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Santa Margherita di Scozia: Madre e regina del suo popolo

Pubblicato 2019/11/27
Autore : Suor Mary Teresa MacIsaac, EP

La figura di Santa Margherita possiede il fulgore proprio delle anime distraordinaria grandezza, in grado di influenzare e trasformare un intero popolo. Essa risplende nei cieli della Storia, affermando che è possibile l’esistenza di un mondo felice e me

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La figura di Santa Margherita possiede il fulgore proprio delle anime di straordinaria grandezza, in grado di influenzare e trasformare un intero popolo. Essa risplende nei cieli della Storia, affermando che è possibile l'esistenza di un mondo felice e meraviglioso, fondato sul rispetto della Legge di Dio.

C'è una nota canzone scozzese, inno ufficioso della nazione, il cui testo dice: "Ecco che la notte sta calando. Ascoltate le cornamuse che chiamano con forza e orgoglio dal fondo della valle. Là dove le colline sembrano dormire, si sente ora il sangue che balza all'altezza dello spirito degli uomini di montagna. [...] Che i vostri stendardi sventolino gloriosamente, [...] o Scozia, l'intrepida".1Sta-Margarida-da-Suecia_Easy-Resize.com_-200x300.jpg

Situato nell'estremo nord della Gran Bretagna, questo piccolo paese è, infatti, ricco di coraggio, anime di ferro e cuori forti. Se sfogliamo le pagine della sua storia, vedremo stampate le prodezze di un popolo che ha sofferto molto a causa delle invasioni, ma che ha tenacemente resistito ad esse. Basti pensare, ad esempio, agli eroi delle guerre d'indipendenza dei secoli XIII e XIV.

Simbolo della rigidità tipica degli scozzesi è la costa rocciosa che circonda il loro territorio. Incessantemente battuta dalle onde impetuose del Mare del Nord e dell'Atlantico, sembra molte volte che le acque la sommergano, tale è il furore con cui si abbattono contro di essa. Tuttavia, quando il mare ritorna al suo fondo, la fale sia, intatta, lo prende in giro, come se
dicesse: "Sono ancora in piedi!"

Lo stesso spirito brioso e agguerrito, possiamo ritrovarlo nel suono rude delle cornamuse che i membri di questa nazione solitamente portano in guerra e nel modo stesso di avanzare contro il nemico. Così ha sottolineato il Prof. Plinio Corrêa de
Oliveira quando, avendo di fronte a sé la fotografia di un soldato scozzese che suona tale strumento, ha affermato: "Quest'uomo è una rappresentazione viva dell'eroismo. La semplice contemplazione della sua figura ci stimola ad abbracciare l'eroismo più che la lettura di centinaia di libri. Tuttavia, si può capire il suo stato d'animo solo in base alle radici cattoliche di questo popolo".2

Per comprendere bene questo commento dobbiamo tornare indietro nei secoli e contemplare il cuore, reale e materno nel contempo, pieno di fede e idealismo, di una regina scelta da Dio per riflettere in qualche modo Maria Santissima insieme al suo popolo: Santa Margherita di Scozia.

Un provvidenziale naufragio

Iniziamo la narrazione volgendo il nostro sguardo ad una certa notte dell'anno 1066. Una tempesta sorprendente agita il Mare del Nord. In mezzo alle acque tumultuose e spumeggianti, si può distinguere un'imbarcazione fragile che adopera tutti gli sforzi per mantenersi a galla. I membri dell'equipaggio sono di stirpe reale: è in viaggio la Principessa Agata, vedova del Principe Edoardo, accompagnata dai suoi figli Edgar e Margherita.

Il defunto principe era nato nel 1016 in Inghilterra durante il regno di suo padre, Edmondo Braccio di Ferro. Era ancora un bambino quando Canuto il Grande invase il suo paese e lo deportò in Svezia. In seguito fu portato a Kiev e da lì si recò in
Ungheria, dove sposò la principessa Agata, parente stretta di Santo Stefano. Da qui deriva il soprannome con cui rimase conosciuto nella Storia: Edoardo l'Esiliato.

Aveva circa quarant'anni quando Sant'Edoardo il Confessore lo chiamò per farne il suo erede e successore sul trono d'Inghilterra. Nel 1057 era tornato in patria, accompagnato dalla moglie e dai suoi due figli, ma pochi giorni dopo il suo arrivo, morì. Quando anche Sant'Edoardo partì per l'eternità nel 1066, le convulsioni del regno costrinsero la principessa Agata a fuggire nella regione della Nortumbria, ben a nord dell'Inghilterra. Vedendosi vedova e indifesa in terra straniera, decise di tornare nel continente con i suoi figli e si imbarcò con questo scopo sulla nave sfortunata...

Impotenti nei loro sforzi contro il mare bravo, i viaggiatori cercavano disperatamente un luogo dove rifugiarsi. Riuscirono finalmente ad approdare con molta difficoltà nell'estuario del fiume Forth, vicino all'attuale Edimburgo. La barca, invece di seguire la rotta prevista, era stata spinta a nord dalla tempesta.

Diventa regina della Scozia


Il sovrano scozzese Malcolmo III accolse la nobile famiglia nel suo palazzo e la trattò con la massima simpatia e benevolenza. Ammirato dalla virtù di Margherita, decise di sposarsi con lei, e la giovane donna, nonostante avesse il desiderio di consacrare la sua vita a Dio, alla fine accettò. Aveva circa vent'anni all'epoca.

Divenne in tal modo, sulla terra, regina della nazione scozzese, mentre, dal Cielo, la Santissima Vergine sembrava averla  scelta come madre e protettrice di un popolo che si mostrava aperto alle sublimità della Fede. Si direbbe che la Madonna abbia voluto depositare nelle mani di Santa Margherita tutte le grazie che avrebbe concesso a quei suoi figli.

La vita di questa regina ci riporta a un mondo meraviglioso, che può sembrare irreale agli occhi di coloro che non conoscono la forza trasformante della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Frutto del Suo Preziosissimo Sangue furono gli innumerevoli Santi e Sante, religiosi e laici, che fecero sorgere nel Medioe vo, a partire da popoli barbari, la mirabile Civiltà Cristiana.
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Santa Margherita
insegnava al rude re
Malcolmo a pregare
e a governare con
vera giustizia
Stephencdickson
(CC by-sa 3.0)
Re Malcolm - Scottish
National Portrait Gallery,
Edimburgo


Come era accaduto in Ungheria ai tempi di Santo Stefano e sarebbe accaduto in Francia e Spagna all'epoca di San Fernando e San Luigi, sotto l'influenza di Santa Margherita, la Scozia visse il periodo più felice della sua storia. Si consolidarono i costumi e furono istituite leggi che incoraggiavano l'osservanza dei precetti della Chiesa e, su questa base morale, il popolo scozzese raggiunse una notevole prosperità sociale.

Venerata come madre dal suo popolo


Turgot di Durham, vescovo di Saint Andrews, confessore e principale biografo della regina, ci racconta che nella persona della sovrana, si coniugavano l'operosità e la contemplazione, l'elevazione di spirito e un raffinato senso delle cose pratiche, una brillante intelligenza e un'affabilità che portava gli ultimi dei suoi sudditi a venerarla non solo come regina, ma anche come madre.

"Nulla era più solido della sua fedeltà, più sicuro del suo favore, o più giusto delle sue decisioni; nulla era più duraturo della sua pazienza, più serio del suo consiglio, o più piacevole della sua conversazione".3

Con la sua modestia, gentilezza di spirito e costante disposizione benevola, attirava grandi e piccoli, ispirava rispetto e obbedienza agli uomini istruiti, religiosi o anche nella gente semplice e non  istruita, unendo il regno intorno a lei, per poi condurre tutti alla virtù e alla pratica dei Comandamenti e insegnare loro ad essere figli devoti della Santa Chiesa Cattolica.

Non tralasciava mai di prendersi cura di coloro che ricorrevano alla sua protezione, ascoltando non solo coloro che venivano a farle richieste, ma anche chiunque volesse confidarle le sue difficoltà, i suoi dolori e le sue prove. Per aiutare chi ne aveva bisogno, non lesinava sforzi, anche vendendo i suoi gioielli personali quando non poteva disporre del tesoro reale.

Durante la Quaresima, accoglieva ogni giorno trecento poveri nel castello e si occupava di tutte le loro necessità, curando con le proprie mani le loro ferite. Li nutriva alla sua tavola, mettendo gli uomini su un lato della sala accanto a suo marito, mentre lei sedeva con le donne nell'ala opposta.

Eccellente formatrice di buoni costumi

Commenta un altro storico che la regina era "dotata da Dio di molte ed eccellenti qualità naturali, di mente e di corpo, e i felici effetti di una pienezza di grazia soprannaturale sulla sua anima apparvero molto presto".4

Oltre alla forza di influenza propria della virtù, la regina guidava i suoi sudditi sulla via del bene, dando l'esempio di una pietà  ardente e zelante per tutto ciò che riguardava la Santa Chiesa. Così era da tutti nota la sua grande inclinazione per la preghiera e la lettura delle Sacre Scritture e, soprattutto, la sua devozione alla Santa Messa: assisteva a cinque o sei  celebrazioni al giorno, e si impegnava così tanto per migliorare tutto ciò che riguardava il Sacrificio dell'Altare che le sue stanze nel castello assomigliavano più a depositi di paramenti e vasi sacri...

La regina cercò, inoltre, di esaltare lo splendore e il fasto della corte come mezzo indispensabile per elevare il livello culturale e spirituale del popolo. Aumentò il numero di servitori e domestici nel castello e stabilì che la famiglia reale fosse servita a tavola con vasellame d'oro e d'argento.

Sebbene esigesse sempre dai membri della corte modestia nel modo di vestire, introdusse in Scozia l'uso di tessuti della migliore qualità e con una maggiore varietà di colori. Ci sono storici che attribuiscono a Santa Margherita la creazione del
tartan, caratteristico tessuto di lana, utilizzato fino ad oggi, i cui colori e disegni variano a seconda del clan o della regione a cui si appartiene.5

Lungi dal voler stimolare la vanità o l'ostentazione, si preoccupava di queste questioni perché sapeva bene quanto i buoni costumi, una maniera dignitosa di vestirsi e l'elevazione nelle relazioni sociali contribuissero alla formazione di una mentalità ordinata e rispettosa, su cui riposa la pace.

Rispettata e ammirata dal re

Indubbiamente, tutto questo zelo di Santa Margherita si rivolgeva, prima di chiunque altro, al re stesso. Era suo dovere di moglie sostenerlo e aiutarlo a crescere nella sua vita spirituale, ma era anche suo dovere come regina. Quanto più il governante progredisce lungo le vie della santità, tanto maggiori saranno le sue possibilità di condurre i suoi subordinati ad imitarlo.

Così, lei insegnò al rude re Malcolmo a pregare e a governare con vera giustizia. Suo marito l'amava e temeva di offenderla, tanto era il rispetto che le sue virtù gli infondevano. Obbedì a tutti i suoi consigli dandole anche grande libertà per utilizzare i beni della corona nella costruzione di monasteri, chiese o in qualsiasi opera volta a rafforzare la
Religione.

Il Vescovo Turgot racconta che, non sapendo leggere, il sovrano era solito prendere in mano i libri di pietà di Margherita e osculare quelli che sembrava gli piacessero di più. E, in segno di devozione e affetto, fece realizzare copertine d'oro e pietre preziose per quelli più stimati da lei.

"Che i miei figli amino e temano Dio"

La coppia aveva otto figli: Edoardo, Edmondo, Etelredo, Edgar, Alessandro, Matilde, Maria e Davide. Santa Margherita non risparmiò alcuno sforzo per educarli, rimanendo sempre vigile sulle cattive inclinazioni che emergono già in tenera età. Il suo cuore materno li rimproverava e li castigava con fermezza e saggezza, ma lo faceva con una bontà tale che si lasciavano plasmare da lei con piena fiducia. Grazie alle sue cure, diventarono affettuosi e pacifici. Fin dalla più tenera età, i più giovani rispettavano i loro fratelli maggiori, dando l'esempio di come dovrebbe essere il vero rapporto cristiano tra coloro che sono uniti dai legami della fede e del sangue.

Quando raggiunsero l'età adulta, la vita dei figli di Santa Margherita fu degna della grandezza dei loro genitori. Tre di loro - Edgar, Alessandro e Davide - divennero re di Scozia, e per duecento anni il paese fu governato dai figli, nipoti e pronipoti della Santa Regina. Etelredo divenne abate di Dunkeld; Matilde divenne regina d'Inghilterra per matrimonio con Enrico I; Maria sposò Eustachio, conte di Bologna e fratello di Goffredo di Buglione, il conquistatore di Gerusalemme nella Prima Crociata. Edmondo si fece monaco.

Il profondo amore di questa premurosa madre per i suoi figli si manifestò con grandiosa bellezza quando, nella primavera del 1093, fu colpita da una dolorosa malattia e, sentendo che la sua ora era arrivata, volle fare una Confessione generale.

Versando copiose lacrime, disse al suo confessore: "Addio, perché non rimarrò qui per molto tempo. [...] Due sono le cose che vi chiedo: la prima è che per tutto il tempo che vivrete, vi ricordiate della mia povera anima nelle vostre Messe e nelle vostre preghiere; la seconda, che vi prendiate cura dei miei figli e insegniate loro a temere e ad amare Dio. E quando vedrete uno di loro raggiungere l'apice della grandezza terrena, siate in modo speciale un padre e una guida per lui. Ammoniteli, e rimproverateli se necessario, nel caso essi si insuperbiscano con le glorie passeggere".6

Saggezza ed equilibrio, fino alla fine!


Per sei mesi Margherita fu convalescente e raramente si poté alzare dal letto. Ogni giorno i suoi dolori aumentavano, ma sopportava tutto con pazienza e preghiera. Non si lamentava e rimaneva sempre serena.

A quell'epoca re Malcolmo dovette partire per la guerra contro Guglielmo il Conquistatore, e perì nel combattimento, insieme a suo figlio primogenito, Edoardo. Si racconta che Margherita seppe, a distanza, quello che stava succedendo, perché quel pomeriggio era molto triste, senza alcuna ragione apparente, e ad un certo momento disse, sospirando: "Forse in questo giorno una grave calamità cadrà sul regno di Scozia, come non è accaduto in molti anni passati".Santa-Margarida-118x300.jpg

Quattro giorni dopo, suo figlio Edgar tornò dalla battaglia. Entrando nella stanza di sua madre, lei gli chiese: "Stanno bene il re e il mio Edoardo?" Edgar rispose: "Il vostro sposo e vostro figlio sono stati uccisi".

Alzando gli occhi al cielo, lei rispose: "Lode e benedizioni a Te, o Dio onnipotente, che hai trovato giusto farmi soffrire tanta amara angoscia nell'ora della mia dipartita, per purificarmi, in qualche misura, dalla corruzione dei miei peccati. E tu, Signore Gesù Cristo, che per volontà del Padre hai redento il mondo con la tua Morte, liberami!".8

Dicendo queste parole, rese la sua anima a Dio.

La vita di santa Margherita si presenta ai nostri occhi come un seguito ininterrotto di atti di virtù, ricompensati da Dio con la felicità e il successo. Tuttavia, dobbiamo chiederci: non avrà sofferto terribili prove d'animo, sconosciute a coloro che le stavano intorno? E non sarà stato questo olocausto interiore, l'incenso dal profumo dolcissimo, a farle ottenere la conversione e la santificazione del suo popolo?

Non lo sappiamo. Tuttavia, se Santa Margherita è passata attraverso i secoli come modello di madre e regina, specchio delle virtù di Maria Santissima, in qualche modo deve aver portato, nel profondo del suo cuore, la dura, nera e fredda Croce di Cristo.

Con il suo amore per il Divin Maestro, con il suo desiderio di imitarlo e di far sì che il Preziosissimo Sangue del Redentore  trasformasse i suoi sudditi, la virtuosa Regina di Scozia emana ancora oggi lo splendore proprio delle anime di eccezionale grandezza. Risplende nei cieli della Storia affermando l'esistenza di "un mondo dove le meraviglie sono possibili e lo straordinario e lo stupendo diventano realizzabili".9 (Rivista Araldi del Vangelo, Novembre/2019, n. 198, p. 30 a 33).

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