La nostra quotidianità è pervasa da una moltitudine di atti, molte volte semplici, che santificano le più svariate circostanze della vita. Essi attirano su di noi, con l'azione della Chiesa, abbondanti benefici spirituali e anche materiali.

Ignacio Montojo Magro
Quante volte l'amico lettore ha fatto il segno della croce, ha usato acqua benedetta o ha ricevuto la benedizione di un ministro di Dio? Atti apparentemente semplici, tanto abituali nello svolgersi della vita quotidiana del cattolico, sono stati senza dubbio ormai praticati molte volte ,mossi dalla pietà e dalla convinzione di essere mezzi per una unione più intima con Dio.
Ora, i gesti sopra menzionati fanno parte di una realtà ben più profonda e meravigliosa: i sacramentali.
In cosa consistono? In che cosa differiscono dai Sacramenti o dai semplici atti pietosi?
Santificazione delle più svariate circostanze della vita cristiana
I sacramentali sono definiti dal Catechismo come "segni sacri con i quali, ad imitazione dei Sacramenti, sono significati effetti principalmente spirituali, ottenuti dall'impetrazione della Chiesa".1 Essi "comprendono sempre un'orazione, accompagnata da un determinato segno, come l'imposizione della mano, il segno della croce o l'aspersione con acqua benedetta".2
Più avanti ci soffermeremo a spiegare meglio alcuni elementi di questa definizione, ad esempio la loro somiglianza con i Sacramenti e la forza di impetrazione della Chiesa perché raggiungano gli effetti. Per il momento prestiamo attenzione sul fatto che sono stati "istituiti dalla Chiesa in vista della santificazione di certi suoi ministeri, di certi stati di vita, di circostanze molto varie della vita cristiana, come pure dell'uso delle cose utili all'uomo".3
Una professione religiosa, un funerale, la benedizione di una nuova casa, la dedicazione di una chiesa, sono alcuni dei punti nella vita del fedele che hanno bisogno della preghiera della Chiesa e della benedizione di Dio
Aspetti della dedizione della chiesa Madonna del Rosario del Seminario degli Araldi del Vangelo a Caieiras, Brasile, presieduta dal Cardinale Franc Rodè il 24/2/2008 |
Infatti, nel termine sacramentale, si include una voluminosa quantità di azioni e cose, poiché "esiste una gamma intera di situazioni che riguardano gli individui, le famiglie, le società e le nazioni, che necessitano della preghiera della Chiesa e della benedizione di Dio. Alcune di loro non sono direttamente e necessariamente abbracciate dai Sacramenti. Una professione religiosa, un funerale, la benedizione di una nuova casa, la dedicazione di una chiesa parrocchiale, sono alcuni dei punti di svolta significativi nella vita del fedele. La Chiesa li accompagna non solamente con l'Eucaristia e i Sacramenti, ma anche con la celebrazione di sacramentali".4
Essi offrono, infatti, ai fedeli bem disposti la possibilità di santificare quasi tutti gli eventi della vita per mezzo della grazia divina che fluisce dai meriti della Passione, Morte e Resurrezione del Signore Gesù Cristo. Al giorno d'oggi, spiega Vagaggini, "si tende a riservare la nozione di sacramentali a certi riti della Chiesa che, di per sé, non fanno parte della celebrazione del sacrificio e dell'amministrazione dei sette Sacramenti, ma sono di struttura simile a quella dei Sacramenti e che la Chiesa è solita usare per ottenere con la loro impetrazione effetti principalmente spirituali".5
Di fatto, i sacramentali possono essere tanti quante sono le necessità degli uomini di tutte le epoche.6 "Per i fedeli ben disposti", insegna il Catechismo, "quasi ogni avvenimento della vita è santificato dalla grazia divina che fluisce dal mistero pasquale della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, dal quale tutti i Sacramenti e sacramentali acquistano la loro efficacia. Quasi non esiste un uso onesto di cose materiali che non possa esser diretto alla finalità di santificare l'uomo e lodare Dio".7
Così, come abbiamo già visto, tra i sacramentali si includono azioni come la professione religiosa, la consacrazione delle vergini, gli esorcismi, le esequie e benedizioni di persone e di luoghi, ma anche certi oggetti (o cose) come l'acqua benedetta, le campane o le candele benedette.
Tre categorie di sacramentali
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L'efficacia dell'acqua benedetta
Racconta Santa Teresa nel suo Libro della vita come, una volta, il demonio per due volte le apparve e subito fuggì, non appena lei fece il segno della croce, ma ritornò poco dopo. Quando lei aggiunse l'acqua benedetta al segno della croce, lui scomparve definitivamente. Per questo, molte volte, al fine di fare le sue orazioni in pace, la santa riformatrice del Carmelo chiedeva alle sue suore che la aspergessero ripetutamente.
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Da questa distinzione tra azioni e oggetti, emana una prima classificazione dei sacramentali. Ve ne sono alcuni che non durano, come per esempio riti o cerimonie che cessano con la stessa azione che li ha costituiti. Fanno parte dei cosiddetti sacramentali azione e comprendono le diverse benedizioni invocative - come le benedizioni nuziali, dei malati, delle case, ecc. - fatte su cose o persone per attirare uno speciale aiuto o determinati benefici celesti; proprio come certi riti che accompagnano l'amministrazione dei Sacramenti, come l'imposizione del sale e l'Effetà del Battesimo e gli esorcismi, con i quali la Chiesa invoca la protezione divina per allontanare l'influenza del demonio. D'altro canto, esistono azioni che, essendo sacramentali, rendono anche sacramentale ciò su cui si applicano. Tali sono, per esempio, la dedicazione di una chiesa o la consacrazione di una vergine, con cui la Chiesa consegna a Dio e al Suo culto, in modo permanente, persone o cose; o le benedizioni costitutive, la cui esecuzione produce un effetto che perdura.
Da queste azioni sorgono i cosiddetti sacramentali permanenti - o sacramentali cosa - sui quali è impresso, con la consacrazione o benedizione costitutiva, un quasi- carattere che li rende atti a far sì che ne possano far uso i fedeli, specialmente in considerazione di effetti spirituali; e che continuano ad essere perpetuamente sacramentali dopo l'azione che li costituisce.
In questa categoria si include l'acqua benedetta che, dopo la realizzazione del rito grazie al quale smette di essere acqua comune, permane di per se come un sacramentale con diversi effetti per il fedele che ne fa uso. Lo stesso accade con certi scapolari e medaglie, con le candele benedette nel giorno della Presentazione, o con gli ulivi benedetti nella Domenica delle Palme, tra molti altri.8
Sacramenti e sacramentali
Abbiamo visto, nella definizione data dal Catechismo, che i sacramentali producono effetti "a imitazione dei Sacramenti" e che entrambi sono composti da segni sacri. Ora, la somiglianza tra loro è tale che nei primi tempi della Chiesa erano inclusi, sotto il termine Sacramento, i sette istituiti da Cristo e quelli che oggi chiamiamo sacramentali.
Nel secolo XII, questa imprecisione terminologica si manteneva ancora. "San Bernardo chiama sacramento la lavanda dei piedi, e il Concilio Lateranense del 1179 include in questo nome l'intronizzazione dei Vescovi e degli abati, le esequie e la benedizione di nozze", ricorda il liturgista benedettino Manuel Garrido. Il teologo domenicano padre Barbado, illustre commentatore di San Tommaso, aggiunge che, fino a quel secolo, "il concetto di Sacramento non si utilizzava con lo stesso rigore di oggi. I Sacramenti e i sacramentali, nello stesso tempo in cui designavano cose sacre, si mescolavano indistintamente nella terminologia". 10 Pietro Lombardo e l'autore sconosciuto della Summa Sententiarum saranno i primi a unire il concetto scolastico di causa efficiente a quello di segno sensibile, lasciato da Sant'Agostino, stabilendo così un primo criterio valido per differenziare tra sacramentali e Sacramenti, nel senso proprio del termine.11
È, nel frattempo, San Tommaso d'Aquino colui che, cento anni dopo, delimita i campi con la sua abituale precisione e chiarezza insegnando che: "Si deve dire che l'acqua benedetta e altre consacrazioni non si chiamano sacramenti, perché non portano all'effetto del Sacramento, che è l'ottenimento della grazia, ma dispongono ai Sacramenti o perché rimuovono ciò che li impedisce, come l'acqua benedetta che si dirige contro le insidie del demonio e contro i peccati veniali; o perché rende gli oggetti degni del ricevimento del Sacramento: si consacrano l'altare e i vasi sacri per riverenza verso l'Eucaristia".12
Senza arrivare a definire il concetto di sacramentale, il Dottor Angelico tracciava una linea divisoria quando spiegava che, mentre i Sacramenti producono direttamente la grazia, i sacramentali ci dispongono soltanto ad essa.13 Questo criterio permane valido fino ai nostri giorni, ed è raccolto dal Catechismo nei seguenti termini: "I sacramentali non conferiscono la grazia alla maniera dei Sacramenti ma, con l'orazione della Chiesa, preparano a ricevere la grazia e dispongono alla cooperazione con lei".14
È opportuno chiarire, intanto, che, sebbene i teologi abbiano impiegato secoli a differenziare concettualmente i sette Sacramenti da altre realtà più o meno simili, la Chiesa li conosceva e amministrava dall'inizio come istituiti da Cristo.15 Con l'azione della Chiesa, in unione con Cristo
Sebbene siamo convinti che la cerimonia di dedicazione renda sacra una chiesa, che la Medaglia di San Benedetto abbia poteri speciali contro gli agguati del maligno, che l'uso della Sacra Cintola ci aiuti e protegga nelle tentazioni contro la castità, o che l'Acqua Benedetta, oltre a perdonare i peccati veniali, metta anche in fuga gli angeli cattivi, conviene che analizziamo da dove provenga l'efficacia per ottenere realmente tali effetti.
Dopo la benedizione costitutiva, campane, alcune medaglie e scapolari, e le candele benedette passano ad essere sacramentali permanenti |
Ci insegna la Teologia che i Sacramenti producono il loro effetto ex opere operato ("con l'opera realizzata"), quando debitamente amministrati e ricevuti. Ciò significa che la loro efficacia proviene, innanzitutto, dal valore dell'azione in se stessa.16 Essi "hanno un'intrinseca virtù in quanto sono azioni dello stesso Cristo che comunica e diffonde la grazia del Capo divino ai membri del Corpo Mistico".17
Altre azioni producono i loro effetti ex opere operantis ("con l'azione di colui che la opera"), cioè, esse non possiedono virtù propria, ma dipendono dalle disposizioni della persona che le realizza. Così succede con la comunione spirituale o con la preghiera personale, e, così via, con tutti gli atti soprannaturali dei giusti.
Nessuna di queste due opzioni però spiega esattamente quello che succede con i sacramentali. Non inquadrandosi in nessuno dei due casi, essi agiscono, principalmente com l'impetrazione della Chiesa, indipendentemente dalle disposizioni del ministro e, in molti casi, anche dello stesso soggetto che li riceve.
Pio XII, cogliendo il frutto di un lungo periodo di dissertazioni teologiche a tal riguardo, ha dato un epilogo geniale a questa disputa, nell'Enciclica Mediator Dei, esprimendo l'efficacia dell'azione santificatrice dei sacramentali in quanto operata dalla Chiesa e incorporando al Magistero il concetto ex opere operantis Ecclesiæ. Così, spiega questo Papa, l'efficacia santificatrice dei sacramentali e di altri riti istituiti dalla gerarchia ecclesiastica "deriva principalmente dall'azione della Chiesa (ex opere operantis Ecclesiae), in quanto questa è santa e opera sempre in intima unione col suo Capo".18
Infatti, essendo il Signore Gesù "il Capo del corpo che è la Chiesa" (Cl 1, 18), forma una sola unità con Lei. "Capo e membri sono, per così dire, una sola e stessa persona mistica", afferma San Tommaso.19 E un famoso biblista gesuita, padre Bover, aggiunge: "il Corpo Mistico di Cristo è, alla maniera del corpo umano, un organismo spirituale che, unito a Cristo come suo capo, vive la vita stessa di Cristo, animato dallo Spirito di Cristo".20
"È necessario che ci abituiamo a vedere nella Chiesa lo stesso Cristo", consiglia Pio XII. "Poiché è Cristo che vive nella sua Chiesa, attraverso lei insegna, governa e santifica". 21 Così, le opere della Chiesa sono atti dello stesso Cristo e la preghiera della Chiesa non è altro che la preghiera di Cristo alla destra del Padre, a cui essa si associa e a cui partecipa, o meglio, a cui Cristo la associa e la fa partecipare.22
Infatti, in quanto segni della Fede intercedente e orante della Santa Chiesa e degli effetti che questa orazione produce, i sacramentali sono dotati di una efficacia superiore a quella di qualsiasi buona opera privata. L'intercessione della Chiesa li autorizza, in maggiore o minor misura, ad una dimensione comunitaria dell'azione liturgica di cui ci parla il Concilio Vaticano II.23
| Benedizione di San Biagio
Il 3 febbraio, molti fedeli si sono recati nelle loro parrocchie per ricevere la benedizione di San Biagio, implorando la protezione di Dio contro i mali della gola. Mentre pronuncia la formula, il sacerdote o diacono applica nel loro collo due candele benedette nel giorno prima - festa della presentazione del Bambino Gesù nel Tempio e della Madonna delle Candele - prese in forma di croce.
L'origine di questo bel rito è attribuito per la tradizione ad un fatto accaduto con il venerato vescovo di Sebaste (attuale Armenia) che visse nel secolo IV. Un giorno, gli fu portato un bambino in stato delicato, con una spina di pesce conficcata nella gola. Vedendo ciò, il santo prese due candele, offerte dalla madre del ragazzo alla Chiesa, e le incrociò sopra il collo del piccolo che, nell'essere benedetto, rimase subitamente alleviato dal male.
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Ricchezza spirituale e materiale messa a nostra disposizione
Nell'attribuire al sacramentale un determinato effetto e nell'invocare, su questo segno sacro, un suo potere di impetrazione, la Santa Chiesa spera di ottenere attraverso di lui principalmente grazie attuali e, secondariamente, grazie temporali concesse in vista di un bene spirituale. Infatti, ricorda Sant'Alfonso Maria de Liguori, "quando chiediamo a Dio beni temporali, dobbiamo chiederli con rassegnazione e a condizione che giovino all'anima. Se vediamo che il Signore non li concede, stiamo sicuri che li nega [...] perché prevede che pregiudicheranno la salvezza della nostra anima".24
Così, seguendo le stesse leggi generali che regolano la preghiera, gli effetti dei sacramentali sono "principalmente di ordine spirituale 25 Attraverso essi, la Chiesa chiede grazie attuali per aiutare l'esercizio delle virtù - specialmente della fede, speranza e carità -, come per ottenere il perdono dei peccati veniali, la miglior preparazione della ricezione dei Sacramenti e la protezione contro i demoni.
Anche le indulgenze sono sacramentali, come tali, è attraverso il potere impetratorio della Chiesa - amministratrice, in quanto ministra della Redenzione, del tesoro dei meriti di Cristo e dei Santi - che ottengono la remissione delle pene temporali da essere soddisfatte nel Purgatorio. Lo stesso accade com le benedizioni durature, quelle che consacrano di maniera permanente una cosa o una persona per il servizio di Dio.
Ma, chi dice effetti "principalmente spirituali" sta ammettendo implicitamente la possibilità di ottenere grazie materiali, a patto che queste cooperino all'ottenimento di un bene spirituale maggiore. Tali richieste potranno essere, per esempio, il conforto delle nostre sofferenze, l'allontanamento dei castighi divini, la cura delle malattie, un abbondante raccolto o un viaggio riuscito, ecc., sempre che siano conformi alla volontà del Padre Celeste e, insistiamo, per la maggior santificazione dell'anima. Queste condizioni fanno sì che tali richieste materiali, seguendo le regole della preghiera esposte sopra, sebbene non siano infallibili, vengano esaudite, se fatte con retta intenzione e giusta causa.
In questa prospettiva, non esiste un uso delle cose materiali (conforme la retta morale) che non possa esser diretto alla santificazione degli uomini e alla lode di Dio, poiché i meriti redentori di Cristo stendono, felicemente, la loro benefica influenza su ogni creatura e non solo sull'umanità.
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Sebbene gli effetti dei sacramentali non dipendano principalmente dalla disposizione con cui sono amministrati o ricevuti, tale disposizione può concorrere ad una superiore efficacia |
Ausilio nei nostri conflitti spirituali
Infine, si deve considerare, che, sebbene gli effetti dei sacramentali non dipendano principalmente dalla disposizione con cui sono amministrati o ricevuti, tale disposizione può concorrere ad una superiore efficacia. Infatti, Dio concede i Suoi doni in quantità e qualità maggiore in virtù del nostro merito nell'identificarci, per la nostra religiosità profonda eelevata, con la Chiesa santa e immacolata che opera attraverso di loro.
Per il fatto che siamo figli di Dio, siamo anche e necessariamente, come condizione di questa filiazione divina, nemici del primo e peggiore tra i nemici di Dio, che è il demonio. Pertanto, dal sincero e filiale amore a Dio, può solo sbocciare la disposizione a vivere in stato di lotta, in questo campo di battaglia che è la Terra, e ottenere il Regno dei Cieli, che solo i violenti trascinano (Cfr. Mt 11, 12).
Così, gettiamo mano a queste "armi" soprannaturali che ci aiutano ad essere vittoriosi nelle dure, incessanti e, soprattutto, santificanti battaglie che dobbiamo ingaggiare inevitabilmente ogni giorno e, come l'Apostolo, possiamo dire al termine di questa vita: "Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede" (II Tm 4, 7). Dammi, Signore, il premio della tua gloria!
1 Catechismo della Chiesa Cattolica, n.1667.
2 Idem, n.1668.
3 Idem, ibidem.
4 CHUPUNGCO, OSB, Anscar J. (Editor). Sacraments and Sacramentals. In: Handbook for liturgical studies. Collegeville (Minn.): The liturgical Press, 1977, v.IV, pagg.xxiv-xxv.
5 VAGAGGINI, OSBCam, Cipriano. O sentido teológico da liturgia. São Paulo: Loyola, 2009, pag.96.
6 La Sacrosantum concilium menziona specificamente le Benedizioni in generale (SC 79), Riti di professione religiosa e consacrazione delle Vergini (SC 80) ed esequie (SC 81). Molti altri sacramentali si sono andati aggiungendo alla lista per
la pubblicazione di rituali separati: La benedizione degli abati e badesse, l'istituzione di lettori e accoliti, la dedicazione di una chiesa e di un altare, la benedizione dei sacri oli, la incoronazione di statue della Santissima Vergine, e molte altre benedizioni contenute nel rispettivo rituale (Cfr. CHUPUNGCO, OSB, op. cit., pag.xxiv).
7 Catechismo della Chiesa Cattolica, n.1670.
8 Cfr. VAGAGGINI, OSBCam, op. cit., pag.96.
9 GARRIDO BONAÑO, OSB, Manuel. Curso de liturgia romana. Madrid: BAC, 1961, pag.418. Si vedano altri esempi in AIGRAIN, René (Editor). Enciclopedia litúrgica. Alba: Paoline, 1957, pagg.702-703.
10 BARBADO VIEJO, Francisco et al. Introducción a la cuestión 65. In: Suma Teológica. BAC: Madrid, 1957, v.XIII, pag.137.
11 Cfr. MARTIN, María del Mar. De sacramentalibus. In: MARZOA, Ángel; MIRAS, Jorge; RODRÍ- GUEZ-OCAÑA, Rafael. Comentário exegético al Código de Derecho Canónico. 3.ed. Pamplona: Eunsa, 2002, v.III-II, pag.1650.
12 SAN TOMMASO D'AQUINO. Summa Teologica, III, q.65, a.1, ad.6.
13 Cfr. ROGUET, A.-M. Note a piede pagina. In: Suma Teológica. São Paulo: Loyola, 2006, v.IX, pag.90.
14 Catechismo della Chiesa Cattolica, n.1670.
15 Cfr. MARTIN, op. cit., pag.1650.
16 Cfr. Mediator Dei, n.24.
17 Idem, n.28.
18 Idem, ibidem.
19 SAN TOMMASO D'AQUINO, op. cit., III, q.48, a.2, ad.1.
20 BOVER, José María. Teología de San Pablo. 4.ed. Madrid: BAC, 1961, pag.484.
21 Mystici corporis, n.91.
22 Cfr. VAGAGGINI, OSBCamp., op.cit., p.98.
23 Sacrosanctum concilium, n.26.
24 SANTO AFONSO MARIA DE LIGÓRIO. A oração, o grande meio da salvação. 4.ed. Aparecida: Santuário, 1992, pag.62.
25 Catechismo della Chiesa Cattolica, n.1667.
(Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2010, n. 88, p. 18 à 23)