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Santa Chiara si fa religiosa

Pubblicato 2019/09/16
Autore : Don René-François Rohrbacher

Conquistata dalla predicazione di Francesco, la giovane Chiara d’Assisi decide di consacrarsi a Dio, affrontando per questo l’odio del mondo e l’opposizione della famiglia. Così narra l’episodio uno dei più celebri storici della Chiesa.

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Conquistata dalla predicazione di Francesco, la giovane Chiara d’Assisi decide di consacrarsi a Dio, affrontando per questo l’odio del mondo e l’opposizione della famiglia. Così narra l’episodio uno dei più celebri storici della Chiesa.

Don René-François Rohrbacher

Chiara nacque ad Assisi nel 1194, da una nobile famiglia, probabilmente l’11 luglio, figlia di Favorino, degli Scifi, e di Ortolana, dei Fiume, originaria di Sterpeto. […]
Santa Chiara d Assisi.jpg

Santa Chiara d’Assisi - Basilica
di San Francesco, Assisi

Luminosa e illustre, crebbe nella casa di Assisi, circondata dalle comodità. Fin dall’infanzia fu caritatevole verso i poveri e dedita alla preghiera. Si racconta che, non avendo con che contare i Padre Nostro e le Ave Maria che pregava, e volendo sapere quanti ne avrebbe detto, si serviva di sassolini. Sotto i ricchi vestiti, portava il cilicio, un ruvido cilicio dai peli molto pungenti .

All’età di quindici anni, era alta e bella, raccolta e silenziosa, con bei capelli biondi.

“Rubare al mondo malvagio una così nobile preda”

I suoi genitori decisero un giorno di sposarla. Tra i molti pretendenti, uno, in particolare, era di gradimento di Favorino e di Ortolana. Ne parlarono con la figlia e rimasero molto sorpresi dalla ferma risposta negativa della bella giovane.

Chiara non voleva sentire parlare di matrimonio, e siccome sua madre la tormentava con domande che cercavano il motivo del rifiuto ostinato, sua figlia le rivelò che si era consacrata a Dio e che era fermamente disposta a non conoscere mai nessun uomo.

Avendo sentito parlare di Francesco, figlio di Pietro Bernardone, che si era convertito bruscamente nel 1208, e che ora conduceva la vita a imitazione di Gesù Cristo, Colui che non aveva nemmeno una pietra su cui poter appoggiare il capo, si era sentita colpita. […]

Francesco aveva già sentito parlare di Chiara e decise di “rubare al mondo malvagio una così nobile preda”, come dice la leggenda, per arricchire il Divino Maestro con la giovane donna. Così, egli cominciò ben presto a consigliarle, francamente, di disprezzare il mondo, quel mondo vano e transitorio, di resistere ai suoi genitori e di conservare il suo corpo come un tempio solo per Dio e di non avere altro sposo se non Nostro Signore Gesù Cristo.

San Francesco, da allora, divenne la guida, il padre spirituale di Santa Chiara, che, sentendosi molto sicura di sé, stava preparando il terreno per il grande giorno, il giorno in cui si sarebbe dedicata totalmente alle cose di Dio.

Lo stesso Francesco le tagliò i capelli

Il grande giorno stava arrivando. Il 18 marzo 1212, la Domenica delle Palme, si recò in chiesa la mattina con la madre, le sorelle e le donne che la accompagnavano abitualmente. E mentre le altre si affrettavano a ricevere i rami, Chiara, per modestia, rimase al suo posto. E il Vescovo, scendendo dall’altare, venne ad offrirle un ramo come un presagio della vittoria che stava per ottenere sul mondo.

La sera dopo, preparò la fuga, seguendo l’ordine di Francesco. Uscì di casa segretamente. Lasciò la città e prese il cammino di Santa Maria degli Angeli, dove i frati, che cantavano le Mattutine, la ricevettero alla luce di grandi fiaccole.

Davanti all’altare della Regina delle Vergini, Francesco le tagliò i capelli, i suoi “bellissimi capelli biondi”, e la rivestì con l’abito della penitenza. Poi Chiara, con commozione, pronunciò il voto di povertà e castità.

Tutto quello che aveva portato con sé ed era prezioso, lo distribuì ai poveri. E Francesco, anch’egli commosso, la portò immediatamente in un monastero di religiose di San Benedetto, a San Paolo d’Assisi, dove la lasciò. All’epoca, Chiara aveva diciotto anni.

Irriducibile resistenza di fronte a promesse e minacce

Il rifugio della figlia di Favorino fu presto scoperto. Essendo scappata di casa per una porta quasi sempre chiusa, chiamata porta della morte, perché da lì uscivano coloro che stavano morendo, Favorino la trovò presto, poiché un mucchio di legna da ardere, addossato alla porta, era stato completamente rimosso.

Scoperto dunque dove si trovava la figlia, il padre con alcuni parenti andò da lei, per riportarla a casa.

La Chiara che Favorino trovò era una Chiara assolutamente diversa da quella antica giovane obbediente che conosceva molto bene: risoluta e irriducibile ora, a nulla valsero a sottrarla da quella nuova vita che intendeva condurre, le promesse e le minacce. Usarono, allora, la violenza, ma Chiara, svincolandosi dalle mani del padre, corse presso l’altare della chiesa, e lì si tolse il velo che le copriva il capo, mostrandolo a tutti rasato, facendo capire che, per sempre, aveva dato un solenne addio al secolo.

Francesco, di fronte ai ripetuti tentativi di Favorino di recuperare sua figlia, decise di trasferirla in un altro convento, dove la giovane donna fosse più protetta. Fu così che Santa Chiara passò a Sant’Angelo di Panzo, anch’esso delle Benedettine.

Sua sorella Agnese si fa anche lei religiosa

La collera di Favorino, quando seppe che sedici giorni dopo la fuga di Chiara, anche Agnese fuggiva da lui per incontrare sua sorella, raggiunse il suo apice. Già fidanzata, con il giorno delle nozze stabilito, ecco che, pazza, aveva lasciato i genitori, la sua bella casa e le sue belle relazioni per vivere come sua sorella, lontana da tutto e da tutti.

Fremente, il padre implorò Monaldo, lo zio dei suoi figli, di trovare molti uomini armati e, a tutti i costi, di riportare Agnese a casa.

San Francesco d?Assisi taglia i capelli di Santa Chiara.jpg
San Francesco d'Assisi taglia i capelli di Santa Chiara - Monastero di
Santa Maria, La Rábida (Spagna)

Monaldo, con gli uomini che aveva raccolto, arrivò alle porte del convento, fingendo di venire in pace. Voleva solamente che le suore gli consegnassero la giovane che era fuggita dalla casa paterna e nient’altro. Tuttavia, in base alla risposta, avrebbero usato la forza.

Le suore di Sant’Angelo si trovarono, di fronte a quegli uomini armati, prese dalla più grande paura, e promisero di dare loro la ragazza Agnese senza indugio. Ma la figlia di Favorino resistette: stava lì, era venuta per rimanere, e non se ne sarebbe assolutamente andata.

Vinti dalla preghiera di Santa Chiara

Allora, all’improvviso, uno degli uomini, con un balzo, si impossessò di lei, furioso di fronte ai dinieghi della ragazza, e cominciò a colpirla, e a prenderla a calci brutalmente, trascinandola per i capelli. Non veniva via con le buone maniere? Sarebbe venuta con le cattive!

Agnese, trascinata per strada, continuava a gridare, chiamando la sorella in soccorso. Povera Chiara, così delicata! Cosa poteva fare? Quale forza poteva opporre alla forza bruta di quegli uomini? Solamente Dio, che può tutto, avrebbe soccorso la buona Agnese. E Chiara, nella sua semplice celletta, tutta nell’ardore della fede, mentre sua sorella, trascinata, con le vesti strappate, tutta scorticata, veniva condotta ad Assisi, implorò Dio di venire, benigno, in aiuto di due povere e fragili donne.

A questo punto i forti uomini vittoriosi sentirono che una strana forza non permetteva più a loro di trascinare la leggerissima figlia di Favorino. Pesante, come se fosse piombo, non riuscirono, per quanta forza impiegassero, a smuoverla neppure di un centimetro. Invano, i bruti la scossero, lo picchiarono, tentarono di sollevarla, di fare, insomma, qualsiasi cosa.

Lo zio Monaldo, furibondo, si avvicinò a sua nipote. La guardò, fucilandola con gli occhi, e, preso da una furia senza pari, alzò il braccio, il pugno ricoperto da un guanto di ferro, per colpirla.

Quando andò per colpire, con tutta forza, il volto della nipote, non ci riuscì. Lo zio Monaldo si era pietrificato tutto. Con il braccio alzato, il pugno minaccioso levato, era proprio, tutto quanto, una statua di furore misto a sorpresa. Cosa gli succedeva?

Basilica di Santa Chiara ad Assis.jpg
Nella Basilica di Santa Chiara ad Assisi sono venerati
i resti mortali della Santa (a sinistra) e il Crocifisso di San Damiano (a destra)

Dopo l’ardente preghiera, Chiara lasciò la cella e scese. Si avvicinò agli uomini, prese Agnese con sé, sotto la sua protezione, e suo zio, con i suoi, stupiti e sorpresi, le lasciarono in pace, andandosene ad Assisi.

Da quel giorno, Favorino e la sua famiglia non si immischiarono più nella vita delle due ragazze, permettendo loro di vivere la vita che tanto desideravano vivere. […]

Principesse che hanno trovato la loro gloria nella povertà

Da Sant’Angelo, Chiara si trasferì a San Damiano, la prima chiesa che San Francesco aveva restaurato. Fu lì che la vita di lavoro e di preghiera, di povertà e di gioia fiorì veramente. La fama di San Damiano si diffuse in tutto il mondo. E Santa Chiara ebbe la consolazione di vedere sua madre e molte altre donne della città abbracciate alle austerità della penitenza.

La comunità arrivò a contare ben presto sedici donne, tre delle quali appartenenti all’illustre famiglia Ubaldini di Firenze. Principesse, veramente, trovarono lì a San Damiano, più gloria nella povertà di Chiara che nel possesso dei beni, dei piaceri e degli onori di questo mondo. Tratto da: “Vida dos Santos”. São Paulo: Editora das Américas, 1959, vol.XIV, p.346-352 – Titolo e sottotitoli: Araldi del Vangelo (Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2019, n. 195, p. 37 a 39).

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