Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Istituzionale » Il Fondatore »
Il Fondatore

Uniti nello stesso padre

Pubblicato 2019/08/21
Autore : Araldi del Vangelo

Se gli Araldi del Vangelo si espandono con forza nell’orbe, è perché si sentono figli spirituali di uno stesso buonissimo padre. Per conoscere meglio questa istituzione, ripercorriamo la vita del suo fondatore e comprendiamo gli obiettivi ...

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Se gli Araldi del Vangelo si espandono con forza nell’orbe, è perché si sentono figli spirituali di uno stesso buonissimo padre. Per conoscere meglio questa istituzione, ripercorriamo la vita del suo fondatore e comprendiamo gli obiettivi che lo hanno portato a fondarla.

Fra Felipe Eugenio Lecaros Concha, EP

Per gli Araldi del Vangelo, il mese di agosto si contraddistingue sempre con una nota di particolare gioia, perché in esso commemoriamo il compleanno di Mons. João Scognamiglio Clá Dias, il nostro fondatore. Questa circostanza ci dà l’opportunità di esprimergli, più che in altri momenti, la nostra gratitudine per la sua instancabile generosità nel fare il bene alle anime.
Mons João no dia de sua.jpg
Mons. João nel giorno della
sua Prima Comunione

Nei settantotto paesi in cui gli Araldi del Vangelo operano, il nostro fondatore ha conquistato il cuore di innumerevoli persone. Assetate di sostegno e di guida in mezzo al mare tempestoso di questo mondo, trovano in Mons. João e nella sua opera la forza necessaria per percorrere con coraggio la via della virtù. E, com’è naturale, l’interesse a conoscere la sua vita, condividere le sue aspi razioni, comprendere la sua persona e la sua missione cresce ovunque.

Chi si sofferma a considerare la figura di Mons. João trova in essa un contrasto misterioso. Senza smettere di essere un buonissimo padre, sempre disposto ad aiutare i suoi figli e figlie, si presenta ai nostri occhi come un uomo grandioso e di dimensioni profetiche. Tutto ciò che ha fatto finora al servizio della Chie sa sembra essere appena un preannuncio di ciò che deve ancora venire.

Per svelare qualcosa di questo mistero paradossale, niente di meglio che conoscere, seppur brevemente, la biografia del fondatore degli Araldi del Vangelo, il suo profondo vincolo con Plinio Corrêa de Oliveira, lo sbocciare della sua opera, il lavoro apostolico da lui realizzato in una delle epoche più tragiche e travagliate della Storia.

Questo è ciò che cercheremo in qualche modo di fare in queste pagine della rivista Araldi del Vangelo, offrendo una rassegna della vita di Mons. João e della nova militia da lui fondata.

Un bambino contemplativo

Mons. João è nato a San Paolo, il 15 agosto 1939, Solennità dell’Assunzione di Maria Santissima in Cielo, invocazione per la quale ha sempre nutrito una speciale devozione. Figlio di Antonio Clá Dias, spagnolo, e Annitta Scognamiglio, italiana, ha ricevuto il Battesimo il 15 giugno dell’anno successivo nella Chiesa di San Giuseppe, nel quartiere Ipiranga, vicina alla sua abitazione.

Fin dalla più tenera infanzia, fu beneficiato dalla Provvidenza con il dono della contemplazione e una grande facilità di percepire l’azione del Divino Artefice attraverso le creature. Così, in certe notti in cui soffriva d’insonnia, era solito sedersi sul davanzale della sua stanza per ammirare a lungo le stelle. Quel meraviglioso insieme di luccichii gli causava una viva impressione e lo invitava a pensare all’ordine che Dio aveva posto nell’universo.

All’età di cinque anni, entrando nell’allora Cappella della Madonna Addolorata, appartenente ai padri serviti e situata nel quartiere Ipiranga, si imbatté per la prima volta nel Santissimo Sacramento esposto. Essendo entrato nel tempio proprio nel momento in cui il sacerdote si appresta va a dare la benedizione, si sentì inspiegabilmente attratto da quell’Ostia bianca, sul cui mistero non era ancora stato istruito, così come dall’atmosfera di sacralità e raccoglimento.

Subito concluse che era alla presenza di Dio! La sensazione di straordinaria grandezza e maestà, ma allo stesso tempo l’effetto dell’infinita bontà di Gesù, costituirono per lui un invito ad essere buono e il punto di partenza di una devozione eucaristica che, con il passare degli anni, sarebbe solo aumentata e sublimata.

Monsenhor Joao Cla Dias - Dr Plinio.jpg
Mons. João negli anni Ottanta mentre
accompagna il Dott. Plinio durante un
soggiorno ad Amparo (Brasile)

Durante i suoi studi, Mons. João si è sempre distinto come primo allievo della classe, dimostrando una particolare attitudine per la matematica e le arti. Tuttavia, sono state le lezioni di Religione ad attirarlo di più, perché servivano da alimento per la sua fede giovanile.

“Dev’esserci al mondo un uomo completamente buono!”

Il Sacramento della Confermazione, ricevuto il 26 gennaio 1948, e la Prima Comunione, realizzata il 31 ottobre dello stesso anno, hanno ulteriormente dilatato la sua passione per tutto ciò che riguardava la Fede Cattolica e la vita soprannaturale.

All’inizio dell’adolescenza, in contrasto con il declino morale e la volgarità che già allora regnavano nella società, si rammaricava che non ci fosse nessuno che li combattesse con il dovuto vigore. Nel suo cuore di bambino, desiderava ardentemente trasporre la bella armonia siderale contemplata nell’infanzia alla relazione sociale tra i suoi compagni, accresciuta di una nota religiosa. Era il soffio dello Spirito Santo a entusiasmarlo nel senso di servire e proteggere i suoi coetanei.

Sotto l’influsso di questa grazia si è risvegliata la sua inclinazione per la Medicina, la Psicologia e le Arti, così come il sogno di fondare un’associazione di giovani al fine di avvicinarli a Dio e introdurli nelle vie della perfezione, evitando così che si perdessero.

Si sentiva afflitto nel constatare quante persone si lasciavano schiavizzare dall’egoismo e agivano solo per i loro propri interessi. Nel frattempo, una certezza che veniva dalla fede diceva nel suo intimo: “Deve esserci al mondo un uomo completamente buono e disinteressato! Lui è sulla mia strada e un giorno dovrò incontrarlo”. 

Per questo, di sera si inginocchiava ai piedi del letto e, con le lacrime agli occhi, pregava trenta Ave Maria o più, chiedendo di conoscere al più presto quest’uomo, la cui silhouette, per un singolare favore del cielo, già intravedeva.

Incontro con colui che tanto cercava

Fu allora che, il 7 luglio 1956, primo giorno della novena alla Madonna del Carmelo, Mons. João conobbe Plinio Corrêa de Oliveira, l’uomo “veramente cattolico, apostolico e romano” – come dice il suo epitaffio – che segnò il XX secolo da cima a fondo con lo splendore della sua fede e la sua impavida militanza a favore della Santa Chiesa. L’incontro con colui che cercava lo riempì di gioia! All’epoca, aveva sedici anni.
Da Lucilia.jpg
Donna Lucilia Ribeiro dos Santos
Corrêa de Oliveira, fotografata da
Mons. João Scognamiglio Clá Dias

Il Dott. Plinio, come veniva chiamato dai suoi conoscenti, aveva concepito fin da bambino la costituzione di un Ordine Religioso di Cavalleria, destinato ad agire presso la società per riformarla. Nel 1928, essendo già congregato mariano, entrò a far parte del Movimento Cattolico e ne divenne uno dei leader più autorevoli. Lì riunì un gruppo di discepoli, ma non c’era nessuno tra loro che condividesse pienamente i suoi ideali, la sua visione della Storia e il suo modo di pensare e di agire.

Dal momento in cui Mons. João l’ha conosciuto, la sua mentalità si è fusa con quella del suo maestro. La logica delle esposizioni del Dott. Plinio, la chiarezza del suo pensiero e il profumo travolgente della sua virtù hanno fatto sì che egli prendesse la decisione di abbandonare tutto per servire Dio nella persona di quell’uomo. Insieme a lui, avrebbe trascorso quarant’anni, impregnandosi della sua elevazione di spirito, delicato tratto con il soprannaturale e nobiltà d’animo in quintessenza. Lo zelo del Dott. Plinio per la Chiesa e la società veniva contraddistinto da una veemente venerazione verso ogni e qualsiasi superiorità posta dal Creatore tra gli uomini, in particolare se si considera la figura del Santo Padre.

Anni dopo, il Dott. Plinio avrebbe scritto a Mons. João: “Si ricorda di quella supplica cantata nella Congregazione Mariana: ‘Da pacem, Domine, in diebus nostris, quia non est allius qui pugnat pro nobis nisi tu, Deus noster – Da’ pace, o Signore, ai nostri giorni, perché non c’è nessuno che lotti per noi se non Tu, Dio nostro’? Quante e quante volte ho pregato chiedendo alla Madonna di darmi pace nei miei giorni, perché non c’era nessuno a lottare per me, tranne Deus noster, ossia, Lei stessa. Più tardi Lei mi ha dato un João, grande combattente per me!”

Ha anche segnato profondamente la vita del discepolo, la buonissima madre del Dott. Plinio, Donna Lucilia Ribeiro dos Santos Corrêa de Oliveira. Lei è stata per Mons. João, secondo la sua stessa espressione, “l’angelo custode” che lo ha aiutato a comprendere l’infinita misericordia del Sacro Cuore di Gesù. A sua volta, lui ha svolto presso Donna Lucilia un autentico ruolo di figlio durante i mesi che hanno preceduto la sua morte, nell’aprile 1968.

Orientatore e formatore di migliaia di giovani

Seguendo l’esempio del Dott. Plinio, negli anni successivi Mons. João è entrato a far parte delle Congregazioni Mariane, è diventato membro del Terzo Ordine del Carmelo e si è consacrato come schiavo d’amore alla Santissima Vergine, secondo il metodo di San Luigi Maria Grignion de Montfort.

Nel 1958 è stato chiamato a prestare servizio militare nella appena creata 7ª Compagnia di Guardia del 25° Battaglione di Fanteria di San Paolo, dove si è distinto per la disciplina, voce di comando e spirito militare, qualità che gli sono valse la medaglia Maresciallo Hermes da Fonseca.

Negli anni successivi, Mons. João ha perfezionato le sue conoscenze musicali con il maestro Miguel Arqueróns, direttore del Coro Paulista del Teatro Municipale di San Paolo. Si rafforzava così un’altra base del suo futuro apostolato, nitidamente segnato dal carattere musicale e militare.

A partire dal 1975, Mons. João è divenuto l’orientatore e formatore delle migliaia di giovani che accorrevano da varie nazioni per conoscere il Dott. Plinio. Alcuni li ha strappati dalle grinfie del demonio con saggi consigli, altri li ha incoraggiati alla ricerca della perfezione, tutti li ha aiutati e fortificati nella fede, in un atteggiamento di vera “sollecitudine per tutte le chiese” (II Cor 11, 28). Ha inaugurato allo stesso tempo nuovi metodi di apostolato, che avvicinavano l’opera del Dott. Plinio ai giovani di tutte le classi sociali e facevano aumentare il numero di coloro che partecipavano alle sue attività. Molti di questi giovani hanno iniziato a vivere in case di formazione, nelle quali la vita di preghiera, lo studio e il cerimoniale religioso si alleavano allo spirito missionario. Si trattava di autentiche comunità religiose in stato embrionale, segnate da un’intensa nota di disciplina, ereditata dal suo periodo di servizio militare.

In lui il Dott. Plinio continua ad essere vivo

Mons. João è stato per il Dott. Plinio un discepolo perfetto. Avendo pienamente assunto lo spirito del suo maestro e partecipando in alto grado al dono di sapienza che lo contraddistingueva, ha svolto i compiti più importanti e delicati nell’opera da lui avviata.  

L’audacia, la fedeltà e la dedizione con cui li eseguiva, hanno portato il Dott. Plinio a qualificarlo come “ausiliario d’oro”, “strumento benedetto” e, ormai alla fine della sua esistenza, “bastone della mia vecchiaia”. Una volta gli ha scritto: “Giustizia vuole che io dica: nessuno mi ha dato tante e così grandi gioie come lei”. Più che un seguace o un figlio spirituale, il Dott. Plinio considerava Mons. João come suo “alter ego – altro io”.

Quando, il 3 ottobre 1995, Plinio Corrêa de Oliveira è venuto a mancare, Mons. João si è sentito sostenuto da una speciale grazia di gioia. Avendolo amato così tanto nella vita, si sarebbe potuto pensare che una tristezza mortale si sarebbe impossessata di lui vedendolo spirare. Ma la Provvidenza non ha permesso che così fosse. Un’idea lo confortava: il Dott. Plinio era un profeta di tale grandezza che, anche dopo la sua morte, avrebbe continuato in qualche modo a vivere.

A partire da quel momento, egli ha percepito in se stesso un’azione sempre più intensa dello spirito del Dott. Plinio. Lo sentiva operante nel suo intimo, cosa difficile da esprimere con le parole. Tale era stato il connubio tra i due durante la sua esistenza terrena che, quando era ormai nell’eternità, per un vero fenomeno mistico, si accentuava la sua presenza nell’intimità più profonda del cuore di quel figlio.

Nascono gli Araldi del Vangelo

Molti pensavano che dopo la scomparsa del Dott. Plinio anche la sua opera sarebbe morta, ma, paradossalmente, questa cominciò a crescere e ad assumere una fisionomia in completa armonia con il cuore del maestro, anche se molto diversa nel suo aspetto esteriore rispetto a quella che era stata fino a quel momento.Monsenhor Joao Cla.jpg

A causa delle circostanze in cui era sorta e della mentalità di alcuni dei suoi membri, era stata costituita come entità civile, anche se con ispirazione e ideologia marcatamente cattoliche. Tuttavia, il Dott. Plinio sempre desiderò che l’istituzione da lui fondata si integrasse in modo ufficiale alla Chiesa e cercò diverse formule per questo.

Come tante volte era già accaduto, fu Mons. João a realizzare gli aneliti del Dott. Plinio. Dopo la sua morte, nella sua opera si è prodotto un cambiamento radicale: sono nati gli Araldi del Vangelo. Il 22 febbraio 2001, Papa Giovanni Paolo II ha concesso loro l’approvazione pontificia come Associazione Internazionale Privata di Fedeli, conferendo loro la missione di essere “messaggeri del Vangelo per l’intercessione del Cuore Immacolato di Maria”.

Sotto la benedizione della Cattedra di Pietro, l’azione evangelizzatrice di Mons. João e dei discepoli del Dott. Plinio che lo hanno seguito, si è fatta più ampia e feconda, espandendosi in decine di nazioni. Tre pilastri sostenevano la sua spiritualità: la devozione alla Sacra Eucaristia, a Maria Santissima e al Papato. Una frase del Vangelo ha definito il loro carisma: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5, 48).

Si sono intensificate allora le Missioni Mariane nelle parrocchie, si è rafforzato l’Apostolato dell’Icona Maria, Regina dei Cuori, gruppi sempre più grandi si sono preparati alla consacrazione alla Madonna secondo il metodo di San Luigi Maria Grignion de Montfort. E a questo si sono sommate molte altre iniziative evangelizzatrici, come la trasmissione di programmi televisivi via Internet, l’organizzazione di ritiri, la diffusione della dottrina e della cultura della Chiesa attraverso libri e riviste.

Comunità maschili e femminili

Come frutto dell’apostolato di Mons. João, è fiorito anche un numeroso gruppo di ragazze desiderose di consegnarsi a Dio secondo il carisma degli Araldi del Vangelo, e molte di loro hanno iniziato a condurre una vita comunitaria ancora negli anni Novanta. Il 25 dicembre 2005 la vita fraterna di queste giovani consacrate ha assunto una forma canonica con la fondazione diocesana della Società di Vita Apostolica Regina Virginum. Qualche anno dopo, il 26 aprile 2009, essa avrebbe ricevuto l’approvazione pontificia di papa Benedetto XVI.

Le comunità del ramo maschile e femminile sono regolate da una vita di intensa spiritualità, che comprende la partecipazione quotidiana all’Eucaristia, la frequente Adorazione del Santissimo Sacramento – in alcune case l’adorazione perpetua si mantiene da anni – e la recita congiunta del Rosario e della Liturgia delle Ore.

L’abito che portano simboleggia la vocazione alla quale questi giovani sono stati chiamati: scapolare marrone, di ispirazione carmelitana, con una grande croce bianca, rossa e dorata, colori che significano la purezza immacolata, la disposizione a tutti i sacrifici richiesti nel servizio della Chiesa e la nobiltà dell’ideale. La catena intorno alla vita attesta la loro schiavitù d’amore alla Santissima Vergine, e il rosario, pendente sul lato destro, è l’arma efficace nella lotta al mondo, al demonio e alla carne.

Sotto l’orientazione e lo stimolo di Mons. João, sono sorti anche i cooperatori degli Araldi del Vangelo, persone che, senza trascurare i pro pri obblighi familiari e professionali, si dedicano alla diffusione della devozione a Maria, a portare conforto ai malati e carcerati, alla catechesi e animazione liturgica nelle parrocchie e ad altre opere di apostolato.

Trattamento familiare con grandi figure del tomismo

La formazione spirituale, intellettuale e dottrinale dei suoi seguaci è sempre stata una delle principali preoccupazioni di Mons. João, e lui stesso ha voluto servire da esempio in questa materia.1

Tuttavia, più che studi accademici, la vasta formazione teologica di Mons. João è conseguenza del suo rapporto assiduo con i grandi tomisti del XX secolo. Tra i professori cattedratici dell’Università di Salamanca in Spagna, o dell’Angelicum, a Roma, che lo hanno onorato con la loro amicizia, possiamo citare Padre Victorino Rodríguez y Rodríguez, Padre Antonio Royo Marín, Padre Armando Bandera e Padre Raimondo Spiazzi, oltre ai canonisti, anch’essi domenicani, Padre Fernando Castaño, Padre Esteban Gómez e Padre Arturo Alonso Lobo.

Fu conversando a lungo con questi dotti discepoli di San Tommaso e meditando su tutte le questioni alla luce della saggezza di Plinio Corrêa de Oliveira che Mons. João ha costruito nel suo spirito la monumentale cornice teologica di cui danno prova i sette volumi dei suoi commenti al Vangelo, pubblicati dalla Libreria Editrice Vaticana tra il 2012 e il 2014, in italiano, portoghese, spagnolo e inglese.

Questa stessa ricchezza e profondità dottrinale, congiuntamente al desiderio di fare il bene alle anime, si può trovare in tutte le sue altre opere.2

Come diventare un tutt’uno con Gesù Eucaristico?

Nella vita di Mons. João non sono mancate sofferenze terribili, affrontate da lui con rassegnazione e gagliardia, ricordando sempre che il discepolo non è più grande del maestro: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9, 23).

Lo hanno colpito gravi infermità fisiche, che quasi lo hanno condotto alla soglia della morte. Ha sopportato anche innumerevoli contrarietà di ordine morale e spirituale, motivate principalmente dalle incomprensioni di alcuni a lui più vicini e persecuzioni promosse da persone alle quali voleva fare il bene. Ma in tutte queste avversità egli ha potuto dire con il salmista: “Da ogni timore mi ha liberato il Signore” (Sal 33, 5).

Ognuna di queste tribolazioni ha avuto l’effetto di intensificare nella sua anima l’amore per Gesù Eucaristico che era spuntato all’alba della sua esistenza. Un’attrazione misteriosa, di cui era stata una prefigurazione l’episodio dell’infanzia, lo spingeva verso il Santissimo Sacramento dell’Altare. Vicino a Lui, si sentiva compreso, accarezzato, in qualche modo angelizzato e disposto a tutti gli olocausti.

Come diventare un tutt’uno con Gesù? Come essere un altro Lui, conoscendoLo e amandoLo con più fervore, e servire così la Santa Chiesa e la società con perfezione? Questa è la domanda che si poneva agli albori del nuovo millennio.

Sorge il ramo sacerdotale

Avendo, come laico consacrato, mantenuto sempre la castità perfetta, sbocciò nel suo animo il desiderio, irresistibile e chiaro come il sole, di percorrere le vie sacerdotali, sublimando la sua totale dedizione al Signore. “Voglio unirmi di più a Gesù, voglio essere un Suo veicolo per assolvere quanti incontro che sono in cerca del perdono divino, voglio essere consumato come un’ostia al Suo servizio a beneficio dei miei fratelli e sorelle”, scriveva in una lettera redatta pochi mesi prima della sua ordinazione sacerdotale.

ramo sacerdotal.jpg

Il 15 giugno 2005, Mons. João era ordinato sacerdote nella Basilica della Madonna del Carmine, a San Pao lo, insieme ad altri quattordici membri degli Araldi del Vangelo. Nasceva nella sua opera un ramo sacerdotale, che avrebbe assunto una forma canonica nella Società Clericale di Vita Apostolica Virgo Flos Carmeli. Approvata da Sua Santità Benedetto XVI il 21 aprile 2009, oggi conta oltre duecento chierici, tutti quanti formati nei seminari dell’istituzione.

Con il ramo sacerdotale, si è ampliata la gamma delle attività evangelizzatrici. Condividendo lo zelo instancabile del loro fondatore, i sacerdoti araldi si sono lanciati alla conquista delle anime in tutto il mondo.

La bellezza dei gesti durante la celebrazione, l’ortodossia della dottrina e, soprattutto, la pratica illibata della virtù della purezza sono punti nei quali si avverte maggiormente qualcosa dello spirito di Mons. João, di cui cercano con tutta la forza di imitare la rettitudine e la disciplina. Un nuovo tipo umano, paterno e dedito all’esercizio del ministero, e allo stesso tempo solenne ed elevato nelle cerimonie liturgiche, si incorpora alle ricchezze millenarie della Santa Chiesa.

Una nuova cavalleria nasce nella Chiesa

Nel 2008, soltanto tre anni dopo la sua ordinazione, Mons. João è stato nominato da Benedetto XVI Canonico Onorario della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, a Roma, e Protonotario Apostolico. Con questo gesto, il successore di San Giovanni Paolo II riconosceva il “dinamico fiorire degli Araldi del Vangelo”3 e vincolava il suo fondatore alla prima chiesa dell’Occidente dedicata a Maria Santissima.

Colui che, seguendo le orme del Dott. Plinio, aveva consacrato la sua esistenza al servizio della Madonna si vedeva così ricompensato da Lei.

Il 15 agosto 2009, in occasione del suo 70° compleanno, lo stesso Papa Benedetto XVI ha conferito a Mons. João, per mano dell’Eminentissimo Cardinale Franc Rodé, allora Prefetto della Congregazione per gli Istitutidi Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, la medaglia Pro Ecclesia et Pontifice, una delle più alte onorificenze conferite dal Papa a chi si distingue per la sua opera a favore della Santa Chiesa e del Romano Pontefice.
Mons Joao e Cardeal Rode.jpg
Momenti della cerimonia di consegna della medaglia "Pro
Ecclesia et Pontifice", presieduta dal Cardinale Franc Rodé -
Basilica della Madonna del Rosario, Caieiras (Brasile)

Buon conoscitore degli Araldi del Vangelo e portatore della voce ufficiale della Chiesa come Prefetto della suddetta Congregazione, il Cardinale Rodé ha cercato di esprimere il senso più profondo dell’onorificenza che veniva conferita al fondatore degli Araldi del Vangelo.

In questa occasione ha affermato: “Al momento di consegnarle la condecorazione con cui il Santo Padre ha voluto premiare i suoi meriti, mi vengono in mente le parole di san Bernardo all’inizio del suo trattato De laude novæ militiæ: ‘È da qualche tempo che si diffonde la notizia che un nuovo genere di cavalleria è apparsa nel mondo’. Queste parole possono essere applicate al momento presente. Infatti, una nuova cavalleria è nata, grazie a Vostra Eccellenza, non secolare ma religiosa, con un nuovo ideale di santità e un eroico impegno per la Chiesa.

“In questa iniziativa, nata nel suo nobile cuore, non possiamo non vedere una grazia particolare data alla Chiesa, un atto della Divina Provvidenza in vista delle necessità del mondo di oggi”.

Infatti, gli Araldi del Vangelo non hanno altro obiettivo se non quello di lottare perché venga quanto prima il Regno di Maria, come profeticamente previsto da San Luigi Maria Grignion de Montfort. Ad annunciare e anticipare questo Regno, Plinio Corrêa de Oliveira ha dedicato la sua vita; farla diventare realtà nei cuori è l’anelito che anima Mons. João in ogni momento.

“Non posso rinunciare alla mia missione di padre”

Il 2 giugno 2017, avendo concluso più di sessant’anni di lotte a favore della Chiesa, Mons. João ha presentato la sua rinuncia alle cariche di Superiore Generale della Società Clericale di Vita Apostolica Virgo Flos Carmeli e di Presidente Generale dell’Associazione Privata di Fedeli Araldi del Vangelo.

Rispecchiandosi nell’esempio di Colui che ha mostrato all’umanità la via della abnegazione e della sofferenza ben accetta, l’unica che conduce alla vera gloria, Mons. João ha preso tale decisione tenendo presente chiaramente tutta la portata e la crescita prodigiosa dell’opera nata dalle sue mani, e consapevole che davanti all’Altissimo l’essere è molto più che il fare. Così si è espresso in quell’occasione:

“Nel lasciare questo incarico, non posso – né lo vorrei – davanti a Dio, rinunciare alla mia missione di padre. Faccio alla Santissima Trinità, per mezzo della mia Signora e Madre, la Vergine Maria, il fermo proposito di continuare ad intercedere presso Dio, con le mie suppliche e preghiere, per i miei figli. Continuerò ad essere a disposizione di tutti e di ciascuno, sapendo che sono costituito da Dio come modello e custode vivente di questo carisma, affidatomi dallo Spirito Santo”.

Quale sarà la fine del cammino?

Dopo queste considerazioni, motivate dall’ottantesimo compleanno di Mons. João, è opportuno chiedersi: quale sarà il futuro di quest’opera? Dove sfocerà questo fiume, il cui corso è stato iniziato da Plinio Corrêa de Oliveira e che ha continuità in Mons. João?

Non ci è dato di conoscere le prove, le vicissitudini e le gioie che la Provvidenza ci riserva fino alla fine del cammino, ma non c’è alcun dubbio sul punto finale, profetizzato a Fatima dalla stessa Maria Santissima: “Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà!”

La promessa sta per essere mantenuta. Voglia la Santissima Vergine effondere grazie specialissime affinché gli Araldi del Vangelo siano sempre più uno strumento per la fondazione del Regno di Maria, epoca luminosa della Storia nella quale sarà fatta la volontà di Nostro Signore Gesù Cristo “Sulla terra come in Cielo”.(Rivisa Araldi del Vangelo, Agosto/2019, n. 195, 14 a 23)

* * * * * * * * * * 

ramo sacerdotale.jpg

Nasce il ramo sacerdotale degli Araldi 

L ’ordinazione presbiterale di Mons. João e di altri quattordici membri degli Araldi del Vangelo ha avuto luogo il 15 giugno 2005, nella Basilica della Madonna del Carmelo, a San Paolo, il luogo dove aveva incontrato per la prima volta il Dott. Plinio.

Il secondo grado del Sacramento fu loro conferito da Mons. Lucio Angelo Renna, OCarm, all’epoca Vescovo di Avezzano, Abruzzo. Si verificava così la duplice circostanza per cui la cerimonia si realizzava in una chiesa carmelitana ed era presieduta da un Vescovo dello stesso Ordine, così legato alla storia del Dott. Plinio e degli Araldi.

Il Cardinale Claudio Hummes, OFM, a quel tempo Arcivescovo Metropolita di San Paolo, ha voluto assolutamente essere presente all’inizio della celebrazione, alla quale non ha potuto partecipare a causa di un impegno preso in precedenza, e dire alcune brevi parole per esprimere la sua contentezza nel vedere nascere un ramo sacerdotale nelle file degli Araldi del Vangelo. “Sono voluto venire per l’importanza del momento”, ha dichiarato in quell’occasione.

Sei Vescovi brasiliani e settantatre sacerdoti hanno dato prestigio con la loro presenza alla cerimonia, così storica per gli Araldi. A partire da quel giorno, i figli spirituali di Mons. João avrebbero trovato un altro Cristo nella persona del loro padre, pronto ad alimentarli con il Pane Eucaristico e a purificarli con il Sacramento della Riconciliazione.

* * * * * * * * * *

Bento XVI e Monsenhor Joao Cla.jpg

Benedetto XVI indica la croce di San Giacomo, simbolo
degli Araldi del Vangelo, durante un'udienza con Mons.
João Scognamiglio Clá Dias, EP, il 26 novembre
2009 nel Palazzo Apostolico

Intima unione con Papa Benedetto XVI

Dall’elevazione di Benedetto XVI al Soglio Pontificio, Mons. João ha ravvisato nella sua persona un uomo provvidenziale per i nostri giorni. Così, si è impegnato a seguire le direttive indicate da Sua Santità, desideroso di mettersi al suo servizio, e a infondere in chi era sotto la sua orientazione un amore elevato per il Santo Padre e una filiale adesione al suo magistero.

Benedetto XVI, da parte sua, ha accolto paternamente il carisma posto dallo Spirito Santo nell’anima del fondatore degli Araldi del Vangelo, concedendo l’approvazione pontificia alle due Società di Vita Apostolica nate all’interno di questa istituzione. Ha inoltre conferito a Mons. João il canonicato della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e la medaglia Pro Ecclesia et Pontifice, in riconoscimento del suo servizio alla Santa Chiesa. E anche dopo la rinuncia all’esercizio attivo del ministero petrino, continua ad accompagnare Mons. João con il suo sostegno e le sue preghiere, come ha potuto manifestare nelle recenti visite fattegli da alcuni sacerdoti araldi a nome del loro padre e fondatore.

Tuttavia, la ragione più alta dello stretto legame esistente tra i due è forse ancora da comprendere nella sua pienezza, come manifesta Mons. João in una lettera diretta a papa Benedetto XVI, dello scorso novembre 2018: “Per qualche misteriosa ragione – forse voi sapete discernerla meglio – mi sento intimamente unito a voi nella mia stessa missione e vocazione. Per questo prego incessantemente per Vostra Santità, perché è come se io stessi in qualche modo pregando per me stesso. Forse il futuro chiarirà meglio questo mio sentimento interiore”.

1 Dopo aver studiato Diritto presso la tradizionale Facoltà di Largo San Francesco, a San Paolo, negli anni Sessanta, si è laureato in Scienze Umanistiche presso la Pontificia Università Cattolica Madre y Maestra, di Santo Domingo, Repubblica Dominicana; ha conseguito il Master in Psicologia presso l’Università Cattolica di Bogotá, Colombia; ha conseguito il Dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino (Angelicum), a Roma, e in Teologia presso la Pontificia Università Bolivariana, di Medellin, Colombia.

2 Tra queste vale la pena menzionare: Madre del Buon Consiglio, con edizioni in italiano, portoghese, inglese e albanese; Donna Lucilia, rieditata nel 2013 dalla Libre ria Editrice Vaticana (LEV) in italiano, portoghese, spagnolo e inglese; Piccolo Ufficio dell’Immacolata Concezione Commentato (1997 e 2010); Fatima, aurora del terzo millennio (1998), di cui sono state distribuite più di due milioni di copie in trenta paesi; Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà! (2017), con edizioni in italiano, portoghese, spagnolo, inglese e francese; la collezione Il dono di sapienza nella mente, vita e opera di Plinio Corrêa de Oliveira (2016), in cinque volumi, pubblicato anche dalla LEV in portoghese e spagnolo; e San Giuseppe: chi lo conosce?… (2017), con edizioni in italiano, portoghese e spagnolo.

3 BENEDETTO XVI. Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi. Città del Vaticano: LEV, 2010, p.89.

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.