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Gesù Cristo

Perché Nostro Signore è venuto a farsi battezzare?

Pubblicato 2019/01/14
Autore : San Giovanni Crisostomo

Gesù non fu battezzato a causa di qualche peccato, e nemmeno perché gli mancava la grazia dello Spirito Santo. La vera ragione del suo battesimo ci è indicata da Giovanni Battista e dallo stesso Salvatore.

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Battesimo di Nostro Signore - Chiesa del Santissimo Sacramento, Porto (Portogallo)
Perché Gesù ha ricevuto il Battesimo? Questo è ciò di cui parleremo e nel contempo vi faremo conoscere quale battesimo Egli ha ricevuto; questi due punti infatti sono di uguale importanza. E, per farvi comprendere meglio il primo, è proprio da quest’ultimo che cominceremo a parlarvi.

Il lavacro dei Giudei cancellava soltanto le impurità corporali

C’era un battesimo dei Giudei che purificava dalle impurità del corpo, ma non toglieva i peccati che sono nella coscienza: se uno aveva commesso un adulterio, un furto o qualche altro tipo di misfatto, quel battesimo non li cancellava. Ma chi aveva toccato le ossa dei morti, chi aveva gustato cibo proibito dalla legge, chiunque si era avvicinato a contaminazione, aveva avuto contatto con i lebbrosi, costui lavatosi, era impuro fino a sera, dopo di che era purificato. “Laverà il suo corpo in acqua pura e rimarrà impuro solo fino a sera” (cfr. Lv 15, 5).

Non erano questi dei veri e propri peccati o impurità in senso stretto, ma poiché i Giudei erano un popolo rozzo e imperfetto, attraverso l’osservanza minuziosa della Legge, Dio voleva che divenissero più religiosi e alla lunga preparati all’osservanza di comandamenti più importanti.

Il lavacro dei Giudei dunque non cancellava i peccati, ma soltanto le impurità corporali. Non è assimilabile a quello nostro di gran lunga migliore e pieno di grazie abbondanti, perché esso rende liberi dal peccato, purifica l’anima e conferisce la grazia del Santo Spirito. Quanto al battesimo di Giovanni, esso era di molto superiore a quello dei Giudei, ma inferiore al nostro; esso era come un ponte tra i due battesimi che li univa e portava dall’uno all’altro.

Il battesimo di Giovanni era superiore a quello dei giudei

Giovanni non invitava gli uomini ad osservare le purificazioni corporali, anzi li distoglieva da quelle esortandoli ad abbandonare il vizio e praticare la virtù, e a riporre le speranze di salvezza nelle opere buone, piuttosto che in diversi lavacri e purificazioni con acqua. Egli non diceva: “Lavate i vostri vestiti, lavate il vostro corpo, e sarete puri”, ma piuttosto: “Fate frutti degni di conversione” (Mt 3, 8).

Da questo punto di vista il battesimo di Giovanni era superiore a quello dei Giudei, ma inferiore al nostro, perché non donava il Santo Spirito, non conferiva la remissione dei peccati con la grazia. Portava alla penitenza, ma non aveva il potere di rimettere i peccati. Per questo Giovanni diceva ancora: “Io vi battezzo con l’acqua, ma lui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (cfr. Mt 3, 11). Dunque, lui, Giovanni non battezzava in Spirito. Ma perché in Spirito Santo e fuoco? Per ricordarci quel giorno in cui si videro lingue di fuoco posarsi sugli apostoli (cfr. At 2, 3).

Che il battesimo di Giovanni non fosse perfetto e non conferisse né la grazia del Santo Spirito né la remissione dei peccati, è quanto risulta dalle parole di san Paolo ad alcuni discepoli che aveva incontrato:

— Avete ricevuto il Santo Spirito quando avete abbracciato la Fede? – chiese loro.

— No, non abbiamo neppure sentito dire che ci sia un Santo Spirito! – risposero.

— Quale battesimo avete dunque ricevuto?

— Il battesimo di Giovanni.  

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San Giovanni Battista, del Maestro dei Tondi di Coburg - Museo di Belle Arti, Digione (Francia)
Ora, il Precursore dava “il battesimo della penitenza”, non quello della remissione dei peccati. Perché, allora, battezzava? Battezzava “dicendo alla gente che doveva credere in Colui che veniva dopo di lui, cioè in Gesù”. Avendo sentito questo quei discepoli si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù. “E non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, il Santo Spirito scese su di loro” (cfr. At 19, 2-6).

Vedete, come era incompleto il battesimo di Giovanni? Se questo non fosse stato incompleto, Paolo non li avrebbe battezzati di nuovo, non avrebbe imposto le mani su di loro; ma poiché ha fatto entrambe le cose, egli ha proclamato la superiorità del battesimo degli apostoli e l’inferiorità dell’altro.

Gesù era molto superiore allo stesso Giovanni Battista

Ora conosciamo la differenza che passa fra i tre battesimi di cui vi abbiamo detto. Ma perché il Salvatore è stato battezzato e quale battesimo ha ricevuto? Ecco quanto ci rimane da farvi sapere.

Egli non ha ricevuto né il primo, quello dei Giudei, né il nostro, perché non aveva bisogno della remissione dei peccati: questa del resto era impossibile poiché non c’era peccato in lui, secondo queste parole di San Pietro: “Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca” (I Pt 2, 22). ed ancora leggiamo in San Giovanni: “Chi di voi può convincerMi di peccato?” (Gv 8, 46). La sua carne non poteva ricevere in più lo Spirito Santo, poiché possedeva per principio lo Spirito Santo stesso che le aveva dato forma. Se dunque quella carne non era né estranea allo Spirito Santo e neppure soggetta al peccato, per quale motivo battezzarla?

Ma cominciamo col dire quale battesimo ha ricevuto il nostro Signore e il resto sarà molto più chiaro. Quale fu dunque questo battesimo? Non fu né quello dei Giudei né il nostro, ma fu quello di Giovanni. Perché? Affinché la natura stessa di questo battesimo ci dicesse che il Salvatore non era stato battezzato a motivo di peccati, né perché mancasse della grazia dello Spirito Santo, poiché questo battesimo, come è stato dimostrato, non possedeva nessuna delle due cose. Per cui è chiaro che Gesù non andò da Giovanni per ricevere la remissione dei peccati, né per ricevere lo Spirito Santo. E affinché nessuno dei presenti immaginasse che fosse andato per fare penitenza come gli altri, ecco come Giovanni ha prevenuto in anticipo questa falsa interpretazione. Lui che gridava a tutti: “Fate degni frutti di penitenza” (Mt 3, 8), disse al Salvatore: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me!” (Mt 3, 14). Diceva questo per far sapere che il nostro Signore non era andato da lui per lo stesso bisogno degli altri, e che lungi dall’essere battezzato per lo stesso motivo, egli era ben al di sopra di Giovanni Battista stesso ed infinitamente più puro.

Lo Spirito Santo voleva farLo conoscere a tutti

Ma perché veniva dunque battezzato se non era per penitenza, né per remissione dei peccati, né per ricevere la pienezza dello Spirito Santo?

Per due altri motivi di cui uno ci è rivelato dal discepolo, e l’altro detto a Giovanni dal Salvatore stesso. Quale ragione di questo battesimo ci ha dato Giovanni? Era necessario che il popolo sapesse, come dice san Paolo, che “Giovanni ha amministrato un battesimo di penitenza, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù” (At 19, 4). Ecco l’obiettivo di questo battesimo.

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Gesù e Giovanni Battista bambini con Santa Elisabetta,
la Madonna e Sant’Anna - Chiesa di San Severino, Bordeaux (Francia)
Se fosse stato necessario bussare a tutte le porte e fare uscire la gente fuori, per mostrare Cristo dicendo: “Questo è il Figlio di Dio”, una simile testimonianza sarebbe stata sospetta e assai difficile. Se Giovanni avesse preso con sé il Salvatore e fosse entrato nella Sinagoga per presentarLo, quella testimonianza sarebbe stata ugualmente sospetta. Ma che alla presenza di gente che veniva da ogni città sparsa lungo il Giordano e che si affollava sulle sue rive, sia venuto Egli stesso per essere battezzato, che sia stato raccomandato dalla voce del Padre discesa dal cielo, e che lo Spirito Santo si sia posato su di lui, sotto forma di colomba, ecco cosa non permette più di dubitare della testimonianza di Giovanni. Non per un altro motivo, il santo Precursore aggiunge: “Io stesso non lo conoscevo” (Gv 1, 31), mostrando così che la sua testimonianza è degna di fede.

Gesù e Giovanni erano parenti secondo la carne: “Anche Elisabetta, tua parente, ha concepito un figlio” (Lc 1, 36), disse l’Angelo a Maria parlando della madre di Giovanni. Allora per evitare che questa parentela potesse essere motivo della testimonianza che Giovanni rendeva a Cristo, la grazia dello Spirito Santo dispose le cose in maniera tale che Giovanni trascorse la sua prima giovinezza nel deserto e, così, la sua testimonianza non parve dettata dalla familiarità e in un disegno premeditato, ma ispirata da un avvertimento dall’alto. Ecco il motivo per cui dice (cfr. Gv 1, 32-33):

— Io stesso non Lo conoscevo.

— Allora, dove mai L’hai conosciuto?

— Colui che mi ha mandato a battezzare con l’acqua, mi ha detto.

— E cosa ha detto?

— Colui sul quale tu vedrai lo Spirito Santo discendere come una colomba e posarsi, è colui che battezzerà in Spirito Santo.

Come vedete, il testo sacro parla dello Spirito Santo non come se dovesse scendere per la prima volta su Gesù Cristo, ma come per presentarLo, indicandoLo per così dire col dito, facendoLo conoscere a tutti. Ecco perché Nostro Signore venne a farsi battezzare.

Obbedire ai profeti era giustizia

C’è ancora un’altra ragione che indica lui stesso. E qual è? Siccome Giovanni aveva detto “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me”, Gesù gli rispose: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia” (Mt 3, 14-15). Vi siete resi conto della modestia del servo? Avete notato l’umiltà del Maestro? Cosa significa “adempiere ogni giustizia”? Per giustizia s’intende l’adempimento di tutti i Comandamenti di Dio, come in questo passo: “Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore (Lc 1, 6). Tutti gli uomini dovevano compiere questa giustizia, ma nessuno fu fedele, nessuno la compì; per questo è venuto Cristo, per compiere questa giustizia.

Che giustizia c’è ad essere battezzati, chiederete? Obbedire ai profeti era giustizia. E, come il nostro Signore fu circonciso, offrì il sacrificio, osservò il sabato e celebrò le feste dei Giudei, così aggiunse qui ciò che restava da compiere sottomettendosi al profeta che battezzava.

Tale era la volontà di Dio che tutti ricevessero il battesimo, come Giovanni ci dice: “Chi mi ha inviato a battezzare con acqua” (Gv 1, 33), e come Cristo stesso si esprime: “Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni. Ma i farisei e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui hanno reso vano per loro il disegno di Dio” (Lc 7, 29-30).

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Battesimo di Nostro Signore - Chiesa di Sant’Anna, Chicoutimi (Canada)
Se dunque è giustizia obbedire a Dio e se Dio ha inviato Giovanni per battezzare il popolo, Gesù ha compiuto questo punto della Legge come tutti gli altri.

La Nuova Arca divina tornò in Cielo

Comparate, se volete, i comandamenti della Legge a duecento denari: occorreva che il genere umano pagasse questo debito. Noi non l’avevamo pagato e la morte ci teneva stretti sotto il peso delle prevaricazioni. Il Salvatore, giunto e trovatici legati, ha pagato lui il nostro debito, ha saldato quanto dovevamo e ha liberato coloro che non avevano come saldare. Per questo egli non dice: “Conviene che facciamo questo o quest’altro”; ma piuttosto “che noi compiamo ogni giustizia”. È come se dicesse: “Conviene che Io, il Maestro, paghi per coloro che non hanno nulla”.

Questo è il motivo del suo battesimo, la necessità di far vedere che si compiva ogni giustizia e questo motivo va aggiunto a quello che è stato dato sopra. Per questo lo Spirito Santo scese sotto forma di colomba, che è il simbolo della riconciliazione con Dio. È così che al tempo dell’Arca di Noè la colomba, portando nel becco un ramo di ulivo, è venuta ad annunciare la misericordia divina e la fine del diluvio. Ancora oggi, è sotto la forma di una colomba – notate che dico forma, non corpo – che lo Spirito di Dio viene ad annunciare il perdono al mondo, e allo stesso tempo a comunicare che l’uomo spirituale dovrà essere innocente e semplice, e allontanarsi dal male, secondo questa parola di Cristo: “Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18, 3).

La prima arca è rimasta sulla terra dopo il cataclisma, ma la nuova arca divina, il nostro Signore, è tornato in cielo quando il corruccio divino è stato placato e adesso il Suo corpo innocente e puro è alla destra del Padre. (Rivista Araldi del Vangelo, Gennaio/2019, n. 188, p. 22-25) 

Omelia sul Battesimo di Nostro Signore e l’Epifania. In: “Œuvres Complètes”. Bar-le-Duc: L. Guérin et Cie, 1804, t.III, p.185-188 

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