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Parola del Pastori

Intervista con il Cardinale Péter Erdö: Gioventù e devozione eucaristica

Pubblicato 2019/11/08
Autore : Don Ramon Ángel Pereira Veiga, EP

In un lungo colloquio dopo la Messa nella Basilica della Madonna del Rosario, il Cardinale Péter Erdö ci svela alcune indicazioni dei preparativi per il prossimo Congresso Eucaristico Internazionale e il ruolo della gioventù nella Chiesa dell'Ungheria

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In un lungo colloquio dopo la Messa nella Basilica della Madonna del Rosario, il Cardinale Péter Erdö ci svela alcune indicazioni dei preparativi per il prossimo Congresso Eucaristico Internazionale e il ruolo della gioventù nella Chiesa dell'UngheriaSantissimo Sacramento_Easy-Resize.com.jpg

Come vive l'Arcidiocesi Esztergom-Budapest la preparazione del 52° Congresso Eucaristico Internazionale?

Quando Sua Santità Papa Francesco ci ha affidato l'organizzazione di questo congresso, siamo rimasti molto sorpresi e grati. Nel 1938 abbiamo tenuto a Budapest un Congresso Eucaristico Internazionale che ha lasciato profondi ricordi e abbondanti frutti pastorali. Siamo fiduciosi che ora accadrà lo stesso.


Nella preparazione del congresso ci sono molti giovani. Esiste un'iniziativa speciale per accoglierli e incoraggiarne la partecipazione?

Abbiamo una scuola di Adorazione che invia missionari in tutto il paese per organizzare riunioni, naturalmente in comunione con i Vescovi locali. C'è anche la croce missionaria, contenente le reliquie dei Santi e Beati ungheresi, in particolare dei martiri del XX secolo. Il loro arrivo in una città fa sì che i giovani si riuniscano. 

Inoltre, abbiamo organizzato regolarmente concerti in grandi impianti sportivi, nei quali si include un momento di Adorazione Eucaristica. All'ultimo hanno partecipato circa 5.000 persone. Stiamo anche coordinando, attraverso Internet, un tipo di Adorazione Perpetua con quarantamila giovani di diversi paesi, che si sono impegnati a pregare per un'ora davanti al Santissimo in giorni determinati

Il prossimo incontro per la gioventù si terrà a novembre e gli Araldi sono già invitati. Vedo che siete una comunità molto giovane, il che è molto importante, e che avete l'abitudine di pregare davanti a Gesù Eucaristico. Io stesso ho assistito all'Adorazione Perpetua nella casa generalizia delle suore e anche in questa basilica.

Stiamo assistendo ad un cambiamento di mentalità, soprattutto nella gioventù, nel senso che ha una particolare devozione al Santissimo Sacramento.

Quali iniziative Vostra Eminenza consiglierebbe per avvicinare i giovani a Gesù Eucaristico?

La preparazione inizia, senza dubbio, già nella scuola elementa re, quando i bambini e le bambine si preparano per la Prima Comunione. 

Nelle scuole pubbliche, molti degli alunni iscritti alla lezione di religione non sono nemmeno battezzati, o non hanno ancora fatto la loro Prima Comunione.

In collaborazione con le parrocchie, si stanno preparando a riceverla durante la Messa di apertura del Congresso. Il numero di iscritti già supera i tremila, ma speriamo che ce ne siano molti di più.

Aiuteremo le famiglie delle zone rurali a portare i bambini a Budapest. Stiamo anche preparando camicette bianche per tutti i comunicanti, confezionate con grande gioia dalle persone con disabilità. Naturalmente saranno anche loro invitate alla Messa
di apertura, affinché possano vedere il risultato del loro lavoro.

Per quanto riguarda le scuole cattoliche, sono quasi settecento nel Paese e stanno già collaborando alla preparazione del congresso. Per esempio, stanno fornendo giovani volontari che ora collaborano nell'organizzazione e che aiuteranno
come interpreti di inglese e di altre lingue durante l'evento.

Come si sentono i giovani quando venerano la croce della missione?

Questa croce è stata benedetta da Papa Francesco alla fine del 2017, in modo molto cordiale. Ricordo che l'ha guardata con grande tenerezza e simpatia, perché l'esempio dei Santi di cui contiene le reliquie è molto vicino a noi, al nostro tempo. Ci sono tra loro sacerdoti martiri i cuiparenti sono ancora vivi.

La storia ungherese è ricca di azioni e atti di eroismo. In che modo questo passato influenza l'attuale Ungheria?

L'influenza del passato è qualcosa che va ben oltre la distanza tra i continenti. Sento, per esempio, suonare le campane a mezzogiorno in questa basilica. Questa usanza risale a Papa Callisto III, che ordinò preghiere in questo orario, innanzitutto, per coloro che difendevano il mondo cristiano e poi per rendere grazie per la vittoria. Oggi questa abitudine viene mantenuta come un invito per tutti i fedeli a pregare per la pace e a ringraziare il Signore per il fatto che esistiamo.

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Consideriamo la nostra storia come una serie di miracoli della Provvidenza, perché se la analizziamo secondo criteri umani, oggi l'Ungheria non dovrebbe esistere. Tuttavia, speriamo che, con la grazia di Dio, il nostro Paese non solo rimanga, ma sia
portatore di valori per il mondo attuale.

Si può dire che la gioventù ungherese sia particolarmente mariana?

Questo non può essere detto in generale, sebbene esistano gruppi e movimenti mariani. È chiaro che nelle scuole cattoliche si ha devozione alla Madonna e il Rosario viene distribuito tra i bambini affinché apprendano a pregarlo. Ci sono anche santuari
mariani molto frequentati, tra cui alcuni situati fuori dall'Ungheria, come quello di ?umuleu Ciuc in Romania o quello di Mariazell in Austria. I pellegrinaggi di giovani in questi luoghi stanno diventando sempre più popolari.

Qual è l'importanza della figura del venerabile József Mindszenty al giorno d'oggi?

A proposito del cardinale Mindszenty sta emergendo un'intera biblioteca di pubblicazioni, perché la sua persona interessa il popolo, gli storici e anche i produttori cinematografici. È una figura quasi misteriosa nella sua fedeltà, termine che potrebbe definire tutta la sua vita.

La fedeltà era anche uno dei valori principali per i cattolici durante il regime comunista. Certamente in quel momento, come sempre avviene nella Storia della Chiesa, si sentiva la necessità di una riforma, ma era strettamente unita ad un sentimento di fedeltà a Gesù Cristo, alla Chiesa e al Successore di San Pietro. In alcuni Paesi, i cattolici di rito orientale hanno sofferto molto a causa di questa fedeltà.

Vostra Eminenza avrebbe un messaggio per i lettori di questa Rivista?

Vorrei invitarli a pregare per il Congresso Eucaristico e a parteciparvi, perché se siamo uniti nella Fede è importante prendere coscienza di questo fatto e manifestare la nostra gioia per esso.

Inoltre, il Vangelo di Lazzaro e del ricco che oggi è stato proclamato ci invita ad avere orecchie e cuori aperti a ciò che il Signore dice tramite la Sacra Scrittura, all'ispirazione dello Spirito Santo e anche a ciò di cui parla il mondo che ci circonda. Dobbiamo ascoltare il grido dei poveri e dei bisognosi e aprire loro il nostro cuore sia sul piano della preghiera e della comunione nella Fede, sia su quello dell'aiuto concreto.

Questa testimonianza è un linguaggio che tutti comprendono. Ce ne dà un esempio la Santa più famosa del XX secolo, Santa Teresa di Calcutta, di cui non posso dimenticare i funerali. Vi hanno partecipato un milione di persone, molte delle quali
non cristiane, perché il suo messaggio era compreso anche da loro. 

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