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Catechismo

Può esserci tristezza nel Cielo?

Pubblicato 2017/10/23
Autore : Redazione

Sì, nel Cielo la gioia sarà perfetta, completa, senza nessuna ombra di inquietudine o tristezza: questo è l'ordine voluto da Dio. La Scrittura, infatti, quasi in ogni sua pagina, ci mostra i santi pieni di gioia e piaceri senza fine e senza misura

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Si dice che, nel Cielo, la gioia sarà perfetta, completa e senza nessuna ombra di inquietudine. Ma, la condanna di parenti e amici non sarà causa di amari dispiaceri, per i beati? Il cuore potrà smettere di amare nel Cielo coloro che avevamo il dovere di stimare sulla Terra?

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Nel Cielo, la gioia sarà perfetta,completa e senza
nessuna ombra di inquietudine: questa è l'ordine
voluta da Dio.
Particolare del Giudizio Finale di Fra Angelico, M-
useo di San Marco, Firenze.
© Santiebeati.it
Sì, nel Cielo la gioia sarà perfetta, completa, senza nessuna ombra di inquietudine o tristezza: questo è l'ordine voluto da Dio. La Scrittura, infatti, quasi in ogni sua pagina, ci mostra i santi pieni di gioia e piaceri senza fine e senza misura. Così leggiamo nei Salmi: "Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra" (Sl 16, 11). Ora, nel luogo ove regna la gioia nella sua pienezza non può esserci afflizione né dolore. "I Santi saranno saziati dell'abbondanza della tua casa e li disseterai al torrente delle tue delizie" (Sl 36, 9). Ecco un'altra affermazione sulla felicità più piena e sovrabbondante.

E nell'Apocalisse: "Non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate" (Ap 21, 4). Queste parole indicano espressamente l'assenza di qualsiasi pena o dolore dell'anima e del corpo, poiché le pene e i dolori sono un triste appannaggio di questa vita di difficoltà. Infine, anche Isaia afferma: "Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto" (Is 25, 8). Ed in un altro punto: "Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto" (Is 35, 10).

Niente di più sicuro, pertanto, che la gioia nel Cielo sarà perfetta, sotto qualsiasi punto di vista. Se lì ci potesse essere una qualche tristezza, questo si dovrebbe o al fatto che i beati vedono Dio molto oltraggiato dai cattivi, o per il fatto che essi stessi sono attinti da qualche infelicità; o ancora, per il fatto di vedere i loro amici condannati all'inferno. Ora, nessuna di queste ipotesi può realizzarsi nel Paradiso

Non si può macchiare la gioia nel Cielo

Da parte di Dio, nessun dispiacere è possibile che sopraggiunga i beati, e questo per diverse ragioni. In primo luogo, i peccati degli uomini, per quanto grandi e numerosi si possa immaginare, in nessun modo riusciranno ad essere pregiudizievoli a Dio. Se `è un fatto che i crimini della Terra sembrano oscurare la Sua gloria estrinseca, è vero anche che da questi egli trae un gran bene: da un lato, lasciando ai peccatori la "libertà" di offenderLo, Egli fa brillare ancora di più la Sua pazienza e la Sua bontà; dall'altro, la Sua giustizia apparirà in tutta la sua perfezione quando arriverà l'ora del castigo nell'altra vita. Da qui ne segue che, essendo ampiamente compensato il danno causato alla gloria divina dal peccato, nessun dispiacere può derivare da questo fatto per i giusti. Un'altra ragione si deduce dagli attributi infiniti di Dio. I santi Lo vedono così buono per Sé stesso, che a loro sembra che la perdizione eterna dei cattivi non può affatto colpirLo, talmente è immensa la gloria che Gli proviene dalle Sue innumerevoli e incommensurabili perfezioni. È come se un monarca, padrone dell'universo, perdesse in una catastrofe qualche cittadina del suo impero: per questa perdita - secondo quanto è generalmente riconosciuto - non varrebbe la pena spargere neppure una lacrima, anzi, essa sarebbe motivo di gioia, se tale cittadina avesse meritato la fatalità che l'ha colpita.

In terzo luogo, i giusti non ignorano che nulla accade senza il permesso di Dio, che Egli potrebbe, con un semplice gesto, se assolutamente lo volesse, impedire qualsiasi mancanza, far rientrare tutto nell'ordine e salvare l'umanità intera, mentre, per giusti motivi, Egli ha deciso di non far uso di questo potere. Per tutte queste ragioni, i beati non sentirebbero alcuna tristezza per i peccati degli empi, né per la loro condanna. Essi odiano, è chiaro, il peccato; ma, per quanto energico sia in loro questo sentimento, non soffrono per questo avversione alcuna.

Una cosa è la tristezza o il dolore dell'anima, un'altra è la detestazione e l'odio: queste possono esistere senza quelle. È evidente che Dio, nonostante il Suo odio infinito verso il male, non sperimenta, per questo motivo, nessun tipo di avversione. Dio è immutabile, l'afflizione, come qualsiasi altro male, non Lo riguarda, e quando si parla di Lui, certe espressioni come essere "afflitto", "contrito" o "dispiaciuto" hanno appena un senso metaforico.

Ora, parallelamente, questo si applica ai santi del Cielo. Figli di Dio, partecipano alla condizione di Dio e, come Lui, sebbene in un grado inferiore, sono inaccessibili all'afflizione proveniente da qualunque male di cui essi possano essere testimoni. La loro beatitudine - sovreminente e perfettissima partecipazione della beatitudine di Dio - è immutabile come quella di Lui, incompatibile con qualsiasi pena, poiché il dolore è un male e un'imperfezione che ripugna l'infinita soavità della condizione beatifica.

L'amore beatifico ha il suo fondamento nella carità

Se i beati sono esenti da tutti i mali, se vivono avvolti nei beni infiniti ed eterni, è chiaro che essi non trovano in sé alcun motivo di afflizione. Ma i loro prossimi, i loro amici il cui destino è l'eterna condanna, non saranno causa di amari dispiaceri per loro? Niente affatto. Poiché l'amore beatifico non si basa sulla parentela carnale, il suo fondamento è la comunione nello spirito divino e nell'adozione divina. In Cielo, l'amicizia o la parentela non hanno se non un ruolo molto secondario. Poco importa alla persona, nello stato beatifico, sapere se deve a questo o a quell'altro la vita corporale, poiché se è nato da un tal padre e non da un tal altro, questo è avvenuto, non per una disposizione della volontà umana, ma per un decreto della Provvidenza. Inoltre, l'energia generatrice non viene dall'uomo, è un dono di Dio concesso liberamente a lui. E frequentemente l'uomo cerca meno il bene del figlio che egli genera, che il proprio stesso piacere; comunque, come strumenti di Dio per formare i corpi, i genitori hanno il dovere di aver cura dei propri figli, e questi hanno l'obbligo di obbedire ai genitori e di soccorrerli nelle necessità della vita.

Il padre non si lamenterà per la condanna di suo figlio

Nel Cielo, le condizioni mutano: soltanto Dio è padre, la Sua preminente paternità oltrepassa qualsiasi altra e i giusti soltanto sono considerati come figli adottivi di Dio. Essi custodiscono un attaccamento speciale per coloro che sulla Terra furono i loro genitori o i loro figli o i loro amici e desiderano la salvezza di loro in modo preferenziale rispetto a quella di qualunque altro. Questo non impedisce che, se qualcuno dei loro parenti o amici qui sulla Terra venga a prevaricare, essi lo guardino come un nemico, perché, col peccato, egli diventa nemico di Dio; a partire da quel momento, egli passa ad essere, ai loro occhi, degno della condanna e, lontani dal diventare tristi, i giusti gioiscono per i tormenti che egli soffre nell'inferno, poiché questi fanno risplendere la giustizia divina, secondo le parole del Re-Profeta: "Il giusto godrà nel vedere la vendetta, laverà i piedi nel sangue degli empi" (Sl 58, 11).

Così, nel Cielo il padre non si lamenterà per la condanna di suo figlio, né il figlio per quella di suo padre, né l'amico per quella del suo amico; ma, d'accordo col il Sovrano Giudice, essi pronunceranno l'uno e l'altro la sentenza di riprovazione (cfr. Summa Teologica, Suppl., q.94, a.3).  (Tradotto, con adattamenti, da L'Ami du Clergé, 1898, pagg. 699-700)

(Revista ARALDI DEL VANGELO, Novembre/2008, n. 57, p. 28 - 29)

 

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