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Spiritualità

“Amate i vostri nemici”?

Pubblicato 2019/11/11
Autore : Amanda de Aviz Lentz

Se vedessimo una persona che amiamo tanto essere maltrattata, o addirittura diffamata e oltraggiata, agiremmo con indifferenza? O ci affretteremmo ad aiutarla, sostenerla e difenderla? Analizziamo il problema alla luce delle Sacre Scritture.

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Se vedessimo una persona che amiamo tanto essere maltrattata, o addirittura diffamata e oltraggiata, agiremmo con indifferenza? O ci affretteremmo ad aiutarla, sostenerla e difenderla? Analizziamo il problema alla luce delle Sacre Scritture.

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette” (Mt 18, 21-22).

Quanti insegnamenti ci ha lasciato Gesù riguardo alla bontà che dobbiamo avere nel trattare con coloro che ci fanno del male! Ma quando l’offesa non è fatta contro di noi, ma contro Dio e la sua Santa Chiesa, come dobbiamo procedere? A giudicare dal Vangelo stesso, in modo molto diverso…

Una visione deformata della virtù della misericordia

Narra San Giovanni Evangelista che, quando Nostro Signore trovò nel Tempio di Gerusalemme i mercanti di animali e i cambiavalute, “Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi” (Gv 2, 15). E, subito dopo, disse a coloro che vendevano le colombe: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato” (Gv 2, 16).Jesus expulsa os vendilhoes do Templo.jpg

Uno potrebbe pensare: “Ma perché Gesù ha agito in questo modo? 

Che fine ha fatto la virtù della misericordia?”.

Questo episodio non contraddice in alcun modo questa virtù che, come tante altre, è compresa in modo totalmente distorto ai nostri giorni.

Dio Si manifesta allo stesso tempo buono e severo. Egli accoglie il peccatore desideroso del suo pentimento – e in questo consiste la sua misericordia – ma questo atteggiamento non significa che sia indifferente al peccato, né che sia disposto ad accettare le infamie e gli abomini di chi ha commesso errori senza preoccuparsi di loro o esigere da lui correzione. No, Dio non agisce così!

Due esempi tratti dal Nuovo Testamento

Ricordiamo, ad esempio, le parole piene di fuoco di San Pietro quando, nella sua seconda lettera, descrive la “pronta rovina” che attireranno su di sé i “falsi maestri che introdurranno eresie perniciose” (2, 1): “Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di improperi. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all’opera e la loro rovina è in agguato. Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell’inferno, serbandoli per il giudizio; non risparmiò il mondo antico, tuttavia con altri sette salvò Noè, banditore di giustizia, mentre faceva piombare il diluvio su un mondo di empi; condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati […] Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio” (2, 2-7.9).

Ricordiamo ancora la giustizia proclamata da San Paolo contro coloro che si lasciano trascinare dalle passioni sfrenate, proprio come i pagani, perché “chi disprezza queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo Santo Spirito” (I Ts 4, 8).

Non c’è una terza posizione

E noi, come reagiamo quando Dio è offeso?

Se vedessimo una persona che amiamo tanto essere maltrattata, o addirittura diffamata e oltraggiata, agiremmo con indifferenza, come se questo atto non ci importasse? O ciaffretteremmo ad incontrarla per aiutarla, sostenerla e difenderla?

Ebbene, il nostro zelo deve essere straordinariamente più grande quando vediamo i malvagi descritti da San Pietro che agiscono per cercare di distruggere la Verità Incarnata con parole piene di astuzia. Se siamo indifferenti a questo, finiremo per essere conniventi con il male praticato, parteciperemo al peccato commesso da loro meritandoci la medesima punizione.

Quando l’attacco è contro Nostro Signore e la sua Chiesa, e non contro la nostra persona, non possiamo mai rimanere neutrali: o aderiamo alla causa di Cristo, disposti a fare tutto per il bene del suo Corpo Mistico, oppure, come Pilato, staremo permettendo, con il nostro atteggiamento passivo, una nuova crocifissione.

Tocca a ciascuno di noi scegliere tra queste due opzioni. Non c’è una terza posizione. Ogni attacco fatto alla Chiesa, ai suoi Santi, alle sue dottrine, ai suoi Comandamenti e alle sue istituzioni, offende in qualche modo il Corpo Mistico di Cristo e deve essere considerato, pertanto, come un tentativo di colpire Dio stesso.

“Perseguiteranno anche voi”

Non facciamoci, pertanto, alcuna illusione. Se anche il Figlio di Dio è stato perseguitato e calunniato dagli uomini, perché non dovremmo esserlo anche noi?

Non invano Egli disse ai suoi discepoli: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra” (Gv 15, 18-20).

Per preparare meglio i suoi discepoli contro l’odio dei loro nemici, il Divino Maestro ripete un po’ più avanti: “Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato.” (Gv 16, 2-4).

Non seguirò l’esempio dei malvagi!

Quale deve essere la reazione di un vero discepolo di Nostro Signore Gesù Cristo, vedendoLo così odiato e offeso ai nostri giorni? Inginocchiarsi davanti a un crocifisso e dire: “Mio Signore, non seguirò l’esempio che mi hai dato di offrire l’altra guancia a coloro che mi picchiano: perché non è che schiaffeggiano me, ma Te. Il tuo volto è già sfigurato, è giunto il momento di intervenire!”

Quando l’offeso è Dio, si deve ripetere il grido immortale del salmista: “Dio che fai giustizia, o Signore, Dio che fai giustizia: mostrati! Alzati, giudice della terra, rendi la ricompensa ai superbi. Fino a quando gli empi, Signore, fino a quando gli empi trionferanno? Sparleranno, diranno insolenze, si vanteranno tutti i malfattori?” (Sal 94, 1-4).

Facciamo nostre le infiammate parole di San Luigi Maria Grignion de Montfort nel predire i giorni futuri in cui i cattolici fedeli dovranno affrontare innumerevoli persecuzioni: “Alzati, Signore: perché sembri dormire? Alzati in tutto il tuo potere, in tutta la tua misericordia e giustizia”.1

Chiediamo a Dio che, facendo giustizia contro questa “gente perversa” (2 Pt 2, 7), apra quanto prima la via per la realizzazione del Regno del Cuore Immacolato di Maria promesso dalla Madonna a Fatima. (Rivista Araldi del Vangelo, Novembre/2019, n. 198, p. 34-35)

1 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Prière Embrasée, n.30. In: Œuvres Complètes. Paris: Du Seuil, 1966, p.687-688.

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