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Ieri la liturgia ci ha fatto celebrare la Natività di San Giovanni Battista, l'unico Santo di cui si commemora la nascita, perché segnò l'inizio del compimento delle promesse divine: Giovanni è quel "profeta", identificato con Elia, che era destinato a precedere immediatamente il Messia per preparare il popolo d'Israele alla sua venuta (cfr Mt 11, 14; 17, 10-13). La sua festa ci ricorda che la nostra vita è tutta e sempre "relativa" a Cristo e si realizza accogliendo Lui, Parola, Luce e Sposo, di cui noi siamo voci, lucerne e amici (cfr Gv 1, 1.23; 1, 7-8; 3, 29). "Egli deve crescere e io invece diminuire" (Gv 3, 30): questa espressione del Battista è programmatica per ogni cristiano. (Benedetto XVI, Angelus, 25 giugno 2006)

Cinque secoli erano già passati senza che apparisse qualche profeta in Israele. Perché? Perché la venuta di colui che i profetti avevano annunciato era vicina.

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Si compirono i tempi. Giacobbe aveva predetto che il Messia sarebbe venuto quando lo scettro o il potere sovrano non fosse mai nelle mani di Giuda. Il popolo di Giuda non aveva più il potere sovrano: risiedeva allora nelle mani dell'idumeo Erode, che lo aveva ricevuto dai romani.

I romani erano i veri signori. Si successero quattro imperi, da Daniel a Gesù Cristo. Il quarto impero, quello dei romani, si estendeva su tutti i popoli. Dopo lunghissime e sanguinose guerre regnava la pace, una pace universale.

Stava per venire il Dio della pace. Tutti lo aspettavano. Non soltanto gli Ebrei, ma anche i Gentili. In questa aspettativa generale, erano soprattutto i giusti coloro che raddoppiavano le preghiere e le promesse.

Vi era un altro uomo a Gerusalemme. Si chiamava Simeone. Giusto e pietoso, aspettava la consolazione di Israele. Lo Spirito Santo che in lui abitava, gli fece sapere che non avrebbe visto la morte senza prima vedere Gesù, il Cristo.

In quella stessa speranza, una santa vedova, Anna la profetessa, non abbandonava il tempio in cui digiunava e pregava giorno e notte.

Il sacerdote Zaccaria, offrendo l'incenso davanti al santuario, aveva visto un angelo, l'angelo che gli annunciò che sarebbe stato padre del Precursore, profeta che avrebbe preceduto immediatamente il Signore.

Zaccaria disse all'angelo:

- Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni.

L'angelo gli rispose:

- Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo.

E il popolo, nel vedere Zaccaria uscire dal tempio, si rese conto che egli aveva visto una misteriosa apparizione. E la speranza di conoscere presto il Messia nacque in tutti i cuori, con grande conforto.

La misteriosa apparizione di Zaccaria iniziò a rivelarsi. Ed un figlio nacque da Elisabetta. Chi era quel bambino? Si raccontavano di lui cose meravigliose. Una vergine di Nazareth era andata a salutare la madre. Al suo saluto egli sussultò di gioia nel grembo materno. E la madre, piena dello Spirito Santo, profetizzò sulla vergine di Nazareth cose straordinarie.

Chi era quel bambino? Che nome gli avrebbero dato? Non avrebbe avuto il nome del padre, Zaccaria, che vuol dire ricordo di Dio, ma Giovanni, ossia pieno di grazia. E subito al padre si sciolse la lingua, e pieno dello Spirito Santo, profetizzò dicendo:

"Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace". Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

In assenza di indicazioni esatte da parte di San Luca, è difficile precisare l'età in cui San Giovanni Battista si recò nel deserto. È probabile che, sebbene giovane, il santo Precursore fosse sufficientemente capace di provvedere a sé stesso, il che ci fa credere che aveva da dieci a dodici anni. I genitori, naturalmente, erano già morti.

Che vita conduceva San Giovanni nel deserto? Dice il Padre Busy:

È inutile dilungarsi a descrivere il genere di vita del Precursore nel deserto...È certo che il precoce anacoreta visse grazie alla divina Provvidenza.

Più avanti commenta:

Alcune erbe in primavera, radici, miele, frutti selvatici; tali erano, pressappoco, le ricchezze da cui traeva profitto. Ma se il corpo era trattato con rigore, l'anima si alimentava abbondantemente dei divini banchetti della preghiera e della rifflessione.

E venne il ministero di San giovanni e il battesimo di Gesù.

Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui:

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- Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente? Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre. Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco.

Le folle lo interrogavano:

- Che cosa dobbiamo fare? Rispondeva:

- Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto.

- Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero:

- Maestro, che dobbiamo fare? Ed egli disse loro:

- Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato.

Lo interrogavano anche alcuni soldati:

- E noi che dobbiamo fare? Rispose:

- Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe.

Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo:

- Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 17 Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile.

E predicava molte altre cose al popolo, istruendolo.

Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.

Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano, confessando i loro peccati. Tutti correvano ad ascoltarlo, ma non tutti cercavano il battesimo: Tutto il popolo che lo ascoltò, persino i pubblicani, renderono gloria a Dio facendosi battezzare con il battesimo di Giovanni. I farisei però, e i dottori della legge frustrarono il disegno di Dio al loro riguardo, non facendosi battezzare da lui.

E cosa chiedeva San Giovanni Battista ai discepoli? Un pentimento morale, una conversione interiore, una purezza tutta spirituale, di cui il ricevere il battesimo sarebbe stato il segno.

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E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo:

- Chi sei tu?

Egli confessò e non negò, e confessò:

- Io non sono il Cristo. Allora gli chiesero:

- Che cosa dunque? Sei Elia? Rispose:

- Non lo sono. «

- Sei tu il profeta? - No. Gli dissero dunque:

- Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso? Rispose:

-Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia.

Essi erano stati mandati da parte dei farisei. Lo interrogarono e gli dissero:

- Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta? Giovanni rispose loro:

- Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo.

Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Giovanni e Gesù si sarebbero incontrati:

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo:

- Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? Ma Gesù gli disse: «
- Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia. Allora Giovanni acconsentì.

SAN GIOVANNI BATTISTA

Dopo Nostra Signora, Giovanni Battista è forse il santo più venerato dai Cristiani.

Si celebra per lui, così come per la Santa Madre, la data di due nascite: per la vita terrena il 24 di giugno, e per la vita eterna il 29 di agosto. Tra l'altro San Giovanni e Maria Santissima erano parenti molto prossimi.

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Già nell'Antico Testamento troviamo brani che si riferiscono a San Giovanni Battista, il Precursore: stella del mattino che con la sua luce accedeva la luce di tutte le altre stelle e annunciava la mattina del giorno benedetto, illuminato dal Sole spirituale di Cristo (Mal. 4:2). Vedere Isaia.

Per via delle sue predicazioni, San Giovanni fu subito visto come profeta. Quella categoria di uomini specialmente scelti dalla Provvidenza, che parlando per inspirazione divina preannunciano gli avvenimenti, ascoltano e interpretano i passi del Creatore nella storia, orientando il cammino del popolo di Dio. I Sacri Vangeli si riferiscono a San Giovanni Battista come uno di questi uomini. Forse come il più grande di loro (Lc 7, 26-28), una volta che, con San Giovanni Battista la missione profetica raggiunse la sua pienezza ed egli è uno degli anelli di congiunzione tra l'Antico e il Nuovo Testamento. Gli altri profeti furono un preannuncio di Giovanni Battista. Soltanto egli poté presentare Nostro Signore Gesù Cristo in persona come il messia promesso, il salvatore e redentore dell'umanità.

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L'evangelista San Luca ci racconta che Giovanni, il "Battista", il "Precursore", nacque in una città del regno di Giuda, vicino a Ebron, nelle montagne al Sud di Gerusalemme, era discendente dal santo patriarca Abramo, che diede inizio alla storia del popolo di Israele. Suo padre fu il sacerdote San Zaccaria (della generazione di Arone) e sua madre fu Santa Elisabetta (della generazione di Davide), cugina della Vergine Maria, madre di Nostro Signore Gesù Cristo. San Luca sottolinea anche le circostanze soprannaturali che precedettero la nascita di Giovanni Battista: Elisabetta, sterile e già anziana, vide la possibilità della realizzazione del suo giusto desiderio di avere un discendente quando l'arcangelo San Gabriele annunciò a Zaccaria, suo marito, che ella avrebbe dato alla luce un figlio. Il bambino avrebbe dovuto chiamarsi Giovanni e sarebbe stato il precursore del Salvatore.

Per la grazia di Dio il bambino non fu ucciso nel massacro degli innocenti, quando migliaia di bambini furono uccisi nella regione di Betlemme per ordine di Erode.

Alcuni mesi dopo essere rimasta incinta, Elisabetta ricevette la visita di Nostra Signora: " In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo".(Lc 1:39-44).

Queste circostanze, pervase da un clima soprannaturale, furono preparate saggiamente dalla Divina Provvidenza affinché il ruolo di Giovanni Battista fosse sottolineato come quello del precursore di Cristo. Questi fatti avvennero intorno all'anno 5 a.C., nel territorio in cui abitava una tribù di Giuda.

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Ancora giovane, Giovanni si ritirò nel deserto. In quell'ambiente austero, raccolto e lontano dagli uomini, egli si preparò alla sua missione. Vestito con pelli di cammello e con un cinturone di cuoio, egli si nutriva soltanto di miele silvestre e di cavallette. Con digiuni e preghiere si mise interamente alla presenza dell'Altissimo, conducendo una vita estremamente coerente con i suoi insegnamenti. Rimase nel deserto fino ai trent'anni, all'incirca, quando iniziò le sue predicazioni ai margini del fiume Giordano.

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La rilevanza del ruolo di San Giovanni Battista risiede nel fatto di essere stato il "precursore" di Cristo. Egli fu la voce che clamava nel deserto annunciando l'arrivo del Messia senza mai smettere di invitare gli uomini alla conversione: "Pentitevi e convertitevi, poiché il regno di Dio è vicino". Nelle sue predicazioni insisteva sempre affinché gli ebrei, attraverso la penitenza, si preparassero perché era vicino l'arrivo del Messia promesso.

Giovanni passò ad essere conosciuto come "Battista" a causa dell'importanza che dava al battesimo, un rituale di purificazione corporale in cui l'immersione nell'acqua significava un cambiamento di vita interiore del battezzato. Non lasciò mai di sottolineare ai suoi ascoltatori e discepoli che "Dopo di me viene un uomo che mi superò, perché prima di me egli già esisteva! Nemmeno io lo conoscevo, ma venni a battezzarlo con l'acqua affinché egli fosse mostrato a Israele".

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Giovanni predicò anche nella corte di Erode Antipa, tetrarca della Galilea. Fu lì che egli ebbe l'opportunità di denunciare la vita scandalosa che conduceva il governante. E fu anche questa denuncia che servì come motivo affinché Giovanni Battista fosse arrestato. Egli non fu condannato a quell'epoca soltanto perché il tetrarca conosceva la popolarità del già noto predicatore e temeva la reazione del popolo dinnanzi a questa misura estrema.

Però, come racconta l'evangelista San Marco (6: 21-29), accadde che durante i festeggiamenti del compleanno di Erode, Salomè, figlia di Erodiade – donna con cui il governante manteneva un rapporto irregolare e immorale – piacque così tanto al festeggiato che esso le promise di esaudire qualsiasi desiderio espresso dalla ragazza. Istigata dalla madre, ella chiese la testa di Giovanni Battista. Erode mantenne la promessa: fece decapitare Giovanni Battista e la sua testa fu portata su un vassoio e fu consegnata a Salomè.

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"Tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni" (Lc 7,28): la vanità, l'orgoglio, la superbia, non trovarono mai posto nel suo cuore.

A causa della sua austerità e della sua fedeltà cristiana, egli fu confuso con Gesù stesso, ma immediatamente egli confutò: Voi stessi mi siete testimoni di ciò che ho detto: "Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui",(Giov 3, 28) e "al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo", (Giov 1,27). Giovanni battezzò Gesù, nonostante non volesse farlo, dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?" (Mt 3:14).

Quando i suoi discepoli, esitanti, non sapevano chi seguire, egli indicò Colui che è l'unico cammino: "Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!" , (Giov 1,29).

E rese testimonianza di Gesù: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio".

Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse:

- Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.

Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù camminare verso di lui disse:

- Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele.

Giovanni rese testimonianza dicendo:

-Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto:
- L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.  E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio.

Il battesimo di Nostro Signore segnò l'apogeo del ministero di San Giovanni. Da quel momento in poi, il Precursore, poco a poco, volontariamente, iniziò a spegnersi fino a sparire.

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Come San Giovanni Battista si incontrò con Erode: La storia non lo dice, ma i testi evangelici danno bene l'impressione di un incontro faccia a faccia, in cui il Precursore rimprovera il tiranno:

Tuttavia, Erode, il tetrarca, rimproverato da lui a proposito di Erodiada, moglie di suo fratello, e per tutte le malvagità che aveva commesso, aggiunse a tutte le altre anche questa: rinchiuse Giovanni in prigione.

Dice San Marco:

Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. Giovanni diceva a Erode:

- Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello.

Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.

In prigione, San Giovanni Battista certamente ebbe diversi colloqui con il despota, e sebbene represso, sarà stato messo al corrente degli avvenimenti che riguardavano il Messia, grazie ai discepoli che entravano e sapevano. Soltanto così avrebbe potuto inviare a Gesù un'investitura:

E siccome Giovanni, in carcere, aveva sentito parlare delle opere di Cristo, inviò due dei suoi discepoli a dirgli: - Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro? Gesù rispose: - Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me.

Giovanni, qui, non duvidava che Gesù fosse il Messia. Mandò i discepoli con tale ambasciata al Salvatore affinché si facessero altrettanto convinti della stessa verità. E Gesù, che fece Lui? Gesù rispose loro indirettamente, facendo vedere loro che in Lui si realizzarono i caratteri del Messia predetti dal profeta Isaia.

Si apriranno allora gli occhi dei ciechi e si libereranno le orecchie dei sordi. Allora salterà lo storpio come un cervo e si scioglierà allegramente la lingua dei muti. E:

Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri; a promulgare l'anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti.

In San Luca vi è anche un brano in cui Giovanni Battista invia a Gesú due dei suoi discepoli:

Anche Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutti questi avvenimenti. Giovanni chiamò due di essi e li mandò a dire al Signore: - Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta:

-Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella. E beato è chiunque non sarà scandalizzato di me!

Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù cominciò a dire alla folla riguardo a Giovanni:

- Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re. Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: Ecco io mando davanti a te il mio messaggero, egli preparerà la via davanti a te. Io vi dico, tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio acconsentendo a ricevere il battesimo di Giovanni. Ma i farisei e i dottori della legge, non facendosi battezzare da lui hanno reso vano il disegno di Dio per loro.

Tra tutti gli uomini che finora erano stati incaricati da Dio ad una missione provvidenziale, nessuno fu portato ad una funzione così eminente, così elevata come lo fu San Giovanni Battista. Ma il più piccolo nel regno dei cieli, cioè nel Nuovo Testamento, è più grande di lui. Giovanni Battista, come precursore del Messia, appartiene al Vecchio Testamento, e come discepolo di Gesù si protende verso il Nuovo. Nel brano sopracitato, egli è considerato soltanto un precursore, e come tale è inferiore, in dignità, al più piccolo dei discepoli di Gesù, visto che la religione cristiana supera di molto la religione mosaica. (P. Matos Soares, Bibbia, Commenti)

Era arrivata l'ultima ora del Santo Precursore.

Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza:

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- Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò, fosse anche la metà del mio regno.

La ragazza uscì e disse alla madre:

- Che cosa devo chiedere? Quella rispose:

- La testa di Giovanni il Battista.

Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo:

- Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista.

Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. Subito il re mandò una guardia con l'ordine che gli fosse portata la testa. La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Era la primavera dell'anno 29, e Giovanni Battista avrà avuto meno di trent'anni, essendo rimasto in prigione per otto o nove mesi.

Il culto del Precursore risale al IV secolo. La più celebre e antica chiesa eretta in Occidente in onore a San Giovanni Battista è la Basilica di Laterano, la cui fondazione supera Costantino.

In Oriente, San Giovanni Battista è rappresentato con le ali.

(Vida de Santos, P. Rohrbacher, Volume XI, p. 143 a 160)

Preghiera a San Giovanni Battista 

San Giovanni Battista, foste la voce che gridò nel deserto: "Preparate la via del Signore...fate penitenza, perché in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete e al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo", aiutatemi a fare penitenza delle mie mancanze affinché io mi renda degno del perdono di colui che voi annunciaste con queste parole: " Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!".
San Giovanni Battista, pregate per noi.

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