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Voce del Papa

“Il cuore parla al cuore”

Pubblicato 2010/11/12
Autore : José Messias Lins Brandão

Quando la grazia di Dio è versata sugli uomini, non esiste potere mondano capace di opporvisi. Si è verificato questo ancora una volta nei quattro giorni della visita di Papa Benedetto XVI nel Regno Unito.

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Viaggio apostolico di Benedetto XVI nel Regno Unito

Smentendo tutti i presagi pessimisti, la visita di Papa Benedetto XVI nel Regno Unito ha dimostrato che la sua popolazione conserva il rispetto e il cuore aperto verso il Successore di Pietro.

José Messias Lins Brandão

Quando la grazia di Dio è versata sugli uomini, non esiste potere mondano capace di opporvisi. Si è verificato questo ancora una volta nei quattro giorni della visita di Papa Benedetto XVI nel Regno Unito.

Ciò che è accaduto dal 16 al 19 settembre ha costituito una sorpresa per gli stessi cattolici, i quali erano stati sottoposti per mesi ad un bombardamento di notizie pessimiste. Una cosa è stata chiara: le previsioni di insuccesso non corrispondevano a quanto avveniva in fondo alle anime.

Il motto del viaggio è stato lo stesso del Cardinal Newman - Il cuore parla al cuore - e non poteva esser più appropriato, specialmente per quanto riguarda il popolo britannico. Sebbene considerati riservati e lontani dal manifestare sentimenti, in realtà, inglesi e scozzesi sono profondamente emotivi e apprezzano il calore umano. Essi sentono la necessità di comunicare da cuore a cuore, e chi meglio del Santo Padre per rispondere a questo anelito?

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L'arrivo del Santo Padre a Bellahouston Park, a Glasgow, per la Messa celebrata di fronte
a più di 65mila fedeli entusiasti e partecipi

Durante il viaggio da Roma ad Edimburgo, un giornalista ha chiesto a Benedetto XVI se lui non avesse qualche timore per il modo in cui sarebbe stato accolto, considerate le polemiche ed opposizioni che avevano alimentato la preparazione della visita. "Devo dire di no", ha risposto il Papa. Ed ha ricordato che previsioni negative hanno preceduto anche i suoi viaggi apostolici in Francia, indicata come il Paese più anticlericale d'Europa, e nella Repubblica Ceca, a detta di molti, il Paese più irreligioso del continente. Nessuno di questi cattivi presagi si è realizzato.

Per questo, egli andava in Gran Bretagna "con grande coraggio e con gioia".

Nel "Palazzo della Santa Croce", udienza con la Regina

Il Santo Padre è sbarcato ad Edimburgo, capitale della Scozia, alle 10:30 del mattino, salutato all'aeroporto dal Principe Philip, sposo della Regina Elisabetta II, dal Primo Ministro di Scozia, Alex Salmond, e da altre personalità religiose e civili, per dirigersi all'incontro con la Regina.

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All'inizio della sua visita ufficiale al Regno Unito,
il Papa Benedetto XVI è stato ricevuto dalla
Regina Elisabetta,nel Palazzo di Holyrood,
ad Edimburgo, Scozia.

Nel Palazzo Reale di Holyrood ha avuto luogo la cerimonia di benvenuto, dove il Papa è stato ricevuto dalla Regina Elisabetta II e centinaia di autorità. Dopo il discorso della Sovrana, Benedetto XVI ha ringraziato per l'invito a visitare ufficialmente il Regno Unito e per le sue cordiali parole di saluto in nome del popolo britannico. Poi ha aggiunto: "Il nome Holyroodhouse, la residenza ufficiale di Vostra Maestà in Scozia, ci ricorda la ‘Santa Croce' e indica le profonde radici cristiane ancora presenti in ogni strato della vita britannica".1

Il Santo Padre ha ricordato in seguito che fin dai primissimi tempi i monarchi d'Inghilterra e Scozia erano cristiani e molti di loro - come Sant'Edoardo il Confessore e Santa Margherita di Scozia - hanno esercitato il loro potere sovrano alla luce del Vangelo, modellando profondamente entrambe le nazioni sulla linea del bene, in tal modo che il messaggio cristiano è diventato parte integrale del pensiero, lingua e cultura del popolo britannico. Ha rivolto anche parole di lode alla Gran Bretagna per essersi sollevata contro le tirannie dell' "ateismo estremista", nella Seconda Guerra Mondiale.

Infine, il Sommo Pontefice ha sottolineato il fatto che il Regno Unito si sforza di essere "una società moderna e multiculturale", ed ha concluso manifestando un desiderio: non si permetta che il fondamento cristiano delle sue libertà sia oscurato "dalle forme più aggressive di secolarismo".

Il calore del popolo scozzese

Nel percorso tra il Palazzo Reale e la Residenza Arciepiscopale, la realtà ha smentito tutte le previsioni pessimiste: 125mila scozzesi hanno occupato le vie centrali di Edimburgo, festeggiando il Papa con musica di zampogne, costumi tipici e molte bandiere. Per riscaldare ancor più i cuori, persino il clima ha collaborato, offrendo una giornata di sole, quando tutto faceva prevedere l'abituale atmosfera fosca. Era rotto l'"incantesimo" preparato dai pochi non osservanti ed evidente l'entusiasmo che sarebbe rimasto durante tutta la durata del soggiorno del Santo Padre nel Regno Unito.

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Nel pomeriggio, il Papa si è diretto di automobile a Glasgow, la maggior città della Scozia, un grande e tradizionale centro cattolico. A Bellahouston Park, quasi alle 18, il sole brillava, "un caso raro nella Scozia" come commentava il blog dal vivo del Daily Telegraph: "Il parco è bagnato da una luce magnifica mentre il Papa continua la celebrazione".2

Circa 65mila persone hanno assistito alla Messa. Le prime parole dell'omelia papale sono calate nel fondo delle anime: "Il Vangelo odierno ci ricorda che Cristo continua a inviare i suoi discepoli nel mondo, per annunciare la venuta del suo Regno e portare la sua pace nel mondo, passando di casa in casa, di famiglia in famiglia, di città in città. Sono venuto in mezzo a voi, i figli spirituali di Sant'Andrea3, come araldo di questa pace, e per confermarvi nella fede di Pietro".

Particolarmente importante, come hanno sottolineato i media britannici, è stata l'esortazione diretta ai giovani, presenti in gran numero: "Miei cari giovani cattolici di Scozia, vi esorto a vivere una vita degna di nostro Signore e di voi stessi. Vi sono molte tentazioni che dovete affrontare ogni giorno - droga, denaro, sesso, pornografia, alcool - che secondo il mondo vi daranno felicità, mentre in realtà si tratta di cose distruttive, che creano divisione. C'è una sola cosa che permane: l'amore personale di Gesù Cristo per ciascuno di voi. Cercatelo, conoscetelo ed amatelo, ed egli vi renderà liberi dalla schiavitù dell'esistenza seducente ma superficiale frequentemente proposta dalla società di oggi".

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Un clima di festa ha pervaso le vie delle città visitate dal Papa, smentendo tutti i pronostici negativi che avevano preceduto il suo arrivo

Ci sono stati vari momenti di vera emozione, che è culminata quando l'immensa moltitudine ha cantato la tradizionale canzone scozzese Auld lang syne, che celebra le grandi e vere amicizie.

Incontro con "futuri santi del secolo XXI"

La mattina del giorno 17, già a Londra, Sua Santità - che compiva 81 anni - si è diretto al St. Mary's University College di Twickenham, tradizionale istituzione cattolica nel prestigioso quartiere di Richmond, dove è stato ricevuto da autorità religiose e civili, educatori e quattromila alunni delle scuole cattoliche.

L'incontro del Papa con i bambini è avvenuto in un ambiente di intimità e affetto reciproco, costituendo una vera festa in famiglia. Bambini e bambine inglesi, scozzesi e gallesi hanno consegnato regali al Papa, e questi ha manifestato loro la sua speranza che fra di essi "vi siano alcuni futuri santi del secolo XXI". Paternamente, li ha messi in guardia che beni passeggeri come la celebrità e il denaro non sono sufficienti per dare la felicità, la quale solo può essere trovata in Dio.

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Ha stupito il gran numero di giovani cattolici accorsi a salutare il Santo Padre. A sinistra, davanti alla Cattedrale di Westminster, a destra, per le vie di Londra

Rivolgendo la parola ai professori, il Papa ha ricordato che l'educazione non può esser meramente utilitarista. "Essa riguarda, soprattutto, la formazione della persona umana, la sua preparazione a vivere pienamente la propria vita - in poche parole, si riferisce all'educazione alla saggezza. E la vera saggezza è inseparabile dalla conoscenza del Creatore" - ha affermato. Ha fatto un elogiativo riferimento a personalità britanniche che hanno compreso questa dimensione trascendente dell'insegnamento: i benedettini che hanno seguito Sant'Agostino, apostolo d'Inghilterra, i discepoli di San Columba, San Davide del Galles e i suoi compagni, e la Veneranda Mary Ward.

Storica e simbolica visita al Westminster Hall

Uno dei punti culminanti di questo viaggio è stata la simbolica visita del Santo Padre al Westminster Hall. Qui lo hanno accolto solennemente, al suono delle trombe reali, i membri del Governo e del Parlamento, oltre ad esponenti della società civile, del mondo accademico, culturale e imprenditoriale. Circa duemila persone, secondo la BBC.

Nel suo caloroso discorso di saluto, il Presidente della Camera dei Comuni, John Bercow, ha ricordato le storiche relazioni tra il Regno Unito e la Chiesa Cattolica, includendo i periodi turbolenti dai tempi di Enrico VIII, che hanno causato molti martiri, alcuni dei quali giudicati e condannati in quello stesso salone, come San Tommaso More.

L'Osservatore Romano
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Il Papa è stato invitato ad affrontare i governatori, parlamentari e altre figure di spicco
della vita inglese in Westminster Hall, l'edificio medievale in cui hanno avuto luogo
molti degli eventi più importanti politici della storia locale

Nella sua risposta, il Santo Padre ha ricordato la figura del "grande studioso e statista inglese, ammirato da credenti e non credenti, in virtù dell'integrità con cui fu capace di seguire la propria coscienza, anche a costo di contrariare il suo sovrano, di cui era un ‘buon servitore', perché aveva preferito servire prima Dio". Il dilemma affrontato da More in quelle difficili circostanze - dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio - ha offerto al Pontefice l'occasione di tessere alcune considerazioni riguardo il "giusto posto che il credo religioso conserva nel processo politico".

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Questioni fondamentali come questa del processo contro Tommaso More, ha egli osservato, continuano a presentarsi, nella vita politica, portando ogni nuova generazione a indagare: "Quali sono le esigenze che i governi possono imporre ragionevolmente ai loro stessi cittadini? Che autorità è possibile interpellare, per risolvere i dilemmi morali?". Nel caso il processo democratico basi i suoi principi morali soltanto nel consenso sociale, risulterà evidente la sua fragilità. Infatti, sebbene le norme oggettive che governano il retto agire siano accessibili alla ragione, questa può esser distorta e manipolata da ideologie, nel caso non abbia i correttivi della Religione.

Il Papa ha manifestato, allora, la sua preoccupazione per il fatto che il Cristianesimo viene attualmente marginalizzato anche "in nazioni che attribuiscono un grande valore alla tolleranza" - caso del Regno Unito -, arrivando al punto di considerare che "i cristiani che svolgono funzioni pubbliche dovrebbero, in determinati casi, agire contro la propria coscienza".

Tenendo conto di questa situazione, il Santo Padre ha invitato i suoi ascoltatori a cercare modi di promuovere e incoraggiare il dialogo tra fede e ragione, a tutti i livelli della vita nazionale. "La vostra disponibilità in questo senso si è già manifestata nell'invito senza precedenti che mi avete rivolto oggi" - ha aggiunto.

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A Hyde Park, a Londra, circa di 80mila persone (capacità massima permessa per l'evento),
la maggioranza giovani, hanno partecipato con il Papa alla veglia del 18 settembre

Nella parte finale del suo discorso, dopo aver tessuto considerazioni sul progresso verificatosi nella cooperazione tra il Regno Unito e la Santa Sede, Benedetto XVI ha concluso: "Gli angeli che ci osservano dalla magnifica cupola di questa antica Sala ci ricordano [...] che Dio veglia costantemente su di noi, per guidarci e proteggerci e ci esortano a riconoscere il contributo vitale che il credo religioso ha dato e continua a offrire alla vita della Nazione".

Incaricato di occuparsi dell'unità del gregge di Cristo

Il giorno 17 Benedetto XVI è stato invitato dall'Arcivescovo anglicano di Canterbury, Rowan Williams, ad una cerimonia ecumenica nell'Abbazia di Westminster, così carica di ricordi dall'Inghilterra cattolica.

Il Papa ha dato inizio all'atto, ringraziando il Signore per l'opportunità di stare, insieme ai rappresentanti di altre confessioni cristiane, "in questa magnifica Abbazia dedicata a San Pietro, la cui architettura e storia parlano in maniera davvero eloquente a proposito della nostra comune eredità di fede". Ha ringraziato Dio anche per avergli permesso, "come successore di San Pietro nella Sede di Roma, di realizzare il presente pellegrinaggio al tumulo di Sant'Edoardo, il Confessore", un re che continua ad essere "un modello di testimonianza cristiana e un esempio di quella vera grandezza alla quale il Signore nelle Scritture chiama i suoi discepoli".

L'Osservatore Romano
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La Messa celebrata dal Papa nella Cattedrale di Westminster è stata contraddistinta dalla pompa britannica. A destra, occupando il primo banco dal lato del Vangelo, si vedono
i membri della Famiglia Reale

Il Santo Padre si è riferito anche alla necessità di riconoscere le sfide che si presentano oggi ai cristiani, non solo in relazione all'unità, ma anche all'impegno di proclamare al mondo il nome di Cristo. La fedeltà alla parola di Dio, ha affermato, "esige da noi un'obbedienza che ci porti insieme ad una comprensione più profonda della volontà del Signore, un'obbedienza che deve esser libera dal conformismo intellettuale o dal facile adattamento allo spirito del tempo". E ha aggiunto: "Questa è la parola di incoraggiamento che desidero lasciarvi oggi, e lo faccio in fedeltà al mio ministero di Vescovo di Roma e Successore di San Pietro, incaricato di una particolare attenzione per l'unità del gregge di Cristo".

L' indispensabile missione dei laici

Il giorno 18, nella piazza della cattedrale cattolica di Westminster, occupando anche una strada adiacente, alcune migliaia di giovani hanno assistito alla celebrazione attraverso uno schermo, perché l'interno della chiesa era gremito. La cerimonia si è rivestita di grande solennità.

Nella sua omelia, il Papa ha cominciato con l'affermare come, in quell'incontro tra il Successore di Pietro e i suoi figli britannici, "il cuore parla al cuore".

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 Siccome la celebrazione si realizzava nella "Cattedrale del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo", il Sommo Pontefice commentava il mistero di questo Sangue Redentore, che ci spiega l'unità tra il sacrificio di Cristo sulla Croce e il Sacrificio Eucaristico. Egli ha sottolineato che la realtà del Sacrificio Eucaristico "è sempre stata al centro della Fede cattolica". E ha ricordato che molte persone in Inghilterra, hanno difeso con coraggio la Messa, spesso a prezzo della propria vita, forgiando in tal modo una devozione al Santissimo Sacramento, che costituisce una caratteristica del cattolicesimo in queste terre.

Sua Santità ha inoltre sottolineato l'indispensabile missione dei laici, di agire come lievito del Vangelo all'interno della società di oggi, ed ha evocato a questo proposito, "le intuizioni e gli insegnamenti" del Beato Giovanni Newman. Si è augurato che "le idee profonde di questo grande inglese" continuino ad ispirare i seguaci di Cristo in terre britanniche senza paura di difendere le verità morali immutabili. "Quanto abbiamo bisogno, nella Chiesa e nella società, di testimoni della bellezza della santità, testimoni dello splendore della verità, di testimoni della gioia e della libertà che nascono da un rapporto vivo con Cristo!" - ha esclamato.

Tutti siamo chiamati a cambiare il mondo

Nel pomeriggio del giorno 18, dopo aver visitato la St. Peter's Residence, una casa di riposo per anziani, il Papa si è recato ad Hyde Park, per la veglia di preghiera per la Beatificazione del Cardinale Newman. Qui lo attendevano 80mila fedeli, mentre altri 200mila - secondo calcoli della polizia londinese - si sono distribuiti lungo il tragitto per acclamarlo.

Nel suo discorso, il Papa ha affermato: "Newman ha avuto per molto tempo un'influenza importante nella mia vita e nel mio pensiero, come lo ha avuto su moltissime persone al di fuori di queste isole". Rivolgendosi specialmente ai giovani, ha aggiunto: "Newman, secondo la sua narrazione, ha ripercorso il cammino di tutta la sua vita alla luce di una potente esperienza di conversione, che ha avuto quando era giovane. È stata un'esperienza immediata della verità della Parola di Dio, della realtà oggettiva della rivelazione cristiana, tale come era stata trasmessa nella Chiesa". A partire da quest'esperienza, ha sentito la vocazione di esser ministro del Vangelo. E alla fine della sua vita, egli ha descritto il suo lavoro come "una lotta contro la tendenza crescente a considerare la Religione come un fatto meramente privato e soggettivo, una questione di opinione personale".

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Con i Vescovi di Inghilterra, Scozia e Galles, nella storica cappella del Seminario di Oscott.
Seduti accanto al Papa,il Cardinale Keith O'Brien, l'Arcivescovo Vincent Nichols e il
Cardinale Cormac Murphy-O'Connor

Hyde Park è molto simbolico per la Chiesa Cattolica inglese, poiché nel luogo chiamato Tyburn, nella sua parte nord, furono martirizzati 105 cattolici tra il 1535 e il 1681. Il Papa ha ricordato questo olocausto ed ha lanciato un avvertimento paterno ai fedeli incaricati di proclamare Cristo e il suo Vangelo nel mondo odierno: "A Tyburn, un gran numero di nostri fratelli e sorelle sono morti per la Fede; [...] Nella nostra epoca, il prezzo che deve essere pagato per la fedeltà al Vangelo non è più essere impiccati, affogati e squartati, ma spesso significa essere indicato come irrilevante, ridicolizzato o esser motivo di parodia".

Tornando a un tema che è stato spesso oggetto delle sue considerazioni durante tutto questo Viaggio Apostolico, il Papa ha ricordato una delle meditazioni più amate dal Cardinale Newman: "Dio mi ha creato per offrire un servizio specifico. Mi ha affidato un particolare lavoro che non ha affidato ad altri". E ha tratto una conclusione: "Ognuno di noi ha una missione, siamo tutti chiamati a cambiare il mondo".

Beatificazione del Cardinale Newman

Domenica 19, la Messa di beatificazione del Cardinale Newman è stata celebrata in un clima di grande festa in Cofton Park, a Birmingham.

Il Papa, all'inizio della sua omelia, ha voluto richiamare l'attenzione sul 70° anniversario della Battaglia dell'Inghilterra, quando l'aviazione nazista ha bombardato pesantemente diverse città inglesi, e rendere un omaggio a coloro che hanno resistito "alle forze di quell'ideologia maligna".

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Nella Messa a Birmingham, durante la consacrazione
del vino, si individua sul fondo la figura del nuovo
beato John Henry Newman. Attorno al Papa
L'Arcivescovo di Birmingham, Mons. Bernard
Longley e il Cardinale Bertone, Segretario
di Stato Vaticano

Tuttavia, ha egli proseguito, una ragione di grande giubilo per l'Inghilterra li riuniva lì: la beatificazione del Cardinale Newman, un uomo che "ha dato un'eloquente testimonianza" di vita santa come sacerdote, predicatore, educatore e scrittore, inserendosi in una "lunga scia di santi e maestri di queste isole" come San Beda, Sant'Ilda, Sant'Aelredo e il Beato Duns Scoto.

Commentando il motto del Cardinale Newman - Cor ad cor loquitur Cor (il cuore parla al cuore) -, il Papa ha osservato che "ci permette di penetrare nella sua comprensione della vita cristiana come richiamo alla santità, vissuta come un intenso desiderio del cuore umano di entrare in intima comunione con il cuore di Dio".

Ha anche ricordato che, come sottolineava il Beato John Newman, ogni uomo ha un compito personale da compiere, dato da Dio, "un ‘servizio ben definito', affidato unicamente a ciascun individuo". Così, ogni persona ha la sua missione, nessuno è stato creato senza un obiettivo specifico.

Il Pontefice ha anche sottolineato che la relazione tra fede e ragione era un'altra preoccupazione del nuovo Beato. Le sue intuizioni sullo spazio vitale della Religione rivelata nella società civilizzata, e sulla prospettive, non solo sono stati importanti per l'Inghilterra vittoriana, ma ispirano e illuminano gli uomini ancor oggi, in tutto il mondo - ha spiegato.

Nella recita dell'Angelus, il Papa ha sottolineato che il Beato Giovanni Newman ha dato il nome di "Maryvale "(Valle di Maria) alla sua prima casa a Birmigham, ed ha dedicato all'Immacolata Concezione della Santissima Vergine l'Oratorio da lui fondato. Inoltre, ha collocato l'Università Cattolica d'Irlanda sotto la protezione di Maria, Sedes Sapientiæ. "In moltissimi modi egli ha vissuto lo stesso ministero sacerdotale in uno spirito di filiale devozione alla Madre di Dio" - ha concluso Benedetto XVI.

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Due momenti importanti della visita: con i professori e studenti del Seminario di Oscott
e in corteo cerimoniale nell'Abbazia di Westminster (1).

Finalità ultima di tutte le attività ecumeniche

Nel corso dell'incontro con i Vescovi di Inghilterra, Scozia e Galles, nella cappella dell' Oscott College, il Pontefice ha sottolineato che era proprio lì dove il Cardinale Newman nel 1852, "ha dato voce alla nuova fiducia e vitalità della comunità cattolica in Inghilterra e nel Galles". Egli ha anche dichiarato che è risultato chiaro per lui, in questo Viaggio Apostolico, quanto sia profonda tra i britannici "la sete della Buona Novella di Gesù Cristo". Alla luce di ciò, ha incoraggiato i Vescovi ad usufruire dei servizi del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione recentemente creato, ed a indirizzare gli sforzi per coinvolgere nella missione della Chiesa i nuovi movimenti ecclesiali, molti dei quali "hanno uno speciale carisma per l'evangelizzazione".

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Ricordando le centinaia di migliaia di anglicani che desiderano tornare alla casa paterna, ha ripetuto ai Vescovi la sua richiesta di essere generosi nell'implementazione della Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus. "Questo dovrebbe essere considerato un gesto profetico che può contribuire positivamente allo sviluppo delle relazioni tra anglicani e cattolici. Ci aiuta a volgere lo sguardo verso l'obiettivo finale di tutte le attività ecumeniche: il ristabilimento della piena comunione ecclesiale nel contesto della quale il reciproco scambio di doni dei nostri rispettivi patrimoni spirituali serve come arricchimento per tutti noi".

Il termine di giornate indimenticabili

Nella cerimonia di partenza, all'aeroporto di Birmingham, il Papa ha espresso al Primo Ministro, David Cameron, la sua gioia per l'incontro con il popolo britannico, per l'accoglienza della Regina e del governo di Sua Maestà, così come per la dedizione delle autorità, della polizia e dei servizi pubblici. Ha ricordato "con profonda gioia" il tempo trascorso con i cattolici del Regno Unito ed ha considerato particolarmente emozionante aver celebrato con loro la beatificazione del Cardinale Newman.

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Più di 50mila persone si raccolgono a Cofton Park, a Birmingham, per assistere alla Messa
di beatificazione del Cardinale John Henry Newman

Quando l'aereo papale ha preso il volo - scena trasmessa dal vivo dalla televisione- poteva sembrare che una certa aria di privazione si sarebbe impossessata ancora del paese. Non è vero. Niente potrà rompere i legami d'oro tessuti nel corso di questo Viaggio Apostolico, che parlano della speranza che il ripristino dell'unità sia solo una questione di tempo.

***

1 L'abbazia di Holyrood fu fondata nel 1128 dal re scozzese Davide I, che fece costruire una bella chiesa (oggi in rovina) per ospitare una reliquia del Santo Legno - un frammento della Croce di Nostro Signore Gesù Cristo.
2 http://www.telegraph.co.uk/news/ newstopics/religion/the-pope/ 8008160/Pope-Visit-UK- 2010-Day-one-as-it- happened.html
3 L'Apostolo Sant' Andrea è il patrono della Scozia.

(Rivista Araldi del Vangelo , Novembre/ 2010, n. 91, p. 16 - 23)

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