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Parola del Pastori

La Presenza Reale: un dono sacro

Pubblicato 2019/06/18
Autore : Mons. Arthur Joseph Serratelli

Una delle maggiori divisioni tra cattolici e protestanti riguarda l'Eucaristia. Come intendiamo quello che Gesù ha fatto nell'Ultima Cena?

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La fede nella Presenza Reale di Nostro Signore nell'Eucaristia è un segno marcante della Chiesa Cattolica. In modo chiaro e conciso, il Vescovo di Paterson (USA) presenta una breve storia della verità della fede, evidenziandone l' importanza.

Mons. Arthur Joseph Serratelli

Una delle maggiori divisioni tra cattolici e protestanti riguarda l'Eucaristia. Come intendiamo quello che Gesù ha fatto nell'Ultima Cena? Qual è stata la sua intenzione? Ha offerto alla Chiesa un semplice memoriale della sua Passione e Morte, dandole il pane e il vino come simboli del Mistero Pasquale? Ha dato Egli realmente il suo Corpo e Sangue ai discepoli riuniti intorno alla mensa del Cenacolo? Al giorno d'oggi dà Egli il suo Corpo e Sangue ai fedeli riuniti intorno all'altare? Fin dai tempi apostolici, tutti i seguaci di Gesù hanno creduto nella Presenza Reale. E' stato così fino alla nascita del protestantesimo nel secolo XVI!

La fede nella Presenza Reale nel corso della storia della Chiesa

Prima del tempo di Lutero, tuttavia, ci sono state alcune, poche, voci discordanti che hanno negato la fede della Chiesa nella Presenza Reale. Subito ai primordi, Sant'Ignazio di Antiochia (110 d.C.) ci racconta che gli gnostici si rifiutavano di
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Nel IV Concilio del Laterano, nel 1215, la Chiesa formalmente ha definito
che "per potere divino, il pane e il vino sono transustanziati nel Corpo e
Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo."
Gustavo Gralj
credere nella Presenza Reale. Egli afferma: "Essi si astengono dall'Eucaristia e dalla preghiera, perché non professano la dottrina secondo cui l'Eucaristia è la carne del nostro Salvatore Gesù Cristo, carne che ha sofferto per i nostri peccati e che il Padre, nella sua bontà, ha resuscitato" (Lettera ai fedeli di Smirne 6, 2-7, 1). Per lo meno essi avevano l'onestà di non approssimarsi all'Eucaristia, perché non accettavano ciò che la Chiesa insegnava.

Quando gli antichi Padri della Chiesa analizzavano ciò che è scritto ( in 1Cor 10, 16-17; Gv 6, 32-71), come anche i resoconti dell'Ultima Cena (Mt 26, 26-28; Mc 14, 22-23; Lc 22, 19-20; e 1Cor 11, 23-25), essi interpretavano questi passi letteralmente. J. Kelly, l'illustre storico protestante della Chiesa primitiva, riassume succintamente il loro insegnamento sulla Presenza Reale, scrivendo: "[La loro] Dottrina eucaristica - e questo è necessario capirlo fin dall'inizio - era in generale indiscutibilmente realista, cioè, il pane e il vino consacrati erano assunti, trattati e designati come il Corpo e il Sangue del Salvatore" (Early Christian Doctrines, 440).

Il primo cristiano di una certa importanza a negare la Presenza Reale fu Berengario di Tours, vissuto nel secolo XI! Questo giovane sacerdote aveva a suo carico una scuola di Teologia, a Tours, frequentata da molti studenti illustri che più tardi sono diventati vescovi e arcivescovi. Berengario rifiutava la credenza che Gesù fosse realmente e veramente presente nell'Eucaristia sotto le specie del pane e del vino. Egli chiamava questa credenza "opinione del volgo", ed insegnava che l'Eucaristia era semplicemente un simbolo della presenza di Cristo tra noi.

La dottrina di Berengario ha finito per aiutare la Chiesa. In risposta al rifiuto di un elemento essenziale del deposito della fede, la Chiesa ha cominciato a predicare più ampiamente sulla Presenza Reale. È interessante notare che, nel corso del dibattito della loro dottrina tra teologi e vescovi, Berengario ha ritrattato per lo meno cinque volte rispetto a quello che aveva detto. Alla fine, nel IV Concilio del Laterano, nel 1215, la Chiesa formalmente ha definito che "per potere divino, il pane e il vino sono transustanziati nel Corpo e Sangue" (Canone I). La dottrina della Presenza Reale è molto semplice, tuttavia profonda: l'Eucaristia è il Corpo e Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo sotto le specie di pane e vino.

Sotto le specie di pane e vino

Sotto le specie di pane e vino. Questo significa che non è pane. Non è vino. È il Corpo e Sangue di Cristo. Che grande disservizio si presta alla fede della Chiesa quando qualcuno, all'ora della Comunione, dice che il vino sarà distribuito in questa e in quella maniera, o il pane sarà ripartito in un certo modo. Perché non chiamare la Sacra Comunione per quello che è: il Corpo di Cristo e il Sangue di Cristo? Nel quarto Vangelo è notevole l'assenza della narrazione dell'istituzione dell'Eucaristia nell'Ultima Cena; eppure Giovanni è profondamente eucaristico nel suo Vangelo. Il giorno successivo al miracolo della moltiplicazione dei pani e pesci operato da Gesù, Giovanni parla della predicazione di Gesù nella sinagoga di Cafarnao.

Gesù dichiara apertamente che Lui era venuto per darci la sua carne e il suo sangue come vero cibo e vera bevanda (cfr. Gv 6, 26-58). Per molti, questa dottrina era strana e difficile da accettare. Molti che Lo avevano seguito fino ad allora hanno reclamato: "Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?" (Gv 6, 60). Alcuni dei suoi discepoli hanno smesso di seguirLo a causa di questo insegnamento sull'Eucaristia. Gesù li ha lasciati andare. Allora come adesso, l'Eucaristia resta "segno di contraddizione" e non può non esserlo, perché un Dio che si fa carne e sacrifica se stesso per la vita del mondo pone in crisi la sapienza degli uomini" (Benedetto XVI, Omelia a San Giovanni in Laterano, 7/6/07). Il seguire veramente Gesù include l'accettazione del sacro dono dell'Eucaristia.

E un'autentica fede nell'Eucaristia come Presenza reale apre il cammino a che noi comprendiamo tutte le dimensioni di questo mistero e il carattere sacro di tutta la nostra vita. (Ristampa autorizzata da The Beacon, giornale della Diocesi di Paterson, NJ. Traduzione: Araldi del Vangelo)

(Revista ARALDI DEL VANGELO, Settembre/2007, n. 52, p. 38 - 39)

 

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