario, dunque, distinguere in Gesù le abitudini e gli atti sovrannaturali, e, se si vuole, i principi e gli effetti della grazia. Le opere della grazia o gli atti di virtù crescono e si moltiplicano ininterrottamente, ma le abitudini infuse, le disposizioni virtuose, la grazia santificante, tutto quanto esigeva nella sua anima la sua dignità di Uomo- Dio, non potevano crescere.

(L'Ami du Clergé, 1931, pp. 701-703)

(Revista Araldi del Vangelo, Febbraio/2007, n. 43, p. 32 - 33)

 

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

La grazia ci rende figlie di Dio

Centinaia di giovani provenienti dalle più svariate regioni del Brasile e del mondo si sono riunite nella Casa Madre della Società di Vita Apostolica Regina Virginum, a Caieiras (Brasile), per il XIII Congresso del settore femminile degli Araldi......Leggi tutto

La Chiesa prega per noi “quando camminiamo nel buio”, dice Francesco

La Casa Santa Marta ha ricevuto questo martedì 30 settembre, una Messa celebrata da Papa Francesco, che ha preso spunto dalla prima lettura del giorno, dal libro di Giobbe, e ha detto che il personaggio biblico......Leggi tutto

Arcidiocesi di Santiago conclude la “Settimana di preghiera per il Cile”

Le comunità parrocchiali, scolastiche ed i movimenti apostolici partecipano dal 22 settembre alla Settimana di Preghiera per il Cile, convocata dall'Area dei Laici della Chiesa di Santiago....Leggi tutto

Gesù ci perdona se noi ci lasciamo perdonare, scrive il Papa su Twitter

Nel messaggio di questo giovedì 25 settembre, il Santo Padre ha ricordato a tutti che Nostro Signore Gesù Cristo conosce le nostre debolezze e peccati e ci perdona......Leggi tutto

Dio vuole che tutti si salvino

"Siamo della famiglia di Dio", è stata la tematica principale del X Congresso Internazionale di Cooperatori degli Araldi del Vangelo realizzato tra i giorni 25 e 27 luglio nel Centro di Formazione dell'Associazione, a Caieiras, Grande San Paolo....Leggi tutto

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.