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Storia della Chiesa

O Croce, unica speranza!

Pubblicato 2017/10/23
Autore : Carlos Tonelli

Correva l'anno 1232. La Penisola Iberica si trovava ancora in piena Riconquista, divisa in vari regni. Sancho II governava in Portogallo, Giacomo I ad Aragona e Fernando III, il Re Santo, a León e Castiglia.

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Il culto plurisecolare alla "Santissima e Vera Croce" di Caravaca ci ricorda che il Sacro Legno non è simbolo di morte e di  sconfitta, ma annuncio di salvezza e cammino sicuro verso la gloria celeste.

Carlos Tonelli

Correva l'anno 1232. La Penisola Iberica si trovava ancora in piena Riconquista, divisa in vari regni. Sancho II governava in Portogallo, Giacomo I ad Aragona e Fernando III, il Re Santo, a León e Castiglia.

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La Croce di Caravaca: un fra-
mmento della Vera Croce
raccolto dall'interno di uno
splendido reliquiario

Da parte musulmana, Ibn-Hud aveva approfittato del declino della dinastia Almoada per impossessarsi di un'ampia regione del sud della Spagna e farsi proclamare emiro a Murcia. La città di Valenza, a quel tempo, era ancora governata da Ceyt Abu-Ceyt, discendente di quella dinastia. Sotto il dominio di quest'ultimo si trovava la fortezza di Caravaca, dove, secondo la tradizione storica locale, ebbe luogo il 3 maggio di quell'anno, "un avvenimento meraviglioso ed unico".1

Seguiamo il racconto delle antiche cronache.2

Occupazione ai prigionieri

Trovandosi in quella fortezza, e volendo trarre il massimo profitto dai prigionieri che vi si trovavano, il governatore Abu-Ceyt cominciò ad interrogarli riguardo alla loro professione, occupandoli secondo le rispettive attitudini. Quando arrivò il turno di padre Ginés Pérez Chirinos, il governatore gli chiese:

- E tu, che cosa sai fare?

- Io so celebrare Messa.

- E che cosa significa?

- replicò Abu-Ceyt.

Padre Ginés gli spiegò che la celebrazione dell'Eucaristia era il più alto e principale incarico del sacerdote cristiano, istituita dal Signore Gesù Cristo nell'Ultima Cena. Durante la stessa, chiarì, il pane e il vino si trasformano nel Corpo e Sangue del vero Dio.

- Non ci credo! - gli replicò incredulo. Mostrami come accade.

- Se mi dai quanto è necessario per celebrare la Messa, io lo farò - replicò il sacerdote.

Abu-Ceyt acconsentì. Fatta la lista dei paramenti e arredi liturgici necessari, l'alcalde li fece predisporre subito.

Miracolosa apparizione della Croce

Il giorno seguente, padre Chirinos pregò di buon mattino il suo breviario. Subito dopo, si diresse nel salone principale della fortezza, dove fece con cura tutti i preparativi per l'Eucaristia e vestì i paramenti.

Già procedeva verso l'improvvisato altare per dare inizio alla celebrazione quando si rese conto dell'assenza del crocifisso. Senza riuscire a spiegarsi come avesse potuto dimenticarsene, disse costernato al governatore:

- Signore, mi manca una delle cose più importanti per celebrare la Messa: la Croce.

- Ma... non è quella che si trova sul tavolo? - chiese l'alcalde indicando verso l'altare.

Il sacerdote si girò e vide, con stupore, una Croce patriarcale di 17 cm di altezza con due aste trasversali, di 7 e 10 cm. Tutto preso dalla devozione, si inginocchiò, la baciò e diede inizio alla Santa Messa, terminata la quale, Abu-Ceyt chiese di esser battezzato.

Otto secoli di devozione

La Croce di Caravaca è un lignum crucis - frammento della vera Croce del Signore Gesù - custodita all'interno di un bel reliquiario. Secondo un'antica tradizione, era usata come croce pettorale dal Patriarca di Gerusalemme, Mons. Roberto, designato come Vescovo della Città Santa nell'anno 1099. Da qui il suo singolare formato, con due aste trasversali, simbolo del potere patriarcale.

Qualunque siano state le circostanze che l'abbiano condotta a Caravaca, la sua presenza vi è attestata in pieno secolo XIII. Già nell'anno 1285 la sua silhouette è rappresentata nello scudo della municipalità, e primi riferimenti orali della miracolosa comparsa datano alla stessa epoca.

Fin dalle origini, la devozione alla "Santissima e Vera Croce" di Caravaca si è diffusa in tutto il mondo cristiano. Dalla Spagna medievale - dove subito ha acquistato fama di miracolosa protettrice nella tormentosa vita di confine - è passata in altri Paesi europei, estendendosi poi alle nazioni americane.

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Ubicata nel luogo dell'antico alcazar, la Basilica-Santuario
domina il panorama della città

A partire dal 1392 - con le prime indulgenze di Clemente VII -, i Papi hanno concesso regolarmente privilegi ai pellegrini accorsi a venerare la sacra reliquia. Nel 1736, le è stato riconosciuto dalla Chiesa il culto di latria. Nel corso di questi quasi otto secoli, si è sviluppato intorno ad essa anche un ricco e vario rituale: la benedizione dei fiori e dei campi, una peculiare benedizione dell'acqua e del vino, oltre ad una specie di pellegrinaggio durante il quale la sacra reliquia viene portata nelle case dei malati impossibilitati a recarsi in chiesa.

Alla fine del secolo XV, la piccola cappella della fortezza di Caravaca è stata accresciuta da una navata di maggiori proporzioni, mentre nel 1617 è stato dato inizio alla costruzione dell'attuale Basilica- Santuario.

Anche il reliquiario che contiene il lignum crucis è passato per successive modifiche, essendo l'attuale una magnifica opera di oreficeria, ornata con pietre preziose.

Un messaggio attuale

Settecentocinquanta anni dopo la miracolosa apparizione, il culto alla "Santissima e Vera Croce" ha ricevuto un nuovo impulso da parte di Papa Giovanni Paolo II. Nel 1981, egli ha concesso alla Basilica-Santuario un anno giubilare per commemorare questo anniversario. Nel 1996, ha proclamato un nuovo Anno Santo e, due anni dopo, ha concesso un giubileo in perpetuum, di sette in sette anni, da cominciare nel 2003.

Il primo di questi periodi di grazia ha avuto inizio con una Messa solenne nella basilica, celebrata dal Cardinale Joseph Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 1º dicembre 2002, prima domenica d'Avvento. Durante l'omelia, egli ha fatto una splendida interpretazione teologica dell'antichissimo racconto, prendendo come base l'esempio di padre Ginés Pérez Chirinos per ricordare la grandezza della vocazione sacerdotale e aver presente che è lo stesso Cristo colui che prende possesso del presbitero, operando per mezzo di lui e "pronunciando per bocca del sacerdote le parole sante che trasformano le cose terrene in un mistero divino".

Dopo essersi dilungato nelle relazioni tra l'Eucaristia e la Croce, l'attuale Papa ha concluso con questa toccante esortazione: "La croce, alla quale ci rimette la Santa Eucaristia e il cui segno esteriore è la Santa Croce di Caravaca, è la forza santa con cui Dio batte alla porta dei nostri cuori e ci desta. Vedere Cristo crocifisso significa vigilare e, di conseguenza, vivere con rettitudine. Signore, apri il Cielo! Rendici vigili affinché Ti riconosciamo, nascosto in mezzo a noi".

La frase adottata come motto per l'Anno Santo 2010, che ora celebriamo - O Croce, unica speranza! -, è stata scritta dallo stesso Cardinale Ratzinger, in occasione di quella sua visita al Santuario. Essa ci ricorda che la Croce è la nostra speranza nel presente e lo sarà in tutti i tempi. La Croce non è un simbolo di morte e di sconfitta; al contrario, è annuncio di salvezza e cammino sicuro per giungere alla gloria celeste.

1 Omelia pronunciata dal Cardinale Joseph Ratzinger, nella Basilica- Santuario della Santissima e Vera Croce di  Caravaca (1/12/2002). Testo integrale in http://www.diocesisdeteruel. org/pdf y otros/Adviento 2007/HOMILIAS/Homilía en el SantuarioCaravaca.pdf.

2 Un'interessante analisi storiografica dei racconti del miracolo è fatta in BALLESTER LORCA, Pedro. La Cruz de Caravaca  - Historia, rito y tradicion. 11.ed. Caravaca de la Cruz: Real e Ilustre Cofradía de la Cruz, 2006.

(Rivista Araldi del Vangelo , Settembre/2010, n. 89, p. 38 - 39)

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