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Vergine Maria

Le gioie della Madonna nell’Assunzione

Pubblicato 2019/09/03
Autore : Plinio Corrêa de Oliveira

Non solo dobbiamo rallegrarci delle cose buone che accadono nella nostra vita, ma anche pensare alle straordinarie gioie dell’Assunzione, dopo la quale Maria Santissima è stata incoronata Regina del Cielo e della Terra.

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Non solo dobbiamo rallegrarci delle cose buone che accadono nella nostra vita, ma anche pensare alle straordinarie gioie dell’Assunzione, dopo la quale Maria Santissima è stata incoronata Regina del Cielo e della Terra.

Plinio Corrêa de Oliveira

Nel giorno dell’Assunzione, la Madonna era nella pienezza della sua santità. La Sua anima purissima, che durante tutta la sua esistenza terrena non aveva smesso un istante di progredire nella vita spirituale, era arrivata a un punto tale che possedeva la perfezione perfettissima, la bellezza bellissima, la virtù virtuosissima.

Ella si trovava nell’apogeo degli apogei; il suo amore a Dio mai era stato più grande di quello in quel momento.

Amore entusiastico di tutti gli Angeli

Possiamo immaginare lo stato d’animo di chi sapeva di essere sul punto di godere della visione beatifica, condotta da un corteo infinito di Angeli, dai quali riceveva i più grandi omaggi possibili, come mai nessuna regina del mondo aveva o avrebbe ricevuto.Coroaçao de Maria.jpg

Inoltre, la Santissima Vergine era capace di comprendere la natura, luce primordiale e grazia di ogni Angelo, l’amore che essi avevano verso Dio e l’amore dell’Altissimo per ciascuno. Possedeva anche una conoscenza perfetta della venerazione e del culto di iperdulia prestati dai milioni e milioni di Angeli che a Lei si dirigevano, acclamandoLa con il più grande rispetto e amore, e sentiva una gioia completa ascoltando queste lodi, consapevole di meritarle per il fatto di essere la Madre di Nostro Signore Gesù Cristo e Suo specchio fedelissimo.

Che cosa sarà stato per una semplice creatura umana, come era la Madonna, vedersi oggetto dell’amore entusiastico degli spiriti celesti, felici di ricevere in Cielo la loro Regina?

Incoronata come Regina del Cielo e della terra

Dopo che Ella ebbe percorso tutti questi angeli con il suo pensiero e il suo sguardo e dopo che ebbe incontrato le anime sante che erano già salite in Cielo dopo la Morte di Nostro Signore Gesù Cristo, dopo aver incontrato il suo sposo San Giuseppe e scambiato con lui un saluto pieno di rispetto e affetto di cui non abbiamo neppure idea, l’Assunzione era giunta al suo termine. Era giunta l’ora dell’azione.

Ella sarebbe stata riconosciuta dalla Santissima Trinità come Regina degli Angeli e dei Santi, del Cielo e della terra, e questo motivò una festa in Cielo. Non lo dico come iperbole, perché credo che ci sia stata lì una vera festa, sebbene in termini e modi che non possiamo immaginare.

L’incoronazione segnò l’auge totale e piena della sua gioia, ora ormai senz’ombra, senza macchia, senza incertezza, senza preoccupazione, senza la minima nube. Era stata riconosciuta come Regina perché era Madre di Nostro Signore Gesù Cristo, Figlia del Padre Eterno e Sposa del Divino Spirito Santo.

Cosa significò per la Madonna il primo istante della visione beatifica – istante eterno, perché il Cielo è eterno –, la prima gioia della visione diretta di Dio? Ebbene, l’Assunzione era la via da percorrere per arrivare fin là e Maria Santissima lo sapeva e lo desiderava ardentemente. Avendo questo in mente, è possibile misurare gli oceani – direi, le infinità – di gioie che inondarono la sua anima santissima quel giorno.

I nostri dolori saranno trasformati in gioie

Possiamo trarre vantaggio da queste considerazioni e trovare in esse un’applicazione per la nostra vita spirituale? Naturalmente si può.

Anche noi siamo chiamati a salire in Cielo. Subito dopo la morte, le nostre anime saranno giudicate, presentate alla Madonna e, grazie alla Sua misericordia, a un certo punto godremo della visione beatifica.

Essendo nelle delizie del Cielo, godremo della familiarità con gli Angeli, con i Santi. Ci incontreremo nuovamente gli uni con gli altri, e una delle maggiori fonti di gioia che avremo sarà quella di ricordare i dolori di questa terra e tutto quello che abbiamo passato qui.

Quando troveremo qualcuno con cui abbiamo avuto a che fare, diremo:

— Oh, mio caro, si ricorda di quel disaccordo tra noi? Delle noie che le ho dato? Guardi, a causa di ciò ho passato nel Purgatorio tanto tempo…

L’altro risponderà:

— Anch’io le ho dato noia, ma la Madonna ci ha perdonato e per questo si è stabilito tra noi un vincolo di amicizia ancora più grande. Si ricorda dei favori che Lei ci ha concesso? E di Tal dei tali e di quegli altri tizi, che erano così nostri amici?

— Sì, dove saranno? – chiederà il primo.

— Guardi, sono là – risponderà l’altro.

Non ho la minima difficoltà ad ammettere che ci saranno feste nel Paradiso Celeste, in cui noi tutti insieme loderemo in modo speciale la Santissima Vergine. I dolori che soffriamo nel momento presente si trasformeranno in gioie sovrabbondanti, in soddisfazioni insondabili che ci sommergeranno per tutta l’eternità. 

Eternità perpetuamente nuova, animata, entusiasmante

Miei cari, la nostra vita può durare trent’anni, cinquant’anni, ma passa. Essa rappresenta meno di un minuto quando ci collochiamo nella prospettiva dell’eternià. Soffriamo ora; poi, però, quante gioie avremo! E una delle più grandi sarà guardare la Madonna.

C’è una storia medievale, molto conosciuta, che si riferisce a un uomo che pregò molto di vederLa. La Madre di Dio gli apparve e lui rimase estasiato. Ma, quando Ella Si ritirò, era cieco di un occhio. Allora un Angelo gli chiese se voleva vederLa nuovamente, a condizione di perdere la vista anche nell’altro occhio. Egli ci pensò su un poco e rispose: “Lo voglio! Vale la pena restare cieco per vedere un’altra volta la Madonna. Ogni oscurità è accettabile, purché, per un istante, io possa posare gli occhi su quella luce!”

La Santissima Vergine venne di nuovo. Lui La contemplò a lungo e, quando la celeste visitatrice se ne andò, era completamente guarito! Se è così magnifico vedere la Madonna, immaginate che cosa significa contemplare Nostro Signore Gesù Cristo! E, poi, l’essenza di Dio nella visione beatifica… Tutto questo eternamente, nei secoli dei secoli!

E ora chiedo: a paragone di questa eternità fissa, immobile, ma perennemente nuova, libera, estremamente interessante, curiosa di vedere, animata, eccitante, che cos’è questa vita passeggera? Non è assolutamente niente, è una schifezza. Di fronte ad essa abbiamo l’impressione che la vita presente sia, più che una realtà, un incubo.

Quanto più soffriamo, tanto più dobbiamo ricordarci della gloria.

Pensare, dunque, che nell’eternità avremo gioie simili a quelle della Madonna, e che la nostra andata in Cielo in qualcosa assomiglierà alla Sua Assunzione al Paradiso Celeste è, a mio avviso, la migliore delle meditazioni. La Madonna è raffigurata con il suo Cuore circondato da rose bianche, per ricordarci la sua purezza, e trafitto da sette gladi. Evidentemente sono gladi spirituali, che simboleggiano la sua anima ferita dalla spada di dolore preannunciato dal profeta Simeone.

Vorrei essere un pittore per rappresentare Maria Santissima che sale in Cielo, con il Cuore in bella vista, mentre da questi sette gladi esce la luce più intensa che si possa immaginare. Perché il Suo grande giubilo proveniva dai tormenti sofferti, dalle lotte che aveva accettato...

Questa sarà anche la nostra gioia. Quanto più soffriamo su questa terra, tanto più dobbiamo ricordarci della gloria che avremo salendo al Cielo, e della felicità che godremo nei secoli dei secoli.

Nella Litania di Tutti i Santi, c’è una giaculatoria che mi ha sempre impressionato molto: “Signore, degnati di elevare le nostre anime al desiderio di cose celesti. E’ facendo meditazioni di questo genere che percepiamo la grandezza delle “cose celesti”, e questo ci dà gioia e completa consolazione per sopportare le cose della terra. (Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2019, n.195;  pp. 24 a 26).

Tratto, con adattamenti, dalla rivista “Dr. Plinio”. São Paulo. Anno XVII. N.197 (Agosto 2014); p.18-23

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