Città del Vaticano (Mercoledì, 03-11-2010, Gaudium Press) "C'è spazzatura anche nelle nostre anime ed essa deve uscire per essere illuminata e pulita da Cristo". È ciò che ha detto il Papa all'udienza generale di stamani nella Sala Paolo VI a 7 mila fedeli di tutte le parti del mondo. Proseguendo la sua serie di catechesi sulle grandi teologhe della Chiesa, Benedetto XVI si è dedicato questo mercoledì alla figura di una santa monaca francese, Margherita d'Oingt.
Santa Margherita nacque nel 1240 in una famiglia nobile di Lione, in Francia. Secondo il Papa, fu una persona "semplice, lineare e affettuosa" e che ebbe una vita ricca di esperienze mistiche. Come risposta alla chiamata di Dio, entrò nel monastero di Poleteins, dove fu eletta priora.
Santa Margherita vedeva la vita come un cammino di purificazione dedicato alla contemplazione della Passione di Cristo, spiega Benedetto XVI. La Santa, inoltre, "considerò il Signore un libro" da essere letto, studiato e conosciuto, ed anche "uno specchio nel quale appare anche la propria coscienza". E da questo specchio ha inizio la trasformazione della propria anima
"Avendo visto le ricchezze di questo mondo come miseria e povertà, lasciò tutto per servire totalmente a Dio. Con intelligenza e onestà, concepì la sua vita come un viaggio di purificazione verso la piena configurazione a Cristo. Realista sui suoi limiti, Margherita ci insegna che ogni essere umano è chiamato a costruire con Dio una meravigliosa storia di amore".
L'esempio della santa ci invita a "dare un senso alla nostra esistenza". Noi abbiamo bisogno di "lasciar entrare Gesù nella nostra coscienza affinché questa sia illuminata e pulita", ha affermato il Papa. "La spazzatura non c'è solo in diverse strade del mondo. C'è spazzatura anche nelle nostre coscienze e nelle nostre anime". I cristiani devono "imparare la vera vita" dal Signore, che "ci pulisce, ci purifica e ci dà la retta via".
L'udienza generale si è conclusa con i soliti saluti nelle diverse lingue. Ai fedeli di lingua spagnola, il Papa ha chiesto in particolar modo che seguissero con "fervente preghiera" il suo prossimo viaggio a Santiago di Compostela e Barcellona, in Spagna, che avrà luogo alla fine di questa settimana.
Dopo aver salutato i pellegrini di lingua portoghese presenti, tra cui due gruppi provenienti dal Brasile che lo hanno ricambiato con un canto, il pontefice ha salutato i fedeli di lingua italiana:
"Rivolgo ora un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare alla delegazione della città di Manoppello, guidata dal Vescovo di Chieti-Vasto, Mons. Bruno Forte, e alle Suore della Presentazione di Maria Santissima al Tempio. Cari amici, vi ringrazio di cuore per la vostra presenza, ed auspico che quest'incontro rafforzi in voi generosi propositi di testimonianza evangelica e di impegno nel servizio del bene comune.
Rivolgo il mio saluto ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli. La Solennità di Tutti i Santi e la Commemorazione dei fedeli defunti, che abbiamo appena celebrato, come pure la prossima memoria di San Carlo Borromeo, di cui ricorre il quarto anniversario della canonizzazione, ci offrono l'opportunità di riflettere, ancora una volta, sull'autentico significato dell'esistenza terrena e sul suo valore per l'eternità.
Questi giorni di riflessione e di preghiera costituiscano per voi, cari giovani, un invito a imitare l'eroismo dei Santi, che hanno speso la vita a servizio di Dio e del prossimo. Siano di grande conforto per voi, cari ammalati, associati al mistero della passione di Cristo. Diventino un'occasione propizia per voi, cari sposi novelli, per comprendere sempre meglio che siete chiamati a testimoniare con la vostra reciproca fedeltà l'amore infinito con cui Dio circonda ogni uomo".