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Araldi nel mondo

Intervista al Cardinale Gerhard Ludwig Müller: Accompagnare Cristo nella Passione

Pubblicato 2019/06/25
Autore : Don Antonio Jakoš Ilija, EP

Intervista al Cardinale Gerhard Ludwig Müller.

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7.jpgQual è l’opinione di Vostra Eminenza sull’attuale situazione della Chiesa nel mondo?

La nostra epoca è segnata dal secolarismo, da una restrizione e limitazione degli orizzonti nel mondo interiore. Inoltre, nei paesi di antica tradizione cristiana, esiste un contro-movimento che cerca di far scomparire completamente il Cristianesimo dalla sfera pubblica e di ridurre la Chiesa a una piccola associazione privata, senza alcuna influenza sulla formazione della società o sul pensiero umano. E questo noi, come Chiesa, non lo possiamo accettare, perché siamo liberi per natura di confessare la nostra Fede e abbiamo l’obbligo di rispondere alla chiamata fatta da Nostro Signore di annunciare il Vangelo a tutti.

Il fulcro del Vangelo sta nel riconoscere che nessun uomo può redimerci: né Stalin né Hitler, né un dittatore autoproclamato, né gli ideologi… E nemmeno possiamo redimere l’ideologia di genere, o quelle che portano alla pratica della pedofilia o al comportamento omosessuale e alla sua equiparazione con la famiglia. Tutte queste ideologie rubano la dignità dell’uomo, mentre il Vangelo ci offre come dono la santità dei figli di Dio.

Il Vangelo impedisce che la comprensione umana sia offuscata dalla nebbia di ideologie come queste, perché essa si disfa quando è illuminata dal Sole che è Cristo. Egli è l’opposto delle oscure nubi delle ideologie umane di redenzione, che offuscano l’intendimento.

Potrebbe Vostra Eminenza dire qualcosa specificatamente sulla situazione della Chiesa in Brasile?

Sono stato già sei volte in Brasile e tutti questi soggiorni sono stati segnati dalla constatazione del colonialismo e della schiavitù che qui ci sono stati nel passato, in totale disaccordo con la dignità umana. Siamo tutti uguali in dignità; nessuno ha il diritto di sfruttare l’altro, o di farne uno strumento del suo desiderio di potere.

Per questo è necessario che la Chiesa in Brasile dia enfasi alla dignità umana, senza essere intimidita dalle forze avverse. Tutta la Chiesa – fedeli e pastori – deve chiarire da quale fonte ci nutriamo, cioè dal Vangelo, in cui Dio non umilia mai l’uomo; al contrario, lo eleva sempre.

È importante che la Chiesa non cerchi di piacere agli uomini, ai media, al populismo, ma a Dio, anche se per questo motivo i suoi membri vengono attaccati o perseguitati fisicamente, come spesso accade nei paesi di cultura musulmana. E non solamente in questi, perché i cattolici sono perseguitati anche in America Latina, Europa e Nord America, dove sono spesso ridicolizzati per la loro Fede o presentati come fanatici di destra. Questo non lo si può permettere!

Chiunque attacchi la dignità umana deve sentire dalle nostre labbra parole simili a quelle che Gesù rivolse al guardiano del sommo sacerdote, consegnate nel Vangelo: “Se ho parlato bene, perché mi percuoti? E se ho parlato male, dimostrami, nemico della Chiesa, quali sono i tuoi argomenti” (cfr. Gv 18, 23). In un attacco terroristico sferrato dagli islamici, è molto difficile che uno ritenga responsabile l’Islam; invece, quando un sacerdote si lascia sviare da una falsa ideologia, la colpa viene attribuita alla Chiesa e molti si sentono in diritto di indicarci come dobbiamo agire. La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo a tutti gli uomini: il Vangelo della libertà e della santità dei figli di Dio.

Vostra Eminenza avrebbe un consiglio da dare agli Araldi del Vangelo?

È meraviglioso essere “Cristo”, essere cattolico. Cristo è il mio nome, cattolico, il mio cognome. Non lasciamoci intimidire da niente e da nessuno. Che nessuno ci rubi il nostro nome. Dobbiamo seguire Colui che dice: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8, 12). Non dobbiamo essere cattolici solo nei momenti buoni, durante le lodi e gli elogi, o nel momento di godere dei benefici sociali ed educativi offerti dalla Chiesa, ma anche nei momenti in cui Essa è perseguitata e diffamata. Sta a noi accompagnare Cristo nella Passione, perché la sua risurrezione e la sua gloria non si possono separare dal Golgota, dagli scherni del Sinedrio e dall’interrogatorio di Pilato. (Rivista Araldi del Vangelo, Giugno/2019, n. 193, p. 19)

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