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La pietà cattolica, mossa dallo Spirito Santo, ha modellato attraverso i secoli diverse forme di devozione a ciò che rappresenta, in maniera toccante, la Redenzione del genere umano:
la Santa Croce di Gesù Cristo.

1. Nel quadro dipinto da Velásquez vediamo Nostro Signore inchiodato su una croce liscia, senza adorni, posta su di uno sfondo nero, a simboleggiare la profonda e lugubre umiliazione in cui si trovò il Redentore. Egli si trova con la testa visibilmente esaltazione_della_santa_croce_1.jpgpiegata, e parte dei capelli sul lato destro del volto, a indicare quanto sia esangue, senza aiuto o protezione alcuna, affidato soltanto alle mani di Dio. La scena ci suggerisce l'abbandono: appena due ladroni crocifissi accanto a lui, sua Madre e un unico discepolo, sono presenti alla sua avvilente morte. Nel vedere questa figura, quindi, ci viene in mente quanto tutto sia stato sopraffatto, represso e azzittito dinnanzi alla sua morte.

Ma, colui che sulla croce proclamò: "Io ho vinto il mondo" (Giov 16, 33) sarà un irrevocabile sconfitto?

2. Analizziamo poi una croce processionale portata nelle Eucaristie più solenni della Chiesa Nostra Signora del Rosario, degli Araldi del Vangelo, e fatta secondo le indicazioni di Mons. João Clá Dias. In essa vediamo Nostro Signore morto e crocifisso, come qualcuno che, come abbiamo visto precedentemente, soffrì terribili umiliazioni. Però non ci soffermiamo su questa visione, e fissiamo lo sguardo sui vivaci ed eleganti colori rosso, bianco e oro che compogono questa croce... Sembrano invitarci a contemplare Colui che vi è fissato, ma proprio per questo si è compiuto ciò che Egli stesso aveva profetizzato: "quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me" (Giov 12, 32). Senza dubbio si trova spogliato dalle sue vesti, incoronato di spine, ma è "Re dei re e Signore dei signori", il che ci ricorda bene gli aurei splendori che circondano questa croce.

Fu questa sua offerta che fece fiorire tutto ciò che esistette ed esisterà di buono, di bello e di vero nella Storia dell'umanità. Fu nel momento della crocifissione che il Salvatore frustrò i piani di Satana, comprò a tutto il genere umano la Redenzione e con grazie piú che abbondanti, aprì le porte del Cielo all'uomo.

Tutto ciò che Egli concesse come eredità all'umanità come frutto del suo Preziosissimo Sangue valge immensamente di più di qualsiasi pietra preziosa. Ma quelle che rappresentano in Gesù le piaghe, non simboleggeranno questa meraviglia, che Egli accettò per noi e per la nostra Salvezza?

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Ricordando ciò che la liturgia della Chiesa prega nella messa dell'Esaltazione della Santa Croce, "Colui che aveva vinto nell'albero fu sconfitto", non sembra che questa croce ci voglia far ricordare questa gloriosa vittoria di Cristo?

Poiché Egli volle utilizzare la croce come strumento per la redenzione, essa divenne da simbolo di ignominia il simbolo di tutto ciò che vi è di più elevato, di più sacro nelle cattedrali, nelle corone, nelle opere più importanti concepite dall'uomo, ecco la croce risplendente come stendardo, trionfo dell'uomo-Dio che raggiunse le più alte vette di vittoria contro il demone, il mondo e la carne con la sua ignominiosa morte sulla croce. E questo può simboleggiare bene gli adorni di questa croce.(Cfr. Oliveira, Plinio Corrêa de. Revista Dr. Plinio, nº 138, settembre 2009, p. 4)

Nel vederla abbiamo voglia di pregare, similmente a ció che accade all'autore sopracitato: "Sulla vostra croce, umiliato, cominciaste a regnare sulla terra. Sulla croce cominciò la vostra gloria, e non nella risurrezione. La vostra nudità è un manto regale. La vostra corona di spine è un diadema senza prezzo. Le vostre piaghe sono la vostra porpora. O Cristo-Re, come è vero considerarVi un re sulla croce" (Via Sacra. Legionario Nº 558, 18 aprile 1943 ).

Alessandro Schurig - 3º ano de Teologia

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Prima di far parte della liturgia, i dolori di Maria Santissima furono oggetto di particolare devozione.

Le prime tracce di questa pia devozione si trovano negli scritti di Sant'Anselmo e di molti monaci benedettini e cistercensi, essendo nate dalla meditazione del brano del Vangelo che ci mostra la dolcissima Madre di Dio e San Giovanni ai piedi della Croce del divino Salvatore.

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Fu la compassione della Vergine Immacolata che alimentò la pietà dei fedeli. Soltanto nel XIV secolo, forse opponendosi ai cinque gaudi di Nostra Signora, apparvero i cinque dolori che cambierebbero gli episodi:

1. La profezia di Simeone
2. La perdita di Gesù a Gerusalemme
3. La prigione di Gesù
4. La passione
5. La morte

Rapidamente questo numero passò a dieci, persino a quindici, ma il numero sette fu quello che prevalse. Così abbiamo le sette ore, una meditazione sulle pene della Madonna durante la passione di Nostro Signore Gesù Cristo:

Mattutine - La prigione e gli oltraggi
Prima - Gesù davanti a Pilato
Terza - La condanna
Sesta - La crocifissione
Nona - La morte
Vespri - La discesa dalla croce
Complete - La sepoltura

Le cosiddette Sette Spade si sviluppano in circostanze scelte tra quelle della vita della Santissima Vergine:

Prima Spada: Non è altro che quella della profezia di Simeone.
Seconda Spada: Il massacro degli innocenti, su ordine di Erode
Terza Spada: La perdita di Gesù, quando il Salvatore allora aveva dodici anni di età, fatto uomo.05.jpg
Quarta Spada: La prigione di Gesù e le condanne ingiuste che Egli dovette soffrire.
Quinta Spada: Gesù inchiodato sulla Croce tra i due ladroni e la morte.
Sexta Spada: La discesa dalla Croce.
Sétima Spada: La sepoltura di Gesù.

Le sette tristezze di Nostra Signora formano una serie un po' diversa:

1. La profezia di Simeone
2. La fuga in Egitto
3. La perdita di Gesù Bambino, dopo ritrovato nel Tempio
4. La prigione e la condanna
5. La Crocifissione e la Morte
6. La discesa dalla Croce
7. La tristezza di Maria, rimanendo in Terra dopo l'Ascensione .
Questo totale di sette, che i simbolisti cristiani amano tanto, imponeva una scelta tra gli episodi della vita della Santissima Vergine, il che ci spiega certe differenze. La serie che finì per dominare è la seguente

1. La profezia di Simeone

Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest'uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui; e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo:

- Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparata dinanzi a tutti i popoli per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele.

Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui. E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui:

- Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione (e a te stessa una spada trafiggerà l'anima), affinché i pensieri di molti cuori siano svelati.(Lc. 2, 25-35)

2. La fuga in Egitto

Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; e, mandandoli a Betlemme, disse loro:

- Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo.

Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via.

Dopo che furono partiti, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse:

- Àlzati, prendi il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e restaci finché io non te lo dico; perché Erode sta per cercare il bambino per farlo morire.

Egli dunque si alzò, prese di notte il bambino e sua madre, e si ritirò in Egitto. Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuori d'Egitto chiamai mio figlio.(Mt. 2. 7-15)

3. La perdita di Gesù a Gerusalemme

I suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando giunse all'età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l'usanza della festa; passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all'insaputa dei genitori; i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo. Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande; e tutti quelli che l'udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte. Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse:

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- Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena. Ed egli disse loro:

- Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?

Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro.(Lc. 2, 41-50)

4. L'incontro di Gesù a cammino del Calvario

Mentre lo portavano via, presero un certo Simone, di Cirene, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce perché la portasse dietro a Gesù. Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che facevano cordoglio e lamento per lui. Ma Gesù, voltatosi verso di loro, disse:

- Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli. Perché, ecco, i giorni vengono nei quali si dirà: Beate le sterili, i grembi che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadeteci addosso; e ai colli: Copriteci (Os. 10, 8) Perché se fanno questo al legno verde, che cosa sarà fatto al secco? (Lc. 23, 26-31)

5. La Crocifissione

Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l'altro di là, e Gesù nel mezzo. Pilato fece pure un'iscrizione e la pose sulla croce. V'era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI.

Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l'iscrizione era in ebraico, in latino e in greco. Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato:

- Non lasciare scritto: "Il re dei Giudei"; ma che egli ha detto: "Io sono il re dei Giudei".

Pilato rispose:

- Quello che ho scritto, ho scritto.

I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso. Dissero dunque tra di loro:

- Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi;

Affinché si adempisse la Scrittura che dice: Hanno spartito fra loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica. (S. 21, 19). Questo fecero dunque i soldati.

Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena. Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre:

- Donna, ecco tuo figlio! Poi disse al discepolo:

- Ecco tua madre! E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse:

- Ho sete.

C'era lì un vaso pieno d'aceto; posta dunque una spugna, imbevuta d'aceto, in cima a un ramo d'issopo, l'accostarono alla sua bocca. Quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse:

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- È compiuto!

E, chinato il capo, rese lo spirito. (Giov 19, 16-30)

6. La discesa dalla Croce

C'era un uomo, di nome Giuseppe, che era membro del Consiglio, uomo giusto e buono, 51 il quale non aveva acconsentito alla deliberazione e all'operato degli altri. Egli era di Arimatea, città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. E, trattolo giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo. (Lc 23, 50-53)

7. Il seppellimento

Nel luogo dov'egli era stato crocifisso c'era un giardino, e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino. (Giov 19, 41-42)

Nel XV secolo, periodo che conobbe il grande splendore della devozione alla Madonna Addolorata, sorsero le più toccanti testimonianze di quella devozione nelle arti. E gli artisti, sempre alla ricerca di episodi che toccassero sempre più la sensibilità dei cristiani, finirono per portare con predilezione ciò che dovrebbe essere la cosa più dolorosa della vita della Nostra Madre Benedetta - il momento, pungente in cui, libero dalla Croce, il Salvatore, inerte, era poggiato sulle ginocchia della Signora.

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