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Parola del Pastori

Un’opera d’arte teologica

Pubblicato 2010/12/14
Autore : Don Rodrigo Alonso Solera Lacayo, EP

Il 22 ottobre, Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP, ha difeso la sua tesi di Dottorato Canonico in Teologia su Il dono della sapienza nella vita, mente ed opera di Plinio Corrêa de Oliveira

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Tre distinte figure del mondo accademico sono state unanimi nell'attribuire la votazione "summa cum laude" alla tesi di Dottorato di Monsignor João sul tema: "Il dono della sapienza nella vita, mente ed opera di
Plinio Corrêa de Oliveira".

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Don Rodrigo Alonso Solera Lacayo, EP

Il 22 ottobre, Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP, ha difeso la sua tesi di Dottorato Canonico in Teologia su Il dono della sapienza nella vita, mente ed opera di Plinio Corrêa de Oliveira, davanti alla commissione esaminatrice della Scuola di Teologia, Lettere e Filosofia dell'Università Pontificia Bolivariana di Medellin, in Colombia. Egli ha dissertato su questo dono dello Spirito Santo, mantenendosi rigorosamente fedele all'insegnamento teologico, ma presentandolo come vissuto da un personaggio che si è distinto nella Storia della Chiesa Cattolica nel secolo XX.

La commissione esaminatrice, formata da illustri figure del mondo accademico latino-americano,1 ha attribuito alla tesi di Mons. João la votazione massima: summa cum laude.

Obiettività nel procedimento seguito

Nel testo che valuta la tesi e giustifica la sua votazione, Padre Marcelo Santos das Neves, OP, si è espresso con il rigore e la chiarezza del carisma domenicano, incentrato sulla ricerca della verità:

Otávio de Melo
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Mons. Luis Fernando Rodríguez Velásquez
(al centro) e Don Diego Marulanda Díaz
(sinistra) consegnano il diploma a
Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP

Concessione del titolo di Dottore in Teologia

La Chiesa Madonna del Rosario, nel Seminario degli Araldi, nella Grande San Paolo, è stata trasformata in Aula Magna dell'Università Pontificia Bolivariana, giorno 3 novembre, per la consegna solenne del titolo di Dottore in Teologia a Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP.

Ha presieduto la sessione il Magnifico Rettore, Mons. Luis Fernando Rodríguez Velásquez ed ha fatto parte del Tavolo anche don Diego Marulanda Díaz, Decano della Scuola di Teologia, Lettere e Filosofia della stessa Università. Delle brillanti parole del Magnifico Rettore distinguiamo il seguente passo:

"Siamo tutti testimoni di come il Monsignore abbia compiuto tutto il percorso durante la sua esistenza nella ricerca della verità, dando spazio all'azione dello Spirito nella sua vita, dando spazio nel suo cuore all'amore di Dio. Questo dar spazio allo Spirito e all'amore di Dio gli ha dato la capacità di conclamazione per lasciare che lo Spirito attui, per lasciare che l'amore di Dio attui e possa suscitare nel mondo una comunità come questa, gli Araldi del Vangelo. Il Signore, per così dire, approfitta di noi e, in questo caso, sta approfittando come di uno strumento preziosissimo della persona, dell'essere, della vita di Mons. Clá".

"Il suo titolo di teologo - ha concluso Mons. Luis Fernando - non è nient'altro che una ratificazione di quella che è stata la sua vita. [...] Una tesi fatta con amore, una tesi fatta con fede, una tesi fatta con speranza, una tesi fatta con qualità".

"Il nostro giudizio non concerne l'ambito soggettivo, ma rimane sul piano oggettivo. Così, abbiamo constatato due cose in particolare: in primo luogo, che, nonostante l'amicizia e la devozione dell'‘Autore' per Plinio Corrêa de Oliveira (elemento e ragione soggettiva dell'‘Autore'), il suo pensiero e ragionamento non sono stati pregiudicati in alcun modo, dal momento in cui egli ha presentato testi che hanno rafforzato le sue intuizioni. Detto altrimenti, non si è trattato solamente di una testimonianza personale, bensì documentata. In secondo luogo, doni e carismi sono applicati alla persona ed opera di Plinio Corrêa de Oliveira sempre in forma rigorosa e coerente".

"Insomma, l'‘Autore', sistematicamente, offre al suo lettore le ragioni della sua intuizione: presenta la dottrina (1ª premessa); ‘la mente, vita ed opera' di Plinio Corrêa de Oliveira, confrontandole con la dottrina (2ª premessa); per concludere positivamente: in Plinio Corrêa de Oliveira erano presenti il dono della Sapienza, come i carismi della profezia e del discernimento degli spiriti (3ª premessa o conclusione). Questa obiettività seguita nel procedimento merita di esser menzionata e lodata. Si tratta, a nostro modo di intendere, di una teologia della ‘mente, vita ed opera' di Plinio Corrêa de Oliveira".

Equilibrio nel modo di esporre

Poco dopo, Padre Marcello Neves sottolinea un altro aspetto di questa imparzialità di giudizio di Mons. João: "L'‘Autore' non solo non perde di vista i suoi obiettivi, ma mantiene quell'equilibrio nell'esporre e scrivere che preserva tutti coloro i quali in qualche modo non erano in comunione con il pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira. In breve, non si tratta di uno scritto contro qualcuno o qualcosa (ad eccezione del vizio e del peccato al quale si opponeva e si oppone sempre una ‘controrivoluzione'), ma a favore di chi è ritenuto virtuoso. Il tatto e la delicatezza che trasudano dal testo sono rari. Nessun carattere polemico. Riteniamo si debba applicare all''Autore', in considerazione di questa sua procedura, quanto egli dice all'inizio del suo testo relativamente al dono della sapienza, vale a dire, ‘giudicherà e cercherà di ordinare tutto alla luce delle perfezioni divine': e Dio non offende! Quello che l'‘Autore' ha fatto è stato seguire, egli stesso, questo impulso; in altre parole, sottomette e fa passare attraverso il setaccio delle perfezioni divine la ‘mente, vita ed opera' di una persona che stima e che ha segnato tutta la sua vita. Fa opera di teologo e non di semplice cronista. La sua tesi, anche sotto questo aspetto è e può denominarsi teologica. Preziosa".

Teologia narrativa e teologia argomentativa

Da parte sua, Don Carlo Arboleda Mora ha sottolineato principalmente l'importanza della teologia narrativa nella tesi presentata:

"Questo lavoro si situa in quella che oggi potremmo denominare teologia narrativa, presentando la vita di una persona come testimonianza di un'esperienza, unita ad una teologia argomentativa, nella misura in cui questa esperienza si esprime teoricamente in grandi teologi della Chiesa. Generalmente la teologia narrativa critica il modello neoscolastico per il carattere troppo argomentativo,visto che dedurrebbe dalle tesi dogmatiche certe conclusioni già implicite, dimenticandosi alcuni critici che i misteri della vita di Cristo occupano in San Tommaso un posto importante.

Come dice il teologo Carlo Rocchetta, teologia narrativa e teologia argomentativa non sono opposte, perché la narrazione può andare di pari passo con l'argomentazione. [...] ‘Se la teologia narra, è per portare alla riflessione teologica sui contenuti della sua narrazione, svolgendo le sue implicazioni e organizzandole in una visione unitaria e il più articolata possibile. Il difetto della teologia argomentativa non starebbe di argomentare, ma che partirebbe dall'argomentazione o si ridurrebbe solo a quella, finendo per dimenticarsi del fatto che la fede si struttura, soprattutto, come una rivelazione che si è fatta storia, nella quale l'avvenimento e la parola sono costitutivi di una narrazione che deve essere testimoniata in quanto tale, evitando di ridurla unicamente ad un sistema di verità astratte o di asserzioni che è necessario dimostrare'.

"Questo lavoro presenta la narrazione della vita del Prof. Plinio Corrêa de Oliveira accompagnata dalla corrispondente argomentazione basata su ottimi teologi. Mira a dimostrare che la storia della salvezza non si dà separata dalla storia umana, che l'esperienza della Fede non si dà al di fuori di un'esistenza che la interpreta e attua, perché ‘i credenti riconoscono, infatti, che Dio ha portato la liberazione negli esseri umani e attraverso di loro; gli uomini sono relazioni di Dio'".2

Importanza dell'esempio vivo

   José Hinostroza
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Il pubblico interessato ad assistere alla difesa
della tesi, tenutasi in videoconferenza, ha
riempito l'auditorio Pio XII, dell'Università
Pontificia Bolivariana a Medellin

Don Arboleda afferma inoltre che nella tesi di Mons. João "l'approccio biografico giunge ad essere uno strumento di ricerca di qualità, perché si basa sulla soggettività come unicità e specificità. Il metodo biografico giunge ad essere esperienza euristica ed ermeneutica, in quanto permette di comprendere e di interpretare, in un altro contesto storico, la stessa esperienza. Qui può essere allora anche un metodo di formazione, come sostiene l'autore della tesi. La biografia ci racconta un'esperienza propria che un lettore può riprodurre nella propria vita e secondo la propria biografia. La biografia di Cristo è la biografia modello che ogni cristiano, nel suo tempo e luogo, riproduce secondo la sua natura e vocazione. La biografia centrale è quella di Cristo, la cui esperienza tutti i credenti dovranno avere e la cui narrazione dovrà essere la vita del cristiano. Lì si vede chiaramente lo schema ‘esperienza e testimonianza', chiave del Cristianesimo, come ce lo ricorda il Documento di Aparecida. Così la biografia è mistagogica, poiché offre percorsi concreti da seguire, visto che la fede non è solo noetica, ma esperienza di fede nella vita concreta e unica di ogni persona,3 che può, però, guidare il cammino di un altro essere umano come, paradossalmente e in un'altra prospettiva di filosofia della religione post-moderna, ce lo presenta anche Richard Rorty, quando ci dice che la biografia attraverso la letteratura ci fa condividere esperienze, non astratte, ma concrete, come il dolore, il tradimento... che generano un'empatia che, a sua volta, genera solidarietà e comprensione. C'è qualcuno come me che ha avuto quest'esperienza, questa narrazione è valida e serve per la mia vita. In questa tesi si mostra, d'altro canto, la possibilità di un'esperienza trascendente, vissuta in una storia e valida per altre storie".

"E', inoltre, un'opera che permette una doppia lettura. Senza le citazioni permette anche ai lettori meno preparati di entrare nelle complessità della filosofia. Con le citazioni è un'opera per autori che vogliano addentrarsi su questo tema, compiendo sia l'obiettivo di riflettere teologicamente, sia di formare per la vita di esperienza e testimonianza".

Orizzonte teologico dal quale si deve considerare l'opera del Prof. Plinio

Nelle sue considerazioni, un altro membro della commissione esaminatrice, don Alberto Ramírez Zuluaga, ha voluto evidenziare, in modo particolare, l'originalità del lavoro teologico di Mons. João, che ha presentato aspetti inediti dell'opera di Plinio Corrêa de Oliveira. Egli ha così affermato nel suo parere:

"Aver avuto l'opportunità di conoscere il processo dell'elaborazione della tesi nella sua ultima tappa è stata, per noi, una vera grazia del Signore, che ci ha permesso di scoprire la trascendenza teologica dell'oggetto di questa indagine. Mons. João ha saputo stabilire magistralmente l'orizzonte teologico a partire dal quale si deve considerare l'opera del Prof. Plinio: la dottrina teologica e spirituale dei doni dello Spirito Santo e, in generale, la pneumatologia con quanto essa implica per la giustificazione del dono della sapienza. Ma il Monsignore non ha realizzato il suo lavoro semplicemente come investigatore di una ricca letteratura, come è certamente quella che il Prof. Plinio ci ha lasciato, ma anche, e soprattutto, come testimone fededegno della vita di questo grande uomo, di cui oserei dire, per l'impressione che la testimonianza del Monsignore ha prodotto in me, sia stato uno dei maggiori uomini della Storia della Chiesa negli ultimi tempi, per quello che lo Spirito di Dio ha reso possibile attraverso la sua persona, la sua vita e la sua opera.

Sérgio Miyazaki
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La Chiesa Madonna del Rosario è stata trasformata in Aula Magna dell'Università Pontificia
Bolivariana per la consegna solenne del titolo di Dottore in Teologia
a Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP
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"È bellissima la tesi teologica elaborata da Mons. João, che si può riassumere in poche parole: dimostrare, attraverso la considerazione della persona del Prof. Plinio, la relazione indissolubile che esiste tra l'innocenza e la sapienza. Anche, naturalmente, segnalare il significato dei passi che si devono fare nella vita affinché diventi possibile questa relazione nell'esistenza di un uomo: la via del dolore e della dedizione. Monsignore ci ha mostrato, infatti, che la sapienza, come caratteristica che definisce l'esistenza del Prof. Plinio, può esser spiegata solo in relazione all'innocenza che lo ha accompagnato per tutta la sua vita. Può arrivare ad essere pienamente sapiente soltanto chi è pienamente innocente. La spiegazione teologica utilizzata dal Monsignore per definire il Prof. Plinio potrebbe esser considerata come un bel commento di una delle sentenze del Manifesto del Regno dei Cieli, il Discorso della Montagna, di Gesù: chi ha maggiore capacità di contemplare Dio e guardare tutto a partire da Lui è chi ha il cuore puro" (cfr. Mt 5, 8).

"Tutto mi è lotta" - Tutto gli è stata sapienza

Don Alberto Ramírez prosegue, risaltando il seguente commento del Prof. Plinio a proposito del libro della Contessa di Parigi, intitolato Tout m'est bonheur (Tutto mi è felicità): "‘Se mi fosse dato di scrivere le mie memorie, potrei intitolarle ‘Tutto mi è lotta!'. Interiormente o esternamente, tutto mi è lotta; ma, morendo, tutto mi è gloria [...]. Se un uomo redigesse sulla base della verità il libro Tutto mi è lotta!. Se la sua lotta è stata ingaggiata a favore del bene, egli meriterebbe l'epitaffio tutto gli è stato gloria!'. Mons. João commenta: ‘Ora, conforme ogni articolo, ogni capitolo è, soprattutto, quello che la tesi nel suo complesso evidenzia, tutto è stato lotta e gloria in Plinio Corrêa de Oliveira. Pertanto, tutto gli è stato sapienza'.

"Questa mirabile conclusione è una formidabile tesi teologica, un'affermazione fondata sulla testimonianza della vita di un grande uomo. Il Monsignore ha svolto passo dopo passo questa tesi con una logica profonda ed è riuscito a realizzare un bel tessuto di idee e parole, di simboli e sentimenti, in un discorso teologico che è una meravigliosa lezione sulla sapienza ed un'opera d'arte teologica. La sapienza è il dono che fu concesso al Prof. Plinio come ‘luce primordiale', non solo per contemplare Dio, ma per acquistare la capacità di guardare tutto con lo sguardo di Dio, con i Suoi stessi occhi. Nessuno, come il Mons. João, suo figlio, suo discepolo, poteva spiegare con tanta esattezza questo segreto della vita e dell'opera del Prof. Plinio Corrêa de Oliveira".

1 Componevano la commissione esaminatrice: Don Carlo Arboleda Mora, orientatore, Dottore in Filosofia dell'Università Pontificia Bolivariana, Maestro in Storia presso l'Università Nazionale della Colombia e in Scienze Sociali nella Pontificia Università Gregoriana, specialista in ecumenismo del CESNUR, di Roma, e professore di post- laurea della Scuola di Teologia, Filosofia e Umanità dell'Università Pontificia Bolivariana; Frate Marcelo Neves, OP, teologo dello Studium Teologicum Bolognese, di Bologna, Dottore in Filosofia dell'Università Statale di Campinas (UNICAMP), Dottore in Diritto presso l'Università Federale di Minas Gerais (UFMG), Dottore in Diritto Canonico alla Pontificia Università San Tommaso (Angelicum), di Roma, e professore della Facoltà di Diritto Canonico della stessa università; e Don Alberto Ramírez Zuluaga, Dottore in Teologia presso l'Università Cattolica di Lovanio, professore di laurea e post-laurea nella Facoltà di Teologia dell'Università Pontificia Bolivariana, e nel programma di Studi Biblici dell'Università di Antiochia, di Medellín. L'evento è stato presieduto da Don Diego Marulanda Díaz, Maestro in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, e Decano della Scuola di Teologia, Filosofia e Umanità dell'Università Pontificia Bolivariana.

2 SCHILLEBEECKX E. Los hombres relato de Dios. Salamanca: Sigueme, 1995, pag.62.

3 ZUPPA, Pio; RAMIREZ, Sandro. Autobiografia e formazione ecclesiale. Roma: Edizioni Vivere, 2006. L. MEDDI, (Auto)biografia e formazione ecclesiale. Seminario sull'importanza del pensiero narrativo. In: www.catechetica.it.

(Rivista Araldi del Vangelo , Dicembre/ 2010, n. 92, p. 18 - 21)

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