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"Perché i poveri li avete sempre con voi" (Mt 26, 11). San Giuseppe Cottolengo
ha avidamente abbracciato questa preziosa eredità lasciata da Gesù
alla sua Chiesa e a loro ha dedicato la sua intera esistenza.

La santità non viene solo dallo sforzo fatto dall´uomo, ma da una grazia singolare, data da Dio. Ora Gesù, Uomo-Dio, essendo il Creatore e, allo stesso tempo lo scrigno di tutte le grazie, può e vuole concederla a tutti coloro che ne hanno bisogno e le desiderino. L´eroismo nella pratica delle virtù, come si può definire la santità è dunque una grazia partecipativa di questa meravigliosa pienezza che abita nel Signore ed è generosamente donata da Lui. Uno di questi privilegiati è stato Giuseppe Benedetto Cottolengo, suscitato da Dio nei XVIII e XIX secoli.sao_jose_cottolengo_1.jpg

Attratto dalla compassione di Gesù verso i piccoli

Senza lasciare di vedere Dio nella sua interezza, ogni Santo pone un accento molto particolare nella contemplazione di qualche aspetto a cui è particolarmente affascinato e invitato a riflettere. In verità, Giuseppe Cottolengo fu attratto dalla gentilezza e dalla compassione di Gesù in relazione ai piccoli, ai poveri e ai malati. Ha compreso a fondo la ricchezza dell´amore del Cuore di un Dio verso coloro che ha chiamato come i "più piccoli dei miei fratelli" (Mt 25, 40).

Sulla croce, il Salvatore ha ottenuto dal suo sangue la filiazione divina e la filiazione di Maria per tutta l´umanità. Per questo duplice dono, divenne Lui stesso nostro vero fratello. Quanta unione, quanto vincolo di affetto c´è tra i figli nati da una stessa famiglia! Eppure, questi legami di sangue sono solo immagini sbiadite dell´ insuperabile amore fraterno che Gesù nutre per ognuno di noi! San Giuseppe Benedetto Cottolengo ha penetrato questo mistero e ha cercato di manifestarlo nella sua vita, dedicandosi completamente agli orfani tanto naturali come spirituali, per alleviare non solo il loro dolori del corpo, ma anche le infermità dell´anima.

Primi passi nella vocazione

Giuseppe Benedetto Cottolengo nacque a Bra, in Piemonte, nel maggio del 1786. Fin da bambino ha dato prove della sua vocazione, essendo trovato un giorno misurando una delle stanze della sua casa in modo da sapere per quanti letti ci avrebbe spazio per ricevere i malati.

Dopo gli studi, di cui se la cavò brillantemente grazie all´intercessione di San Tommaso d´Aquino, è stato ordinato sacerdote e successivamente, nel 1818, eletto canonico del capitolo del Corpus Domini a Torino.

Nel 1827 inizia la sua opera, fondando la "Piccola Casa della Divina Provvidenza", che ha ricevuto numerosi malati e abbandonati. Per la loro cura, prima creò un istituto religioso chiamato "Figlie di San Vincenzo" e pochi anni più tardi, un altro chiamato "Fratelli di San Vincenzo de Paoli."

Cieca fiducia nella Provvidenza

Le difficoltà per la realizzazione dei suoi disegni non erano piccoli. Molti altri con una fede forte, ma non cieca come la sua sarebbero scoraggiati a metà strada.

Continuamente si è trovato senza risorse e braccato dai creditori che chiedevano il pagamento dei debiti. D´altra parte, cresceva ogni giorno il numero dei suoi protetti che accorrevano alla "Piccola Casa", attratti non solo dai bisogni di salute, ma soprattutto per la fama della sua bontà infinita.

Chi conosceva l´attività incessante di quel lavoro, penserebbe che il suo fondatore fosse un uomo inquieto e preoccupato, occupato solo dalle questioni materiali, desideroso di vedere e governare tutto. Niente potrebbe essere più falso su di lui: San Giuseppe Benedetto era un uomo essenzialmente contemplativo e distaccato dalle cose terrene. La caratteristica dominante della sua santità e della sua missione era la completa fiducia nella Divina Provvidenza. Si potrebbe dire che tutta la sua spiritualità era riassunta in questa frase del Vangelo: "Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date" (Mt 6, 33).

Spesso diceva ai suoi: "Siate certi che la Divina Provvidenza non manca mai; le famiglie e gli uomini possono mancare, ma la Provvidenza non ci mancherà. Questa è la fede. Pertanto, se ad un certo punto manca qualcosa, questo può essere attribuito solo alla nostra mancanza di fiducia. È necessario sempre aver fiducia in Dio, e se Dio risponde con la sua Divina Provvidenza alla fiducia ordinaria, provvederà straordinariamente a chi nello stesso modo fidarsi di Lui".

"Perché vi agitate per così poco?"

Una fede portata a un grado così eroico non poteva che ottenere risultati miracolosi, e questi erano abbondanti per tutta la vita del nostro santo. In una occasione, la suora responsabile della cucina venne e gli disse:

- Nulla rimase della farina in casa ... Domani non ci sarà pane per sfamare i poveri!

- Perché ti agiti per così poco? Beh, si vede come la pioggia cade forte ed è impossibile chiedere a qualcuno di uscire in questo momento - rispose lui.

La buona sorella, che non aveva raggiunto la perfezione in quel santo abbandono del suo Fondatore, si ritirò molto infelice con la risposta. Pochi istanti dopo, Cottolengo entrò nella mensa e - immaginandosi solo, senza sapere che l´altra sorella stava sbirciando dal buco della serratura - si inginocchiò davanti all´immagine della Beata Vergine e pregò con fervore con le braccia a croce.

Ci sono voluti solo pochi minuti e un uomo alla guida di un carro si fermò e si presentò alla porta dello stabilimento. Senza voler dire da dove proveniva o da chi era stato inviato, dichiarò solo che doveva consegnare nella "Piccola Casa" tutta la farina che portava nel suo veicolo. Le monache accorsero presto, agitate per raccontare tutto al Santo canonico. Questo ha ricevuto la notizia senza mostrare la minima sorpresa e con calma ha dato l´ordine di fare il pane.

Il denaro è venuto in tasca

In un´altra occasione, San Giuseppe Benedetto era di fronte ad una situazione ancora più difficile. Uno dei suoi creditori è venuto a minacciarlo di morte se non pagasse il debito in quel momento. Lui si è scusato, gli chiese di avere un po´di pazienza, promettendo di farlo il più presto possibile. Ma l´uomo era irremovibile e tirò fuori dalla sua veste una pistola con la quale stava per porre fine alla vita del Santo. In un gesto meccanico, portò la mano in tasca e, per grande sorpresa, trovò un rotolo contenente esattamente la somma richiesta. Porse al creditore e questo presto partì di là confuso dal suo atteggiamento violento, e impresso dal miracolo e dall´esempio di serena fiducia che aveva appena assistito.sao_jose_cottolengo_2.jpg

L´abbandono alla volontà di Dio

Il suo desiderio di fare del bene a tutti coloro che gli si avvicinavano non conosceva vincoli o ostacoli: si spinse fino a dare l´assistenza più umile ai malati e di inserirsi nei giochi dei malati di mente, in modo da distrarli. Non riteneva questo un´umiliazione perché tutto analizzava in modo soprannaturale, e sapeva che l´importante non era fare grandi opere o miracoli stupendi, ma l´essere agli occhi di Dio quello che Lui voleva da noi. Questa alta concezione della vita, che permeava tutti i suoi atti, derivava dal distacco gioioso con il quale si abbandonava alla volontà di Dio, ripetendo:

"Perché ve ne state in ansia per il domani? La Provvidenza non ci penserà perché avete già pensato. Non danneggiate quindi l´opera e lasciala agire. Anche se ci sia consentito di richiedere un particolare bene temporale, tuttavia, per quello che riguarda me, io temerei commettere uno sbaglio se avesse chiesto qualcosa del genere".

Nel 1842 Giuseppe Benedetto Cottolengo morì. Durante il suo soggiorno in questo mondo, i desideri del suo cuore e la vita della sua anima erano diretti unicamente alla gloria di Dio. Così ha lasciato una monumentale opera di carità verso gli altri, che oggi è presente nei quattro continenti, come prova inconfutabile della verità della promessa di Gesù Cristo. Cercava solo il Regno di Dio e la sua giustizia, il Signore gli ha dato tutto il resto come una gratificazione.

Un posto d´onore gli è riservato tra gli agnelli della destra proprio in quel giorno supremo quando il giusto Giudice dirà: "Venite, benedetti di mio Padre! Ricevete in eredità il Regno che il Padre mio ha preparato fin dalla fondazione del mondo! Perché io avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ricevuto a casa, ero nudo e mi avete vestito, ero malato e avete preso cura di me, ero carcerato e siete venuti a visitarmi (...)

In verità vi dico che in quanto l´avete fatto ad uno dei miei fratelli minori, l´avete fatto a Me!" (Matteo 25,34-36 e 40)

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