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Storie per bambini

Il tesoro della città

Pubblicato 2012/09/05
Autore : Bárbara Honório

Grande era la festa in città! Del resto, compiere 100 anni non è poca cosa... Ogni figlio di quella terra aveva qualcosa da raccontare su quanto aveva udito da qualche antenato...

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Arrivato il turno dell'ultimo concorrente, tutti gli sguardi si rivolsero
verso di lui. Era un signore molto avanti negli anni, che camminava
con difficoltà, ma non aveva niente in mano...

Bárbara Honório

Grande era la festa in città! Del resto, compiere 100 anni non è poca cosa... Ogni figlio di quella terra aveva qualcosa da raccontare su quanto aveva udito da qualche antenato, antico fondatore di quella che in passato era stato un piccolo borgo e si era trasformata, ora, nel potente centro urbano che vedeva fiorire gli sforzi dei suoi antenati.

Le sue belle piazze trasformate in giardini erano l'orgoglio degli abitanti. Non erano da meno i piacevoli parchi, che conservavano la flora e la fauna della regione e garantivano, insieme agli alberi verdeggianti nelle strade e nei viali, aria pura per gli abitanti. Il municipio si distingueva per la sua imponente costruzione, rivelando la fiducia della popolazione negli uomini scelti per il governo, che esercitavano il loro incarico con saggezza, dandosi da fare per il bene comuine. I campanili della chiesa, alteri e segnati dal tempo, sovrastavano tutti gli edifici, emergendo come il segno delle radici cattoliche a partire dalle quali era nata una così piacevole città. Intanto, quanto più lo sviluppo materiale bastava, meno le persone accorrevano alle funzioni religiose e più per assistere agli avvenimenti civili e sociali, e il maestoso tempio si trovava ogni giorno più vuoto di vera pietà...

Per sottolineare una così significativa data, il municipio aveva promosso il Concorso del Centenario. Chi avesse posseduto l'oggetto antico di maggior valore, simbolico e storico, avrebbe ricevuto il titolo di cittadino onorario, durante le festività.

Nella data stipulata, il popolo si riunì nella piazza della chiesa per la valutazione delle antichità e la proclamazione del vincitore. I venditori ambulanti di dolci e commestibili approfittavano dell'afflusso di gente, e i bambini si entusiasmavano con i palloncini colorati chiedendo ai genitori questo o quel pallone. La confusione aumentava, piena di vitalità.

Dopo che la banda municipale ebbe aperto le cerimonie, suonando alcune marce, si fece un rispettoso silenzio, adatto alla solennità dell'occasione. Il sindaco rivolse alcune parole di benvenuto alla popolazione e si diede inizio al Concorso del Centenario. Gli iscritti, chiamati in ordine alfabetico, avrebbero dovuto esporre l'oggetto e raccontarne la Storia, per la valutazione del suo debito valore. Un uomo portò il primo quadro dipinto da uno dei fondatori della città, poiché era suo bisnipote, rappresentante il paesaggio primitivo della regione, come pure il primo caseggiato e la cappella eretta prima della chiesa. Un altro presentò una luccicante e ben tenuta Mercedes, appartenente al suo trisavolo, la prima auto a circolare su quelle strade, ancora funzionante. Un altro ancora portò il primo esemplare del giornale pubblicato dalla stampa locale. Una signora aprì una bella scatola di velluto, dove c'era un magnifico e rilucente diamante, il primo e più grande che si era trovato nelle miniere della città. Ad ogni oggetto esposto, le persone applaudivano, trovando tutto molto interessante, parte della Storia remota di ognuno.

Arrivato il turno dell'ultimo concorrente, tutti gli sguardi si volsero verso di lui. Era un signore molto avanti negli anni, che camminava con difficoltà, ma non aveva niente in mano... Sconosciuto a pochi, fu riconosciuto da quasi tutti come il signor Zaccaria, il pastore di pecore che abitava nelle vicine montagne ed era amico del parroco della chiesa dove andava tutti i giorni, malgrado la distanza, a partecipare alla Santa Messa mattutina. Il parroco, che a tutto assisteva da una certa distanza, perché non gli avevano dato nessun posto nel palco delle personalità, trovò strana la presenza dell'amico e fu ansioso di sapere cosa avrebbe presentato, poiché sapeva che non possedeva niente di grande valore.

Gli diedero la parola per presentare il suo oggetto e la moltitudine cominciò a bisbigliare, creando grande suspense intorno alla leggendaria figura, senza nessun oggetto in mano... Egli cominciò col dire che era forse il cittadino vivo più antico e si rallegrava per tutte le cose esposte, perché rappresentavano la ricchezza della vita di quell'amata città. Gli applausi dimostravano l'ammirazione di tutti per quello che gli altri possedevano, essendo questo un grande valore della sua gente. Trasse, allora, dalla tasca della tuta un foglio ingiallito, lo spiegò con cura e disse:

- Però, malgrado tutto, posso affermare che qui sta il nostro maggior tesoro! Quello che vi porto è il certificato del primo bambino che ha ricevuto le acque battesimali nelle nostre terre, dalle mani del primo parroco che qui ha vissuto, seminando la Parola di Dio nelle anime e donando la sua vita per il bene di tutti. Questo bambino è chi vi parla e il parroco era suo fratello più vecchio, già partito per l'eternità. Non può esserci tesoro più grande del Battesimo, che ci rende figli di Dio, eredi del Cielo e pietre vive della Chiesa, Corpo Mistico di Cristo.

Le persone tornarono in sé e capirono quanto si erano dimenticate di Dio nelle festività, preoccupati com'erano soltanto per le cose e per il progresso materiale. Quella festa sarebbe stata completa solo se avessero reso grazie a Dio per i 100 anni di evangelizzazione della città e se avessero chiesto la protezione per molti altri anni ancora. Infatti, il signor Zaccaria aveva ragione: non c'è tesoro più grande che partecipare alla natura divina con la grazia battesimale, sotto la cui luce era nata la città. Il devoto anziano ricevette, meritatamente, il titolo di cittadino onorario.

Chiamato il parroco che, pur essendo il ministro di Dio, stava ingiustamente relegato, gli organizzatori gli chiesero che le commemorazioni terminassero con una Messa solenne e una processione con il Santissimo Sacramento per le vie, affinché Cristo stesso, lì presente, fosse il grande omaggiato della festa e benedicesse il popolo per sempre. Di lì a una settimana, così fu fatto.

A partire da quel momento, tutta la popolazione tornò a frequentare la Chiesa e i Sacramenti, con grande fede, e la città crebbe ancor più, diventando la più prospera di tutta la regione.

(Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2012, n. 113, p. 46 - 47)

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