Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Dottrina » Santi »
Santi

Santa Olga di Kiev: Misteriosa stella nel firmamento della Chiesa

Pubblicato 2019/08/12
Autore : Suor Isabel Lays Gonçalves de Sousa EP

La vita di Santa Olga si presenta a noi velata da brume di mistero. Enigmatica è anche la storia della nazione da lei cristianizzata. Quali saranno i piani della Provvidenza nei confronti di questo grande paese e della sua così ammirevole sovrana?

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

La vita di Santa Olga si presenta a noi velata da brume di mistero. Enigmatica è anche la storia della nazione da lei cristianizzata. Quali saranno i piani della Provvidenza nei confronti di questo grande paese e della sua così ammirevole sovrana?

Sublime, perfetta e ammirevole in tutti i suoi aspetti, la no? stra Religione è ricca di misteri. Basti pensare alle innumerevoli ed enigmatiche figure dell’Apocalisse, o al curioso passaggio del Secondo Libro dei Re in cui Elia, rapito in un carro di fuoco, con cavalli anch’essi di fuoco, sale al cielo in un turbine…Santa Olga ? Museu Santa Sofia - Kiev.jpg

La Santa di cui stiamo per commentare la vita è tra questi preziosi arcani della Chiesa. Possiede un’aureola di straordinaria santità, sia per le circostanze storiche che per i tratti della sua personalità, che sembra indicare una realtà superiore legata ai disegni di Dio e non ancora rivelata all’intera comprensione degli uomini.

Nasce il primo Stato slavo orientale

Risaliamo alla metà del IX secolo e focalizziamo la nostra attenzione su una regione lontana tra l’Asia e l’Europa, i cui contorni, se fossero tracciati sulle mappe attuali, comprende? rebbero terre appartenenti alla Russia, all’Ucraina e alla Bielorussia.

Intorno all’860, cominciò lì a co? stituirsi una confederazione di tribù slave sotto il governo di Rurik, un capo di esploratori scandinavi noti come Variaghi. Quando questi morì, gli successe il suo parente Oleg, che, espandendo i domini dell’incipiente nazione, conquistò la strategica Kiev e vi stabilì la capitale. 1 Era nato il primo Stato slavo orientale, che sarebbe passato alla storia con il nome di Rus’ di Kiev.

Anni dopo, morto Oleg, toccò al Principe Igor, discendente di Rurik, assumere la sovranità. Lui si era spo? sato nel 903 con una giovane di origine variaga di nome Olga, nome deri? vato dal nordico Helga che significa, curiosamente, sacra o santa.

Olga era pagana, così come suo marito e la sua gente, e sarebbe pas? sato ancora un po’ di tempo prima che la grazia operasse nella sua anima la sorprendente trasformazione che avrebbe portato il Patriarca di Costantinopoli a salutarla con queste parole: “Tu sei benedetta tra le donne russe, perché hai amato la luce e hai rifiutato le tenebre. Perciò i figli della Russia ti dovranno bene? dire fino all’ultima generazione”.2

Un cuore vendicativo e inquieto

Nel 945, Igor fu brutalmente assassinato dai Drevliani, un popolo tributario di Kiev che si sollevò contro l’eccessiva imposizione di tasse. Questo evento cambiò completamente la vita della grande principessa, non solo perché fece ricadere nelle sue mani la reggenza, dato che suo figlio non aveva un’età sufficiente per governare, ma anche perché le provocò una violenta reazio? ne di vendetta contro gli assassini di suo marito.

Sì, perché se è vero che ella pos? sedeva saggezza e polso sufficienti per comandare il principato anche in un’epoca in cui le guerre erano abituali e i periodi di pace un mero accidente, c’era qualcosa di molto importante che le sfuggiva al controllo, come del resto accade a ogni essere umano sprovvisto di forze sopranna? turali: non riusciva a controllare i cattivi impulsi del suo stesso cuore…

Le rappresaglie erano comuni tra i popoli non ancora cristianizzati, e Olga non sfuggì alla regola, facendo uso non della forza, ma dell’astuzia, per raggiungere i suoi obiettivi.

Terribili rappresaglie contro i drevliani

Narrano le cronache che la prima tappa della rappresaglia consistette nell’accogliere a Kiev alcuni rappresentanti dei drevliani, che erano venuti da lei con la notizia dell’esecuzione di Igor e la proposta che lei sposasse uno dei loro principi. Olga mandò a dire loro che desiderava onorarli pubblicamente e li invitava a un ban? chetto. Avrebbero dovuto, però, essere condotti nel luogo non a cavallo o a piedi, ma seduti su una barca che i servitori stessi della principessa avrebbero portato. Il giorno dopo, in abiti bellissimi e sicuri che sarebbe stato facile chiudere il contratto di matrimonio, gli emissari furono portati a corte dentro l’imbarcazione. Una volta arrivati, furono scaricati in una grande buca aperta in una delle sale del palazzo e lì seppelliti vivi.

A quell’epoca, le notizie si diffondevano lentamente. Per questo, la vedova ebbe ancora la possibilità di convocare alla capitale altri drevliani più facoltosi, che avrebbero dovuto farle da guardia d’onore fino alla loro terra, dove, lei assicurava, avrebbe realizzato il matrimonio. Dopo essersi presentati a Kiev, ricevettero l’avviso che c’era un bagno a loro disposizione per lavarsi prima di comparire alla presenza della sovrana. Si trattava di un’altra imboscata: quando i drevliani entrarono nell’edificio, i servi della principessa chiusero le porte e appic? carono il fuoco.

Tuttavia, la vendetta non era an? cora finita.

Olga si diresse nella città dei drevliani con una piccola scorta, annunciando che avrebbe visitato la tomba di suo marito e gli avrebbe prestato un tributo funebre, che includeva un banchetto. In esso fu servita ai drevliani una grande quantità di idromele, e quando questi furono ubriachi, la principessa ordinò ai suoi servi di massacrarli. La festa diventò un enorme funerale…

Le rappresaglie si conclusero l’anno successivo, nella città di Iskorosten, dove Igor era morto. I Drevliani si erano isolati lì per sfug? gire agli assalti dell’esercito di Kiev, e anche dopo essere stati assediati si rifiutavano di sottomettersi. La sovrana allora inviò loro un messaggio in cui annunciava, in termini so? avi, che non desiderava nient’altro che un tributo simbolico, consistente in tre colombe e tre passeri per casa. Soddisfatti della notizia, i drevliani raccolsero gli uccelli e li inviarono alla principessa con i loro saluti. Tuttavia, la richiesta mirava a un obiettivo singolare: Olga ordinò ai suoi soldati di legare pezzi di zolfo avvol ti in stoffa sulle loro zampe e, quando calò la notte, ordinò che gli stoppini fossero accesi e gli uccelli liberati. Quando tornarono nelle piccionaie, nelle verande e nei cornicioni che servivano loro da rifugio nelle case, e quando si posarono nei loro nidi, tutta la città fu incendiata.

Grande di spirito, intrepida nell’azione

La lettura di questi episodi ci por? terebbe a ritenere che Olga fosse una tiranna e considerata come tale dai suoi sudditi. Molto differente, tuttavia, è ciò che è attestato dai documenti storici. Così commenta un autore, nel trattare del ritorno della sovrana nella capitale dopo l’incursione nelle terre drevliane: “Lei fu ricevuta dal popolo, felice di rivederla, con tanta gioia e altrettanta ammirazione, circondata da una popolarità che si basava sulla ragione. […] In questa occasione, Lei poté udire sia gli uomini di guerra che gli amici della pace chiamarla gloriosa grande principessa”.3

Durante gli anni in cui fu a capo della Rus’ di Kiev, Sant’Olga si rivelò “grande nello spirito, forte nel carattere, intelligente nel consiglio, intrepida nell’azione; unendo a queste qualità – che avrebbero suscitato invidia negli uomini di Stato – un alto grado di prudenza, consapevole che gli atti seri di un governo saggio hanno tre fasi: la preparazione, l’esecuzione e il risultato ”.4

Questo insieme di attributi così singolari fu perfezionato in base alle circostanze e nella misura in cui la loro applicazione era necessaria, di modo che anche Olga, con l’avanzare dell’età, sentiva dentro di sé un vuoto sempre più grande. L’acutezza del suo discernimento le evidenziava l’esistenza di un mondo superiore, più potente e influente, al quale doveva sottomettersi, e lei cercava di farlo, ma… le figure del pantheon nordico adorate nella Rus’ di Kiev non soddisfacevano più gli aneliti della sua anima.

Lo sguardo perspicace della principessa si volgeva con crescente interesse alle innovative pratiche religiose di alcuni dei suoi sudditi: i cristiani, che godevano di libertà nel principato e possedevano anche una chiesa dove si riunivano per le celebrazioni.

Attratta dalla forza del Vangelo

Nel corso del X secolo, la fede cristiana penetrò gradualmente nela Rus’ di Kiev, grazie ai missiona? ri provenienti da Bisanzio e dai vicini territori slavi precedentemen? te evangelizzati da San Cirillo e San Metodio.5

Non è difficile per noi concepi? re, sulla base dei dati storici di cui disponiamo, come la Principessa Olga abbia reagito ai primi sussurri della grazia. Fissiamo la nostra attenzione per qualche istante sulla pianura ghiacciata di Kiev, dove si ergeva il palazzo della sovrana, e proviamo a immaginare la scena.

All’esterno, il vento ululava e la neve cadeva rigorosamente. Sola nel grande salone della sua residenza, la principessa rifletteva, seduta su un trono di pietra. Il suo portamen? to denotava autorità e sicurezza, ma nel suo sguardo traspariva una vio? lenta inquietudine interiore. I bei tratti della sua fisionomia erano in qualche modo sfigurati dall’insoddisfazione che le contraeva le labbra e la fronte. Assorta, fissava un punto indefinito in direzione del camino, il cui crepitio era di tanto in tanto sof? focato dal movimento dei servi nei corridoi e nelle camere adiacenti.

A un certo punto, le annunciarono l’arrivo del sacerdote da lei con? vocato per un colloquio privato. La principessa lo ricevette educatamente e iniziò l’interrogatorio. In primo luogo, volle sapere dove viveva, di cosa si occupava e quali erano i suoi beni. Il sacerdote rispondeva a tutto con serenità e fermezza, lasciando l’interlocutrice sconcertata per alcune affermazioni da cui distillavano i profumi della condotta cristiana: l’abnegazione a favore del prossimo, il distacco dai beni del mondo, l’integrità morale.

Per testare la sottomissione degli adepti della nuova religione al pote? re dello Stato, chiese:

— Che cosa faresti, se io ti espel? lessi da Kiev?

— Vi obbedirei, e partirei in cerca di un altro luogo ove ci fossero i miei fratelli, per lì proseguire la mia missione di insegnare e santificare.

— Fratelli? Chi sono i tuoi fratelli? – chiese, incuriosita.

— Sono tutti i figli di Dio, ossia, tutti i battezzati. Come sacerdote, sono disposto a dare la mia vita per la salvezza eterna di uno solo di loro, se necessario.

— E quando uno di loro ti offen? de? – rispose la principessa, perplessa.

Supponeva che il Vangelo fosse basato sulla famosa legge del taglio ne, per cui la rappresaglia doveva essere equivalente all’affronto ricevuto; per questo non poté contenere un’esclamazione di stupore quando il sacerdote chiarì:

— Se l’offesa colpisce solo la mia persona e non l’onore di Dio, lo perdono. Il nostro Divino Salvatore ha dato questo precetto: “Amate i vostri nemici, fate il bene a quelli che vi odiano, pregate per quelli che vi maltrattano e perseguitano”. Chi ama solamente quelli che lo amano non fa nulla di straordinario, e dobbiamo essere perfetti come lo è Dio.

Partì da Kiev in cerca della Sapienza

Sebbene quelle verità contundes? sero la sua mentalità, la principes? sa era avida di saperne di più. Erano già arrivate alle sue orecchie notizie relative al coraggio dei battezzati, che, per fedeltà a Cristo, dichiaravano di preferire la morte all’offerta di un sacrificio agli dei. Ammirava questa fortezza di spirito, ma era incuriosita: come potevano uomini abnegati e così pieni di dolcezza, capaci di piegarsi per fare del bene al prossi? mo e disposti a soffrire di tutto senza fiatare, essere così inflessibili nel? le loro idee, coraggiosi al punto di vivere e proclamare pubblicamente una dottrina contraria ai costumi regnanti, esponendosi al riso, all’odio e alla persecuzione?

Certamente, molte furono le oc? casioni in cui lei avrebbe tenuto con? versazioni dello stesso tenore con ministri cristiani e, a mano a mano che le parole le penetravano nel le orecchie, la grazia divina lavora? va nel suo cuore. Dalle verità più elementari, come l’immortalità dell’a? nimo umano, fino ai più alti miste? ri della Fede, tutto svelava un vasto orizzonte che rispondeva ai suoi aneliti di ordine e grandezza e rasse? renava il suo spirito.

Tracciando una bella analogia tra la principessa slava e la regina di Saba, un autore antico scrive che questa aveva lasciato l’Etiopia per ascoltare la saggezza di un uomo, mentre quella, un giorno, partì da Rus’ di Kiev alla ricerca della Saggezza Divina.6 Questo avvenne intorno al 955, quando Olga si recò a Costantinopoli per essere battezzata, abbracciando pubblicamente lo stile di vita dei cristiani.

Aurora della conversione del popolo russo

Tutto ci porta a credere che nel? la capitale dell’Impero bizantino, Sant’Olga abbia visitato diverse chiese, tra cui quella dei Santi Apo? stoli, dove poté venerare le spoglie di Sant’Andrea. Come recita la tradizione, il fratello di Pietro andò nella regione di Kiev e la benedisse, profetizzando che lì sarebbe sorta una città in cui Dio sarebbe stato servito. Quale scambio di misteriose confidenze interiori non deve essersi stabilito tra l’anima che portava il cristianesimo in Russia e l’Apostolo che aveva proclamato in quelle terre la Parola Divina per la prima volta!

Ritornata a Kiev, Santa Olga tentò di convertire suo figlio Sviatoslav alla vera Fede, ma egli recalcitrava, adducendo al fatto che il popolo si sarebbe preso gioco di lui se avesse abbracciato una credenza diversa dai costumi generali della nazione. Si racconta che, avendo oramai assunto il governo di Rus, sua madre frequentemente cercava di convincerlo, dicendogli: “Figlio mio, ho conosciuto la Sapienza, e ne sono felice. Se tu volessi conoscerla, gioiresti anche tu”.7 E siccome era ostinato nel suo paganesimo, lei gli ricordava che, essendo lui il capo del popolo, non doveva preoccuparsi del rispetto umano: “Se sarai battezzato, tutti faranno lo stesso”.8

Tuttavia, Dio le avrebbe chiesto il sacrificio di non vedere realizzati nella sua vita i santi desideri che Egli stesso aveva posto nella sua anima. La concretizzazione del grande desiderio che la consumava, di vedere la nazione russa tra le braccia della Santa Chiesa, sarebbe stata riservata ad altri…

Nel 969, Santa Olga varcò le so? glie dell’eternità, avendo ordinato che alla sua morte non si promuo? vessero i tradizionali onori funebri pagani, perché voleva che gli ultimi riti sul suo corpo fossero i Sacramen? ti e le benedizioni della Santa Chiesa.

“La Russia si convertirà”

La bruma di mistero che avvolge la vita di Santa Olga ci invita a chie? derci sulla sua alta missione nel fir? mamento della santità della Chiesa, e a interrogarci anche sul ruolo riservato dalla Provvidenza alla grande nazione che presto sarebbe fiorita dalla sua stirpe: la Russia.

Monumenti dedicati a Sant Andrea - Santa Olga - San Cirillo e San Metodio nel centro di Kiev.jpg

Dio le avrebbe chiesto il sacrificio di non vedere realizzati nella sua vita i santi desideri che
Lui stesso aveva depositato nella sua anima

Monumenti dedicati a Sant'Andrea, Santa Olga, San Cirillo e San Metodio nel centro di Kiev

Su questo immenso paese, governato per decenni dal comunismo, la Madonna ha riser? vato particolare attenzione nelle apparizioni di Fatima, associandolo strettamente all’avvento del suo Regno sulla terra. Dopo aver annunciato guerre e persecuzioni nelle quali varie nazioni sarebbero state annientate, Maria Santissi? ma ha promesso: “Alla fine, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà alla Russia, che si convertirà, e sarà conces? so al mondo un po’ di tempo di pace”.9

Sulla base di queste parole, anche disseminate di do? mande ed enigmi, la nostra domanda assume una forma più definita: non avrà la santa principessa qualche misteriosa relazione con il Regno di Maria? La mano destra divina, che intreccia i fili della Storia con somma perfezione, non avrà associato alla promessa di Maria Santissima la fedeltà di Santa Olga, facendo di lei uno scrigno nel quale è depositata la gran? diosa vocazione di questo paese, pronta a realizzarsi in un futuro non troppo lontano?

“Qui vivra, verra – Chi vivrà, vedrà”, dicono i francesi. Quello che è certo è che il Regno di Ma? ria deve venire, e che esso è vicino. Ma non possiamo nemmeno immaginare le misteriose meraviglie che la Madonna ha in serbo per coloro che avranno la fortuna di conoscerlo.

1 Cfr. D’ELISSALDE CASTREMONT, L. Histoire de l’introduction du Christianisme sur le continent Russe et vie de Sainte Olga. Paris: Charles Douniol, 1879.

2 CHRONIQUE DITE DE NESTOR. Pa? ris: Ernest Leroux, 1884, p.48.

3 D’ELISSALDE CASTREMONT, op. cit., p.416-417.

4 Idem, p.416.

5 Da notare che, al tempo della reggenza di Santa Olga e del governo di suo nipo? te San Vladimiro, sussisteva la piena co? munione tra la Chiesa di Costantinopoli e quella di Roma, “il cui Vescovo era rico? nosciuto come colui che presiedeva la co? munione di tutta la Chiesa” (SAN GIO? VANNI PAOLO II. Lettera apostolica Euntes in mundum, in occasione del millennio del Battesimio di Rus’ di Kiev, n.4).

6 Cfr. CHRONIQUE DITE DE NESTOR, op. cit., p.49.

7 Idem, p.50.

8 Idem, ibidem.

9 SUOR LUCIA. Memórias I. Quarta Memória, c.II, n.5. 13.ed. Fátima: Secre? tariado dos Pastorinhos, 2007, p.177.  

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.