Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Istituzionale » Araldi nel mondo »
Araldi nel mondo

Cardinale Müller in visita agli Araldi

Pubblicato 2019/06/25
Autore : Don Antonio Jakoš Ilija, EP

Una solenne Eucaristia nella Basilica della Madonna del Rosario e un pranzo festoso nel seminario minore hanno segnato l’incontro tra il Prefetto Emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede e gli Araldi del Vangelo.

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Per gli Araldi del Vangelo, il giubilo proprio delle commemorazioni pasquali ha avuto un inaspettato seguito sabato 27 aprile, quando il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto Emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha visitato il seminario minore dell’istituzione, situato a Caieiras, nella regione metropolitana di San Paolo.

1.jpg
Agenda fitta – Durante il suo breve viaggio in Brasile, il Cardinale Müller ha presieduto numerosi atti accademici e religiosi. Nella foto lo vediamo mentre tiene una conferenza ai Vescovi brasiliani, riuniti ad Aparecida.
Mons. Müller si trovava in Brasile per l’uscita del primo volume in portoghese delle Opere Complete di Joseph Ratzinger. Tra i tanti altri atti, ha tenuto una conferenza ai Vescovi brasiliani, riuniti ad Aparecida, sul tema Teologia della Liturgia – Il fondamento sacramentale dell’esistenza cristiana. Ha anche partecipato al simposio su La teologia liturgica e sacramentale di Joseph Ratzinger, tenutosi presso la Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro, ha realizzato alcune altre conferenze a San Paolo e ha presieduto la Santa Messa nella Cattedrale della Sede, su invito del cardinale Odilo Pedro Scherer.

Nel suo fitto programma, ha riservato la mattina di questo sabato per stare con gli Araldi, dando loro la gioia di conoscerlo da vicino e di vedere rispecchiata nella sua persona un’altra grande figura della Chiesa: Papa Benedetto XVI.

Lo ha sottolineato Don Alex Barbosa de Brito, EP, quando lo ha salutato: “Oggi ricordiamo in modo speciale il Salmo che dice ‘una parola ha detto Dio, due ne ho udite’ (cfr. Sal 62, 12), perché la visita di Vostra Eminenza significa una doppia presenza tra noi: la vostra e quella di Papa Benedetto XVI, che tanto amiamo”.

L’incontro è iniziato con una gioiosa e solenne Eucaristia nella Basilica della Madonna del Rosario, che ha avuto tra i suoi concelebranti il segretario personale di Mons. Müller, Mons. S?awomir ?ledziewski. Centinaia di araldi hanno partecipato alla celebrazione, esprimendo così il loro rispetto, venerazione e gratitudine all’illustre porporato.

Mandato dell’evangelizzazione universale

Oltre ad essere stato per cinque anni Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinale ha insegnato Teologia Dogmatica per sedici anni all’Università Ludwig-Maximilians di Monaco, ed è stato anche Presidente della Pontificia Commissione biblica e della Commissione Teologica Internazionale.

Tutta questa esperienza conferisce una singolare profondità dottrinale a ciascuna delle sue attività pastorali, come hanno potuto constatare gli Araldi del Vangelo durante l’omelia.

Sua Eminenza ha commentato la Liturgia pasquale, spiegando la natura missionaria della Chiesa: “Dopo essere risuscitato dai morti, inviando lo Spirito Santo sugli Apostoli e su tutta l’umanità, Gesù ha concluso la fondazione della Chiesa visibile sulla terra. La Chiesa è comunione con la Santissima Trinità così come è la continuazione della missione di Cristo nel mondo. Il suo compito è quello di condurre tutta l’umanità alla fede e, attraverso i Sacramenti, alla glorificazione e all’adorazione del Signore. In questo risiede il significato e la meta della nostra esistenza terrena”.

2.jpg
“Liturgia divina” – La presenza di Mons. Müller, la bellezza della Basilica della Madonna del Rosario e la solennità con cui tutto è stato realizzato hanno fatto sì che il segretario del Cardinale, Mons. S?awomir ?ledziewski, qualificasse la Celebrazione Eucaristica come una vera e propria “Liturgia Divina”.
Dopo aver sottolineato che la fede nella Risurrezione è il centro e il cuore della vita cristiana, il Cardinale ha ricordato il mandato di evangelizzazione universale affidato da Gesù agli Apostoli prima dell’Ascensione, aggiungendo: “Vangelo, Battesimo e Fede: queste sono le tre parole chiave per la comprensione reciproca, per porte più aperte, attraverso le quali possiamo entrare nel Regno di Dio”. Sebbene la diffusione della Buona Novella in America Latina e in altre regioni del mondo sia stata talvolta macchiata da certi comportamenti disumani del colonialismo di alcune potenze poco cristiane, “tuttavia, la volontà salvifica universale del Signore è più forte; è lei che sostiene la sua famiglia sparsa nel mondo, il popolo di Dio”, ha affermato.

Soltanto Dio offre la soluzione all’enigma umano

Riferendosi alla filiazione divina dei battezzati, per mezzo della quale i cristiani di tutto il mondo sono fratelli di Cristo e membri del suo Corpo, egli ha indicato il vero significato dell’azione della Chiesa nella società dei nostri giorni: “Noi siamo gli annunciatori del Vangelo della grazia e della dignità umana, fondata sulla grazia di Dio, Creatore e Salvatore. Su questo si fonda la nostra solidarietà universale verso i poveri, i malati, i perseguitati e disprezzati, così come la nostra lotta per la giustizia sociale, per la vita dei non nati e per il diritto alla vita di tutti gli anziani fino alla loro morte naturale. In un senso teologico e non superficialmente ideologico, la Chiesa è una Chiesa dei poveri e per i poveri. Con queste parole, vogliamo indicare la Chiesa non solo come struttura gerarchica, ma tutta la Chiesa, con i fedeli e i suoi pastori, chiamati a servire il popolo di Dio”.

Ricordando gli insistenti appelli degli ultimi Papi per una nuova evangelizzazione dei Paesi di antica cultura cristiana, il Cardinale ha ritenuto che tale esigenza si estenda al Brasile, poiché “anche cinquecento anni sono una lunga storia; qui non siamo all’inizio, ma in mezzo alla Storia della salvezza”.

Ha osservato che non si tratta di preservare le tradizioni esteriori o di adattarsi alle mode intellettuali e alle politiche transitorie, ma di mostrare la verità che rimane inalterata: “L’umanità e i suoi prodotti, come la scienza, la tecnica, l’economia e le ricchezze, forme di potere e di governo, non possono fornire risposte e soluzioni alle sfide esistenziali. Solamente Dio, che attraverso la sua parola in Cristo ci ha parlato direttamente, solamente Lui offre la soluzione all’enigma che l’essere umano è in se stesso. Confidare in lui, affidarsi a lui e seguire suo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, diventare come lui nella vita e nella morte, questa è la fede dei cristiani”.

“Scintille di falso splendore”

Sua Eminenza ha sottolineato che “la fede è nel contempo dono dell’Alto, grazia di Dio data dallo Spirito e riconoscimento intellettuale del Signore”, e anche “la resa libera e totale della persona a Dio”. E ha chiarito: “Dio non è una verità parziale di questo mondo. Egli è la Verità in se stessa, quella che governa tutte le conoscenze filosofiche e scientifiche. Dio non è una semplice scintilla d’amore, ma è la luce e la fonte di calore che riempie completamente il nostro cuore”.

Denominando come “scintille di falso splendore” le voci che, oggi come in tutti i tempi, dicono che non esiste verità che ci impegni e ci indichi gli obiettivi, ha spiegato: “Secondo queste voci, l’essere umano sarebbe libero quando ognuno difendesse la sua verità soggettiva e lasciasse gli altri con le loro verità. Questa potrebbe anche essere la realtà, se non ci fosse qualcosa di trascendente che ci comunicasse la verità, e se solo l’essere umano fosse la luce e la salvezza dell’umanità. Ma Dio non possiede solo verità, Egli stesso è la Verità, la Verità che libera, l’unica Verità che è identica alla libertà, che libera l’uomo dalla prigione dell’egoismo, dall’egocentrismo”.

3.jpgSolo un’azione divina può espellere il “demone dell’avidità”

Nell’affrontare la causa più profonda di tante deviazioni che si verificano oggigiorno, ha ricordato l’insegnamento di San Paolo a Timoteo: “‘La radice di ogni male è l’amore per il denaro’ – non solo denaro come pagamento, ma nel suo senso lato – ‘Per essersi arresi a lui, alcuni si sono allontanati dalla Fede e sono afflitti da innumerevoli sofferenze’. I doni terreni sono abbondanti e sono per tutti. Ma la vita di lusso a spese degli altri, la corruzione come forma vergognosa di autoarricchimento, la mancanza di timore davanti alla dignità del proprio corpo, che è il tempio dello Spirito Santo, e davanti alla dignità fisica, psichica e spirituale di bambini, giovani e adulti, tutti questi mali derivano dall’amore per il denaro”.

Solamente un’azione divina può espellere dal cuore “questo demone dell’avidità e del pensare solo a se stesso”, ha affermato il Cardinale, esortando alla fiducia in Gesù Cristo, “nostro Amico, Salvatore e Liberatore dal potere totalitario delle mode passeggere e dalla profonda paura che abbiamo di allontanarci dalle tendenze di questo mondo”.

Infine, sua Eminenza ha sottolineato come la soluzione stia nella luce della fede, che “dà ai cuori più freddi il calore dell’amore sincero per Dio e per il prossimo”, aggiungendo: “Cristo, il Sole della Giustizia, rompa la densa cortina di nubi che si impone sul nostro futuro. La missione della Chiesa, dentro e fuori se stessa, nel passato e nel futuro, era ed è qualcosa di diverso da un semplice impegno caritativo. La Chiesa di Dio sarà dappertutto, e anche qui, in Brasile, un paese benedetto da Dio, un segno di speranza per tutta l’umanità, quando Cristo risplenderà in essa come luce per il mondo, affinché, attraverso la fede, possiamo avere vita e vita in abbondanza”.

Gratitudine per vederlo agire in funzione della Fede

Prima della benedizione finale, Don Alex Barbosa de Brito ha rinnovato la gratitudine di tutti gli araldi per la “duplice visita” che ricevevano, quella di Sua Eminenza e quella di Benedetto XVI, così presente nella figura del Cardinale.

“La prima lettura della Messa di oggi fa proprio ricordare qualcosa dello spirito di Vostra Eminenza”, ha evidenziato Don Alex, “perché, come Vostra Eminenza affermava nella sua omelia, gli ‘uomini del tempo’ vogliono che, a un determinato momento, abbiamo un riferimento di Chiesa diverso da quello che ci è stato lasciato da Nostro Signore Gesù Cristo. Vollero fare ciò fin dall’inizio della Chiesa, ma gli Apostoli resistettero e per questo motivo la Chiesa vinse”.

E ha aggiunto: “Vostra Eminenza è conosciuta in tutto il mondo germanico come una persona di spirito coerente, che agisce in funzione della Fede. E, in questo senso, serve come punto di riferimento per tutti noi, araldi delle varie generazioni che siamo qui riuniti. Profonda è la noAllegra e piacevole convivialità – Durante il pranzo, il Cardinale è rimasto molto colpito dal numero e dalla buona formazione degli studenti del seminario minore, che ha voluto salutare e benedire. Al dessert, i giovani hanno offerto una torta di compleanno al segretario di Mons. Müller. stra gratitudine per tutto ciò che Vostra Eminenza fa per la Santa Chiesa e per tutto ciò che ancora farà”.

6.jpg
Allegra e piacevole convivialità – Durante il pranzo, il Cardinale è rimasto molto colpito dal numero e dalla buona formazione degli studenti del seminario minore, che ha voluto salutare e benedire. Al dessert, i giovani hanno offerto una torta di compleanno al segretario di Mons. Müller.
Fisionomie che riflettono la formazione ricevuta

Dopo la celebrazione, il Cardinale e il suo segretario si sono recati nel refettorio della comunità per un pranzo festoso in compagnia di tutti gli abitanti della Casa Thabor, annessa alla Basilica della Madonna del Rosario.

Durante il pasto, il Cardinale ha cercato di osservare i giovani seminaristi, mostrandosi impressionato dal numero di vocazioni e dalla buona formazione ricevuta, che vedeva naturalmente impressa sui loro volti e sul loro comportamento in quel momento di fraterna convivialità. Compiaciuto, ha voluto salutare ciascuno di loro incoraggiandoli a rimanere saldi sulla via indicata da Dio.

In questo ambiente caratterizzato da gioia, rispetto e benevolenza, c’è stato anche un omaggio a Mons. S?awomir, che quel giorno festeggiava il suo compleanno, il quale ha affermato che il miglior regalo è stata la visita agli Araldi, riferendosi alla concelebrazione di quella mattina come a una “Liturgia divina”.

Prima di tornare al Monastero di San Benedetto, dove era ospitato e dove avrebbe tenuto una conferenza nel pomeriggio, il Cardinale Müller ha chiesto di fare una foto con il gruppo lì riunito, immortalando questo incontro così pieno di significato per gli Araldi e per il loro fondatore, Mons. João Scognamiglio Clá Dias. (Rivista Araldi del Vangelo, Giugno/2019, n. 193, p. 14 - 18)  

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.