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Da dove viene questa usanza singolare di chiedere a San Biagio la cura delle malattie
della gola? Invitiamo il lettore a rivivere i fatti meravigliosi della vita di questo
martire dei primi tempi del Cristianesimo, in cui troverà l'origine
della potente intercessione di San Biagio.

Oggi ricordiamo la vita di San Biagio, venerato sia in Oriente che in Occidente. Nacque in Armenia nel III secolo, fu medico e vescovo a Sebaste. Come medico, usava la sua conoscenza per recuperare la salute non soltanto del corpo, ma anche quella dell'anima, poiché si occupava di evangelizzare i pazienti.

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Al tempo di questo santo vi fu una forte persecuzione religiosa, per cui egli, come santo vescovo, cercò di esortare i suoi fedeli alla saldezza della fede. A sua volta, San Biagio, che era la testimonianza della fiducia in Dio, si ritirò in un luogo solitario per continuare a governare quella Chiesa. E quando fu scoperto dai soldati disse: "Siate benedetti, voi che mi portate una buona nuova: che Gesù Cristo vuole che il mio corpo sia immolato come ostia di glorificazione".

Morì nel 316. Quando le persecuzioni ebbero inizio, sotto l'Imperatore Diocleziano (284-305), San Biagio fuggì e si nascose in una caverna dove curava gli animali selvaggi. Anni più tardi fu trovato da alcuni cacciatori, che lo portarono in arresto al governatore Agricola di Cappadocia, nella Bassa Armenia, durante la persecuzione dell'allora Imperatore Licinio Liciniano (308-324). San Biagio fu torturato con ferri infuocati e dopo fu decapitato.

L'abitudine di benedire le gole nel giorno della sua festa continua fino ai giorni d'oggi, e si usano candele nelle cerimonie commemorative. Queste sono usate come ricordo delle candele portate a San Biagio in prigione dalla madre del bambino curato da lui.

Molti eventi miracolosi sono citati negli studi su San Biagio, ed è molto venerato in Francia e in Spagna.

Le sue reliquie si trovano a Brusswick, Mainz, Lubeck, Trier e Colonia, in Germania. In Francia, a Paray-le-Monial. A Dubrovnik nell'antica Iugoslavia e a Roma, Taranto e Milano, in Italia.

Nella liturgia della Chiesa Cattolica San Biagio è raffigurato con alcune candele nelle mani, e davanti a lui, si trova una madre che porta un bambino con una mano alla gola, come se gli stesse chiedendo di guarirlo. A partire da questa immagine ebbe inizio la benedizione della gola nel giorno della sua festa.

* * * * * * * *

Ai piedi di una montagna, in una grotta nella campagna di Sebaste, in Armenia, abitava un uomo puro ed innocente, dolce e modesto. Gli abitanti della città, mossi dalle virtù del Sant'uomo, ispirati dallo Spirito Santo, lo scelsero come Vescovo. La gente e persino gli animali andavano a cercarlo per ottenere sollievo per i loro mali.

Un giorno, i soldati di Agricola, governatore della Cappadocia, che cercavano bestie nei campi di Sebaste per martirizzare i cristiani nell'arena, trovarono molti animali feroci di tutte le specie: leoni, orsi, tigri, iene, lupi e gorilla che convivevano in totale armonia. Guardandosi stupiti e a bocca aperta, si domandavano cosa stesse succedendo, quando dalla grotta nera comparve, dal buio alla luce, un uomo che camminava tra le bestie, alzando le mani come a benedirle. Tranquille ed in ordine, le bestie tornarono nelle loro tanne e nei deserti da dove erano venute.

Un enorme leone con la criniera rossa rimase li. I soldati, spaventati a morte, lo videro alzare la zampa e subito dopo Biagio gli si avvicinò per estrarre una spina che vi si era conficcata. L'animale se ne andò tranquillo.

A conoscenza di questo fatto, il governatore Agricola ordinò ai soldati di arrestare l'uomo della caverna. Biagio fu arrestato senza fare resistenza.

Senza essere riuscito a piegare il santo anziano, che si rifiutò di adorare gli idoli pagani, Agricola ordinò che lo flagellassero, e che dopo lo chiudessero nella più nera e umide delle celle.

Molti andavano a trovare il Santo Vescovo, che li benediva e li curava. Una povera donna lo cercò afflitta con suo figlio tra le braccia, quasi strozzato da una spina di pesce che gli attraversava la gola. Comosso dalla fede di quella povera madre, San Biagio passò la mano sulla testa del bambino, alzò lo sguardo, pregò per un istante, fece il segno della croce sulla gola del bambino e chiese a Dio di accudirlo. Poco dopo il bambino si liberò dalla spina che lo maltrattava.

Per diverse volte il santo fu portato alla presenza di Agricola, ma perseverava sempre nella fede di Gesù Cristo. In cambio di ciò era suppliziato. Mosso dalla sua fedeltà e dal suo amore per Nostro Signore Gesù Cristo, San Biagio curava e benediva. Sette donne che curarono le sue ferite, provocate dai supplizi di Agricola, furono anch'esse castigate. Dopo che il governatore fu informato che esse avevano gettato i suoi idoli in fondo a un lago vicino, le fece uccidere.

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San Biagio pianse per loro, e Agricola incollerito lo condannò a morte, decretando che lo lanciassero nel lago. Biagio fece il segno della croce sulle acque e avanzò senza affondare. Le acque sembravano una strada sotto i suoi piedi. In mezzo al lago si fermò e sfidò i soldati:

-Venite! Venite e mettete a prova il potere dei vostri dei!

Vari soldati accettarono la sfida. Entrarono nel lago e affondarono nello stesso istante.

Un angelo del Signore apparve al Buon Vescovo, e ordinò che tornasse sulla terra ferma per essere martirizzato. Il governatore lo condannò alla decapitazione. Prima di presentare la testa al boia, San Biagio supplicò Dio per tutti coloro che lo avevano assistito nella sofferenza, ed anche per coloro che gli avessero chiesto aiuto dopo che sarebbe entrato nella gloria dei cieli.

In quell'istante Gesù gli apparve e gli promise di concedere ciò che chiedeva.

San Biagio morì in pieno periodo dell'ascesa del Cristianesimo, a Sebaste, il 3 febbraio. Era nato in Armenia;

Biagio, brace, fiamma dell'amore di Dio, della fede, dell'amore per gli altri. La vita eroica di San Biagio è uno stimolo affinché manteniamo anche noi accesa nelle nostre anime la brace della fede, che essa, in mezzo alle tenebre, si infiammi sempre di zelo, di fedeltà e di coraggio in favore del bene.

Tra i miracoli che circondarono la vita di questo grande santo, ce n'è uno che richiama particolarmente la nostra attenzione: il suo dominio sugli animali feroci che, in compagnia del santo, diventavano mansueti come agnelli. Che senso ha questo fatto?

Nel Paradiso Terrestre, prima del peccato originale, Adamo ed Eva avevano il potere sugli animali, che vivevamo in armonia con l'uomo e lo servivano. Come castigo del primo peccato, che fu una rivolta contro Dio, la natura insorse contro il violatore dell'ordine, e gli animali passarono ad essere ostili agli uomini.

Tramite la pacificazione che San Biagio operava sugli animali selvaggi, Dio volle mostrare ai peccatori il potere della virtù, che ordina persino la natura indomabile delle bestie.

Oggigiorno l'umanità geme sotto il peso del caos provocato dal peccato. E gli uomini praticano atti di ferocia mai visti. Cerchiamo la soluzione al disordine del mondo nella Legge di Dio. Attraverso la forza della virtù, non soltanto gli uomini, ma anche la propria natura entrerà in ordine. E quindi, quali bellezze non sorgeranno da una società in cui tutti praticano il bene e amano la verità?

(Rivista Arautos do Evangelho, Febbraio/2002, n. 2, p. 22-23)

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