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Lumen Veritatis

In quale momento l'anima spirituale è introdotta nell'essere in gestazione

Pubblicato 2010/08/19
Autore : Carlos Augusto Garcia Picanço

Basandosi principalmente sull'Istruzione Donum vitae, sull'Enciclica Evangelium vitae, e sulla recente Istruzione Dignitas Personae, si analizza qui la posizione del Magistero sul rispetto dovuto all'essere umano nelle sue fasi iniziali di sviluppo ...

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Carlos Augusto Garcia Picanço (1)

Sintesi

Basandosi principalmente sull'Istruzione Donum vitae, sull'Enciclica Evangelium vitae, e sulla recente Istruzione Dignitas Personae, si analizza qui la posizione del Magistero sul rispetto dovuto all'essere umano nelle sue fasi iniziali di sviluppo nel seno materno. Sono considerati il riconoscimento del carattere umano dell'essere appena generato, dal momento dal concepimento, così come l'insegnamento che il prodotto del concepimento deve ricevere il trattamento di "persona umana" fin dal suo inizio. Infine si mette in evidenza la posizione del Magistero riguardo al momento in cui si dà l'animazione: la Chiesa accompagna i dibattiti sulla questione, ma non giunge a conclusioni univoche, rimanendo aperta al dibattito.

Abstract

Based, principally, on the Instruction Donum Vitae and on the Encyclical Evangelium Vitae, and on the recent Instruction Dignitas Personae the position of the Magisterium regarding the respect due to the human being in its initial phases of development in its mother's womb is analyzed. Considerations include: the recognition of the humanity of the developing being from the moment of its conception; as well as the teaching that the product of conception should be treated as a "human person" from its beginning. In conclusion, emphasis is given to the position of the Magisterium regarding the moment in which animation occurs: the Church accompanies the discussion of this question, but leaves it open to debate.

I - Introduzione

Sant' Agostino, in Enchiridion, c. 86, diceva: "Non so se si arriverà a sapere quando l'uomo comincia a vivere nel grembo materno". 2

Il noto teologo domenicano, P. Victorino Rodriguez (1991, p.193), così come José Ángel García Cuadrado (2003, p. 225), professore aggiunto di Filosofia presso l'Università di Navarra, concludono che l'anima sarebbe introdotta da Dio nel momento stesso del concepimento (animazione immediata). P. Victorino (1993, p.193) afferma anche che la tesi dell'animazione ritardata, difesa da San Tommaso d'Aquino e da diversi altri teologi avrebbe oggi ceduto il posto, nel pensiero della Chiesa, alla tesi dell'animazione immediata, e che essa, benché non sia stata oggetto di una dichiarazione ex cathedra, sarebbe già stata accettata, definitivamente dal Magistero ordinario della Chiesa.

Più recentemente, incontriamo alcuni autori che emettono opinioni discordanti da quelle esposte sopra, tra cui: José López Abrisqueta (1999, p. 404-415), Pe. Javier Gafo (1979, p. 115-119) e E. López Azpitarte, F. J. Elizari Basterra e R. Rincón Orduña (1983, p. 80-83). Abbiamo cercato, allora, di rileggere importanti documenti della Chiesa relativi alla bioetica (istruzione Donum vitae, 1987, e enciclica Evangelium vitae, 1995), alla ricerca di informazioni più precise sulla questione del momento dell'introduzione dell'anima razionale nell'essere in gestazione. Abbiamo trovato differenze di traduzione dall'originale in latino allo spagnolo e al portoghese, e abbiamo cercato l'esatto significato delle affermazioni più importanti direttamente dal testo ufficiale in latino di quell'enciclica (Lytterae Enciclicae Evangelium vitae, 1995). Alla fine, abbiamo esaminato la recente Istruzione Dignitas Personae, emessa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, dell'8 settembre 2008.
Come risultato da questa nuova ricerca, facciamo le seguenti considerazioni:

II - Essere umano, vita umana, fin dal concepimento

Fin dal concepimento, l'essere appena generato è umano, insegna la Chiesa.

La posizione di San Tommaso d'Aquino era un'altra: il prodotto del concepimento non sarebbe umano nelle sue fasi inziali, come spiega P. Jesus Valbuena, OP. 3 Soltanto dopo aver acquisito la configurazione umana (quindi, intorno alla 7ª settimana di vita), l'embrione diverrebbe un essere umano (cf. HIRSCHBEREGER, 1959, p. 155-156).

Il Dottor Angelico si basava sulle conoscenze scientifiche della sua epoca. Prima di acquisire la configurazione umana l'embrione non sarebbe capace di ricevere l'anima spirituale.

Tale posizione ha sofferto un cambiamento nel pensiero cattolico, e la Santa Chiesa parla ripetutamente, nei suoi documenti sulla bioetica, dell'essere umano e di vita umana già a partire del momento del concepimento. Così, i documenti della Chiesa che citiamo ammettono, con basi sugli attuali insegnamenti della Genetica e dell'Embriologia, che la vita umana ha inizio con il concepimento. Vediamo alcune citazioni.

Nell'Istruzione Donum viate, emessa nel 1987 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, leggiamo:

L'inviolabilità del diritto alla vita dell'essere umano innocente dal momento del concepimento alla morte, 4 è un segno e un'esigenza dell'inviolabilità stessa della persona, alla quale il Creatore ha fatto il dono della vita.

Questa Congregazione [...] richiama gli insegnamenti contenuti nella Dichiarazione sull'aborto procurato: "Dal momento in cui l'ovulo è fecondato, si inaugura una nuova vita che non e quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin da allora". [...]

Fin dalla fecondazione inizia l'avventura di una vita umana, le cui grandi capacità richiedono tempo, per impostarsi e per trovarsi pronte ad agire. 5 Ab ipsa fecundatione iniit mirificus cursus cuiusdam vitae humanae. 6 Questa dottrina rimane valida e viene peraltro confermata, se ve ne fosse bisogno, dalle recenti scoperte della biologia umana, la quale riconosce che nello zigote 7 derivante dalla fecondazione si è già costituita l'identità biologica di un nuovo individuo umano. Gli embrioni umani ottenuti in vitro sono esseri umani e soggetti di diritto: la dignità ed il diritto alla vita devono essere rispettati fin dal primo momento della loro esistenza. 8

Nell'enciclica Evangelium vitae, di Giovanni Paolo II (1995, p. 47-48), leggiamo quanto segue:

[...]Ma nessuna parola vale a cambiare la realtà delle cose: l'aborto procurato è l'uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita. (...hominis occisio primordiali eius vitae tempore quod inter conceptionem decurrit et parturitionem.). 9

Alcuni tentano di giustificare l'aborto sostenendo che il frutto del concepimento, almeno fin a un certo numero di giorni, non può essere ancora considerato una vita umana personale. In realtà, «dal momento in cui l'ovulo è fecondato, si inaugura una vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano (verum novi viventis humani) che si sviluppa per proprio conto. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin da allora. (Is numquam humanus fiet, nisi iam tunc talis fuit). A questa evidenza di sempre [...] la scienza genetica moderna fornisce preziose conferme.

E ancora, nella Donum vitae I, n. 1: Da parte sua la Chiesa nel Concilio Vaticano II ha proposto nuovamente all'uomo contemporaneo la sua dottrina costante e certa secondo cui: "la vita, una volta concepita, dev'essere protetta con la massima cura, e l'aborto come l'infanticidio, sono abominevoli delitti". Più recentemente la Carta dei diritti della famiglia, pubblicata dalla Santa Sede, ribadiva: "La vita umana dev'essere rispettata e protetta in modo assoluto dal momento del concepimento". 10

III - Trattamento della persona umana

Dice la Chiesa: il prodotto del concepimento, fin dal suo primo momento, dev'essere trattato come persona umana.

Anche se non si definisce che l'anima razionale sia introdotta da Dio nel momento del concepimento, la Chiesa insegna che lo statuto di persona umana dev'essere attribuito al nuovo essere, fin dal suo primo momento. Nelle sue fasi iniziali, dice la Donum vitae (I, n.1) l'essere umano dev'essere trattato come persona.

"Il frutto della generazione umana dal primo momento della sua esistenza, e cioè a partire dal costituirsi dello zigote, esige il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all'essere umano nella sua totalità corporale e spirituale. L'essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita..."(Creatura humana ut persona observanda atque tractanda est inde ab eius conceptione, ac propterea inde ab illo temporis momento ipsius agnoscenda sunt iura personae, quorum primum recensetur ius inviolabile ad vitam, quo unaquaeque creatura humana innocens gaudet... 11

Lo zigote e le fasi iniziali del suo sviluppo corrono il rischio di essere una persona, e tale rischio ci obbliga ad un rispetto assoluto. È quanto leggiamo anche nell'Evangelium vitae (1995, p. 48-50):

[...]Del resto, tale è la posta in gioco che, sotto il profilo dell'obbligo morale, basterebbe la sola probabilità di trovarsi di fronte a una persona per giustificare la più netta proibizione di ogni intervento volto a sopprimere l'embrione umano.

[...]

... la Chiesa ha sempre insegnato, e tuttora insegna, che al frutto della generazione umana, sin dal primo momento della sua esistenza, va garantito il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all'essere umano nella sua totalità e unità corporale e spirituale...

L'8 settembre 2008, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha emesso un nuovo documento sulle questioni di Bioetica. Si tratta dell'Istruzione Dignitas Personae, in cui la Santa Chiesa riafferma ciò che i documenti anteriori, sopraccitati, già insegnavano (Prima Parte, item 5, pagina 3):

La realtà dell'essere umano, infatti, per tutto il corso della sua vita, prima e dopo la nascita, non consente di affermare né un cambiamento di natura né una gradualità di valore morale, poiché possiede una piena qualificazione antropologica ed etica. L'embrione umano, quindi, ha fin dall'inizio la dignità propria della persona.

IV - Persona fin dal momento del concepimento?

Abbiamo visto, nei punti precedenti, le seguenti posizioni del Magistero ordinario della Chiesa:

- l'essere appena generato è umano, fin dal concepimento;
- esiste già la vita umana fin dalla costituzione dello zigote;
- il prodotto del concepimento, fin dal suo inizio, dev'essere trattato come persona.

Vedremo adesso che la Donum vitae e l'Evangelium vitae non soltanto dichiarano che l'embrione dev'essere "trattato come persona" fin dal suo primo momento di vita, ma si riferiscono al nuovo essere umano effettivamente come "persona", già a partire dal concepimento.

Ecco quanto dice la Donum vitae (1987, I, n.1):

... le conclusioni della scienza sull'embrione umano forniscono un'indicazione preziosa per discernere razionalmente una presenza personale fin da questo primo comparire di una vita umana: come un individuo umano non sarebbe una persona umana? ([...]:cur igitur vivens creatura humana non esset etiam persona humana?). 12

Nell'enciclica Evangelium vitae (1995, p. 36):

[...] Ma ancor più il valore della persona fin dal suo concepimento è celebrato nell'incontro tra la Vergine Maria ed Elisabetta, e tra i due fanciulli che esse portano in grembo. Sono proprio loro, i bambini, a rivelare l'avvento dell'era messianica... (At acriore ratione personae dignitas inde a conceptione praedicatur...). 13

Non vi è, finora, una concordanza di idee sull'individualità dell'essere umano e sull'identità della persona a partire dal suo concepimento. E nonostante si parli di "persona" fin dal concepimento, nei due brani sopraccitati, la Chiesa non ha emesso un insegnamento sul preciso momento in cui si dà l'introduzione dell'anima razionale, come considereremo più tardi.

V - Il concetto di persona

V.1 - Opinioni diverse

Il concetto di persona umana è oggetto di opinioni diverse e discordanti. Adriana Diaféria, nel suo recente studio, Patente di Geni Umani e la Tutela degli Interessi Diffusi - Il Diritto al Progresso Economico, Scientifico e Tecnologico (2007, p. 98-102), registra diversi di questi criteri filosofici e giuridici, che vanno dai più liberali, interamente inaccettabili, fino ai più conservatori:

- l'embrione si torna persona soltanto quando è accettato da coloro che lo circondano;
- personalità giuridica a partire dalla nascita con vita, rendendo il nascituro una persona soggetta a diritti (Articolo 2º del Nuovo Codice Civile Brasiliano; comma 1º del BGB della Germania);
- il nascituro ha personalità fittizia (GOMES, Orlando);
- il nascituro ha personalità giuridica formale (DINIZ, Maria Helena. Curso de Direito Civil Brasileiro. v. 1, p. 122. São Paulo: Loyola, 1996);
- l'embrione non è persona, ma è parte del corpo della madre;
- l'embrione non è persona, ma un semplice prodotto biologico dei genitori;
- non vi è distinzione ontologica tra individuo umano, a partire dalla fecondazione, e persona umana (SGRECCIA, 1996, p. 124).
Finalmente, Diaféria (2007, p. 100) interpreta e sintetizza così la posizione bioetica della Chiesa: "Dal Magistero della Chiesa Cattolica [...] l'embrione è riconosciuto come persona fin dal momento del suo concepimento".

Alcune altre posizioni sullo status dell'embrione come persona sono citate e commentate da Abrisqueta (1999, p. 407-414), come ad esempio quelle provenienti dalle seguenti fonti: Chiese Cristiane Protestanti, Codici Deontologici, Rapporto Warnock, Legislazione spagnola, Commissione Episcopale (spagnola) per la Dottrina della Fede, e movimenti femministi. Il Rapporto Warnock (1984), per esempio, redatto da un comitato di esperti del Regno Unito, fa riferimento a una delle posizioni relative a questa materia: "L'embrione umano non può essere considerato persona, nemmeno persona in potenziale. È semplicemente una collezione di cellule che, se non sono impiantate nell'ambiente di un utero umano, non ha la capacità di svilupparsi" 14

V.2 - Il concetto tomista di persona e l'esistenza dell'anima spirituale, che è una sostanza individuale di natura razionale

P. Victorino Rodriguez, OP (1991, p. 182) stabilisce il legame la tra persona umana e l'esistenza dell'anima razionale. E afferma (nella pagina 193): "La condizione di persona, nel senso ontologico, si deve alla presenza dell'anima razionale, introdotta da Dio nel nuovo microorganismo umano, individualmente strutturato".

Il Dottor Angelico afferma che l'essere persona è correlato alla natura razionale dell'individuo, e pertanto, alla presenza dell'anima spirituale. In questo modo, egli insegna nella Somma Teologica:

Definizione di persona.

...definizione di persona che dà Boezio nel libro De Duabus Naturis e che è la seguente:
persona è la sostanza individuale di natura razionale.
Persona significa [...] ciò che sussiste nella natura razionale.
Poiché, come è già stato detto (a.1), in genere persona indica la sostanza individuale di natura razionale. (traduzione dell'autore)

E nell'articolo 1 della questione 30, San Tommaso ripete: "Persona è la sostanza individuale di natura razionale".

Nella Somma contro i gentili, Libro IV, leggiamo lo stesso insegnamento:

La persona, in effetti, non è altro che un'ipostasi di tale natura, cioè, della natura razionale, secondo la definizione data da Boezio: la persona è la sostanza individuale di natura razionale (1953, cap. 38, paragrafo 2, p. 758).

Nell'opera organizzata dal teologo domenicano, P. Abelardo Lobato (1994, p. 50, 699, 730, 818), leggiamo queste parole che manifestano il concetto tomista di persona:

La persona implica due cose, una natura e un modo di esistere. La natura deve essere spirituale, la più nobile di tutte. 16 (traduzione dell'autore)

[...]

Tommaso accettò la nozione boeziana di persona e la sottomise ad un'analisi critica affinché il suo nucleo fosse applicabile a tutti i distinti soggetti personali, uomini, angeli, divine persone. 17

La persona non è più che un supposto, o sostanza prima di natura razionale. [...] L'anima umana è una sostanza immateriale, intellettuale e intelligibile, e quindi, è uno spirito. [...]

La persona, afferma Suárez, seguendo Boezio, è un individuo la cui natura è razionale.
Vediamo, in questo modo, che il concetto tomista di "persona" umana implica la presenza dell'anima spirituale, che è direttamente creata e introdotta da Dio in ogni essere umano.

V.3 - Origine della parola persona

Così spiega il Dottor Angelico, citando Boezio:

Dice Boezio nel libro De persona et duabus naturis : Pare che il nome persona abbia la sua origine in quelle persone che, nelle commedie e tragedie, rappresentavano un personaggio. Persona viene da personar , giacché in una cosa vuota il suono è necessariamente maggiore. I greci chiamavano queste persone prosopa, termine che si riferisce alle maschere che si collocavano per nascondere il viso. (traduzione dell'autore) 18

VI - Il concetto di persona implica necessariamente la presenza dell'anima spirituale?

Secondo P. Victorino Rodriguez OP (1991, p. 193), "la condizione di persona, in senso ontologico, si deve alla presenza dell'anima razionale...". E Lobato et al. (1994, p. 751-752), fanno le seguenti considerazioni sulla persona umana, citando anche il Dottor Angelico:

L'uomo è sempre persona. In nessun momento del suo sviluppo vitale, sia nel seno materno, [...] smette di essere persona. [...] In questo modo, fin dalla costituzione dello zigote [...], fin da che esiste un nuovo essere [...] vi è sempre persona umana. [...]

Se la Biologia riconosce che l'embrione, indipendentemente dal fatto di possedere un'anima o spirito o altra realtà, [...] è un individuo della specie umana, un uomo, che a partire dalla Filosofia di San Tommaso si deve affermare che è una persona, perché ogni uomo lo è. (traduzione dell'autore)

Tra teologi, filosofi e legislatori, non vi è, fino ad ora, una concordanza di concetti sull'identità della persona a partire dal concepimento. A titolo di esempio, citiamo anche le opinioni discordanti di due autori, già soprammenzionati: da un lato il Prof. José A. Abrisqueta, delle Università di Comillas e Complutense, di Madrid, e Capo dell'Unità Genetica Umana del Centro di Ricerche Biologiche; e dall'altro il Prof. José Ángel García Cuadrado, Professore Aggiunto di Filosofia presso l'Università di Navarra. Il Prof. Abrisqueta, usando argomenti filosofici e biologici, accetta perfettamente che la vita umana inizi nel momento della fecondazione, ma afferma: "L'individualizzazione è necessaria alla costituzione di un 'essere umano' e per riconoscerlo come persona. Senza individualizzazione non vi è personalizzazione". E pensa che la personalizzazione avvenga soltano dopo l'impianto del preembrione nella parete uterina (1999, p. 414-415).

Questa opinione non si armonizza con l'affermazione del Prof. Cuadrado (2003, p. 225), che trovandosi su di un terreno strettamente filosofico, ilomorfico, ammette che l'anima umana dev'essere presente nel prodotto del concepimento, necessariamente, fin dal suo primo momento di vita: Nei termini della Filosofia classica, diremo che l'anima umana è la forma sostanziale della materia. In altre parole, il principio dinamico e strutturato del corpo (cioè, il principio vitale o anima) non può esistere ai margini di ciò che dinamizza e struttura. Quindi, l'anima esiste fin dal primo momento del concepimento umano, perché la cellula germinale è già dotata di un'impressionante struttura, e per questo motivo è già un corpo organico tale che da sé si svilupperà in un essere con tutte le facoltà umane.

La Santa Chiesa accompagna attentamente questo dibattito teologico-filosofico-scientifico sull'individualità dell'essere umano e sul momento dell'animazione, come vedremo qui di seguito.

 

VII - La posizione della Chiesa sul momento dell'introduzione dell'anima razionale

Il momento dell'introduzione dell'anima spirituale è oggetto di una controversia che attraversa i secoli.

Alcuni Preti della Chiesa 19 difendevano la tesi dell'animazione immediata, ed altri quella dell'animazione ritardata, come spiega il teologo domenicano P. Jesús Valbuena, nel commentare le questioni 118 e 119 della Somma Teologica, Tomo III, Volume 2º (in AQUINO, 1959, p. 1043). Sant'Anselmo, respingendo l'idea dell'animazione immediata, fu perentorio: « ...la mente umana non può concepire che l'embrione sia dotato di anima razionale fin dal momento del concepimento » (Apud VALBUENA p. 1043). Sant'Agostino, però, anche lui citato dal P. Valbuena (p. 1044), manifestava incertezza sull'inizio preciso della vita umana nel grembo materno.

P. Javier Gafo (1979, p. 71-81), analizzando i primi scritti cristiani e le opinioni dei Santi Padri latini e greci, mostra che tra di loro non vi era unanimità nell'accettazione delle tesi relative al momento dell'animazione. Egli osserva anche che, in questi primi secoli della Chiesa, vi fu una graduale penetrazione della tesi dell'animazione ritardata nel pensiero cristiano (p. 83).

Sebbene difendesse l'animazione ritardata per la generalità degli esseri umani, San Tommaso d'Aquino insegnava che l'animazione ritardata avvenne nell'Incarnazione del Verbo Divino nel seno virginale di Maria. Leggiamo nel Libro 4, cap. 44 della Somma contro i Gentili (1968, p. 824) ciò che segue (tradotto dalla traduzione fatta dallo spagnolo in portoghese):

La natura umana assunta dal Verbo fu perfetta nel concepimento stesso, tanto per quel che riguarda l'anima quanto per ciò che riguarda il corpo. [...] E come il Verbo di Dio assunse il corpo nello stesso istante del concepimento, fu necessario che l'anima razionale si unisse al corpo all'inizio stesso del concepimento.

P. Valbuena (p. 1037-1044) osserva che l'animazione ritardata era difesa da San Tommaso e si basava sulle informazioni scientifiche che vigevano all'epoca, essendo un caso di medici dicunt (dicono i medici). Siccome si ammetteva che l'embrione non era dovutamente organizzato e diposto per essere considerato umano, il Dottor Angelico applicava il principio aristotelico secondo il quale la forma sostanziale rivendica nella materia le disposizioni appropriate, senza le quali la forma non si unisce mai a tale materia (p. 1043). In questo modo, San Tommaso arrivava alla conclusione che in questo stadio, l'essere umano non sarebbe umano e non sarebbe propriamente disposto e organizzato per ricevere l'anima razionale.

Alcuni scolastici, come il Cardinale Ceferino González (apud VALBUENA, p. 1043), adottavano una posizione contraria a quella di San Tommaso, e rifiutavano l'opinione dei medici che dicevano che il prodotto del concepimento non sarebbe disposto a ricevere l'anima fin dal primo istante della vita. Difendevano, pertanto, l'animazione immediata.

P. P. M. Barbado, OP (1948, p. 520) cita diversi teologi che difendevano l'animazione ritardata (tra gli altri: Sanseverino, Liberatore, Kleutgen, Stöckl, Mancini, Cornoldi, Lorenzelli, De Maria, Mercier, Blanc e Remer-Geny), e diversi altri che concedevano la stessa probabilità alle due tesi (Zigliara, Hugon, Reinstardler, Marcelo del Niño Jesús, e Pirotta). Gli oppositori dell'animazione immediata non dubitavano che l'ovulo fecondato costituisse in potenza un organismo umano, ma dicevano che un essere umano in potenza non è materia adatta al ricevimento dell'anima razionale (p. 551).

Nei nostri giorni, anche se sono già conosciuti universalmente i più recenti concetti della Genetica e dell'Embriologia, la controversia sul momento dell'animazione continua tra i teologi e i filosofi.

Il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira (1986, p. 2), si è manifestato propenso ad ammettere la tesi tomista dell'animazione ritardata:

Vi è la possibilità di infusione dell'anima quando lo sviluppo dell'embrione ha presentato le condizioni minime affinché il corpo possa essere qualificato come corpo umano. [...]

Allo stato embrionario, senza che il processo di incorporazione di altre cellule, ecc., per formare il corpo, abbia avuto inizio [...] quello che è lì non ha le condizioni per ricevere un'anima.

Ammettendo l'animazione immediata in casi normali, e considerando l'occorrenza di sviluppo anormale degli embrioni, così come la grande percentuale di embrioni che sono spontaneamente espulsi prima del loro sviluppo, ha considerato che "l'introduzione dell'anima lì non sembra ragionevole" (p.5). E concluse che questa si dà soltanto in condizioni normali di viabilità di sviluppo dell'embrione. Poiché, nel caso in cui ci siano le condizioni che lo portino all'espulsione, non vi è animazione (Cf. p. 6).

È opportuno considerare che in questa riunione l'autore non ha voluto emettere qualsiasi opinione definitiva riguardo al momento dell'introduzione dell'anima razionale, per mancanza di chiarezza dei dati (Cf. p. 4).

La recente Istruzione Dignitas Personae, alla stessa maniera dell'Istruzione Donum vitae dell'enciclica Evangelium vitae, non emette un insegnamento definitivo sul momento in cui Dio introduce l'anima spirituale nell'essere in gestazione.

Ci resta, quindi, da domandare: come si posiziona il Magistero della Chiesa a questo riguardo?

Il Prof. José Abrisqueta (1999, p. 408) osserva che i dati finora conosciuti non hanno ancora convinto suficientemente il Magistero e la maggioranza dei teologi riguardo all'individualità dell'essere umano e la sua identità.

Infatti, l'Istruzione Donum vitae e l'enciclica Evangelium vitae lasciano in aperto la questione, senza emettere, pertanto, un insegnamento definitivo sul momento in cui si dà l'introduzione dell'anima spirituale, o l'animazione. Così leggiamo nell'enciclica Evangelium vitae (1995, p. 48-49): 20

[...]Proprio per questo, al di là dei dibattiti scientifici e delle stesse affermazioni filosofiche nelle quali il Magistero non si è espressamente impegnato (...ultra doctorum disceptationes ipsasque philosophorum adfirmationes quarum numquam explicate se particeps praebuit Magisterium...), la Chiesa ha sempre insegnato, e tuttora insegna, che al frutto della generazione umana, dal primo momento della sua esistenza, va garantito il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all'essere umano nella sua totalità e unità corporale e spirituale.

[...] Anche le discussioni di carattere scientifico e filosofico circa il momento preciso dell'infusione dell'anima spirituale non hanno mai comportato alcuna esitazione riguardo la condanna morale dell'aborto.

E nell'Istruzione Donum vitae, I, art. 1:

Questa Congregazione conosce le discussioni attuali sull'inizio della vita umana, sull'individualità dell'essere umano e sull'identità della persona umana.

[...]Certamente nessun dato sperimentale può essere per sé sufficiente a far riconoscere un'anima spirituale...

[...]Il Magistero non si è espressamente impegnato su un'affermazione d'indole filosofica, ma ribadisce in maniera costante la condanna morale di qualsiasi aborto procurato. Questo insegnamento non è mutato ed è immutabile. 21

Già prima di questi due documenti, Azpitarte et al. (1983, p. 83) commentavano:

Ufficialmente la Chiesa ha optato per un'interpretazione concreta in questa questione: fin dal concepimento esiste già la vita umana. Anche ignorando se la vita merita la qualifica di personale fin dall'inizio, essa è assolutamente intoccabile, perché si tratta di un processo continuo, senza salti qualitativi.

Allo stesso modo, più recentemente, Abrisqueta si è pronunciato (1999, p. 408-409):

Il Magistero non si compromette espressamente con un'affermazione di natura filosofica sull'animazione e sul momento in cui si dà la vita, ma difende in modo costante l'inviolabile diritto alla vita di ogni essere umano innocente.

Infine, la recente Istruzione Dignitas Personae manifesta la stessa posizione adottata dalla Istruzione Donum vitae e dall'Enciclica Evangelium vitae, non emettendo un insegnamento definitivo sul momento in cui Dio introduce l'anima spirituale nell'essere in gestazione.

VIII - L'embrione umano in fase di preimpianto

Ultimamente si dà una grande importanza allo studio delle fasi iniziali dello sviluppo embrionario. L'Embriologia mostra che, dopo i primi quattordici giorni di esistenza, il preembrione si impianta nella parete uterina. È ciò che si chiama annidamento o impianto. Secondo la nomenclatura proposta dall'embriologa Ana McLaren e da altri esperti, citati da Abrisqueta (1999, p. 404), "preembrione" si reiferisce agli stadi anteriori all'impianto, per cui, nei primi 14 giorni di vita; e "embrione" designa il nuovo essere già impiantato. Intorno al terzo mese di vita ha inizio la fase fetale.

È soltanto dopo le prime due settimane che normalmente si verifica la definizione embriogenica: se uno solo o se diversi embrioni risulteranno dallo sviluppo dello zigote neo-costituito. Secondo Garcia e Fernández (2001, p. 269-270) la formazione di gemelli veri o omozigoti (procedenti da un solo zigote, iniziale) potrà verificarsi tra i 2 e i 7 giorni a partire dalla fecondazione, o più tardi, tra i 9 e i 15 giorni, e in questi casi tardivi i gemelli difficilmente sopravvivono.

L'importanza di questi fatti nel dibattito relativo al preciso momento dell'infusione dell'anima razionale è ovvia. Possiamo chiedere: l'anima spirituale sarebbe introdotta dal Creatore nel momento del concepimento, appena si forma lo zigote, nonostante la sua individualità non sia ancora definita? In effetti, dallo zigote potranno risultare, nei primi 14 giorni di vita, prima dell'impianto, diversi individui gemelli. D'altra parte, esiste anche la possibilità anomala della fusione di due zigoti in un solo organismo, il quale formerà un solo embrione. In questo caso, se vi è, già sin dall'inizio un'anima spirituale in ognuno di questi zigoti, come rimangono le altre due anime prima introdotte? Evidentemente, l'essere umano così generato non avrà due anime....

Gli studi sulle fasi anteriori all'impianto rivelano anche un altro fatto: il grande numero di concepimenti che falliscono in queste fasi iniziali. Si calcola che ¼ degli zigoti o degli stadi susseguenti sono naturalmente eliminati perché non si impiantano nella mucosa uterina, e più del 30% sono eliminati subito dopo l'impianto (ABRISQUETA, 1999, p. 406). Tutti questi zigoti e questi preembrioni o embrioni spontaneamente eliminati, avrebbero già l'anima spirituale introdotta da Dio? Ovviamente, nella Sua onniscienza, il Creatore conosce quali sono i preembrioni che si svilupperanno pienamente, così come conosce anche quelli che saranno eliminati spontaneamente. In questo modo, Dio potrebbe introdurre un'anima spirituale, già nel momento del concepimento, soltanto negli organismi che avranno il loro sviluppo normale. Oppure aspetterebbe una definizione embriogenica, dopo la fase di preimpianto per poi, soltanto allora, introdurre l'anima spirituale nell'organismo appena generato? La Teologia e la Filosofia non hanno ancora risposte definitive per tali domande.

Per avere un'idea della complessità del dibattito sul momento dell'animazione, basta considerare l'opinione, sopraccitata, del Prof. José Ángel García Cuadrado (2003, p. 225). Senza considerare le difficoltà provenienti della realtà embriologica di cui sopra e, partendo da principi rigorosamente filosofici, egli ammette categoricamente l'animazione immediata, nel momento stesso del concepimento.

Il tema dell'individualità del preembrione umano è ancora oggetto di controversie, non soltanto nell'ambito scientifico e filosofico, ma anche nel campo teologico. Teologi come McCormick, Böckle e Curran, citati da Abrisqueta (1999, p. 409), riservano lo status pienamente umano alla vita soltanto a partire dall'impianto nella parete uterina. Però, come abbiamo già commentato, la posizione ufficiale della Chiesa, recentemente reiterata da Benedetto XVI (2006, p. 1-2), è questa: "L'aborto provocato è la morte deliberata e diretta, indipendentemente dalla forma in cui venga realizzata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, che va dal concepimento alla nascita". Affermazioni simili possono essere lette nei brani della Donum vitae e dell'Evangelium vitae, sopra riportati.

La Santa Chiesa mostra un grande impegno nel promuovere studi e dibattiti di alto livello teologico e scientifico riguardo le fasi iniziali dello sviluppo dell'embrione. Nel febbraio del 2006, l'Accademia Pontificia per la Vita ha promosso un'Assemblea Generale e un Congresso Internazionale sul tema "L'embrione umano nella fase del preimpianto". Rivolgendosi ai partecipanti di questi eventi, il Papa Benedetto XVI, senza accenare al tema del momento dell'animazione, ma parlando dell'impianto, ha dichiarato:

Per questo il Magistero della Chiesa ha costantemente proclamato il carattere sacro e inviolabile di ogni vita umana, dal suo concepimento sino alla sua fine naturale (cfr Evangelium vitae, 57). Questo giudizio morale vale già agli inizi della vita di un embrione, prima ancora che si sia impiantato nel seno materno... (BENTO XVI, 2006).

Saranno svelati in fututo i "segreti" dell'esatto momento dell'introduzione dell'anima spirituale nell'embrione umano? La Teologia, la Filosofia e la Scienza troveranno risposte definitive o, per lo meno, elementi di probabilità che possano gettare una nuova luce sulla plurisecolare controversia relativa all'animazione immediata e all'animazione ritardata? Speriamo.

In questo momento, prevale l'osservazione profetica di Sant'Agostino: "Non so se si potrà arrivare a sapere quando l'uomo inizia a vivere nel seno materno" (in Enchiridion c. 86, apud VALBUENA, 1959, p. 1044).

IX - Conclusioni

1. La Santa Chiesa considera umano il prodotto del concepimento fin dal suo primo momento. La vita del nuovo essere è umana già sin dal suo inizio.
2. Benché non si affermi che l'anima spiriturale sia presente nell'essere umano appena generato, fin dal suo inizio, la Chiesa insegna che egli deve ricevere il trattamento di persona umana già a partire dal suo concepimento.
3. Lungo i secoli, vi è stato un dibattito tra teologi e filosofi riguardo al momento dell'introduzione dell'anima razionale. Tale controversia persiste nei nostri giorni.
4. I documenti Donum vitae e Evangelium vitae accennano a questo dibattito e lasciano in aperto la questione del momento dell'introduzione dell'anima spirituale.
5. La recente Istruzione Dignitas Personae riafferma i principi bioetici dei documenti anteriori e non emette qualsiasi definizione sull'esatto momento dell'introduzione dell'anima razionale.

Note:

1) L'autore è Araldo del Vangelo, medico, Professore Assistente della Facoltà di Medicina dell'Università del Cearà, in Brasile, esperto in Teologia Tomista.
2) Apud VALBUENA, in AQUINO, 1959, p. 1044.
3) Commenti alle questioni 118 e 119 della Somma Teologica, Pars Prima, in AQUINO, 1959, p. 1037-1044.
4) GIOVANNI PAOLO II. Discorso ai partecipanti della 35ª Assemblea Generale della Associazione Medica Mondiale, 29 ottobre 1983: AAS 76 (1984), 390. Op. cit., Introduzione, art. 4.
5) Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. Dichiarazione sull'aborto procurato, 12 ? 13: AAS 66 (1974), 738.
6) Parole latine citate nell'Evangelium Vitae. Op. cit, I, 1.
7) Lo zigote è la cellula risultante della fusione dei nuclei di due gameti:
8) Op. cit., I, art. 5.
9) Parole corrispondenti al testo ufficiale in latino.
10) Lettera dei diritti della famiglia, art. 4: L'Osservatore Romano, 25 novembre 1983.
11) CONGR. PRO DOCTRINA FIDEI, Donum Vitae, I, 1. Le parole in latino sono del testo ufficiale dell'Evangelium vitae, che in questo passaggio cita l'istruzione Donum vitae.
12) EIUSDEM. Donum Vitae, I, 1. Le parole in latino corrispondono al testo originale, citate nell'Evangelium vitae.
13) Parole del testo ufficiale in latino.
14) Apud ABRISQUETA, p. 411.
15) Tomo II, Pars Prima, q. 29, art. 1, 3 e 4; BAC, 1948, p. 156.
16) De Pot., 9.3
17) AQUINO, San Tommaso d'. Summa Theol. I, q. 29, 1.
18) Idem, II, Pars Prima, q. 29, art. 3, 1948, p. 156.
19) Scrittori santi, della Chiesa primitiva (del primo secolo alla fine del settimo secolo circa)
20) Il testo in latino corrisponde all'originale.
21) Cf. PAOLO VI. Discorso ai partecipanti del XXIII Congresso Nazionale dei Giuristi Cattolici Italiani. 9 dic. 1972. AAS 64 (1972), 777.

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