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"Dottore della Chiesa", "Martello degli Eretici", "Dottore Evangelico", "Arca del
Testamento" è come i Papi lo chiamarono. Per il popolo fedele, egli protegge
i poveri, aiuta nella ricerca delle cose e delle persone perdute, orienta i
sentimenti e ispira la vita di preghiera; allontana i demoni e la peste;
guarisce gli infermi. Fu francescano di prima ora.  Noto come
miracoloso, la sua stessa vita fu un miracolo continuo.
Conosci qui le tracce della vita di questo Santo.

» Santità, Oratoria e... Miracoli
» Faceva le sue prediche per ubbedienza
» Frutti di parole o di santità?
» "Martello degli Eretici"
» I pesci vennero ad ascoltarlo
» Miracolo che può convertire persino...
» Devoto di Maria, amico di Gesù
» Salvò il padre dalla morte
» Morì presto, fece molto e continua a farlo

Di Lisbona, di Padova o di tutto il mondo?

Per alcuni egli è chiamato Sant'Antonio di Lisbona, la città in cui nacque. Altri preferiscono chiamarlo Sant'Antonio di Padova, in ricordo della città in cui svolse il suo lavoro e nei cui dintorni morì. Tutti desiderano la gloria che il Santo sia stato della propria città.

Fu il Papa Leone XIII a risolvere questa "disputa" quando chiamò Antonio "il santo di tutto il mondo". E Leone XIII aveva ragione: la devozione a Sant'Antonio è universale. Egli è veramente Sant'Antonio di tutto il mondo....

Nonostante abbia avuto una vita terrena breve - morì a 36 anni - divenne uno dei santi più popolari del mondo, venerato sia in Occidente, sia in Oriente, nel Nord e nel Sud. In Brasile la devozione a Sant'Antonio fu un'eredità lasciata dai portoghesi.

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Santità, Oratoria e... Miracoli

La sua santità, la sua oratoria e il suo modo di essere, la sua carità: tutto ciò contribuì affinché il nome di Sant'Antonio corresse per il mondo. Tuttavia, è innegabile che i miracoli a lui attribuiti aiutarono molto la crescita della sua popolarità.

Durante le sue predicazioni egli parlava una sola lingua, però, spesso era capito da persone di altri paesi che parlavano altri idiomi. Il suo Provinciale approfittò di questo fatto miracoloso e lo incaricò dell'azione apostolica contro gli eretici nella regione dell'antica Romagna e nell'Italia del nord. Egli divenne allora uno straordinario predicatore popolare. Parlava in una lingua ed era compreso da tutti....

Era così grande il numero di fatti straordinati e soprannaturali che succedevano nel corso delle sue predicazioni e dopo di esse, o che erano ottenuti tramite le sue preghiere e la sua intercessione che Fra Antonio è considerato il santo dei miracoli.

Senza alcun dubbio egli è il "Santo dei Miracoli". Se elenchiamo i miracoli a lui attribuiti arriveremo ad un numero impressionante. Può anche essere che ciò sia stata una delle cause della sua canonizzazione meno di un anno dopo la sua morte.

E ciò è certo, perché, la bocca parla dell'abbondanza del cuore. Così come soltanto chi ammira può entusiasmare, solo chi è santo può santificare...

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Faceva le sue prediche per ubbedienza

Sant'Antonio non aveva mai fatto una predica in pubblico. In una certa occasione, nel 1221, a Forlì, quando era ancora un giovane frate, ricevette l'incarico di essere il predicatore in una cerimonia di ordinazione sacerdotale di francescani e domenicani.

Era una circostanza totalmente casuale: egli doveva sostituire il predicatore ufficiale che non vi poteva comparire.

Per ubbedienza fece la predica. Fu un successo. Si mostrò così dotato di conoscenze e di eloquenza, e le sue parole erano così cariche di fede e di sovrannaturalità che sorprese anche il suo Provinciale. Lasciò tutti ammirati e meravigliati.

I suoi Superiori nell'Ordine dei Francescani appena fondato non ebbero dubbi, in nome della "santa ubbedienza", incaricarono Fra Antonio delle prediche. Egli ubbidì: fu l'inizio di una missione piena di successi e di molti frutti.

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Frutti di parole o di santità?

Quando egli parlava accorrevano le folle nel luogo in cui sarebbe avvenuta la predica. Persino i commercianti chiudevano i propri negozi e andavano ad ascoltarlo. Le città in cui predicava si fermavano e pure le zone nei dintorni. Vi fu una volta in cui si riunirono fino a 30 mila persone in una sola predica!

Le chiese risultavano piccole per contenere un così grande pubblico. Allora egli andava a parlare nelle piazze pubbliche. E quando concludeva la sua predica "era necessario che alcuni uomini coraggiosi e robusti lo tirassero sù e lo proteggessero dalle persone che venivano a baciargli la mano e a tocargli le vesti".

Il numero di sacerdoti che lo seguivano era piccolo per sentire le confessioni di coloro che, toccati dalla sua predica, volevano confessarsi e cambiare vita.

Senza esagerazione: le sue prediche erano seguite da miracoli come non si vedeva fin dai tempi degli Apostoli. Praticamente non vi era zoppo, cieco o paralitico che dopo aver ricevuto la sua benedizione non guarisse.

Fu grande il numero di persone da lui convertite. In una certa occasione convertì 22 ladri, che soltanto per curiosità erano andati a sentirlo...

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"Martello degli Eretici"

Sant'Antonio fu chiamato il "Martello degli Eretici" perché grazie alle sue prediche gli avversari della Chiesa trovavano in lui un nemico formidabile.

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La più antica delle sue biografie racconta che "giorno e notte" (Fra Antonio) aveva discussioni con gli eretici; esponeva loro con grande chiarezza il dogma cattolico; confutava vittoriosamente i loro precetti, rivelando in tutto la scienza ammirevole e la forza soave di persuasione che penetrava l'anima dei suoi oppositori".

Forse per questo la sua lingua è miracolosamente custodita a Padova da quasi 800 anni.

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I pesci vennero ad ascoltarlo

Non si può immaginare che l'azione apostolica di Sant'Antonio si svolgesse senza difficoltà, senza opposizioni, senza l'azione dei nemici della Chiesa. Vi erano certamente degli oppositori. Ed essi erano molto attivi. Tuttavia, peggio dei nemici, erano gli indifferenti.

In una certa occasione, nella zona di Rimini, nel Nord dell'Italia, i nemici della Fede Cattolica volevano impedire che il popolo andasse ad ascoltare le prediche del Santo. A questo scopo prepararono una trappola: mandarono dei complici alla città successiva in cui Antonio si doveva recare. Prima dell'arrivo del Santo essi sparsero veleno tra il popolo: "---Antonio è un frate bugiardo e falso", dicevano loro.

Antonio arrivò in città e cominciò la sua missione. Stranamente, durante la sua predica, la gente si manteneva indifferente e gli eretici non lo volevano ascoltare e gli davano le spalle.

Il Santo non ebbe un'altra alternativa che abbandonare i suoi ascoltatori. Anche così, non si arrese; andò ai margini dell'acqua, dove il fiume conflueva con il mare e chiamò i pesci ad ascoltarlo.

Il risultato fu sorprendente: migliaia di pesci di vario tipo e misura si avvicinarono con la testa fuor d'acqua in atteggiamento di ascolto. E il Santo parlò loro. Approfittò dell'occasione per complimentarsi con i pesci per la loro partecipazione alla storia della salvezza...

Più che un atteggiamento sconcertante, lì avveniva uno stupendo miracolo! Gli abitanti che testimoniarono il fatto raccontarono l'avvenimento al resto della popolazione. La notizia corse per tutta la città, e con essa una brezza di entusiasmo percorse la zona scuotendo gli indifferenti, coprendo di vergogna i detrattori di Antonio. Molti di loro si convertirono. Fu una lezione...

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Miracolo che può convertire persino gli atei di oggi...

---Per poter credere alla presenza reale di Gesù nell'ostia consacrata, voglio un miracolo...
Era ciò che sosteneva un povero ateo dovunque andasse. Per lui il Santissimo Sacramento era una beffa, un ricatto. In una certa occasione, dinanzi a tutta la città, egli fece a Sant'Antonio una proposta empia ed arrogante:

---Lascio il mio mulo senza mangiare per tre giorni. Dopo di che lo porto fino a questa piazza e gli offro del fieno e dell'avena. Nel frattempo, Fra Antonio, Lei gli farà vedere l'Ostia consacrata...Se la bestia lascerà il cibo per fare attenzione all'Ostia, se essa la riverenzierà come se l'adorasse...allora da quel momento io comincerò a crederci. Crederò alla presenza di Gesù nell'Eucaristia! Sant'Antonio accettò la proposta.

Tre giorni dopo, nella piazza gremita, arrivò l'uomo trascinando il suo animale affamato. Vi arrivò anche Sant'Antonio. Rispettosamente egli portava una custodia con il Santissimo Sacramento.

L'incredulo mise il monte di fieno e di avena vicino a dove si trovava Fra Antonio e fiducioso liberò l'animale. Secondo ciò che era stato stipulato, il mulo avrebbe dovuto scegliere da solo tra il cibo e il rispetto per l'Ostia consacrata.

La suspense generale fu interrotta quando l'animale, libero dalla cavezza, calmamente si piegò dinanzi alla Custodia che conteneva il Santissimo Sacramento. Un miracolo sufficiente per convertire persino gli atei di oggi...

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Devoto di Maria, amico di Gesù

Fin da piccolo Antonio fu devoto di Nostra Signora. La pregava sempre e chiedeva sempre il suo aiuto. Ed Ella lo assecondava costantemente. Un giorno, per esempio, quando era già un religioso, quando il demonio già non poteva sopportare il bene che il santo faceva, lo prese per il collo così violentemente che era sul punto di strozzarlo. Ad Antonio mancava già la voce.

Usando le sue ultime forze, egli poté farfugliare le parole dell'antifona mariana , "O Gloriosa Domina!" In quello stesso istante il demonio fuggì spaventato.

Dopo essersi liberato del maligno ed essersi ricomposto Antonio vide che accanto a sé si trovava la Regina del Cielo, splendente di gloria.

* * *

Senza alcun dubbio, fu a causa della sua devozione e del suo profondo amore per la Vergine Santissima che un altro fatto si poté verificare. Ciò perché colui che è devoto di Maria è da Lei portato a Gesù:

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Una volta Fra Antonio, già alla fine della sua vita, fu ospite a casa di una famiglia amica, a Camposampiero. Chi racconta questo episodio è il Conte Tiso, ospite del Santo:

La sera il Santo era già nella stanza a lui destinata, raccolto in preghiera. Il padrone di casa si rese conto che una forte luce veniva dall'interno della stanza in cui si trovava Antonio. Non poteva essere la luce delle candele, era troppo forte, molto intensa.

Il Conte, vinto dalla curiosità, si alzò e andò a vedere cosa potesse essere. Si avvicinò alla stanza e dalle fessure dalla porta vide una scena miracolosa:

Il Santo era rapito in contemplazione. La Vergine Maria, allora, gli pone in braccio il Bambino Gesù. Il bambino abbraccia il collo del frate e amichevolmente parla con lui.

Quando si rese conto di essere stato osservato, il Santo cercò il Conte Tiso e gli fece giurare che soltanto dopo la sua morte avrebbe raccontato ciò che aveva visto quella notte.

Fu questo il fatto grazie al quale Sant'Antonio è raffigurato nelle sue immagini con il Bambino Gesù in braccio.

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Salvò il padre dalla morte

In Portogallo vi fu un assassinato. Tutti i sospetti del delitto indicavano il padre di Sant'Antonio come l'assassino. Ma ciò era falso. Egli era di fatto innocente.

Arrivò il giorno del giudizio. In Tribunale i giudici erano sul punto di proferire la sentenza che avrebbe condannato l'imputato. Sul banco degli imputati, il padre di Fra Antonio nulla poteva fare. Non aveva difesa.

In quello stesso istante, in Italia, Sant'Antonio faceva una predica in una chiesa. Improvvisamente, interruppe le sue parole e rimase immobile, come se stesse dormendo in piedi.

Avvenne che, in quello stesso istante, Antonio fu visto nella sala della giuria, in Portogallo, a parlare con i giudici...

---Perché precipitarsi? Posso provare l'innocenza di mio padre.Signori giudici, venite con me fino al cimitero.

Essi accettarono l'invito. Quando arrivarono al cimitero, Fra Antonio chiese di aprire subito la tomba dove era sepolto l'uomo ucciso. Guardando il cadavere già un po' decomposto, chiese al defunto:

---"Mio fratello, dimmi adesso, davanti a tutti, se è stato mio padre l'assassino che ti ha ucciso..."

Per lo stupore dei giudici e di tutti coloro che si trovavano lì, il defunto aprì la bocca e disse molto piano, come se volesse misurare le proprie parole: ---"No, è stato Martinho de Bulhões a uccidermi". E tacque.

In un modo miracoloso e grazie all'intercessione di Sant'Antonio, era provata l'innocenza di suo padre. La verità trionfò sulla menzogna e sulla calunnia. E qui il miracolo fu doppio. Si operò la bilocazione (quando una persona si trova miracolosamente in due luoghi contemporaneamente) e il potere di rianimare i morti.

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Morì presto, fece molto e continua a farlo

Benché avesse soltanto 34 anni, Antonio era molto malato. Nel 1229 andò a vivere nel Convento di Arcella, a Camposampiero, ma non smise di svolgere il suo incarico di predicatore. Dopo aver pregato nella Quaresima del 1231, si sentì molto stanco. Aveva bisogno di riposo.

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Cercando di dare a Fra Antonio il meritato riposo, necessario anche alla sua sopravvivenza, i frati gli fecero una "stanza" sui rami di un enorme albero di noce, proprio lì nel monastero, a Camposampiero. Anche così la gente lo cercava e Antonio, nonostante fosse già molto debole, parlava dalla sua cella, in alto al noce...

Decisero quindi di portarlo a Padova. Con molta cura prepararono un carro tirato da buoi, coprirono bene l'infermo e iniziarono il lungo viaggio. Sulla strada Antonio peggiorava. Si fermarono allora in un villaggio in cui c'era un convento francescano.

Il Santo era alla fine della sua vita. La sua salute si deteriorava costantemente e soffriva molto: aveva bisogno di rimanere seduto spesso perché solo così riusciva a respirare. Ma non smetteva di svolgere i suoi obblighi religiosi. Pregava spesso finché, vedendo che la fine arrivava, chiese il santo viatico e l'unzione degli infermi.

Avendo ricevuto i sacramenti finali, salutò tutti e cantò a Nostra Signora tutta l'antifona: "O Vergine gloriosa che sei al di sopra delle stelle..." In seguito alzò lo sguardo verso il cielo. Tutti i presenti lo sentirono dire: "Vedo il Signore..." Morí poco dopo. Era il 13 giugno 1231. Fra Antonio aveva 36 anni.

In quel momento, a Padova dove egli non era riuscito ad arrivare, un gruppo di bambini uscì spontaneamente per le strade urlando: "Il santo è morto! Il santo è morto!" Allo stesso tempo, a Lisbona, la sua terra natale, le campane si misero a suonare da sole. Il popolo uscì per le strade per vedere cos'era successo. Soltanto più tardi seppero per chi suonavano le campane. Era per Antonio. Egli aveva lasciato la Terra e si trovava nella gloria celeste.

Antonio partì. Ma, con la sua fama, rimane tra noi. E non soltanto a Lisbona e a Padova. Perché egli è Sant'Antonio...di Tutto il Mondo!

* * *

Ed è per questo motivo che, ancora oggi, possiamo sentire negli idiomi più vari, i suoi devoti che, in tutto il mondo, lo lodano cantando così:

"Se miracoli desiderate, ricorrete a Sant'Antonio:
vedrete fuggire il demonio e le tentazioni infernali.
Si ritrovan le cose perdute, si rompe la dura prigione,
e nel colmo dell'uragano si placa il mare infuriato.

Per la sua intercessione fugge la peste, l'errore, la morte,
il debole diventa forte l'ammalato diventa sano.
Tutti i mali umani si moderano e si ritirano,
Lo dicano coloro che l'hanno visto e soprattutto i padovani".
(JSG)

Fonte:

Bento XVI- Audiência Geral - 10 de fevereiro de 2010
www.angelfire.com/ar2/jcarthur/stoantonio.htm 
www.rosamarc.com.br/santonio/vida.htm

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