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Spiritualità

Un pane fatto in onore del Divino Infante

Pubblicato 2019/12/06
Autore : Isabela Obrzut Corbeta

La Santa Chiesa ha istituito l'Avvento come momento di attesa per la solennità del Natale. Lo "Stollen" è un delizioso dolce tedesco che può ben simbolizzare la preparazione dei nostri cuori per la venuta del Salvatore.

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La Santa Chiesa ha istituito l'Avvento come momento di attesa per la solennità del Natale. Lo "Stollen" è un delizioso dolce tedesco che può ben simbolizzare la preparazione dei nostri cuori per la venuta del Salvatore.

Immaginiamo come dovesse essere paradisiaco per la Sacra Famiglia vivere insieme nell'umile casa di Nazareth, e ciò che faceva il Piccolo Dio quando, affamato, chiedeva del cibo a sua Madre.natal-pao-alemao1_Easy-Resize.com_-265x300.jpg

Che cosa avrà dato a Gesù? Un pezzo di pane? Se così fosse, sarebbe stata evidentemente una prelibatezza di primissima categoria. Infatti se "il profumo del pane è l'onestà del fornaio", come si è soliti dire, quale sarà stato l'aroma di una prelibatezza preparata dalla Regina del Cielo e della Terra?

Lasciamo però correre il tempo e collochiamoci nella città tedesca di Dresda a metà del XV secolo. In quell'epoca era ancora in vigore nella Chiesa la cosiddetta Butter-Verbot,1 che vietava il consumo di burro durante i periodi di astinenza. Per que sto motivo gli abitanti di Dresda preparavano durante l'Avvento un pane chiamato Stollen, fatto solo di acqua, lievito, farina e olio vegetale.

Il suo sapore era così sgradito a Ernesto di Sassonia e a suo fratello Alberto che decisero di chiedere a Papa Nicola V il permesso di includere il burro nella sua preparazione, almeno nei pasti di corte. La richiesta, tuttavia, fu respinta dal Pontefice. Perseveranti nel loro proposito, i principi continuarono ad insistere con ciascuno dei Papi che gli succedettero fino a quando, alla fine, Innocenzo VIII li accontentò.

In un primo momento soltanto i nobili beneficiavano del privilegio, ma ben presto fu esteso a tutto il popolo. Con il passare del tempo, la preparazione dello Stollen si è arricchita fino ad arrivare alla ricetta attuale: un pane leggermente lievitato e dolce, contenente molto burro, spezie, frutta secca e cristallizzata, tra gli altri ingredienti.

A seconda di chi lo fa, assume un sapore proprio. Le varianti si sono moltiplicate di generazione in generazione e non mancano coloro che tengono segreto il modo in cui viene preparato. Ma si tratta sempre di un pane tipico del tempo di Natale, la cui forma allungata e la copertura bianca ricorda ai tedeschi la silhouette del Divino Infante avvolto in fasce.

Lo Stollen ha, inoltre, un'altra caratteristica che evoca il Bambino Gesù. Gli abitanti di Dresda dicono che, affinché raggiunga il punto ideale, bisogna farlo sei mesi prima delle feste natalizie, il che lo rende in qualche modo un simbolo dell'Avvento stesso.

"Nemo summo fit repenter",2 recita l'adagio latino... La Santissima Vergine ha dovuto aspettare nove mesi per dare alla luce suo Figlio Unigenito, durante i quali è cresciuta in sublime intimità e rapporto amoroso con Lui. La Santa Chiesa, nella sua saggezza, ha istituito un tempo di meditazione e di attesa per arricchire le nostre anime in vista della Solennità del Natale.

Così, mentre lo Stollen riposa nell'atelier del pasticcere tedesco, o nella dispensa della nostra casa, e Maria Si prepara all'arrivo di Gesù Bambino, disponiamo il nostro spirito per questo grande evento. Offriamo al Redentore il nostro cuore come un caldo rifugio, affinché, installato affettuosamente, Egli regni su ognuno di noi.

1 Dal tedesco: proibizione del burro.
2 Dal latino: "Nulla di grandioso si fa all'improvviso".

Come preparare uno "Stollen" per questo Natale?

Ingredienti

1ª parte: 500 g di farina di grano tenero / 1 cucchiaio (da zuppa) di lievito in polvere / 1 cucchiaio (da zuppa) di zucchero vanigliato / 1 pizzico di sale / buccia di 5 limoni e 5 arance / 1 cucchiaino (da caffè) di cardamomo / 1 cucchiaino (da caffè) di cannella / 1 cucchiaino (da caffè) di anice / 1 pizzico di noce moscata.

2ª parte: 2 uova / 375 g di burro / 250 g di ricotta fresca / 100 g di zucchero/ 6 gocce di essenza di mandorla. Parte del burro può essere sostituito da grasso vegetale, ma questo renderà l'impasto meno morbido e più soggetto a rompersi.

3ª parte: 200 g di uva passa bianca / 200 g di uva passa nera / 100 g di mandorle tritate / 200 g di albicocca secca e 100 g di frutta candita, tutto tagliato a cubetti / rhum o cognac. Copertura: 100 g di burro / 50 g di zucchero a velo / 50 g di zucchero vanigliato.

Modo di preparazione

Quarantotto ore prima di iniziare la preparazione, lasciare in ammollo l'uvetta nel rum o nel cognac. Mescolare gli ingredienti della prima parte in una ciotola e sbattere gli ingredienti della seconda parte in un frullatore. Tritare bene le spezie pochi istanti prima di aggiungerle, in quanto questo darà loro più sapore.pao-Natal_Easy-Resize.com_-300x200.jpg

Unire il tutto fino a formare una crema omogenea e aggiungere facendo attenzione gli ingredienti della terza parte. Versare in teglie unte di burro e spolverare di farina e cuocere in forno preriscaldato a 180°C, fino ad ottenere un impasto asciutto e leggermente dorato. 

Quando la torta è ancora calda, toglierla dalla padella e spennellarla abbondantemente con burro fuso, cospargendo abbondantemente di zucchero a velo e zucchero vanigliato mescolati insieme. Lavorare con cura in modo che la torta non si rompa.

Avvolgere in un foglio di alluminio e conservare in un luogo fresco e asciutto, ma non in frigorifero. Nei climi più caldi, una settimana di riposo sarà sufficiente. Tuttavia, perché sia al punto giusto è conveniente aspettare un mese o più. Nel caso in
cui si scelga di lasciarlo riposare per lungo tempo, è consigliabile iniettare amaretto con una siringa una volta alla settimana. Questo aiuterà a conservarlo e lo renderà molto speciale di sapore. Infine, per dare un aspetto diverso alla ricetta, si può
avvolgere lo Stollen con marzapane, bagnarlo con cioccolato fondente e decorarlo con lamelle di mandorla. (Rivista Araldi del Vangelo, Dezembre/2019, n. 199, p. 50-51).

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