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Oltre che a distinguersi come insigne difensore dell'autorità pontificia, Sant'Antonio Maria Claret fu un grande devoto di Nostra Signora,
e fondò la Congregazione dei Figli del Suo Immacolato
Cuore, noti come claretiani.

» Periodo di tiepidezza in gioventù
» Patrono dei tiepidi
» Veso le vette della santità
»
Arcivescovo a Cuba e confessore della Regina
» Difensore dell'infallibilità pontificia

Il 24 ottobre si commemora la festa di Santo Antonio Maria Claret (1807-1870), Vescovo e Confessore.

Periodo di tiepidezza in gioventù

La Chiesa sconsiglia che si facciano paragoni tra gli eroi della Fede elevati agli onori dell'altare. Non dirò, quindi, che Santo Antonio Claret è stato il più grande del suo tempo. Però, penso che, se in ogni periodo storico alcuni Santi superano gli altri per importanza agli occhi di Dio, nei piani della Provvidenza uno di essi sarà stato senza dubbio Santo Antonio Maria Claret.sant_antonio_maria_claret1.jpg

Più che Fondatore di una congregazione religiosa, egli ci appare come un uomo valoroso, importante, che dominava completamente la sua epoca per il semplice fatto di essere esistito.

Immaginiamo un uomo di bassa statura, spagnolo dal carattere ardoroso, catalano mordace, figlio di una famiglia molto pia, di tessitori. Ancora giovane, quando viveva a Barcellona, sentì gli appelli divini verso qualcosa di più elevato, benché indefinito perché non pensava alla vocazione sacerdotale. Ma in quella città si coinvolse con il lavoro tessile e si occupò delle cose pratiche di questo affare, cominciando a dimenticare il fervore della sua pietà dei tempi in cui era bambino. Trascorse alcuni anni assorto nella cura delle macchine, dei telai e cose simili.

Praticava ancora la religione, ma in quel periodo della sua vita si può dire che Santo Antonio Maria Claret tendeva alla tiepidezza. Continuava a frequentare la chiesa, seguiva la Messa le domeniche, comunicava alcune volte all'anno e recitava anche il Rosario. Ma ad eccezione del dovere stretto di queste pratiche pie, aveva soltanto pensieri per il suo lavoro nell'industria tessile.

Un giorno, andando nuotare con i compani sul litorale, il movimento molto forte delle onde lo trascinò lontano dalla riva. Invocò la Santissima Vergine, e in maniera a lui inspiegabile, percepì che fluttuava sulla superficie dell'oceano e fu portato da una forza misteriosa fino alla spiaggia, senza bere neanche una goccia d'acqua.

A salvo sulla terraferma, associò l'episodio a un ricordo che aveva avuto durante la Messa, alle parole di Gesù Cristo nel Vangelo: "Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima?" (Mt 16,26).

Patrono dei tiepidi

Qualcosa di simile succede a noi. La Santissima Vergine attrae le persone che, una volta fissate, in genere entrano nel processo di tiepidezza. E se la Sua misericordia non lo impedisce, finiscono in questo doloroso stato di tiepidezza. A partire da questo momento comincia la seconda fase: bisogna remare fino ad ottenere il loro recupero. E quando corrispondono alla grazia, provano una sorta di nuova conversione. In seguito inizia la terza fase della loro vita spirituale.

Se con l'ausilio di Nostra Signora non avessimo la cura di aiutarle, si dovrebbe temere che molte di queste persone non riuscirebbero a perseverare.sant_antonio_maria_claret2.jpg

Quindi, con profondo rispetto, possiamo dire che Santo Antonio Maria Claret ci appare come il patrono dei tiepidi. Grazie alla sua fedeltà alla grazia della conversione, divenne un modello di santo degno di essere imitato da noi. Raggiunse questo trionfo sulla propria indolenza spirituale perché aveva sempre nutrito una devozione particolare per Nostra Signora, e la Santissima Vergine che lo predestinava a grandi imprese lo aiutò a riprendersi.

Veso le vette della santità

Fin da quel momento, con immenso fervore, iniziò la marcia ininterrotta fino a raggiungere le vette della santità come vedremo.

Ordinato sacerdote divenne missionario. E si rivelò come il tipico predicatore popolare (e vorrei sottolineare la parola "popolare"), con alcune caratteristiche eminenti. Per esempio, aveva una voce potente, in grado di farsi sentire dalla folla che riempiva le piazze pubbliche da dove pronunciava le sue prediche perché lo spazio interno delle chiese era insufficiente per contenere tutti i fedeli desiderosi di ascoltarlo. E non raro, le stesse piazze finivano per essere piccole per riunire il pubblico che compariva alle sue prediche.

Quando si spostava da una città all'altra, la sua fama di oratore sacro era così grande che parte della popolazione locale lo accompagnava in processione fino all'incontro con gli abitanti della località vicina, luogo in cui avrebbe parlato in seguito, commuovendo l'anima di tutti.

Dato che era un oratore popolare molto vivace, interessante, profondo, solido, sostanzioso e dotato di carismi straordinari, accaddevano fatti spettacolari durante le sue omelie. Ad esempio, a volte smetteva di parlare, puntava una donna nel pubblico e le diceva prontamente: "Lei crede di non morire presto e di avere molti anni da vivere. La Sua morte accadrà in .... - suspense! - sei mesi". Naturalmente, la persona indicata da lui sveniva, si metteva a piangere, ecc.

In altre occasioni affermava: "Caccerò via il demonio che si trova su quest'aula". E in seguito pronunciava la formula dell'esorcismo. Strepito, fulmine in ciel sereno, cadono le campane dal campanile e la popolazione si spaventa. C'erano conversioni in massa perché possiamo immaginare bene l'effetto delle prediche di questa natura.

Santo Antonio capiva in maniera chiara di essere stato destinato da Dio alla vocazione di missionario presso il popolo. Non desiderò mai diventare teologo profondo, né un grande oratore come un Padre Antônio Vieira, un Bossuet, un Bourdaloue, ecc. Era nato per parlare alla plebe, e con la sua splendida oratoria popolare converteva le folle.

Comprese anche di essere un uome fatto per suscitare lo zelo, più che coordinare lo zelo che aveva suscitato. Per questo motivo passava per le province svegliando dappertutto l'amore per Dio, lasciando che altri dopo di lui usassero quel seme e quel fuoco per migliori finalità. Era quindi un modello di distacco, senza la preoccupazione di cogliere per sé, ma piantando affinché altri raccogliessero.

Arcivescovo a Cuba e confessore della Regina

Dopo una stupenda predica nelle Isole Canarie, fu promosso infine Arcivescovo a Cuba, allora colonia spagnola, la cui situazione morale si presentava molto scadente. Santo Antonio Maria Claret si dedicò alla conversione dell'Isola, e quando iniziò ad ottenere la rigenerazione dei costumi, scatenò un'intensa reazione contro di lui. Soffrì tante e cosí forti opposizioni, e persino attentati, che la Regina di Spagna finì per intervenire e lo tolse via da quelle terre.sant_antonio_maria_claret3.jpg

Di ritorno alla metropoli, Santo Antonio Maria Claret si installò nella corte come confessore della Regina Isabella II. Donna estremamente antipatica, questa cominciò a cambiare e a diventare una persona migliore grazie al contatto con Santo Antonio, finché un cambiamento politico la destituì dal trono e le obbligò all'esilio in Francia. Fu lui, quindi, colui che provocò per il suo zelo questo terremoto in Spagna, allo stesso tempo in cui svolgeva un'opera insigne come missionario in tutto il paese.

Difensore dell'infallibilità pontificia

In quel periodo fondò la Congregazione dei Figli dell'Immacolato Cuore di Maria, il cui nome esprime il culto fervoroso da lui dedicato alla Madre di Dio, sotto questa invocazione.

Alcuni anni dopo, durante il Concilio Vaticano I, accadde uno dei celebri episodi della via di Santo Antonio Maria Claret. Era già anziano, malato, però aureolato dalle più alte grazie che si potessero ricevere. Per esempio, il Santissimo Sacramento non si deteriorava dentro di lui da una comunione all'altra, sicché era un sacrario vivo, così come Nostra Signora che aveva Gesù vivo dentro di Lei durante il periodo dell'Incarnazione e della gestazione.

Quando udì nel Consiglio Vaticano I gli interventi di alcuni vescovi contro l'infallibilità papale, Santo Antonio si alzò e fece una famosa predica in cui dichiarò: "Magari potessi consumare la mia corsa, confessando e dicendo dall'abbondanza del mio cuore questa grande verità: credo che il Sommo Pontefice Romano sia infallibile!".

L'atteggiamento di alcuni suoi fratelli nell'episcopato lo mortificò e lo colmò di dispiacere, a tale punto che ebbe un inizio di apoplessia che causò la sua morte poco dopo in Francia, raccolto in una Certosa. Era l'anno 1870.

E così finirono i giorni di questo magnifico uomo di Fede, che abbiamo l'onore di prendere per patrono, come grande promotore della devozione a Nostra Signora, in particolar modo all'Immacolato Cuore di Maria, e anche per il suo ardoroso amore per la Santa Sede Apostolica. Inoltre, è modello per noi, perché dimostrò che nelle fasce popolari, diversamente da ciò che intende la Rivoluzione, una predica autentica e buona produce meravigliosi risultati.

Tutte queste ragioni ci portano, nel giorno della sua festa, a confidare in modo particolare nel patrocinio di Santo Antonio Maria Claret, e a chiedergli di ottenere per noi le migliori grazie del Cielo.

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