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Santo Antonio Maria Claret, Fondatore dei Missionari Figli del Cuore Imacolato di Maria

Pubblicato 2017/10/24
Autore : Padre Rohrbacher

Antonio Claret nacque in Catalogna, Spagna, il 23 Dicembre 1807, quando Napoleone I invase il Paese, provocando un lungo periodo di crisi, in cui il cattolicesimo soffrirebbe duri colpi.

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Santo Antonio Maria Claret, Fondatore dei Missionari Figli del Cuore Imacolato di Maria

Antonio Claret nacque in Catalogna, Spagna, il 23 Dicembre 1807, quando Napoleone I invase il Paese, provocando un lungo periodo di crisi, in cui il cattolicesimo soffrirebbe duri colpi. Antonio Claret, allora, sarebbe uno dei più attivi difensori della fede.

Era il quinto degli undici figli di Giovanni Claret e Giuseppina Clarà. Antonio era un ragazzo che ebbe presto la pietà come caratteristica. Dopo aver iniziato gli studi di latino con il sacerdote, il padre lo vide intusiasmato e lo mandò, a sedici anni, a Barcellona perché potesse studiare di più.

Desideroso di una vita sempre più perfetta, perché viveva modestamente e castamente, sfuggendo dei compagni rumorosi, Antonio pensò di cercare i Certosini. Prima, però, chiese il parere degli anziani, più esperienti, pii e sensibili, che gli indicarono il Seminario di Vic, nella diocesi in cui era nato.

Nel seminario conobbe Tiago Balmes, quel Tiago che, nonostante abbia vissuto così poco, diede inizio al rinnovamento del pensiero cristiano in Spagna.

Antonio Maria Claret fu un seminarista perfetto. Ricevé la tonsura il 2 febbraio 1832, e a 20 Dicembre 1834 era già suddiacono. Nominato Padre il 13 giugno 1835, nella festa di Sant'Antonio di Padova, proprio quando iniziò la guerra carlista; fu nominato vicario e subito dopo economo della casa parrocchiale. Lì svolse il ministero e concluse gli studi teologici.

Nel 1839, si recò a Roma, perché, sicuro della sua vera vocazione, voleva mettersi a disposizione della Congregazione di Propaganda, per lavorare nelle missioni. Il Cardinale Prefetto, tuttavia, era assente, e Antonio colse l'occasione per eseguire gli esercizi tra i gesuiti, rispodendo la proposizione del Cardinale. Però, una ferita che gli apparse alla gamba lo costrinse a tornare in Spagna. Poi, dal Vescovo di Vic, fu nominato cura di Viladrau.

Predicando con fervore, Antonio Claret portava in sospeso l'intera platea, dal più raffinato al più modesto. Per completare le istruzioni orali, cominciò a scrivere - e scrisse per tutta la sua vita, più di centocinquanta libri. Il suo Camino recto y seguro para llegar al Cielo, apparve nel 1843.

Antonio Claret non cercò di esporre una dottrina originale: il suo scopo era quello di presentare il Vangelo al popolo, insistendo sulle grandi verità e mostrando l'affetto e la stima del dovere dello stato. Raccomandava esercizi di pietà classici, allegando grande importanza alla devozione alla Santa Madre di Dio.

Predicando ogni giorno, instancabilmente, viaggiando a piedi, alla ricerca di siti più lontani, sentendo le confessioni alla sera, pio, caritatevole, sempre disposto e pronto ad alleviare il pesante fardello degli uomini, presto cominciò a correre la notizia di nuovi miracoli che avrebbe operato. Si diceva, ripetutamente, che Nostro Signore e Sua Madre Santissima apparvero a lui, una volta.

A quei tristi tempi, un uomo come lui era considerato pericoloso per coloro che cercavano di avvalersi dell'ignoranza della gente. Perseguitato, si trovò molto esposto e quindi si trasferì alle Canarie. Lì, per quindici anni, Antonio predicò incessantemente.

Tornato in Spagna nel 1849, gettò le basi della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria.

Una sorpresa però, lo attendeva: Pio IX, sotto richiesta della Regina Elisabetta II lo nominò Arcivescovo di Santiago di Cuba, il 4 agosto 1849.

Consacrato il 6 ottobre dell'anno successivo, partì per il suo nuovo incarico il 28 dicembre, e raggiunse la destinazione il 18 febbraio 1851. Aggiunse, allora, Maria a suo nome.

La diocesi non era per niente edificante. I sacerdoti erano pochi, vivevano senza risorsa e, quel che era peggio, avevano poca istruzione. Il nuovo vescovo presto organizzò sessioni di studio nel seminario e, per migliorare il tenore di vita di quei sacerdoti, ridusse al minimo le spese dell'arcivescovado.

Sant'Antonio Maria Claret predicò la Quaresima a Santiago e poi cominciò a visitare la vasta diocesi. Un anno e mezzo più tardi, aveva distribuito 97.217 libri, 83.500 immagini, 20.600 rosari e 300 medaglie. In sei anni, aveva pronunciato 11 mila sermoni, aveva regolarizzato la situazione di una trentina di coppie e confermato 300 mila persone.

Senza sapere cosa fosse la stanchezza, ignorando gli incidenti di viaggio, che compiva a piedi o a cavallo, mangiando quello che si trovava lungo la strada, attraversando fiumi mite o pericolosi, sotto il sole o la pioggia, nelle notti fredde o piene di ladri, senza paura affrontava le persone colpite dalla colera o gli oppositori del cattolicesimo, impassibile, sereno, senza lamentarsi, tranquillo e dolce, andava sempre a dove c'era più bisogno i figli di Dio.

Ancora una volta ad essere un ostacolo a coloro che vivevano lontano dalla legge di Dio, riconciliando i coniugi separati perversamente, predicando la verità che era fatale per i piani dannosi, Sant'Antonio Maria Claret coltivò una folla di nemici. Niente meno di quindici attentati subì il coraggioso e impavido arcivescovo.

Una notte, fuori dalla chiesa, avanzarono contro di lui con un pugnale. Gli diedero un colpo che aprì il lato sinistro di sua faccia, provocando una brutta ferita, e tutti pensavano che morirebbe. Si guarì, invece, molto presto, e quella guarigione veloce è stata considerata come miracolosa.

Il 18 marzo 1857, la regina Elisabetta lo chiamò in Spagna. Sicuro che sarebbe rimproverato per l'azione apostolica che sviluppava a spese di sacrifici, anche con l'esposizione della sua vita, si presentò alla sovrana così arrivò nel Vecchio Mondo, il 26 maggio. E la regina, che altro non voleva, che farlo il suo confessore, lo trattenne in Spagna, contro la volontà del santo. Nominato Arcivescovo di Trajanopolis, continuò ad amministrare Cuba e poco dopo, anche Madrid.

Molto influente nel suo paese, fece che nominassero i buoni vescovi, organizzò centri di studi ecclesiastici, e dopo aver lottato perché la corte diventasse meno frivola, combattendo l'indecenza - formò nuovi nemici, molti nemici. Criticato, fu rappresentato in modo ridicolo in romanzi, canzoni, commedie e caricature. Antonio Claret, con la sua santità e l'amore di Dio, superava ogni cosa, senza arrabbiarsi, perché combatteva la buona battaglia.

Nel 1868, la rivoluzione espulsò la Regina dal trono. Rifugiata a Parigi, la seguì il suo confessore. E quando Elisabetta aveva perso tutti gli amici, perché gli avvenimenti della vita gli avevano spaventato, il buon arcivescovo rimase, insieme a poche altre persone, al suo fianco, e diventò anche precettore dei principi.

Nel frattempo, a poco a poco, la Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria si sviluppava. Nel 1866, le Costituzioni furono approvate a Roma. Dopo aver combattuto a Parigi per difendere i valori della Chiesa e di aver curato la colonia spagnola, Antonio Claret si sentiva ammalato e senza le forze, essendo costretto a ridurre, sensibilmente, il lavoro che era in corso.

Il 30 marzo 1869, partì per Roma. Ricevuto dal Papa, lavorò, anche se ancora malato, nel Concilio Vaticano II e nei preparativi per il conclave. L'estate a Roma, però, lo scosse. Subì, poi, un attacco di congestione.

Costretto al riposo, riprese un po' del vigore di prima, e poté predicare in un seminario, dove presiedé la distribuzione di premi ai giovani che si erano distinti di più, presso la casa. Fu l'ultima preghiera pronunciata in pubblico.

Sempre inseguito dai nemici, Dio lo liberò fino all'ultimo momento. Morì il 24 ottobre 1870, a 63 anni di età. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero dei monaci di Frontefria, poi trasferito alla sua terra natale, nel 1897.

Fu beatificato il 25 febbraio 1934, e poi canonizzato il 7 maggio 1950.

La Congregazione ricevé la conferma dei suoi privilegi nel 1924, ed i suoi membri adottarono il nome di Claretiani.

(Vida dos Santos, Padre Rohrbacher, Volume XVIII, p. 448 à 453)

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