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Madre Maria Teresa della Santissima Trinità: Visse soltanto per amarLo

Pubblicato 2019/12/06
Autore : Suor Gabrielli Ramos de Siqueira, EP

Umile carmelitana di un convento in Guatemala, ricevette nel suo corpo i segni della Passione ed ebbe il cuore misteriosamente trafitto da un dardo d'oro. Per amore di Cristo crocifisso, sopportò con gioia e rassegnazione tormenti indicibili.

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Umile carmelitana di un convento in Guatemala, ricevette nel suo corpo i segni della Passione ed ebbe il cuore misteriosamente trafitto da un dardo d'oro. Per amore di Cristo crocifisso, sopportò con gioia e rassegnazione tormenti indicibili.

Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti" (Is 53, 5). Chiunque di noi, di fronte a queste parole di Isaia, non esita ad applicarle all'Agnello Immolato, che con il suo Preziosissimo Sangue ci ha liberato dalla schiavitù del demonio e ci ha aperto le porte del Regno Eterno.Madre Maria Teresa della Santissima Trinità.jpg

Tuttavia, esaminando la vita dei Santi, troveremo qualcuno che Dio ha voluto far partecipare in modo speciale all'azione redentrice del suo Figlio Divino. Sono le vittime espiatorie, le cui sofferenze e preghiere a favore degli ingiusti si elevano al trono della Santissima Trinità come offerta di soave odore.

Tra queste anime privilegiate vale la pena menzionare Santa Giacinta e San Francesco Marto, i pastorelli di Fatima, o Santa Bernadette Soubirous. Quando erano ancora bambini, hanno sentito dalle labbra della Madonna l'invito ad offrirsi in olocausto per la conversione dei peccatori, e l'hanno accolto in modo ammirevole.

Nella lista dei servi di Dio che si sono offerti come vittime espiatorie, possiamo aggiungere un'umile suora carmelitana che visse in Guatemala nel XIX secolo: Madre Maria Teresa della Santissima Trinità. Dio l'ha scelta per riversare su di lei le
meraviglie della sua grazia mentre la sottoponeva alle prove più terribili.1

Pia infanzia e adolescenza

Tutto ebbe inizio nel 1753, quando Juan Fermín de Aycinena e Irigoyen, uno spagnolo di Navarra, attraversò l'oceano per stabilirsi nel Capitanato Generale del Guatemala. Dopo essere rimasto vedovo due volte, sposò Micaela Piñol y Muñoz,
e, come frutto di questo matrimonio, nacque il 15 aprile 1784, sua figlia primogenita, Maria Teresa de Jesus Anastásia e Cayetana.

La formazione ricevuta da sua madre, orientata dalla dottrina cristiana, la portò a provare fin dall'infanzia un enorme disprezzo per le cose del mondo. Nessun abito o gioiello attirarono mai la sua attenzione; al contrario, si sentiva soddisfatta solo nella
Messa, nel Rosario e nella preghiera.

Ancora giovanissima, fece il fermo proposito di non passare mai una giornata senza aver fatto visita alla Sacra Ostia. In questi pii incontri, il Divino Redentore le Si manifestava misticamente senza che lei potesse comprendere l'enormità delle grazie ricevute, perché era una bambina.

Raggiunta l'adolescenza, Maria Teresa si applicò con fervore negli esercizi spirituali, facendo frequentemente penitenza con il cilicio. All'età di tredici anni decise di fare il voto di castità davanti a una statua di San Giuseppe, che prese
come suo padrino.

La vocazione religiosa è messa alla prova


Non aveva ancora raggiunto i dodici anni quando assistette alla morte del padre, che aveva accompagnato per un anno intero in una dolorosa malattia, accettata con rassegnazione cristiana.

Il triste fatto fu l'inizio di una fase difficile della vita di Maria Teresa, caratterizzata da terribili prove interiori. A quel tempo, "lo scoraggiamento, la tiepidezza, si presenta in forze a combattere contro la sua povera anima e la riempie del più terribile sconforto e amarezza", scrive padre Ildefonso Albores, suo principale biografo.2

Il desiderio di consacrarsi interamente a Dio, un tempo così vivo, smise di farsi sentire nella sua anima. Fu presa da una terribile aridità spirituale, e lei, che tanto desiderava essere la sposa di Cristo, giunse a pentirsi di aver fatto promessa di castità.

In quell'epoca, un giovane di buona famiglia le manifestò il desiderio di unirsi a lei in matrimonio, ma fu energicamente respinto. Tuttavia, quando le fu proposto da un cavaliere dell'alta società un matrimonio vantaggioso, il suo cuore vacillò.

Turbata e inenarrabilmente afflitta, la giovane, all'epoca diciassettenne, scelse di dedicarsi con rinnovato entusiasmo alla preghiera, agli esercizi e alle letture spirituali. Quando la tempesta passò, capì che era solo in raccoglimento che la sua
anima trovava la vera pace. Prese allora la ferma decisione di seguire la vita religiosa.

Seguendo la via del suo Signore Crocifisso

Dopo aver superato una lunga malattia e aver vinto l’opposizione dei medici, Maria Teresa entrò finalmente nel Convento di Carmelitane Scalze della città di Santiago del Guatemala. Il 21 novembre 1807 ricevette l’abito e con esso il nome di Maria Teresa della Santissima Trinità. Un anno dopo fece la professione solenne, ancora una volta in mezzo a terribili prove interiori.

Nella vita del convento esercitò le funzioni più diverse, dando sempre esempio di obbedienza, osservanza della regola, modestia e distacco. Ci dimostra la sua generosità ciò che lei stessa ha confessato a proposito dell'epoca in cui esercitava il servizio di infermiera: "La malattia delle sorelle è stato un martirio doloroso per me. Darei la mia vita mille volte per far sì che recuperino la loro salute".3

Durante il periodo in cui fu maestra di novizie, fece fiorire nel convento ogni sorta di virtù e perfezioni con il suo esempio e il modo gentile, saggio e caritatevole con cui le formava. Tutto questo era il frutto di una vita interiore che, fin dal suo ingresso nel Carmelo, cercò di rispecchiare le vie del suo Signore Crocifisso, che lei unicamente ed esclusivamente cercava di compiacere e servire.

Così, in pochi anni di vita consacrata, questa eroica sposa di Cristo fu preparata per l'inizio della grande battaglia che Egli le riservava.

Grandi patimenti le purificano l'anima

Da piccola, Maria Teresa ebbe una salute molto fragile, ma dopo quattro anni dalla sua professione, le malattie diventarono più dolorose e frequenti.
fazzoletti.jpg
Uno dei fazzoletti
miracolosamente disegnati dagli
Angeli

I dolori allo stomaco la attaccavano a lungo. La febbre alta periodica la consumava e la debilitava. Emicranie acute la tormentavano ripetutamente. Una caduta, avvenuta il 21 dicembre 1814, le ruppe le ossa dell'anca, rendendola incapace di
camminare e causandole i dolori più molesti.

Nell'aprile dell'anno successivo iniziò a soffrire di una terribile malattia che la lasciò prostrata per quasi un anno. Soffriva di convulsioni, soprattutto di notte, senza che nessuna parte del suo corpo fosse libera da questo martirio. In due occasioni
si trovò sulla soglia della morte.

Ai dolori fisici si aggiungeva l'aridità interiore di cui soffriva da molto tempo e l'azione degli spiriti maligni, "che la tormentavano in modo indicibile nei momenti più dolorosi delle malattie che dovette affrontare. Essi afflissero la sua anima con un'intensità che non si può immaginare".4

Tutte le prove che il Signore le fece sperimentare furono da lei accettate con splendida rassegnazione. Questo purificò il suo spirito e la elevò ad un altissimo grado di unione con Dio, rendendola degna di straordinari doni mistici.

Riceve i dolorosi segni della Passione

Nel 1812, Madre Maria Teresa chiese a Gesù la grazia di sperimentare la sua durissima Passione e, subito dopo, i suoi desideri cominciarono a essere esauditi. Ecco come lo racconta lei stessa:

"Mentre ero nella mia cella un giorno, circa all'una e mezza del pomeriggio, collocata come al solito sulla Croce e raccolta in preghiera, ho visto il Divino Gesù che Si è avvicinato a me sotto l'aspetto di un pellegrino. Aveva un chiodo in mano, e con indicibile tenerezza e meravigliosa dolcezza mi ha detto: ‘Visto che me lo chiedi così tanto e non posso negarlo, eccoti questa insegna della mia dolorosa Passione' e, dicendo questo, lo conficcò Lui stesso, sul lato destro, nel punto più alto della mia testa. Toccando quella parte della testa che mi doleva terribilmente, trovai effettivamente la testa del chiodo coperta
dalla pelle".5

L'anno seguente, Gesù le impose la corona di spine e nel 1816 le furono impresse le piaghe della Passione. Ramón Casaús y Torres, OP, Arcivescovo del Guatemala, visitando-la in occasione del Venerdì dei Dolori, poté constatare, edificato, la
presenza di questi segni nelle mani e nei piedi della religiosa.

Sempre in quell'epoca il suo cuore fu trafitto con un dardo d'oro dall'Arcangelo San Michele, producendole dolori di morte, e si formò ancora una volta su un dito una sorta di anello sponsale, un segno che poté essere contemplato da tutti i religiosi.

Crocifissioni e sposalizio spirituale

Riflettendo su questi fenomeni mistici, commenta il suo biografo: "Il chiodo, la corona e le piaghe sono notevolissimi segni della Passione del suo Gesù, ricchi segni dell'abnegazione e del dolore con cui era stata favorita. Le manca ancora, però, di essere inchiodata sulla Croce".6

Dall'8 marzo all'11 ottobre 1816, trascorse quasi tutti i venerdì crocifissa, cioè fissata ad una croce da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio. Durante questo periodo, passava le agonie della morte e arrivava a morire misticamente.

Tuttavia, in mezzo a sofferenze così dolorose, riceveva ineffabili consolazioni sotto forma di estasi e rapimenti. Nel giorno della festa della Madonna del Carmelo, rimase per qualche tempo sospesa in aria dopo aver ricevuto la Santa Comunione. E il 24 settembre, quando fu fuori di sé durante l'azione di grazie, ricevette la grazia degli sponsali spirituali con il suo adorato Gesù.

Per quanto la religiosa non risparmiasse alcuno sforzo per mantenere segrete le grazie ricevute, era inevitabile che l'intera comunità ne venisse a conoscenza. E, poco dopo, le conversazioni di tutta la città ruotavano intorno a ciò che era accaduto alla Serva di Dio. Su indicazione dell'Arcivescovo, desideroso di far conoscere la veridicità dei fatti, molte autorità ecclesiastiche e civili assistettero alle famose estasi e crocifissioni. Tra le testimonianze che ci hanno lasciato, vale la pena ricordare i tre rapporti scritti da Fra José Buenaventura Villageliu, OFM, incaricato da Mons. Ramón di dirigerla spiritualmente tra il 1816 e il 1821.

Dipinti realizzati con il sangue dagli Angeli

Il 21 giugno 1816, festa del Sacro Cuore di Gesù, dopo aver ricevuto la Santa Comunione, Maria Teresa entrò in estasi, come era consuetudine a quell'epoca. Tuttavia, le religiose notarono che durante il suo colloquio con il Divino Sposo cominciava a formarsi un'immagine sul fazzoletto di cotone che le copriva la testa. Era il disegno di un cuore, tinto con il colore del sangue fresco.

Dopo una rigorosa ricognizione fatta nella sua cella, si rivelò impossibile che fosse stato tracciato da Maria Teresa. Si giunse allora alla conclusione che fosse stato disegnato dagli Angeli usando il sangue delle sue piaghe. In seguito, cominciarono a fissare fazzoletti di tessuto e di carta sulle mani della carmelitana ogni volta che entrava in estasi, ed essi si tingevano con figure e detti relativi alla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo: cuori, croci, corone di spine, chiodi, lance, anelli e i nomi di Gesù, Maria e Giuseppe.
DOCUMENTI.jpg
Documento firmato dall'Arcivescovo che testimonia il
miracolo


Mesi dopo, apparirono anche lettere scritte dagli Angeli e Santi. Mons. Ramón Casaús raccolse quarantanove missive degli spiriti celesti, due di San Luigi Gonzaga, una di Santa Teresa e una di San Francesco di Sales.

Per due volte nel carcere del convento

In alcune di queste missive celesti erano impartiti ordini all'Arcive scovo. Due di loro, per esempio, gli ordinavano di rinchiudere la mistica nel carcere del convento per qualche giorno, perché "il Signore vuole essere glorificato in quest'anima".8

Così, il 10 dicembre, tra le lacrime di tutta la comunità, Maria Teresa fu portata per la prima volta in prigione con le stampelle. Accettò la punizione con totale umiltà e senza chiedere spiegazioni, rimanendo in prigione per undici giorni. Il 31 gennaio 1817
fu di nuovo imprigionata, questa volta per alcune settimane.

Quando arrivò il giorno di liberarla, si constatò che si trovava in un deplorevole stato di salute. L'Arcivescovo fece liberare i suoi piedi dalle catene e, vedendo con quanta difficoltà camminasse appoggiata alle stampelle, le disse: "Nel nome di Gesù Cristo le comando, per obbedienza, di lasciare le stampelle e camminare senza di esse, buona e in salute".9 Udendo queste parole, lei le lasciò immediatamente, si mise in piedi e posò le piante dei suoi piedi per terra.

Invidia e calunnie di alcune religiose

Sana e ristabilita, Madre Maria Teresa cominciò a prendersi cura dei lavori di cucina e di altri servizi della comunità. Svolse le funzioni di sacrestana e, ancora una volta, di maestra di novizie. Fu consigliera delle matrone più illustri della città, che venivano a chiederle una guida. Vedendo la vita comune perfettamente stabilita nel convento, fece accordi con il re per la fondazione di un nuovo monastero nella città.

Nel frattempo, le estasi e gli altri fenomeni mistici non cessarono. Oltre a conservare i segni della Passione, in certi giorni diffondeva un profumo straordinario nei luoghi dove passava.

Madre Maria Teresa suscitava ammirazione, ma anche invidia. Due o tre religiose a lei disaffezionate, per l'osservanza che era riuscita ad imporre nel convento, garantirono di averla vista prelevare il proprio sangue con lame e spilli, mettere profumi nella cella e altre calunnie di questo tipo.
Madre María Teresa da Santíssima Trindade.jpg
Oltre a conservare i segni della
Passione, in alcuni giorni diffondeva
un profumo straordinario

Madre Maria Teresa con abito di
professa - Museo Arcidiocesano
di Guatemala



Le accuse, sebbene false, crebbero fino a raggiungere il re e, attraverso di lui, il Tribunale dell'Inquisizione. Le persone che prima l'ammiravano la fecero bersaglio di critiche e derisioni. Medici empi si impegnarono a far cicatrizzare le piaghe dalle mani e dai piedi, usando per questo sostanze tossiche e altri malefici.

Pubblico riconoscimento delle sue virtù

I tormenti e le contraddizioni dovevano protrarsi per decenni fino a quando, all'età di cinquantasette anni, Maria Teresa sentì avvicinarsi i suoi ultimi giorni. Quando chiese gli ultimi Sacramenti, tutta la comunità pianse copiosamente, rendendosi conto che l'avrebbero presto persa.

Il 29 novembre 1841, alle quattro e mezzo del mattino, i suoi occhi si chiusero e la sua anima lasciò per sempre la terra. Tutta la città proclamava il suo nome e il sentimento popolare era così intenso che fu necessario mettere delle guardie per mantenere l'ordine nella chiesa dove il suo corpo veniva vegliato.

Si riconoscevano così le virtù di quest'anima come bellissime dimostrazioni dell'amore di Nostro Signore, che sa ricompensare  con abbondanza coloro che combattono per Lui contro il demonio, il mondo e la carne.

Sebbene non sia ancora stata innalzata all'onore degli altari, Maria Teresa della Santissima Trinità, per la sua rassegnazione
di fronte alle sofferenze e la sua audacia nel cercare la maggior gloria di Dio, è un esempio per tutta l'America come prefigurazione dei Santi che la Provvidenza vuole suscitare in queste terre. Facciamo, pertanto, tutto ciò che è in nostro potere per seguire le orme di questa virtuosa carmelitana americana, per onorare con la nostra vita l'amore che il Sacro Cuore di Gesù ha per ognuno di noi. (Rivista Araldi del Vangelo, Dezembre/2019, n. 199, p. 28 a 31).

1 Informazioni sulla vita e gli scritti di questa Serva di Dio, così come notizie aggiornate sul processo di beatificazione,
sono disponibili all'indirizzo www.madremariateresa.org
2 ALBORES, Ildefonso. Vida de Sor María Teresa de la Santísima Trinidad Aycinena. Guatemala de la Asunción: San Pablo, 2006, p.23.
3 Idem, p.32.
4 Idem, p.38.
5 Idem, p.42-43.
6 Idem, p.46.
7 In www.madremariateresa.org, si può trovare copia fac-simile di questi resoconti.
8 ALBORES, op. cit., p.54.
9 Idem, p.56.

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