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Spiritualità

Le opere dell’Altissimo non falliscono mai

Pubblicato 2019/06/24
Autore : Lorena Mello da Veiga Lima

I cuori dei fedeli erano costernati nel vedere la Cattedrale di Notre-Dame in fiamme. Ma questo dolore non ha vinto la speranza: quando Dio permette un disastro, è perché da esso farà nascere qualcosa di meglio.

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"Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12, 32). Queste parole uscite dalle labbra del Divino Maestro possono benissimo applicarsi alla Cattedrale di Notre-Dame di Parigi.

Da quando fu eretta in epoca medievale, la superba costruzione non ha mai smesso di attirare pellegrini da tutto il mondo, desiderosi di ammirarne la grandezza e lo splendore, oltre che di venerare le preziose reliquie per le quali funge da monumentale scrigno.

Davanti alla sua imponente facciata si fermarono, estasiate, anime innocenti e generose, assetate di contemplare un sublime riflesso della gloria di Dio su questa terra e lì, sensibili a tutto ciò che riguarda questa stessa gloria, piansero di emozione.

Nel corso dei secoli, assistette al va e vieni di gioie, dolori, drammi e vittorie che hanno composto la storia dell’affascinante Parigi, e in tutti i momenti continuò ad invitare coloro che si avvicinavano, affascinati dalla sua bellezza, a non fissare gli occhi sulle cose passeggere di questa vita, ma a elevarsi al Cielo, dove puntava la sua elegante guglia.

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Facciata sud della Cattedrale di Notre-Dame
Sia nella penombra della notte, sia bagnata dai raggi del sole, la nobile cattedrale si presentava come un genuino fiore della civiltà, permettendo agli uomini di oggi di conoscere ed essere incantati da quella primavera della Fede che la generò, e di sognare gli splendori del Regno di Maria annunciati da tanti Santi e profeti.

Per tutto questo, i cuori dei fedeli erano costernati nel vedere il magnifico tempio in fiamme. Consapevoli, però, della vittoria definitiva di Cristo sulla Croce, questo dolore non ha superato la speranza di contemplare presto il sorgere di meraviglie ancora più grandi. Le opere dell’Altissimo non falliscono mai: quando Egli permette un disastro, è perché da esso farà nascere qualcosa di meglio. Non è un caso che dalla sua Passione e Morte sia sopravvenuta la Risurrezione!

Forse la più grande lezione che la venerabile cattedrale ha dato al mondo mentre le fiamme la consumavano è stata quella di attirare nuovamente gli occhi degli uomini su di sé, facendoli elevare fino alla Croce. Su questo trono di dolore e di gloria, l’Agnello Immolato attende l’arrivo di anime coraggiose che si alzino per estinguere il funesto incendio del peccato e del relativismo che imperversa nella nostra società…

Dio vuole essere servito da figli che, fortificati dall’infallibile e illimitato potere della grazia divina, non esitino a sfidare il fuoco e le nuvole scure di fumo che ci circondano, mostrando che, in mezzo al tracollo generale, c’è un rifugio sicuro. Questo si trova accanto a Colei che si è mantenuta in piedi sul Calvario e che non abbandonerà mai la Santa Chiesa! (Rivista Araldi del Vangelo, Giugno/2019, n. 193, p. 50 - 51) 

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