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Spiritualità

La via del silenzio e della meditazione

Pubblicato 2020/02/10
Autore : Suor Clara Tamara Victório Penin, EP

Aguzziamo le orecchie fino a che non percepiamo gli eloquenti sussurri che Cristo rivolge al nostro cuore. Il coraggio dei martiri, la sapienza dei dottori e l'eloquenza dei predicatori sono radicati in questa efficace via di santificazione.

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Aguzziamo le orecchie fino a che non percepiamo gli eloquenti sussurri che Cristo rivolge al nostro cuore. Il coraggio dei martiri, la sapienza dei dottori e l'eloquenza dei predicatori sono radicati in questa efficace via di santificazione.

Suor Clara Tamara Victório Penin, EP

È solo dopo un lungo periodo di riposo che il buon vino raggiunge il suo vero sapore. E le sfumature che acquisisce con il passare del tempo diventano più ricche e intense a seconda del maggiore o minore numero di anni trascorsi in apparente inattività.via do silencio1.jpg

Questo processo di maturazione evoca uno dei mezzi più efficaci e indispensabili usati dalla Provvidenza per santificare gli uomini: lunghi periodi di silenzio e di meditazione. Sì, perché così come il vino matura in cantina, l'animo umano si perfeziona
nel raccoglimento.

Come il corpo necessita di riposo e alimento...

Nei giorni attuali si vive in mezzo all'ansia e al corri-corri. Una gran parte dell'umanità, invischiata nelle occupazioni quotidiane, ha gli orizzonti offuscati per il soprannaturale. Quanti svegliandosi, o in qualsiasi altro momento della giornata, elevano i loro pensieri a Dio per lodarlo, per interrogarsi sul senso dell'esistenza, o almeno per ringraziar-Lo rapidamente per i beni da Lui ricevuti?

Ora, se per avere la forza necessaria nel nostro lavoro quotidiano è necessario riposare e alimentare il corpo, diventa indispensabile per la nostra anima contare su momenti di raccoglimento, in cui possiamo recuperare lo spirito perduto nelle  lotte trascorse e rafforzare la volontà per quelle future. Senza questo, non potremo percorrere, senza soccombere, i mari tempestosi che inondano questa valle di lacrime.

La nostra vita, insegna Mons. João, "dovrebbe essere condotta in una miscela di azione e di raccoglimento. È nella preghiera che l'uomo di fede recupera le sue energie e acquista nuove forze per le imprese più audaci".1

Tuttavia, non mancano intorno a noi coloro che proclamano che non è necessario per un buon cristiano perdere tempo in meditazioni e preghiere. E ancora più numerosi sono coloro che semplicemente omettono le pratiche di pietà con il pretesto di
molte faccende ... 

Chi non ha la dovuta cura della propria anima, finisce per rendere sterili tutti i suoi atti, anche quelli meramente umani. Ogni opera che non è unita a Gesù, prima o poi, diventa infruttuosa.

L'orazione è indispensabile per raggiungere la santità

Salendo sulla montagna con i suoi discepoli (cfr. Gv 6, 3), Gesù ci dà l'esempio di quanto sia necessario per l'uomo fuggire dal trambusto del mondo, affinché la voce di Dio possa sussurrare parole di incoraggiamento e di pace nel profondo del suo cuore. Il silenzio e la solitudine sono i nostri interlocutori più eloquenti.

Santa Teresina ci racconta che fin da piccola sentiva una forza misteriosa e soave che la chiamava a raccogliersi in un angolo della sua stanza e la invitava alla riflessione. In che cosa si occupava in questi momenti la sua mente? "Penso al Cielo", rispose una volta. E, allo stesso tempo, percepiva in quei momenti un delicato tocco della grazia che le insegnava a sentire la presenza di Dio vicino a lei.Santa-Teresita1.jpg

Dopo essere diventata carmelitana, non sarà raro per lei sentire una profonda aridità nei momenti di meditazione, ma anche così, "terminando le sue preghiere, Teresa si trovava arricchita di luci così vivide che persino la sorprendevano".2

Dall'insieme della vita della carmelitana di Lisieux, Don Thomas de Saint-Laurent trae questa grande lezione: "L'orazione è indispensabile per raggiungere la santità e per esercitare un apostolato fecondo".3 E aggiunge che è stato il disprezzo per l'orazione una delle cause del "triste secolo in cui viviamo, secolo di mediocrità trionfanti e di cuori disorientati".4

In Lui è la fonte di ogni saggezza

San Tommaso d'Aquino, il Dottor Angelico, uomo di intelligenza mirabile, afferma di aver appreso molto di più durante le ore che ha trascorso dinanzi al Santissimo Sacramento che in tutti i suoi anni di studio. Questo perché?

L'autore sacro ci risponde: "Rifletti sui precetti del Signore, medita sempre sui suoi comandamenti; egli renderà saldo il tuo cuore, e il tuo desiderio di sapienza sarà soddisfatto" (Sir 6, 37).

E nella sua famosa Filotea San Francesco di Sales aggiunge: "Unendoci a Nostro Signore, con la meditazione, e notando le sue parole e le sue azioni, i suoi sentimenti e le sue inclinazioni, impareremo finalmente, con la sua grazia, a parlare con Lui, ad agire con Lui, a giudicare come Lui e ad amare come Lui".5

"Cercate il Regno di Dio e la sua giustizia ..."

Sottolinea il Santo Curato d'Ars che "il tesoro del cristiano non è in terra, ma nei Cieli. Pertanto, il nostro pensiero deve essere rivolto a dove si trova il nostro tesoro".6 E conclude: "Questa è la più bella professione dell'uomo: pregare e amare".7

Che senso ha consumarci in interminabili lavori e affari per ottenere un profitto materiale che svanisce facilmente invece di dedicarci a raggiungere il nostro imperituro tesoro? Alimentare la vita spirituale è molto più importante che andare a caccia
dei beni terreni.Cura-dArs1.jpg

Durante il Discorso della Montagna, il Divino Maestro ci invita a cercare in primo luogo il Regno di Dio e la sua giustizia. Se lo facciamo, tutte le altre cose ci saranno date in aggiunta (cfr. Mt 6, 33). Se prendiamo questo insegnamento divino come il
nord per la nostra vita, le nostre anime si riempiranno di forza, e attireremo su di noi l'aiuto dei Santi Angeli, inviati da Dio per illuminarci, custodirci, reggerci e governarci.

Sarà difficile che questo aiuto celeste raggiunga gli estremi di una Santa Zita, umile serva, i cui compiti domestici erano svolti dagli spiriti celesti mentre lei "fuggiva dal servizio" per convivere con Gesù Sacramentato, o di un Sant'Isidoro, il Contadino, che trovava il campo miracolosamente solcato dai buoi quando finiva le sue lunghe orazioni. La Provvidenza non smetterà di farci sentire in qualche modo il suo ausilio e protezione.

Sempre ben ricevuti dal nostro Padre Celeste

Solamente dopo aver sperimentato il potere del raccoglimento, potremo intendere quello che ci dice il salmista: "Beato l'uomo che si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere" (Sal 1, 2-3).

Nella misura in cui sapremo addentrarci nella pratica del silenzio e della solitudine, la nostra vita soprannaturale farà passi sempre più fermi e risoluti. Anche se non riusciamo a raccoglierci come vorremmo nei momenti di meditazione, o non sentiamo il nostro cuore pulsare devotamente durante la conversazione con l'Altissimo, potremo sempre avere la certezza di essere accolti con gioia dal nostro Padre Celeste, al quale piace tanto la preghiera dei suoi figli.

Sappiamo cercarLo nel nostro chiostro interiore. Aguzziamo le orecchie finché non percepiamo gli eloquenti sussurri che Cristo rivolge al nostro cuore, certi che il coraggio dei martiri, la sapienza dei dottori, l'eloquenza dei predicatori e, insomma, la virtù dei Santi, sono radicati in questa così efficace via di santificazione. (Rivista Araldi del Vangelo, Gennaio/2020, n. 200, p. 28-29)

1 CLÁ DIAS, EP, João Scognamiglio. I più eccellenti pani della Storia. In: L'inedito sui Vangeli. Città del Vaticano-São Paulo:
LEV; Lumen Sapientiæ, 2014, vol.IV, p.257.
2 SAINT-LAURENT, Thomas de. Santa Teresa do Menino Jesus. Porto: Civilização, 1997, p.23.
3 Idem, p.24.
4 Idem, p.26.
5 SAN FRANCESCO DI SALES. Filoteia ou Introdução à vida devota. Petrópolis: Vozes, 2012, p.89.
6 SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY. Catechismo sull'orazione. In: COMMISSIONE ESPISCOPALE DI TESTI LITURGICI. Liturgia das Horas. Petrópolis: Vozes; Paulinas; Paulus; Ave-Maria, 2000, vol.III, p.1469.
7 Idem, ibidem.

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